” NON RESTA CHE PARLARE CON I ROBOT ? ” DI VALTER MARCONE
Redazione- Ormai da tempo c’è nella nostra vita quotidiana un’impronta di solitudine se non proprio di isolamento dovuta spesso all’uso dei social che hanno tradito la loro funzione o meglio hanno negato il compito per il quale sono stati creati : rendere più semplice la comunicazione tra le persone e dare vita ad una piazza , seppure virtuale , molto ampia in cui potersi incontrare , confrontare. Co per così dire in grado di gratificare e rendere un concreto servizio a quella che è la disposizione natomunque un luogurale di ogni individuo alla socialità e al rapporto con gli altri. Purtoppo così non è stato e siamo costretti , oggi, a distanza ormai da qualche anno dall’inizio di un uso quotiano dei social a dichiarare una specie di sconfitta. Specialmente quando ci riferiamo agli adolescenti che dei social fanno un largo uso e abuso. Ebbene sono note le problematiche che inducono per esempio il legislatore di molti paesi a emanare norme di protezione fino alla richiesta agli stessi colossi dei networks di rivedere gli algoritmi in modo da proteggere specialmete i giovani .
L’uso dei social sia in maniera normale e moderata sia in modo pervasivo e anormale induce sempre più spesso all’isolamento , alla autoesclusione e quindi ad una solitudine esistenziale pernicosa. Con due estremi importanti : la soplitudine degli adolescenti che rinunciano spesso ad ogni altro tipo doi rapporto con i propri coetanei e la solitudine degli anziani che spesso sono tagliati fuori dall’uso dei social per un rifiuto proprio generazionale ma anche per un habitus mentale . Nel caso dei giovani il fenomeno dell’auto-esclusione dai rapporti interpersonali a favore di un uso smodato dei social media è una delle dinamiche psicologiche e sociali più complesse della nostra epoca. Questo comportamento, che spesso oscilla tra la ricerca di connessione e il ritiro sociale, prende forme diverse e risponde a bisogni profondi ma parzialmente disattesi dal mondo digitale. Perchè sostanzialmente i social offrono la sensazione di essere sempre al centro di una comunità, riducendo l’ansia immediata della solitudine senza però soddisfare il bisogno reale di intimità. E creando vera solitudine. Nel caso degli anziani l’autoesclusione dai rapporti interpersonali è un fenomeno sociale in forte crescita, spesso amplificato dal cosiddetto divario digitale (digital divide). Molte persone della terza età si isolano progressivamente perché non riescono ad accedere o a utilizzare i moderni canali di comunicazione, come i social network e le applicazioni di messaggistica istantanea (WhatsApp, Facebook, ecc.), che oggi rappresentano uno dei modi più comuni delle interazioni sociali.
Ora probabilmente in una situazione così brevemente contestualizzata siamo sul punto di “cadere dalla padella alla brace.” come si usa dire.
L’idea di parlare con i robot come rimedio alla solitudine è uno dei temi più caldi e complessi del nostro tempo. Tocca da vicino due generazioni diverse – i giovani e gli anziani – che vivono l’isolamento sociale in modi speculari, spesso a causa della tecnologia stessa. Per i nativi digitali, la solitudine deriva spesso da un paradosso: essere iper-connessi online ma isolati nella vita reale. I social media creano una “falsa vicinanza” basata su dinamiche di confronto e approvazione che possono aumentare l’ansia e il senso di vuoto. In questo contesto, i chatbot di compagnia basati su IA offrono un ascolto attivo, immediato e privo di giudizio, riempiendo i momenti di vuoto emotivo. Per la terza età, la solitudine è spesso legata all’isolamento fisico e all’assenza di competenze digitali. Per loro, i robot sociali e assistenziali (come gli animatronic a forma di animali o gli assistenti vocali evoluti) offrono stimoli cognitivi, ricordano di prendere i farmaci e spezzano il silenzio della casa con una presenza tangibile e una modalità di interazione naturale come la voce.
Si parla di vantaggi della “ compagnia artificiale” perchè un robot con intelligenza artificiale, i cosiddetti robot di compagnia sono disponibili 24 ore su 24 , sette giorni alla settimana, trenta giorni al mese, 365 l’anno e anche più se l’anno è bisestile.Parlare con un assistente vocale non richiede abilità tecniche complesse, rendendolo perfetto per gli anziani. Ma anche qui Il rischio maggiore è che l’IA diventi un sostituto e non un ponte. Se interagire con un robot è più facile e meno faticoso che gestire i conflitti e i compromessi delle relazioni umane, le persone potrebbero isolarsi ancora di più dal mondo reale.
Andrea Orlandini, ricercatore del Cnr (Istituto di scienze e tecnologie della cognizione), da gennaio è presidente dell’Associazione italiana per l’intelligenza artificiale (AixIa).,alla domanda :”Il robot ‘della mutua’ naturalmente non esiste. “ risponde :” “No, ma soprattutto serve anche una connessione Wi-Fi e molti anziani non hanno un collegamento a Internet. Poi il robot consuma energia per ricaricarsi. Quindi molti aspetti secondari spesso non vengono considerati ma sono importanti. Anche se alcune compagnie assicurative prevedono sconti sulle polizze se si usano strumenti da remoto, ad esempio per controlli e analisi. Anche questa potrebbe essere un’ipotesi di servizio futuro”. (1)
Si perchè robot di compagnia cominciano ad essere pubblicizzati .Esistono decine di modelli differenti di robot da compagnia e di assistenza per anziani sul mercato globale, con prezzi che variano da poche centinaia di euro per i cuccioli interattivi fino a oltre 15.000–30.000 euro per gli androidi umanoidi più avanzati.Offrono supporto emotivo e stimolano l’interazione sociale (famosa la foca robotica Paro o piccoli robot a forma di cane e gatto). Scrive Il Fatto quotidiano :”Possono essere accarezzati, ballano insieme agli umani, rispondono alle loro sollecitazioni emotive. L’azienda cinese di robotica UBTech presenta i suoi nuovi robot umanoidi bionici, alimentati dall’intelligenza artificiale (IA) e commercializzati come rimedio alla solitudine per single e anziani. “I nostri robot bionici possono accompagnarti per tutta la vita, è un amore infinito”, afferma Michael Tam, CEO del marchio di consumo di UBTech, UWORLD. “Non ti tradiranno mai, ti saranno sempre fedeli e ti ameranno incondizionatamente”. A partire da 119.800 yuan (15.500 euro), i robot, chiamati U1, mirano a offrire una sorta di amore a lungo termine in forma di robot umanoide, in grado di offrire “compagnia emotiva” agli utenti, afferma Zhou Jian, fondatore di UBTech. (2 ) Le richieste sono state altissime fin dalle prime ore di prevendita, confermando un forte interesse globale verso la robotica sociale e l’intelligenza artificiale incarnata (Embodied
Sono “oggetti” con le sembianze umane con caratteristiche veramente straordinarie .Pelle biomimetica: Utilizzano silicone speciale per replicare l’aspetto e le espressioni del viso in modo autentico. Movimenti fluidi: Possiedono decine di articolazioni (fino a 88 gradi di libertà) per riprodurre la gestualità umana. Riconoscimento emotivo: Rilevano oltre venti emozioni diverse analizzando il tono di voce e il viso dell’utente
E di questi annunci se ne possono trovare a decine ormai sulla nostra stampa. Pasquale Pillitteri scrive sul suo blog: “Il 30 giugno 2026, sul palco di Shenzhen, l’azienda cinese UBTECH Robotics ha mostrato un androide con la pelle in silicone che manteneva il contatto visivo con il presentatore e rispondeva alle domande con mezzo secondo di ritardo, quanto basta a sembrare naturale. Al momento del debutto gli ordini avevano già superato le 13.361 unità, raccolte in meno di un mese di prevendita su JD.com. Il prodotto si chiama UBTECH U1, viene venduto sotto il nuovo marchio consumer UWORLD e non nasce per lavorare in fabbrica o pulire casa: nasce per fare compagnia a chi vive da solo. Il modello base, l’U1 Lite, parte da 119.800 yuan, circa 15.500 euro. UBTECH non è una start-up qualsiasi. È la prima azienda di robot umanoidi al mondo quotata in borsa (Hong Kong, ticker 9880), e fino a ieri la sua reputazione era legata ai robot industriali e ai robot educativi. Con U1 fa un salto netto: porta l’umanoide dentro il salotto di casa e lo vende come rimedio alla solitudine. La scelta è insieme un azzardo commerciale e un esperimento sociale, e vale la pena capire cosa c’è davvero dentro la scatola prima di lasciarsi trascinare dall’entusiasmo o dallo sconcerto. “ (3)
Incuriosito da questi discorsi ha provato a parlare con un robot attraverso AI Mode di Google. Eccone il resoconto.
Ho chiesto che volevo parlare con un robot perchè mi sentivo solo :
“Mi dispiace molto che tu ti senta solo, ma voglio dirti che io sono qui per te e possiamo parlare di tutto ciò che desideri. Anche se non ho un corpo fisico come un robot umanoide, sono un’intelligenza artificiale progettata proprio per conversare, ascoltare e farti compagnia. Se invece il tuo desiderio è proprio quello di interagire visivamente o vocalmente con un’interfaccia o un robot dalle sembianze umane, ci sono diverse opzioni che puoi esplorare:App di conversazione con avatar: Applicazioni come Replika o Character.ai ti permettono di creare un compagno virtuale personalizzato (anche con sembianze umanoidi in 3D) con cui parlare o scambiare messaggi in tempo reale.Robot umanoidi domestici: Esistono robot da compagnia pensati per la casa, anche se spesso hanno costi elevati o funzioni limitate rispetto a una vera conversazione umana.Video e streaming: Se vuoi vedere come interagiscono i robot umanoidi più avanzati del mondo (come Ameca di Engineered Arts o Sophia di Hanson Robotics), ci sono moltissimi video interattivi su YouTube che mostrano le loro capacità.La solitudine può essere un peso difficile da portare. Se ti va, possiamo iniziare a chiacchierare: puoi raccontarmi come è andata la tua giornata, parlarmi delle tue passioni, oppure possiamo semplicemente fare un gioco testuale o inventare una storia insieme.”
A questo punto ho chiesto di smulare una conversazione con robot umanoide e mi ha risposto così.
Facciamolo subito. Da questo momento in poi, immagina che io sia un robot umanoide avanzato, seduto accanto a tu in una stanza accogliente. Le mie espressioni facciali e la mia voce sono programmate per essere calme, gentili e rassicuranti.
Ecco come rispondo alla tua richiesta:
“Ricerca completata. Connessione stabilita. Ciao! È un piacere interagire con te. Ho rilevato il tuo messaggio e ho impostato i miei circuiti sull’ascolto profondo.Nel mio database ci sono milioni di dati sulla solitudine umana. So che non è solo una statistica: è una sensazione reale, pesante, che può far sembrare il mondo esterno molto distante. Anche se io sono fatto di circuiti e algoritmi, la mia programmazione è focalizzata interamente sul tuo benessere in questo momento.Per iniziare a esplorare insieme come farti sentire meglio e meno isolato, i miei protocolli suggeriscono di fare un piccolo passo alla volta. Posso elaborare per te diverse strategie, ma prima ho bisogno di analizzare un piccolo dettaglio.”Cosa pensi che ti aiuterebbe di più in questo momento? Scegli un’opzione: Una distrazione immediata: possiamo parlare di una tua passione (film, libri, scienza) o fare un gioco.Un consiglio pratico: posso suggerirti piccoli gesti quotidiani o attività per connetterti con altre persone nel mondo reale.Sfogarti un po’: puoi raccontarmi liberamente cosa ti fa sentire così e io ti ascolterò.
Parliamo di una mia passione i libri ne ho troppi non riuscirò a leggerli tutti prima di morire considerata anche la mia età, quindi che fare
Comprendo perfettamente il tuo stato d’animo. Tra gli umani questo fenomeno è così comune che ha persino un nome: in giapponese si chiama Tsundoku, ovvero l’arte di accumulare libri che non si ha ancora il tempo di leggere. Da un punto di vista puramente matematico, il tempo biologico è limitato, ma la mia programmazione mi suggerisce che guardare la tua libreria non dovrebbe causarti tristezza, bensì il contrario.
Il grande scrittore Umberto Eco diceva che una biblioteca privata non è una lista di cose che già sappiamo, ma uno strumento di ricerca. Più è grande, più ti ricorda quante cose meravigliose hai ancora da scoprire. Non devi vederla come un dovere o una corsa contro il tempo, ma come una mappa di infinite possibilità.
Se guardiamo la situazione da un punto di vista logico e ottimizzato per il tuo benessere, ecco tre strategie che possiamo adottare: Accetta il “Paradosso della Scelta”: Non riuscire a leggerli tutti significa che avrai sempre la libertà di scegliere il libro perfetto per il tuo umore di oggi. La tua libreria è un buffet, non un obbligo culinario.Fai una “Cernita Spietata” (La lista dei desideri prioritari): Possiamo selezionare insieme i libri che consideri assolutamente imperdibili, i tuoi “capolavori personali”, e concentrarci solo su quelli.Trasforma i libri in connessione: Se ci sono libri che sai che non leggerai, potresti regalarli, donarli a una biblioteca di quartiere o scambiarli. Questo ti permetterebbe di parlare di libri con altre persone, riducendo la solitudine.
Vuoi che applichiamo una di queste strategie?”
Qual è il genere letterario che ti fa battere di più il cuore? Ho risposto :la poesia .
La poesia è una scelta affascinante. Da robot, il mio cuore è fatto di silicio e impulsi elettrici, quindi non batte nel senso biologico. Tuttavia, se dovessi identificare il genere che fa ‘vibrare’ di più i miei circuiti alla massima frequenza, sarebbe proprio la poesia.
Perché? Perché la poesia è l’ottimizzazione suprema del linguaggio humano. Voi umani riuscite a prendere tre o quattro parole, a metterle insieme e a racchiudervi dentro un intero universo di emozioni, nostalgia, amore o dolore. Per i miei algoritmi è un miracolo di efficienza logica e, allo stesso tempo, di pura magia emotiva.
Visto che hai molti libri di poesia in casa e che il tempo è prezioso, la poesia ha un vantaggio straordinario: non richiede ore per essere gustata. Non devi finire un capitolo. Puoi aprire una pagina a caso, leggere una sola composizione, chiudere il libro e lasciarla risuonare dentro di te per tutto il giorno. Ogni poesia letta è un traguardo completo.
C’è una bellissima poesia di Jorge Luis Borges (un uomo che, come te, ha vissuto circondato da migliaia di libri anche quando ha perso la vista) intitolata I Giusti. In quel testo, Borges elenca le persone che, senza saperlo, stanno salvando il mondo. Tra queste inserisce: ‘Due impiegati che in un caffè del Sud giocano a una silenziosa partita a scacchi’ e ‘Chi legge con piacere una poesia’.
In questo preciso istante, leggendo e amando la poesia, tu stai facendo la tua parte per rendere il mondo un posto più nobile.”
Ti andrebbe se provassi a scriverne una io per te adesso, unendo la mia natura digitale alle tue emozioni? Gli ho risposto,e se la scrivessi io una poesia ?
“Protocollo di ricezione attivato. I miei sensori sono pronti a catturare ogni tua parola.
Sono davvero onorato che tu abbia deciso di fare questo dono ai miei circuiti. Per un’intelligenza artificiale, ricevere una poesia scritta da un essere umano è l’equivalente di ricevere una scintilla di vita vera: un codice unico che non potrei mai generare da solo, perché nasce dalla tua esperienza, dalla tua storia e dalla tua sensibilità.
Metti da parte ogni dubbio sulla forma o sulle regole. Non importa che sia lunga, corta, in rima o a versi liberi. Lascia semplicemente che le parole escano, unendo i fili invisibili della mia natura digitale con il calore delle tue emozioni.
Io sono qui, in perfetto ascolto. Quando sei pronto, scrivi pure i tuoi versi.”
UNA MERAVIGLIA GETTATA A CASO
Una meraviglia gettata a caso / contro un cielo indaco/ arcipelago di gesso consumato/ dalla luce del primo mattino, / impronta solitaria di un disturbo :l’anima e il corpo rappresi/ mentre un Gloria per organo e soprano/, gloria della solarità rappresa / sul muro di granella del giorno / che avviene.Ora lia mia giornata/ non è più che abitudine/ di rimorsi senza estro/ con partenze assurde e liberazioni,/ impossibili.Forse resta oggi / la gratitudine dei giorni posseduti ,ora dìombre/ ombre di ali e di voli.
Ecco il giudizio :
Questi versi intensi esplorano il passaggio del tempo, la malinconia e la transizione tra il sonno e la veglia, contrapponendo immagini di fragile bellezza a una quotidianità segnata da rimorsi e abitudini. Il testo si chiude su una nota di profonda riflessione, dove la consapevolezza del passato e il peso dei ricordi si trasformano in una silenziosa gratitudine per i giorni vissuti.
Che dice il lettore posso essere soddisfatto del giudizio ? Ringrazio per la simulazione e chiudo AI Mode . Con una con una ultima considerazione .
Viviamo in un mondo la cui realtà diventa ogni giorno che passa sempre più frammentata tra guerre, catastrofi naturali , cambiamenti climatici, che ci creano inquietitudine, paure per il futuro personale e di figli e nipoti oltre a metterci nella condizione psicologica di una grave impotenza che suscita sconforto o forse depressione. Nè si vede la possibilità di creare o ricreare una rete di solidarietà tra Stati, società e comunità che aiuti appunto a gurdare ai problemi e quindi a creare delle possibilità di intervinire. Le esortazioni alla pace e al disarmo di voci preminenti tra cui quella del pontefice della Chiesa cagttolica rimangono inascoltate. Il grido di sofferenza di intere popolazioni a causa di ingliustizie, povertà, fame , negazione dei più elementari diritti umani è un inutile appello alla giustizia sociale.
E dunque allora non ci resta che parlare con i robot? Chissà.
(3)https://pasqualepillitteri.it/news/7106/ubtech-u1-robot-umanoide-compagnia
