Ultime Notizie

NICOLA GIOTTI, QUANDO LA PASTICCERIA DIVENTA ARTE: IL COLOSSEO RACCONTATO CON LA DOLCEZZA DELLA PUGLIA

0

Redazione-  Ci sono luoghi nei quali il mestiere incontra la storia, momenti nei quali una professione smette di essere soltanto professione e diventa linguaggio, cultura, memoria. È accaduto a Roma, nella prestigiosa cornice istituzionale della Camera dei Deputati, dove dal 3 al 5 ottobre il mondo dell’alta pasticceria si è riunito per un seminario pubblico di grande rilievo promosso da APEI, l’Associazione del Maestro Iginio Massari, sotto la guida del suo Presidente, il Maestro Iginio Massari.

Tre giornate intense, dedicate all’eccellenza, alla formazione, alla condivisione e alla valorizzazione di un patrimonio professionale che trova nella pasticceria italiana una delle sue espressioni più alte. Un vero e proprio coro di PastryChef che, attraverso competenze, sensibilità e visioni differenti, ha saputo generare un canto unico: quello dell’eccellenza italiana.

In questo importante contesto ha avuto un ruolo significativo anche il Maestro Nicola Giotti, PastryChef pugliese che da tempo ha scelto di trasformare la pasticceria in una forma di narrazione artistica, capace di dialogare con la storia, con l’architettura e con l’identità dei territori.

La sua presenza a Roma non è stata soltanto quella di un professionista chiamato a partecipare a un prestigioso appuntamento istituzionale. È stata la presenza di un uomo che porta con sé le proprie radici e una precisa idea di pasticceria: creare significa raccontare, e raccontare significa lasciare una traccia.

Pasiticieri

Durante il suo intervento alla Camera dei Deputati, Giotti ha posto l’attenzione anche sulla difesa e sulla valorizzazione della Mandorla di Toritto, preziosa eccellenza pugliese. Un tema che assume un significato ancora più profondo se inserito nella filosofia professionale del Maestro: proteggere le materie prime significa proteggere la memoria di un territorio, la sua storia agricola, le sue tradizioni e quel patrimonio immateriale che rischia, talvolta, di essere dimenticato.

La mandorla diventa così molto più di un ingrediente. Diventa identità.

E proprio l’identità è uno dei fili conduttori del percorso creativo di Nicola Giotti, che nel corso degli anni ha scelto di interpretare simboli architettonici italiani attraverso la pasticceria. Una scelta che nasce dalla volontà di superare il semplice concetto di dolce per arrivare a una dimensione nella quale forma, materia, estetica e memoria possano incontrarsi.

A Roma questo percorso ha trovato una delle sue espressioni più suggestive nella Torta Colosseo, creazione concepita come un autentico omaggio alla Capitale.

Il Colosseo non è soltanto un monumento. È uno dei simboli più riconoscibili della civiltà romana nel mondo, una presenza che attraversa i secoli e continua a parlare alle generazioni contemporanee. Giotti lo ha trasformato in una creazione dolciaria, compiendo un gesto che ha qualcosa di profondamente poetico: prendere un’icona della storia e restituirla attraverso un linguaggio completamente diverso.

Il risultato è un dialogo ideale tra antico e contemporaneo, tra architettura e pasticceria, tra pietra e materia dolciaria.

«Ci sono emozioni che raccontano il senso del nostro mestiere», racconta Nicola Giotti. «Essere a Roma con APEI, in occasione del seminario pubblico, è un onore e una preziosa opportunità di condivisione e crescita professionale: incontrare colleghi, confrontare esperienze e ritrovare, insieme, nuovi stimoli per continuare a migliorarsi».

Parole che restituiscono una dimensione forse troppo spesso dimenticata del lavoro: quella della crescita attraverso l’incontro. Perché anche l’eccellenza, quando è autentica, non si considera mai arrivata. Continua a studiare, ad ascoltare, a confrontarsi.

E c’è una fotografia che, più di altre, sembra racchiudere il significato di queste giornate: Nicola Giotti accanto alla sua Torta Colosseo, con il monumento reale alle spalle.

«Posare con la mia torta Colosseo davanti al monumento che l’ha ispirata, uno dei più riconosciuti al mondo, rende questo momento ancora più speciale», racconta il Maestro. «Tra le mani, una creazione che nasce dalla mia passione; alle spalle, una storia millenaria che continua a meravigliare».

È difficile non cogliere, in questa immagine, una metafora della creatività stessa. L’artista guarda ciò che è stato, ma non per replicarlo. Lo osserva, lo comprende e lo trasforma.

Nel percorso di Giotti emerge anche un’altra suggestione legata alla Capitale: il rapporto tra il Colosseo e il cosiddetto quadrato del Sator, antico enigma epigrafico che continua ad alimentare studi, interpretazioni e suggestioni. Apparentemente mondi lontani, ma inseriti nella stessa narrazione simbolica della Roma antica. Secondo una suggestiva tradizione interpretativa, il quadrato del Sator sarebbe riconducibile al 79 a.C., mentre la costruzione del Colosseo appartiene a un’epoca successiva, sotto la dinastia flavia. È proprio questo intreccio tra simbolo, storia e memoria ad alimentare la ricerca creativa del Maestro.

Nicola Giotti

Per Giotti, infatti, l’architettura non è semplicemente una forma da riprodurre. È un codice da interpretare.

E forse è proprio qui che la pasticceria raggiunge una dimensione più alta: quando non si limita a soddisfare il gusto, ma stimola la memoria, suscita meraviglia e pone domande.

La Torta Colosseo diventa così una sorta di ponte tra epoche. Da una parte la grandezza della Roma imperiale; dall’altra la sensibilità di un PastryChef contemporaneo che, partendo dalla Puglia, porta la propria storia dentro una delle città più importanti del mondo.

«Porto con me l’orgoglio delle mie radici pugliesi e la gioia di condividere questo percorso con chi ama la pasticceria quanto me», afferma Giotti. «Perché ogni incontro lascia qualcosa, e ogni esperienza condivisa ci aiuta a crescere».

C’è, in queste parole, una filosofia professionale precisa: l’eccellenza non è una vetta solitaria. È un cammino condiviso.

Ed è proprio questo lo spirito che ha attraversato il seminario APEI nella Sala della Regina della Camera dei Deputati. Un luogo istituzionale di straordinaria importanza che, per l’occasione, ha accolto maestri e professionisti uniti dalla stessa passione.

Nicola Giotti ha raccontato l’emozione di quei giorni attraverso parole nelle quali la gratitudine si intreccia al senso di appartenenza.

«Ci sono momenti che diventano parte della nostra storia, professionale e personale», scrive il Maestro. «Nella splendida Sala della Regina, presso la Camera dei Deputati, abbiamo vissuto uno dei seminari APEI più memorabili di sempre: un incontro di talento, cultura e passione che porteremo a lungo con noi».

Al centro del suo racconto c’è il riconoscimento verso il Maestro Iginio Massari, Presidente APEI, figura di riferimento assoluto per la pasticceria italiana.

«Il mio primo e più sentito ringraziamento va al Maestro Iginio Massari, nostro Presidente: grazie per averci offerto questa straordinaria opportunità, per aver voluto e reso possibile un evento destinato a entrare nella storia della nostra associazione e per continuare a guidarci con il suo esempio».

Una gratitudine che si estende anche all’incontro con una delle figure più prestigiose della pasticceria internazionale, Pierre Hermé, straordinario interprete della tradizione dolciaria francese.

«Questa fotografia custodisce l’emozione di essere accanto a due icone della pasticceria mondiale: Iginio Massari e Pierre Hermé, straordinario interprete della pasticceria francese», racconta Giotti, sottolineando anche quanto sia stato importante condividere quel momento con i colleghi APEI del gruppo Puglia e Abruzzo.

È una fotografia che racconta molto più di una semplice presenza istituzionale. Racconta una comunità professionale, una rete di competenze, una generazione di maestri e professionisti che si incontrano per trasmettere conoscenze e costruire futuro.

Perché il sapere, quando viene condiviso, non si consuma: si moltiplica.

E in questa prospettiva il percorso di Nicola Giotti appare particolarmente significativo. La sua pasticceria sembra muoversi lungo una linea sottile che unisce precisione tecnica e immaginazione, rigore professionale e poesia. Una ricerca nella quale il dolce diventa racconto e la decorazione diventa architettura.

Apei

Roma, con la sua storia millenaria, si è rivelata dunque uno scenario ideale.

Il Colosseo, osservato attraverso gli occhi di un PastryChef, non è più soltanto un monumento da fotografare. Diventa materia di studio, fonte di ispirazione, simbolo da reinterpretare.

E la Torta Colosseo diventa il modo attraverso il quale Giotti restituisce alla città un piccolo frammento della propria bellezza.

In fondo, l’arte ha sempre fatto questo: prendere ciò che appartiene a tutti e restituirlo attraverso uno sguardo personale.

È questa la forza della creatività.

Ed è forse anche il senso più autentico dell’eccellenza: non limitarsi a fare bene qualcosa, ma riuscire a dare a ciò che si fa un significato che possa andare oltre il gesto professionale.

Nicola Giotti torna dalla Capitale con «tanta gratitudine, nuovi stimoli e un rinnovato orgoglio per il nostro mestiere».

E conclude con parole che sembrano racchiudere l’essenza stessa di un percorso fatto di studio, incontri e passione: «Perché anche dopo tanti anni, incontrarsi, ascoltare e imparare continua a essere il dono più bello».

In un tempo nel quale tutto sembra correre velocemente, fermarsi ad ascoltare diventa quasi un atto rivoluzionario. Fermarsi davanti a un monumento, osservare una materia prima, comprendere la storia di un territorio, confrontarsi con un collega, imparare da un Maestro.

Forse l’eccellenza nasce proprio lì.

Nel momento in cui l’esperienza non diventa presunzione, ma continua curiosità.

E così, tra la Sala della Regina della Camera dei Deputati, le radici pugliesi, la Mandorla di Toritto, il Colosseo e l’incontro con grandi protagonisti della pasticceria internazionale, Nicola Giotti ha scritto una nuova pagina del proprio percorso.

Una pagina nella quale Roma non è stata soltanto la città ospitante.

È diventata ispirazione.

E la pasticceria, ancora una volta, ha dimostrato di poter essere molto più di un mestiere: può diventare memoria, cultura, identità, arte.

Può persino trasformare una torta in una storia.

E una storia, quando è raccontata con passione, può continuare a vivere ben oltre il tempo in cui è stata scritta.

Colosseo, dolce

Le foto sono state gentilmente concesse da Nicola Giotti

Commenti

commenti