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” LA VITALITÀ DEVIATA ” – DOTT. MARCO CALZOLI

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Redazione-   Stern si pone come obiettivo quello di analizzare un fenomeno nascosto e poco conosciuto, quello della vitalità. Cosa ci fa essere e sentire vivi? La vitalità riguarda ogni forma di essere vivente e, anche nell’uomo, ha varie sfaccettature. È possibile quindi rintracciare un denominatore comune?

           Cartesio poneva la nota opposizione tra “res cogitans” (pensiero) e “res extensa” (corpo). Invece Spinoza in qualche modo la superava: per Spinoza, infatti, pensiero e corpo, pur essendo distinti, sono attributi di un’unica sostanza. Quest’ultima linea di riflessione è oggi maggiormente sottintesa dalle neuroscienze, che vedono il pensiero e il corpo strettamente collegati. È dalla interazione che corpo e cervello che nasce la mente, secondo la ricerca neuroscientifica attuale.

              Ed è proprio qui che poggia la ricerca di Stern. Stern osserva che la vitalità deriva dal movimento (cioè dal corpo) e si declina in cinque forme:

  • Movimento
  • Tempo
  • Forza
  • Spazio
  • Intenzione/direzionalità.

            Sigmund Freud ha messo più volte in luce la centralità del corpo nella costruzione del mondo psichico. Questa inscindibilità della mente dal corpo, sostenuta secoli prima da Spinoza, ha trovato nel Novecento importanti conferme in campo filosofico da parte di Merleau-Ponty e in seguito grazie al contributo di psicoanalisti. Oggi questa ipotesi è stata confermata da ricerche che hanno esplorato le dinamiche corporee nello sviluppo infantile, dalla gravidanza ai primi anni di vita, e che hanno trovato ulteriori evidenze negli studi delle neuroscienze. Azione e percezione sono processi intimamente legati nel cervello e le ricerche sul ruolo del sistema motorio nella costruzione della mente relazionale rinforzano la visione d’inscindibilità tra mente e corpo. Anche in campo clinico, la terapia della parola, che ha fondato la cura psicoanalitica, si è modificata valorizzando le comunicazioni preverbali ed extraverbali intrecciate con il corpo, che ne hanno ampliato lo scenario relazionale.

            Anche le strutture corporee e successivamente il linguaggio traggono origine dal movimento (Panksepp). Il movimento è all’origine dello sviluppo filogenetico e ontogenetico (Sheets-Johnstone). Il movimento ha un ruolo cruciale nelle emozioni (Langer). Ha un ruolo fondamentale nel pensiero e nel linguaggio (Lakoff e Johnson). Per Gallese e Lakoff le immagini, i concetti e lo stesso linguaggio derivano dalla attività integrativa della corteccia sensomotoria.

             Dato che la vitalità sarebbe espressa mediante i cinque diversi aspetti che abbiamo richiamato, Stern dà credito a un filone recente di ricerca sul cervello: quello della transmodalità. Nelle diverse aree cerebrali ci sarebbero dei neuroni multisensoriali, che cioè rispondono agli stimoli appartenenti a più di una modalità sensoriale. Questi neuroni multisensoriali sono presenti anche in aree cerebrali deputate a una sola modalità sensoriale. È in merito assai rilevante la ricerca di Stein e Stanford, per la quale, almeno nei cuccioli di gatto, sono presenti neuroni multisensoriali che non sono in grado di integrare le informazioni provenienti da diversi sensi fino a che non hanno beneficiato di un certo numero di esperienze transmodali.

              Secondo Stern, l’infrastruttura neuroscientifica che rende possibile l’esperienza delle forme vitali è l’arousal. L’arousal (in italiano “eccitazione” o “attivazione”) è uno stato fisiologico e psicologico di vigilanza e prontezza del sistema nervoso, che varia da un livello di sonno profondo a un’estrema allerta, influenzando attenzione, energia e risposta agli stimoli, e può essere positivo (entusiasmo) o negativo (ansia/stress), spesso correlato alla prestazione sportiva e ai disturbi del sonno.

              I centri della motivazione (fame, sesso, attaccamento, e così via) non possiedono forza propria, ma traggono energia e spinta vitale dall’arousal. L’arousal è l’energia fondamentale alla base di ogni attività mentale e corporea. È localizzato in diverse strutture del tronco encefalico, la parte più primitiva dell’encefalo.

             È indubbio che la vitalità sia collegata con il sesso. Secondo noi, infatti, ci sarebbe un collegamento con le scoperte della psicoanalisi. La psicoanalisi è una disciplina psicologica nata dalle ricerche di Sigmund Freud all’inizio del Novecento. La psicoanalisi è un metodo di indagine della mente, una teoria della mente, un metodo terapeutico e, secondo alcuni, anche una visione metafisica della vita umana.

           Secondo Freud, la mente è prevalentemente incosciente e l’inconscio è animato dalla libido, cioè dalla pulsione sessuale. In seguito Freud ha rivisto la teoria e ha postulato due pulsioni comprimarie: quella sessuale e quella aggressiva (da altri chiamata destrudo). La prima tende alla vita, la seconda tende alla morte.

             È facile quindi constatare come la pulsione sessuale, nella persona normale, è una spinta a dare la vita. Invece nello stupratore la motivazione sessuale è apparente, servendo al controllo e all’esercizio del potere sadico, cioè è capovolta. Si può parlare di vitalità deviata?

              Secondo Orlandini, lo stupro non nascerebbe da un desiderio sessuale ma dal bisogno di dominio. Questo bisogno verrebbe conseguito  attraverso la de-umanizzazione della vittima, che diventa un oggetto  senza  significato:  la  donna  diventa  il  contenitore  di  tutte  quelle emozioni negative di cui l’assalitore vuole sbarazzarsi, come se si trattasse di un’“infezione psichica”. Uno stupro ha veramente poco a che  fare con la passione e la sessualità,  è bensì  un atto  pseudo-sessuale dovuto ad ostilità, collera e controllo. Il bisogno, narcisistico e  sado-masochistico,  di  esercitare  la  propria  forza  ed  il  proprio  controllo  su  una  vittima  attraverso  lo  stupro,  potrebbe  derivare  da sentimenti inconsci di impotenza e svalutazione, o da un profondo vuoto interno ed una profonda depressione. Anche secondo Groth, lo stupro è un “atto pseudo-sessuale”, nel quale il sesso è solo un veicolo per le principali motivazioni di potere e aggressione.

             Dietz ha suddiviso il sex offender in due tipi:

  • Sex offender di tipi situazionale: tende ad avere un livello intellettivo inferiore alla norma. Il suo comportamento sessuale criminale tende ad essere funziona a bisogni sessuali di base, alla bramosia di potere. Comportamento spesso opportunistico e impulsivo. Considera in maniera inadeguata e superficiale i rischi connessi alla messe in pratica di uno stupro. Tende a collezionare pornografia che si focalizza su temi di violenza e dominazione.

  • Sex offender di tipo preferenziale: è un soggetto più intelligente del primo, il suo comportamento sessuale è a servizio di bisogni sessuali devianti veri e propri (parafilie).

           Dal canto loro Hazelwood, Warren, Burgess distinguono tra:

  • Sex offender impulsivo: il suo tratto dominante è la rabbia generalizzata che nutre verso le donne. Pensa che ogni cosa che appartiene al suo ambiante sia a sua completa disposizione. Il suo bisogno predatorio di matrice sessuale può essere arginato solo da circostanze che lo portano a temere di venire individuato e arrestato. La sua modalità di approccio alla vittima solitamente non prevede l’utilizzo di particolari stratagemmi per ingannarla o manipolarla. Il ruolo della fantasia sessuale è marginale. Il suo comportamento è prevalentemente finalizzato a catturare la vittima e a dominarla. Solitamente è poco concentrato sulle attività verbali per dominare la vittima preferendo l’uso di violenza diretta per mantenere la vittima sotto controllo.

  • Sex offende ritualistico: è decisamente meno frequente rispetto al primo ed è più difficile da identificare e arrestare. Questo soggetto investe grandi quantità di tempo e sforzi nella pianificazione delle aggressioni, svolge sopralluoghi sulle scene del crimine che ha selezionato con molta attenzione. La motivazione sottostante è il bisogno di potere, la manifestazione di rabbia o una combinazione letale di entrambe le componenti.

            Gli autori hanno identificato cinque dimensioni comuni presenti nella mente dei sex offender ritualistici:

  • Dimensione relazionale, che indica la relazione che l’offender percepisce tra la vittima e sé stesso
  • Dimensione parafilica vera e propria
  • Dimensione demografica relativa alla caratteristiche della vittima
  • Dimensione situazionale che deve essere in linea con la fantasia rituale
  • Dimensione relativa alla percezione di sé, il modo di percepirsi contribuisce all’immensa influenza intrapsichica che le ripetute fantasie sessuali esercitano sul suo comportamento.

           L’unico sistema di classificazione degli stupratori (la categoria più violenta dei sex offender) ad oggi validato a livello empirico è la MTC: R3 (Massachusetts Treatment Center Rapist Typology Version3).

           Il centro a cui fa riferimento tale tipologia è quello di Bridgewater nel Massachussets, una delle prigioni più famose dello stato che negli anni si è specializzata nella detenzione dei criminali sessuali ritenuti socialmente pericolosi.

         Essa si basa sulle motivazioni che sono espresse nelle fantasie sessuali complesse che spesso iniziano a svilupparsi nel sex offender subito dopo la pubertà.

          Tale tipologia si differenzia in nove categorie di stupratori:

  • Opportunistic Assertive: è guidato dall’opportunità che nasce dal contesto di crimini di altro genere, come furti in abitazioni, rapine; deciso, impulsivo, indifferente, totale mancanza di considerazione dell’altro in genere. Lo stupro è teso a soddisfare la gratificazione sessuale immediata piuttosto che alimentare una fantasia o un rituale sessualizzato specifico.
  • Opportunistic Non-Assertive: simile alla categoria precedente ma con una carenza più marcata di competenze sociali, scarse abilità sociali, lunga storia di carso controllo degli impulsi sin dall’adolescenza.
  • Pervasively Angry: manifesta un comportamento impulsivo, scarsa competenza a pianificare l’aggressione, scarse competenze sociali, rabbia e ostilità generalizzata, storie significative di comportamenti antisociali e aggressivi. Le aggressioni sono guidate dalla rabbia e spesso usa una forza e una violenza eccessive durante i crimini causando seri danni alle vittime. Di solito la vittima viene colpita selvaggiamente, le strappa i vestiti, la butta a terra, usa un linguaggio abusivo e volgare. Questa categoria trova difficile spiegare le proprie aggressioni e, quando non può negarle, le razionalizza affermando che era ubriaco o drogato ed è per tali ragioni che ha compito l’aggressione. La soddisfazione risulta dallo scaricare la rabbia piuttosto che da una gratificazione sessuale vera e propria.
  • Sexual Sadistic Non-Fantasy: mostra una scarsa differenziazione tra impulsi sessuali e aggressivi. Ama infliggere paura e sofferenza alle vittime abusandole psicologicamente oltre che sessualmente. L’aggressione stessa è erotizzata e l’offender trae soddisfazione dall’abuso sessuale della vittima. La sessualità e l’aggressività sono intrecciate in un’unica esperienza psicologica che sfocia solitamente in comportamenti di matrice sadica. L’aggressione risulta ritualistica e spesso ci sono torture.
  • Sexaul Sadistic Fantasy: molto simile alla categoria precedente, ma presenta una maggiore pervasività delle fantasie sessuali che mette in atto con la vittima durante l’aggressione. In questi casi alla vittima viene fatto recitare un vero e proprio “copione” a cui deve necessariamente adeguarsi.
  • Sexual Non-Sadistic Non-Assertive: i pensieri e le fantasie associate alle aggressioni sessuali sono prive della relazione sinergica tra sesso e aggressione che caratterizza gli stupratori sadici. In questo caso di è minore uso di violenza espressa. Il soggetto ha bisogno di provare le proprie abilità sessuali e la propria adeguatezza alla vittima e vive in un mondo di fantasia in cui le vittime si innamorano perdutamente di lui dopo l’aggressione e non possono fare a meno delle sue prestazioni sessuali. Manifesta scarso autocontrollo e numerose alterazioni cognitive a carico della percezione della realtà.
  • Sexual Non-Sadistic Assertive: molto simile alla categoria precedente, ma meno compromesso a livello cognitivo e maggiormente competente socialmente. Alcuni casi di offender che hanno perseguitato personaggi famosi rientrano in questa tipologia.
  •  Vindicative Non-Assertive: usa il sesso come uno strumento per degradare e umiliare le vittime. Tende a selezionare vittime che rappresentano la donna sicura di sé, indipendente, affermata professionalmente, con l’obiettivo di punirle degradarle attraverso l’aggressione sessuale. La resistenza opposta dalla vittima funziona da detonatore psicologico e aumenta il livello di violenza.
  • Vindicative Assertive: molto simile alla categoria precedente ma spesso con una relazione di coppia/matrimonio in cui spesso picchia il partner. L’aggressione ha componenti sadiche molto più spiccate (morsi, tagli, profanazione di varie parti del corpo).

        Hazelwood e Warren distinguono tre differenti modalità di approccio nel Rapist (stupratore):

  • Confidential: uso di scuse e stratagemmi per avvicinare la vittima
  • Blitz: utilizzo immediato della forza per vanificare ogni reazione della vittima
  • Sorpresa: vittima di agguato o assalita durante il sonno con frequente utilizzo di armi prevalentemente a scopo solo di minaccia.

       Hazelwood distingue i Rapist in due categorie:

  • Selfish (egoista): Insulta, minaccia e denigra la vittima;  l’attacco è violento e con uso di forza; La resistenza il  dolore e la sofferenza della vittima non inducono  nell’aggressore nessuna compassione o demotivazione;  Lo stupratore è interessato unicamente alla propria  gratificazione e non mostra nessun interesse verso il  benessere della vittima.

  • Unselfish (non egoista) : Rassicura la vittima e si scusa  con essa; Si autoinsulta; Non desidera far del male alla  vittima quando questa oppone resistenza; Uso minimo di  forza; Cerca di coinvolgere la vittima; Desidera intimità  con la vittima; Uso di armi e minacce strumentale;  Resistenza dolore e sofferenza della vittima inducono  spesso un blocco nell’aggressore o comunque lo  distraggono dalle sue fantasie.

        Una ulteriore classificazione in base alle motivazioni è:

  • Power Reassurance (Compensatory). Motivazione: inadeguatezza sessuale, bassa autostima,  convinzione che la vittima prova piacere e si innamorerà di lui. Comportamento sessuale con intense fantasie erotiche. Caratteristiche socio psicologiche: istruzione ed occupazione di basso livello; possibili disturbi dell’orientamento sessuale, di genere o altre parafilie, Assenza di relazioni significative, vive con i genitori. Tipologia di vittime: Stessa etnia e fascia di età, in genere  sconosciute. Egli stupra con: basso uso di violenza, pedinamento, breve durata  dell’aggressione, in genere di sera tardi o primo mattino,  prelievo totemico, coinvolge la vittima, si scusa con essa. Indicazioni investigative: geograficamente stabile, la sua  residenza o luogo di lavoro sono vicino al luogo d’aggressione.

  • Power Assertive (Exploitative). Motivazione: aggressione come espressione della propria virilità e autorità. Caratteristiche socio psicologiche: famiglia di origine problematica; possibile che sia stato egli stesso vittima di violenze; esprime la sua virilità anche tramite l’abbigliamento e l’automobile. Tipologia di vittime: Stessa fascia di età, selezionate in base all’accessibilità e vulnerabilità. Modalità dello stupro: approccio tipo confidential, per poi utilizzare modalità più aggressive e violente. Umilia e degrada la vittima. Indicazioni investigative: frequenti errori poiché non teme l’arresto, lascia tracce. L’aggressività aumenta con l’aumentare degli stupri.

  • Anger Retaliatory (Displaced). Motivazione: Rabbia nei confronti delle donne, vendicare torti subiti immaginari o reali (da donne) nel corso della sua vita. Caratteristiche socio psicologiche: famiglia di origine generalmente sposato (moglie non è vittima di violenze), socialmente competente, possibili relazioni extraconiugali. Pratica sport che permettano di dimostrare la sua abilità e virilità. Tipologia di vittime: sconosciute, stessa età o di età maggiore, rimandano simbolicamente alle donne “autrici dei torti”. Egli stupra così: approccio tipo Blitz, non pianificato, spesso in prossimità della propria abitazione. Uso di forza fisica e armi di opportunità; attacco di breve durata, sessualmente violento, linguaggio ostile e rabbioso. Indicazioni investigative: violenza innescata da un evento significativo nella vita dell’uomo, un torto immaginario o reale.

Bibliografia

  • R. Bruzzone, A. Caputo, Criminologia dei Sex Offender, Milano 2019;

  • M. Calzoli, Il potere e il crimine, Lecce 2024;

  • V. Mastronardi, Manuale per operatori criminologici e psicopatologi forensi, Milano 2024;

  • A. Orlandini, “Facing sexual violence in a rape emergency room: Identification, projective identification, and the myth of Nemesis”, in Journal of the American Academy of Psychoanalysis, Vol. 30.3 (2002), pp. 401-413;

  • M. M. Sanyal, Stupro. Aspetti di un crimine, Roma 2025;

  • R. I. Simon, I buoni lo sognano, i cattivi lo fanno. Psicopatici, stupratori e serial killer, Milano 2013;

  • D. N. Stern, Le forme vitali, Milano 2011.

Marco Calzoli è nato a Todi, in Umbria, nel 1983. Prolifico poeta e saggista, ha dato alle stampe con varie Case Editrici 63 volumi. I suoi studi trattano di filosofia, psicologia, scienze umane, antropologia. Da anni è collaboratore culturale di riviste cartacee, riviste digitali, importanti siti web. Ha conseguito la laurea in Lettere, indirizzo classico, all’Università degli Studi di Perugia nel 2006. Conosce molte lingue antiche e moderne, tra le quali lingue classiche, sanscrito, ittita, lingue semitiche, egiziano antico, cinese. Cultore della psicologia e delle neuroscienze, è esperto in criminologia con formazione accreditata. Ideatore di un interessante approccio psicologico denominato Dimensione Depressiva (sperimentato per opera di un Istituto di psicologia applicata dell’Umbria nel 2011). Ha conseguito il Master in Scienze Integrative Applicate (Edizione 2020) presso Real Way of Life – Association for Integrative Sciences. Ha conseguito il Diploma Superiore biennale di Filosofia Orientale e Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa – Istituto di Scienze dell’Uomo nel 2022.

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