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” IL BUON SOLDATO ŠVEJK DELL’ESERCITO DI VLADIMIR PUTIN ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  “Una grande epoca esige grandi uomini. Vi sono degli eroi ignorati e oscuri… l’esame della cui indole darebbe ombra perfino alla gloria d’Alessandro Magno. Oggigiorno si può incontrare per le vie di Praga un uomo trasandato, che non sa quanta importanza abbia avuto la propria opera nella storia di un’epoca grande e nuova come questa. Egli percorre tranquillamente la sua strada, senza che nessuno gli dia noia e senza dar noia a nessuno, e senza essere assediato da giornalisti che gli chiedano un’intervista. Se gli domandaste come si chiama, vi risponderebbe con l’aria più semplice e più naturale del mondo: ‘Io son quello Sc’vèik…'” Con queste parole Jaroslav Hasek (1883-1923) presentava l’umile e grottesco eroe del suo romanzo, il bonario allevatore e mercante di cani, strappato alle sue pacifiche occupazioni e mandato a combattere in difesa dell’impero austro-ungarico nella Prima guerra mondiale. Preso nel vortice di avvenimenti che vanno molto oltre le sue capacità di comprensione, Sc’vèik si destreggia con un misto d’ingenuità e di furbizia, forte di quella sua obbedienza assoluta alla lettera degli ordini ricevuti che porta all’assurdo e dissolve nel ridicolo ogni autorità. Nel buon soldato Sc’vèik i lettori di tutto il mondo hanno riconosciuto un eroe sovrannazionale, il campione di un irriducibile pacifismo e antimilitarismo e un simbolo dell’inalienabilità dei diritti dell’individuo contro ogni tutela e usurpazione dittatoriale.

 

E’ questo il testo che si legge  sul sito web dell’editore Feltrinelli a proposito del romanzo Il buon soldato Sc’vèik di  Jaroslav Hasek pubblicato tra il 1921-23  che racconta le disavventure (e avventure) di un personaggio esilarante che si muove in un sistema burocratico, mediocre, debole e… terribilmente attuale. Perchè appunto sembra l’immagine dei soldati  dell’esercito di Vladimir Putin che secondo i dati del  Coordinating Headquarters for the Treatment of Prisoners of War ucraino  l’esercito russo ha impiegato soldati e mercenari stranieri provenienti da oltre 130-135 nazionalità differenti .Le stime indicano più di 28.000 combattenti stranieri arruolati o contrattualizzati tra le file di Mosca dall’inizio del conflitto.  Ma ne parliamo  più avanti .

La figura del soldato è stata a lungo oggetto della lettartura sia con opere di narrative che con poesie e anche  della cinemtografia offrendo all’immaginario collettivo  figure  che hanno col,pito la sensibilità degli spettatori per esempio parlando di film  diventati ormai cult. Come i personaggi interpretati da Alberto Sordi e Vittorio Gassman ne la Grande guerra di Mario Minicelli solo per citarne uno.

 “Si sta come /d’autunno/sugli alberi/le foglie”  E’ il testo della poesia “ Soldati” di Giuseppe Ungaretti  che è una delle poesie della raccolta L’Allegria,  nella parte dell’opera intitolata Girovago. Una similitudine, il soldato come una foglia , due settenari  divisi in quattro versii e un enjambement tra il primo e il secondo verso. Il soldato non combatte da eroe per la gloria ma  come le foglie in autunno sugli alberi attendono di cadere anche il soldato  sente la fragilità di una condizione . Non ci sono aggettivi per quella condizione; non viene descritta, si sa dove andranno le foglie  degli alberi in autunno. Prevert ne Le foglie morte scrive : “Ma la vita /separa chi si ama /piano piano/senza far rumore/e il mare cancella sulla sabbia/i passi degli amanti divisi “. Ecco il soldato è in attesa di una  separazione definitiva dalla vita avendo  già sperimentato  una separazione  dalle persone e dalle cose che ama. E’ la stessa attesa del “Deserto dei tartari “di Dino Buzzati pubblicato nel 1940 in cui si racconta una vana attesa  che aggredisce  e permea interamente la vita del  tenente Giovanni Drogo, che per fortuna non porterà mai all’esito mortale. Quell’esito che è toccato e tocca   a molti soldati nelle passate querre e in quelle a noi contenporanee.

Dell’attesa  e della figura del soldato parla la letteratura ,la poesia e il cinema.  Certo nei poemi omerici il guerriero è un eroe alla ricerca  della gloria  come pure in tempi più vicini a noi  Gabriele D’Annunzio celebra il soldato-superuomo, mentre Filippo Tommaso Marinetti e il Movimento futurista arrivano a definire la guerra come “sola igiene del mondo” . Il soldato è però sempre una vittime in un modo o nell’altro. Sia perchè perde la vita , sia che la conservi diventando un “ reduce” Si pensi per esempio ai reduci della guerra del Vietnam. La migliore gioventù americana sacrificata in una guerra su larga scala  decisa in particolare dal presidente statunitense Lyndon B. Johnson , che nel 1964 sfruttò l’episodio del Golfo del Tonchino come pretesto per inviare truppe regolari e bombardare il Nord. In un contesto che esprimeva già un contrasto armato tra forze del Nord Vietnam guidate da Hồ Chí Minh e dal partito comunista, che  volevano l’indipendenza totale del Paese e la sua riunificazione sotto un unico governo nazionalista e comunista eI leader sudvietnamiti (come Ngô Đình Diệm) . Una guerra tra Nord e sud del Vietnam in definitiva ,

Una gioventù   che al ritorno in patria si ritrova  spesso invalida fisicamente ,con gravi turbe psicologiche e quindi con difficoltà di reinserimento. Rabbia e ansia  alimentano il quotidiano di  ragazzi ormai divenuti uomini maturi  tanto che a distanza di decenni, quei  non più giovani continuano a soffrire di disturbi psichiatrici e di depressione.Reduci lasciati ai margini del sistema sociale e lavorativo per le difficoltà di uno Stato a dare loro adeguata assistenza.

Dicevo che il soldato è sempre una vittima e tutta la letteratura sulla prima guerra mondiale  mette a tacere la retorica  dei secoli precedenti . “All’Ovest niente di nuovo “ di Erich Maria Remarque è uno dei tanti esempi , in cui il soldato perde ogni identità per trasformarsi in un automa dominato dall’istinto di sopravvivenza. È il romanzo simbolo di questa trasformazione. Mentre sempre per esempio In “Viatico”, Clemente Rebora restituisce l’orrore carnale e la pietà fraterna della trincea fino a Ungaretti del cui poema sulla guerra vissuta in prima persona ho già parlato. Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu o Giorni di guerra smascherano l’insensatezza  della carneficina e l’ottusità dei comandi militari. Carlo Emilio Gadda in Giornale di guerra e di prigionia offre un ritratto lucido e frammentato del fronte.

Il cinema denuncia l’orrore della prima guerra mondiale con opere capolavoro .Orizzonti di gloria (Paths of Glory, 1957) di Stanley Kubrick mostra il soldato semplice sacrificato dai giochi di potere dei generali corrotti.  La grande guerra (1959) di Mario Monicelli  una commedia amara  sulla figura di soldati , come abbiamo detto, spesso  gratteschi se non fosse che in questo caso l’ilarità diventa macabra e sprezzante dei valori umani che quei soldati  impersonano e attraverso i quali riescono in definitiva a riscattarsi.Uomini contro (1971) di Francesco Rosi, tratto da un romando di Emilio  Lussu,  che è in sostanza il racconto di una rivolta  da parte di soldati il cui destino è tragicamengte  segnato .

Finchè  Bertolt Brecht   non affida alla figura del soldato  la  critica sociale e l’antimilitarismo . Scrive così nel  1918, La leggenda del soldato morto (Legende vom toten Soldaten), ricorrendo al “ grottesco”  . Un soldato  morto in trincea dopo anni di guerra, viene riesumato da una commissione medica militare che lo dichiara nuovamente “abile e arruolato” per essere rimandato al fronte.In un altro celebre componimento, E che venne alla donna del soldato (Und was bekam des Soldaten Weib?), Brecht racconta la guerra attraverso i regali che un soldato spedisce alla moglie dai vari fronti d’Europa . Alla fine il senso delle poesie di Brecht  è chiaramente  detto dallo stesso autore con l’affermazione  : “Generale, l’uomo è molto utile. Può volare e può uccidere. Ma ha un difetto: può pensare.”

Un Brecht epigono,  che apre le porte a tutta una letteratura e una cinemtografi antimilatarista .Il buon soldato Švejk (1921-1923) di Jaroslav Hašek: Un romanzo satirico che usa il grottesco e l’arma del paradossale “imbecillismo” per sabotare dall’interno l’autorità dell’esercito austro-ungarico.  Mattatoio n. 5 (Slaughterhouse-Five, 1969) di Kurt Vonnegut: Un’opera  che usa ancora una volta il grottesco  parlando del  bombardamento di Dresda, che mescola fantascienza e trauma bellico. Orizzonti di gloria (Paths of Glory, 1957) un atto d’accusa contro i comnadi militari francesi da parte  di   Stanley Kubrick.  Tutti a casa (1960) di Luigi Comencini che racconta  il destino di un esercito, quello italiano, dopo l’8 settembre data della firma dell’armistizio con le potenze alleate nella secona guerra mondiale . E infine il film antimilatarista per eccellenza Full Metal Jacket (1987) di Stanley Kubrick:  un film che parla della guerra in Vitnam e  quindi del prezzo pagato dai giovani  americani

Dicevamo all’inizio di questa riflessione che  secondo i dati del  Coordinating Headquarters for the Treatment of Prisoners of War ucraino  l’esercito russo ha impiegato soldati e mercenari stranieri provenienti da oltre 130-135 nazionalità differenti .Le stime indicano più di 28.000 combattenti stranieri arruolati o contrattualizzati tra le file di Mosca dall’inizio del conflitto.

Ma non è un mistero che anche nellesercito ucraino ci siano combattenti semi autonomi o legati alla legione internazionale, politicizzati e non: vari gruppi combattono con l’esercito ucraino pur non facendone parte ufficialmente ( 1  ).Quello dell’impiego di soldati stranieri in entrambi gli eserciti  nella guerra Russia Ucraina  è un tema  poco affrontato nei resoconti di questa guerra nei dibattiti  e servizi televisivi . Sempre  più spesso si parla di una  guerra combattuta  con droni , missili , operazioni di intelligenza, controlli satellitari , sistemi difensivi . L’aspetto umano , questo aspetto umano  è  relegato  a trattazioni specialistiche .

Man mano che le perdite  negli eserciti regolari di entrambi i fronti  sono aumentate è stato necessario risocrrere all’impiego di  combattenti stranieri su entrambi i fronti così che questo aspetto della guerra è  divenuto complesso, drammatico  e poco compreso. Per quanto riguarda la Russia si sa di certo che a lungo si è affidata  a compagnie militari private (PMC), tra cui il Gruppo Wagner  di cui si conoscono i metodi di arruolamento e le campagne militarai pregresse anche in altri paesi e continenti . Dopo la morte del fondatore di questi gruppo, accidentale o voluta, i miliziani sono stati inquadrati direttamente alle dipendenze del Ministero della difesa che si occupa dunque del reclutamento e della contrattualizzazione.  L’arruolamento dunque negli ultimi tempi ricorre sempre più a giovani provenienti da India, Nepal, Bangladesh, Cuba, Kenya, Uganda e Sri Lanka  con promesse di lavoro e allettamenti economici . Solo due settimane di addestramento per giovani che  nella maggior parte non conoscono nemmeno la lingua russa. Arrivano in prima linea e chiaramente sono destinati  al “ macello”.

Per l’Ucraina il problema si è posto fin dal primo momento del conflitto per cui  è stata formalizzata  la presenza di combattenti stranieri  con la creazione della Legione Internazionale di difesa . l’Ucraina ha integrato questi volontari direttamente nelle proprie forze armate regolari. Molti arrivano da paesi occidentali (Stati Uniti, Regno Unito, Polonia, Georgia, Colombia), spesso spinti da motivazioni ideologiche, geopolitiche o dal possesso di una pregressa e solida esperienza militare.

Il bilancio delle vittime è spaventoso per una guerra che  ormai si avvia a durare quanto la seconda guerra  mondiale .Migliaia di morti.L’intelligence britannica (GCHQ) e i media indipendenti russi (come Mediazona e BBC) stimano circa 325.000 – 500.000 soldati russi morti sul campo.  Solo tra i cittadini stranieri arruolati da Mosca (esclusi i russi della Wagner), i decessi accertati superano i 3.300-5.000 morti, con un tasso di sopravvivenza stimato in pochi mesi per chi finisce in prima linea.Perdite totali (morti, feriti e dispersi): Hanno superato 1,2 milioni, alimentate dalle violente offensive di logoramento e d’assalto condotte negli ultimi due anni. Il bollettino ufficiale dello Stato Maggiore ucraino stima le perdite complessive russe a oltre 1,5 milioni  In Ucraina Morti civili accertati dall’ONU: Oltre 17.250 decessi. Soldati morti: Stimati tra 100.000 e 150.000 uccisi.Perdite totali (morti, feriti e dispersi): Tra 500.000 e 600.000..

Per quanto riguarda l’Ucraina Nei primi mesi del 2026, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato pubblicamente che i soldati ucraini uccisi dall’inizio dell’invasione (24 febbraio 2022) erano circa 55.000. Questa cifra è considerata da gran parte degli analisti internazionali come largamente sottostimata per motivi di morale e sicurezza militare .I report delle Nazioni Unite documentano oltre 53.000 vittime civili totali (tra morti e feriti), con almeno 14.500 decessi civili confermati e identificati. 

Ma il problema  allo stesso tempo importante come quello dei decessi è quello dei   civili e militari  invalidi che chiaramente  hanno bisogno di assistenza e che riproducono l’eterno problema dei reduci in tutte le guerre.

Il numero di persone rimaste invalide o mutilate a causa della guerra in Ucraina ha raggiunto proporzioni spaventose, paragonabili a quelle dei grandi conflitti del Novecento. Anche in questo caso le cifre precise sono protette dal segreto militare.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ucraino ha riferito che dall’inizio dell’invasione il numero complessivo di persone con disabilità nel Paese è aumentato di oltre 300.000 unità, portando la popolazione disabile totale a circa 3 milioni  su una popolazione di 41,5 milioni di abitanti considerando i confini internazionalmente riconosciuti (inclusa la Crimea) prima del conflitto Una popolazione che nel 2025 è stimata 38-39 milioni di abitanti,  .

Secondo i dati ufficiali di Kyiv e le stime di colossi della profilassi come la tedesca  Ottobock, il numero di ucraini (militari e civili) che hanno subito amputazioni oscilla ormai tra 100.000 e 125.000 persone. Di questi, oltre 44.000 hanno già ricevuto protesi dallo Stato. Alla fine del 2024, la vice-ministra della Difesa russa Anna Tsivilyova ha ammesso che il numero di veterani russi ufficialmente registrati come invalidi di guerra era di 110.000. Aggiornando le proiezioni al 2026 a causa delle pesanti offensive nell’est dell’Ucraina, l’intelligence occidentale stima che i russi con disabilità permanente abbiano superato i 200.000–250.000 .: il 54% dei soldati russi feriti in modo grave subisce l’amputazione di almeno un arto. Si tratta di una percentuale quattro volte superiore a quella registrata dalla Russia nella Prima Guerra Mondiale,

Il buon soldato Sc’vèik in una guerra che si combatte con droni, missili, intelligenza artificiale, è sempre quello che paga il prezzo più alto, quello della vita o  delle menomazioni che rendono poi quella “ pelle “ che riesce a salvare a volte ,poi, invivibile . Senza contare che in questa guerra da parte dell’Ucraina ci sono vittime civili che l’Onu valuta in numero oltre 53.000 vittime civili totali (tra morti e feriti), con almeno 14.500 decessi civili confermati e identificati.

Un bilancio che chiede un immediato cessate il fuoco e trattative diplomatiche in un contesto problematico , quello italiano , in cui quasi il 41% degli intervistati in un sondaggio si dichiarano contrari all’invio di armi a Kiev. L’Italia continua a garantire il supporto militare a Kiev in linea con gli impegni internazionali della NATO e dell’Unione Europea .Il Movimento 5 Stelle (con Giuseppe Conte) e l’Alleanza Verdi-Sinistra (con Nicola Fratoianni) ribadiscono il proprio “no” all’invio di nuovi armamenti, sostenendo che alimentino l’escalation bellica e allontanino la prospettiva di un negoziato diplomatico .Posizioni che sicuramente hanno bisogno di unamediazione nel cosidetto campo largo in quanto il Partito Democratico (guidato da Elly Schlein) mantiene una linea europeista e di sostegno all’Ucraina, pur insistendo fortemente sulla via diplomatica.

( 1  )https://www.rsi.ch/info/mondo/Chi-sono-i-miliziani-stranieri-che-combattono-a-fianco-di-Kiev–1607285.html

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