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SINGOLARE PUNTO DI ROTTURA DELLA NORMALE ATTIVITA’ PSICHICA-DOTT.RE ROBERTO SCARDETTA

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Redazione-Come furie scatenate ed indomabili, confinate entro la più buia e remota cavità subconscia, le arcane arpie delle remote “Frustrazioni”, forzano il portale della “Responsabilità”(in termini di Autodominio) che funge da cinta muraria tra il disgregante ed il costruttivo…

E ad ogni colpo, ad ogni bestiale tentativo d’uscita inconscia, seguono, consciamente, i peggiori incubi notturni, le peggiori reminiscenze che hanno, ahimè, stravolto una qualsivoglia flebile esistenza. Tonfi sempre più forti, quasi a ritmo cardiaco… bum, bum… bum, bum… iniziano a scricchiolare le travi; si allentano le cerniere ed all’ultimo tuonante impatto il portale psichico, duramente e tenacemente costruito che sigillava il  prima dal poi vissuto, il passato ed il presente esistenziale, ahimè, cede, si spalanca…

L’ ennesimo Calvario si ripresenta in tutta la sua maestosa tragicità…

Risalgono le forze maligne e disgreganti dalla più cupa voragine subconscia e con i loro lunghi tentacoli del “piacere estremo e distruttivo” e del “vizio elevato all’ennesima potenza”, stringono fin quasi a stritolare, definitivamente, l’”autostima”, facendo eclissare la “forza interiore individuale” …

Il circostante torna spaventoso ed idiomizzati dal senso dell’  “impotenza” si torna travolti e trascinati dal vortice dei drammatici e disperati contesti familiari, economici e sociali…

Segue di pari passo una sorta di immobilità fisica, una sorta di paralisi, provocate da un lento e crescente stato psichico confusionale. Si arrestano la normale mobilità di azione, l’agire quotidiano, il rispetto di regole e principi; insomma tutte quelle normali attività psico-fisiche umane che ciascun individuo compie normalmente…

Il circostante conosciuto, pian piano perde colore e “calore” ed inizia a restringersi sempre più fin tanto da prendere le sembianze d’un autentico “tunnel”…

Si torna a permanere entro una cavità semibuia sottostante, intrisa di nauseabondi odori… svanisce la realtà per come la si vedeva, la si conosceva, la si viveva… la macchina esistenziale umana, ahimè, proprio lì, entro quel tunnel esistenziale si arresta;

lì dove tutto e tutti sono di passaggio…

dove il contatto umano si riduce ad un lapsidale ed occasionale incrocio di sguardi…

in tal senso, è la razionalità umana a divenire quello stesso tunnel, restringendosi, rovinosamente, ad una infinitesimale della sua infinita capacità…

segui, amico mio, con rabbioso coraggio, quelle colonnine di luce in alto poiché rappresentano l’autentico riflesso di quell’interiore lume emanato dall’amor proprio primordiale che presto ti condurrà verso l’inevitabile uscita…

che il tuo amor proprio possa domare e superare qualsiasi ostacolo di qualsiasi genere e natura che

l’esperienza della vita pone innanzi al proprio percorso esistenziale…

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