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PREMIO “DONNA È VITA”, AD AVEZZANO LA SECONDA EDIZIONE CELEBRA IL TALENTO E L’IMPEGNO FEMMINILE

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Redazione-  Una serata nel segno delle donne, delle loro storie, del talento e dell’impegno quotidiano. È questo il significato della seconda edizione del Premio Internazionale “Donna È Vita”, andata in scena il 24 settembre 2026 nella suggestiva cornice del Castello Orsini di Avezzano.

L’iniziativa, promossa da Medea ODV, ha riunito 26 personalità femminili provenienti da differenti ambiti professionali, culturali, istituzionali, scientifici e sociali. Ventisei donne, ventisei percorsi differenti, accomunati dalla volontà di lasciare un segno concreto nella società attraverso competenza, responsabilità e dedizione.

Al centro della manifestazione non vi è stato soltanto il riconoscimento individuale, ma una riflessione più ampia sul ruolo della donna nella società contemporanea e sulla necessità di costruire una cultura fondata sulla libertà, sulla dignità, sul rispetto e sul superamento di ogni forma di violenza, abuso, manipolazione e pregiudizio.

A guidare l’organizzazione e lo spirito dell’iniziativa è stato Francesco Longobardi, presidente di Medea ODV, realtà impegnata sui temi della tutela e della valorizzazione della persona.

«Donna È Vita nasce dalla convinzione che dietro ogni riconoscimento ci sia soprattutto una storia da ascoltare e da rispettare. Non abbiamo voluto celebrare semplicemente dei nomi, ma percorsi, sacrifici, professionalità e valori che possono diventare esempio per le nuove generazioni», ha affermato Francesco Longobardi.

Il presidente sottolinea inoltre il valore di una manifestazione capace di mettere in relazione mondi differenti.

«Questa seconda edizione rappresenta per noi un ulteriore passo avanti. Abbiamo riunito donne che operano in settori diversi, dalla cultura alla medicina, dall’informazione alle istituzioni, dalla ricerca all’impegno civile. La loro presenza dimostra quanto sia importante creare occasioni nelle quali esperienze differenti possano incontrarsi e dialogare», aggiunge il Prof. Longobardi.

Tra le premiate figurano Vincenza Alfano, Antonella Ballone, Roberta Cannata, Eleonora Daniele, Maria Falcone, Ottavia Fusco, Stefania Pezzopane, Stefania Proietti, Eleonora De Nardis Giansante, insieme ad altre protagoniste della cultura, della medicina, dell’informazione e dell’impegno sociale.

Particolarmente significativo è stato anche il coinvolgimento delle istituzioni. Alla cerimonia hanno preso parte autorità civili, religiose e militari, tra cui il Prefetto Vito Cusumano, il Questore dell’Aquila Fabrizio Mancini, rappresentanti della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri, oltre all’onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio della Camera dei Deputati.

Nel corso della serata è stato conferito anche un riconoscimento speciale alla Polizia di Stato, destinato a richiamare l’attenzione sul sacrificio delle vittime del dovere e sulla vicinanza alle loro famiglie.

«Il nostro messaggio è semplice, ma profondo: la vita, la dignità e la libertà devono essere tutelate ogni giorno. Un premio può accendere un riflettore, ma il vero obiettivo è mantenere viva l’attenzione anche quando le luci della cerimonia si spengono», ha detto pubblicamente il Cav.Longobardi.

La manifestazione ha visto inoltre la collaborazione della presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo Rosa Pestilli e del magistrato Rossana Ferraro, responsabile Giustizia del Dipartimento Medea ODV.

La seconda edizione di “Donna È Vita” consegna dunque ad Avezzano un messaggio che va oltre la semplice celebrazione. Il riconoscimento diventa uno strumento per raccontare persone e percorsi, valorizzare il merito e ribadire l’importanza di una società nella quale nessuno debba essere costretto a rinunciare alla propria libertà, alla propria dignità o alla possibilità di costruire il proprio futuro.

«Ringrazio tutte le donne che hanno scelto di condividere con noi questa esperienza e tutte le persone che hanno lavorato perché questa seconda edizione potesse realizzarsi. Il nostro impegno continuerà perché crediamo che dare valore alle persone significhi, prima di tutto, dare valore alla vita», conclude Longobardi.

Un appuntamento che, attraverso le storie delle sue protagoniste, conferma la volontà di trasformare il riconoscimento pubblico in un’occasione – anno dopo anno – di consapevolezza, memoria e responsabilità collettiva.

Francesco Longobardi, premiazione

Francesco, tra le protagoniste della seconda edizione di “Donna È Vita” c’è stata anche Stefania Proietti, arrivata direttamente dall’Umbria per ritirare personalmente il riconoscimento. Che significato ha avuto per Lei averla presente?

«Ha avuto un significato speciale. Quando una persona sceglie di attraversare una regione, di lasciare per qualche ora i propri impegni e di raggiungere un luogo per ricevere personalmente un riconoscimento, significa che quel premio non è soltanto una targa, ma porta con sé un valore umano. La presenza di Stefania Proietti ha creato un ponte ideale tra l’Umbria e l’Abruzzo, due terre diverse ma unite dalla capacità di custodire storie, valori e persone. È stato un vero piacere accoglierla ad Avezzano».

 

Quanto conta, secondo Lei, la presenza fisica in un’epoca nella quale molte relazioni sembrano ormai consumarsi attraverso uno schermo?

«Conta moltissimo. Viviamo in un tempo nel quale possiamo essere vicini a chiunque con un semplice messaggio, ma la presenza conserva qualcosa che nessuna tecnologia potrà mai sostituire: lo sguardo, una stretta di mano, un abbraccio, il silenzio condiviso. Stefania, scegliendo di essere ad Avezzano, ha dato un volto concreto al significato dell’incontro. E credo che proprio gli incontri autentici siano quelli che, alla fine, rimangono nella memoria».

Se dovesse racchiudere in un pensiero il significato di questo incontro tra Umbria e Abruzzo, quale sarebbe?

«Direi che le distanze esistono sulle mappe, ma non necessariamente nel cuore. L’Umbria di Stefania Proietti è arrivata ad Avezzano portando con sé una storia, una sensibilità e un patrimonio umano. Noi abbiamo avuto il piacere di accoglierla e di condividere con lei un momento importante. Forse è proprio questo il senso più autentico di un premio: non mettere una persona su un piedistallo, ma creare un’occasione affinché le persone possano incontrarsi, riconoscersi e camminare, anche solo per un tratto, nella stessa direzione»

 

Francesco Longobardi

E così, tra l’Umbria e l’Abruzzo, una distanza si è trasformata in un abbraccio: perché quando il merito incontra l’umanità, le strade non dividono, ma diventano ponti, e certi incontri sono destinati a lasciare una luce oltre il tempo e oltre i luoghi.

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