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QUADRO ASTRALE DEL CARDINALE RAIMONDO MAZARINO- DOTT.RE FERNANDO GUARINO

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Redazione-  Giulio Raimondo Mazzarino,  è stato un cardinale, politico e diplomatico italiano naturalizzato francese, diacono della Chiesa cattolica, attivo soprattutto in Francia, dove servì come Principale Ministro sotto i regni di Luigi XIII e Luigi XIV, succedendo al cardinale Richelieu.

Biografia

Mazzarino nacque a Pescina, cittadina dell’Abruzzo Ulteriore, nel Regno di Napoli (attualmente in provincia dell’Aquila), il 14 luglio del 1602, primogenito di sei figli.

casa natale di Mazzarino

 Il padre, Pietro Mazzarino (1576-1654), era un nobile siciliano  che nella cittadina marsicana, svolgeva mansioni amministrative dei beni ecclesiastici dell’abate Bufalini, zio di Giulio. Crebbe a Roma dove studiò presso il prestigioso Collegio Romano dei Gesuiti. Si laureò  in DIRITTO CANONICO nel 1628 a  a Roma presso l’Università ‘La Sapienza’.  Ne 1628 scoppiò la Guerra di successione di Mantova e del Monferrato dopo la morte senza eredi del duca di Mantova e del Monferrato, Vincenzo II Gonzaga.Le grandi potenze avevano ciascuna un proprio candidato alla successione; il ramo dei Gonzaga-Guastalla era appoggiato dagli spagnoli e quindi dagli Asburgo imperiali; mentre il ramo Gonzaga-Nevers era appoggiato logicamente dai francesi.

Il papa Urbano VIII inviò alcune truppe nella Valtellina e Mazzarino fece parte di tale esercito con il grado di capitano di fanteria su richiesta di Girolamo Colonna  legato pontificio . I negoziati intrapresi da Mazzarino terminarono il 6 aprile 1631 con il Trattato di Cherasco, Questo trattato,  così vantaggioso per la Francia, ebbe un tale effetto positivo su Luigi XIII e sul cardinale Richelieu  che entrambi lo vollero conoscere personalmente. Mazzarino si recò quindi a Parigi dove fu accolto molto calorosamente; Richelieu in persona gli dimostrò molta riconoscenza donandogli, a memoria di ciò, una catenella d’oro con il ritratto del re Luigi XIII, gioielli ed una spada di valore molto elevato.

 Contatti con la Francia

Richelieu , ormai in avanti con gli anni,  pensò che Mazzarino potesse essere l’uomo giusto per continuare il suo operato. Lo incaricò allora di importanti affari che lo resero ancora più famoso e ben amato dallo stesso re Luigi XIII, che da allora lo fece risiedere presso il palazzo reale. Nel 1639 Richelieu lo chiamò perciò al suo diretto servizio in Francia , lo nominò suo segretario personale e lo indicò al re quale suo successore.

Regina Anna

Nel 1642 Richelieu morì e Mazzarino gli subentrò nella carica di Primo Ministro. Quando anche Luigi XIII morì nel 1643, a causa della minore età di Luigi XIV  Mazzarino assunse in pratica la reggenza della Francia assieme alla Regina Madre Anna d’Austria (della quale, secondo alcuni storici, era l’amante)[4]. Le controversie sulla politica del Cardinale  sfociarono in due guerre civili, note come le Fronde, movimenti di opposizione alla politica del Cardinale  che però riuscì abilmente a sconfiggerli con l’appoggio del giovane Luigi XIV e della reggente Anna d’Austria.

Le Fronde  esplosero a causa del prolungarsi della guerra con gli Asburgo ed il conseguente dissesto delle finanze, che costrinsero Mazzarino ad una ferrea politica fiscale che suscitò l’avversione della nobiltà e il rancore dei contadini ridotti alla fame. In tutta la nazione ci fu un pericoloso sentimento di rivolta che si manifestò con la cosiddetta Fronda parlamentare del 1648, promossa dal Parlamento di Parigi, che si rifiutò di registrare i nuovi provvedimenti finanziari voluti dal Cardinale. Mazzarino fu costretto a fuggire dalla capitale e ci  tornò  solo dopo aver fatto alcune concessioni.

Un episodio,  che mise in grande apprensione il Primo Ministro Mazzarino e la Francia, accadde ai primi di luglio del 1658 : il re Luigi XIV fu colpito da una grave malattia, probabilmente un’insolazione. e pareva proprio che il monarca dovesse morire il 7 luglio. Dopo qualche giorno il malato si riebbe e ci fu un sospiro di sollievo per tutti.

La guerra contro gli spagnoli proseguì e si chiuse con la sconfitta di questi ultimi che dovettero negoziare con i francesi la Pace dei Pirenei (1659).

Il Trattato dei Pirenei  fu un grande successo per Mazzarino  riportava un po’ di pace nella Francia. Lo stato di permanente ostilità e di guerra con la Spagna aveva causato  tanta desolazione ,danni economici enormi e gravi disagi alla popolazione .Tra Francia e Spagna non ci fu più motivo di conflitto armato e in base agli articoli sottoscritti veniva sistemata la questione territoriale fra le due potenze.

Allegoria Pace Pirenei

Ultimi anni

Ma il punto più importante, che avrebbe dovuto dare un suggello definitivo alla pace fra le due corone, fu il matrimonio combinato tra Luigi XIV e Maria Teresa d’Austria, figlia di Filippo IV di Spagna. Il contratto matrimoniale prevedeva la rinuncia da parte di Maria Teresa a qualsiasi diritto sulla corona di Spagna. Mazzarino aveva seguito minuziosamente le trattative,nonostante il riacutizzarsi durante le ultime sedute di una nefrite di cui soffriva da tempo. Ma il Cardinale sopportò in modo ammirevole la malattia .

Marriage_of_Louis_XIV_with_Marie-Therese_of_Austria

Il matrimonio fu celebrato il 9 luglio 1660 a Saint-Jean-de-Luz. L’ingresso della coppia reale a Parigi ebbe luogo il 26 agosto. Il corteo reale fu accompagnato da osanna pieni di speranze e di desiderio di pace per tutta la Francia, dai Pirenei alla capitale. Mazzarino, sempre malato, seguì il corteo e, fra le sofferenze del suo corpo, assaporò la gioia del trionfo.

Giulio Mazarino carta natale

Mazzarino nato il 14 Luglio 1602 alle ore 19,00  Pescina

Cancro Ascendente Capricorno

Il pianeta Dominante di questa Carta Natale è Saturno: congiunto al Medium Coeli, trigono (120° ) col Sole e Governatore dell’Ascendente Capricorno. Mazzarino è un passionale freddo, solido come una roccia, determinato. Il forte senso dell’equlibrio di cui dà prova lo deve al sangue freddo e alla fermezza del suo carattere. Impassibile, riservato, enigmatico, grande manovratore il Cardinale giocava d’astuzia piuttosto che di violenza. Preferiva stancare la diffidenza degli avversari che lui non considerava mai come nemici…negoziava con tutti e così aggirava gli ostacoli. Incapace di abbattersi anche quando fu mandato due volte in esilio. Si riprese, continuò a governare e finì da ministro onnipotente in condizione di estrema grandezza.

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