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METODO RENP (RELAXING EMOTIONAL NEUROMUSCOLAR PSYCHOSOMATIC METHOD)-PROF.RE ANTONIO LERA

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Redazione-La postura è l’adattamento personalizzato di ogni individuo all’ambiente fisico, psichico ed emozionale. In altre parole è il modo con cui reagiamo alla forza di gravità e comunichiamo. Per quanto concerne l’ontogenesi della postura, essa richiama singolarmente l’evoluzione filogenetica. E’ noto che la posizione intrauterina del corpo fetale è caratterizzata da una flessione di tutta la colonna vertebrale (cifosi spiccata). Questa postura viene mantenuta per un certo periodo di tempo anche dopo la nascita. A partire dalla sesta settimana di vita extrauterina il bambino, giacendo in posizione prona, inizia ad estendere il collo attivando la muscolatura posteriore del collo che così contrasta la forza di gravità. Successivamente il bambino, assumendo la posizione seduta e deambulando “a quattro zampe” (“gattonando”), presenta ancora una notevole cifosi lombare associata ad una lordosi cervicale. In questa posizione egli impara a controllare il peso della testa con la muscolatura posta superiormente al cingolo scapolare. Solo successivamente si forma la lordosi lombare, cioè quando il bimbo inizia a fare i primi tentativi per rimanere in posizione eretta e quindi camminare. A circa dodici mesi di vita si ha il passaggio graduale al bipodalismo ma la postura eretta nell’uomo diviene stabile a circa 6 anni, con la fisiologica formazione e strutturazione delle curve vertebrali (lordosi lombare e cervicale e cifosi dorsale). Ciò avviene grazie alla maturazione estero-propriocettiva del piede che è quindi il responsabile delle modificazioni delle curve vertebrali in posizione eretta. Contemporaneamente giungono a maturazione deglutizione e masticazione. Il completamento dello sviluppo della funzione posturale (sistema tonico-posturale) avviene invece abitualmente verso gli 11-12 anni, in contemporanea alla stabilizzazione della funzione visiva, sensoriale e motoria, e resta poi stabile sino a circa 65 anni. La presenza delle curve rachidee aumenta la resistenza della spina dorsale alle forze di compressione secondo la formula: R (resistenza alla compressione) = N (numero di curve mobili) al quadrato + 1. Pertanto un rachide con tre curve mobili (lordosi lombare, cifosi dorsale e lordosi cervicale) offrirà una resistenza alla compressione 10 volte superiore (N = 3; R = 10) a quella di una colonna vertebrale rettilinea (N = 0; R = 1).

La formazione e l’accrescimento del sistema muscolo-scheletrico e del piano occlusale (e quindi in seguito della dentatura) sono il risultato della complessa interazione tra patrimonio genetico e personale azione antigravitazionale dell’individuo. Alterate informazioni ambientali (terreni, scarpe, allattamento artificiale precoce con conseguenti disfunzioni della lingua e quindi della deglutizione) e stili di vita ecc. inadeguati) comportano normalmente posture errate e ben lontane dalla postura ideale.

Per quanto riguarda gli equilibri posturali non posso non ispirarmi alle filosofie del Dott. Galiffa che attraverso la sua intuizione dell’importanza del CORRETTO DECUBITO e della deglutizione spontanea che illumina il buio che da sempre oscura le cause delle patologie posturali, soprattutto se consideriamo le sindromi posturali discendenti. LA SINDROME DA DECUBITO MANDIBOLARE DI GALIFFA non esisteva nella letteratura scientifica, è stata da questi coniata per descrivere una nuova scoperta scientifica pubblicata sull’autorevole mensile Dental Cadmos 3/92 pagina 64, (oltre 25 anni fa). Per Sindrome si intende, in medicina, un insieme di sintomi e segni clinici che caratterizzano una o diverse malattie. Le Patologie e i sintomi elencati sotto caratterizzano la Sindrome di Galiffa:. Dolori, Rumori, Click nell’apertura e chiusura della bocca. Bruxismo o Digrignamento dei denti. Emicrania. Cefalea. Nevralgia del Trigemino. Acufeni. Ronzio. Vertigini, Sensazione di Equilibrio Instabile. Malattia Parodontale. Piorrea, Parodontite. Disfunzioni dell’ATM. Dolori Cervicali e Dorsolombari di natura posturale. Anamnesticamente tutti i sofferenti della Sindrome dormivano in posizione prona a faccia sotto, sulla mandibola, ostacolando una delle funzioni più importanti del nostro organismo, la deglutizione spontanea. Secondo il Dott. Galiffa alcune di queste manifestazioni patologiche (Piorrea, Bruxismo, Disfunzione ATM), scompaiono ripristinando la corretta deglutizione spontanea, correggendo il Decubito in posizione supina con la faccia rivolta verso l’alto. Come ben illustrato dal libro LA SINDROME DA DECUBITO MANDIBOLARE pubblicato con L’Eco di San Gabriele Editore, la Deglutizione Spontanea è un atto riflesso, innato, inconscio, incondizionato, è presente alla nascita insieme alla respirazione ed al riflesso per la protezione delle vie respiratorie. Questo atto polifunzionale comporta la necessità d’ingoiare involontariamente ogni 3-4 minuti per tutta la vita, nella veglia e durante il sonno, con queste principali azioni ben descritte e studiate dal Dott. Gino Savatore Galiffa:

1.AZIONE SULLA POSTURA E STABILITA’ DEI DENTI

Ad ogni atto di Deglutizione Spontanea i denti sono spinti verticalmente secondo l’asse maggiore, quindi piantati e rinsaldati nell’osso. I denti inoltre sono ripetutamente sollecitati ad avere corretti rapporti con gli antagonisti in massima interscuspidazione, tanto che si spostano e si adeguano, fino ad assumere una posizione armonica con i muscoli e le articolazioni.

  1. AZIONE EUTROFICA E NUTRIENTE SUL PARADENZIO Favorisce la salute ed il nutrimento di gengive, legamento dento-alveolare ed osso mandibolare. Nella deglutizione i contatti tra i denti sono fugaci ed intermittenti, generano azione di compressione e decompressione sul parodonto, con effetto di pompa che attiva la circolazione sanguigna in modo eutrofico ed antibatterico, tanto che l’afflusso facilitato di sangue assicura l’integrità di tutto il complesso dento-parodontale ed accresce le difese contro le infezioni, insieme alla corretta igiene evita gengivite, parodontite e piorrea.
  2. AZIONE SUI CONDILI E SULL’ARTICOLAZIONE MANDIBOLARE

I condili si rimodellano continuamente per l’azione di stimoli funzionali ripetuti, anche i dischi e i legamenti si adeguano in modo da non causare una situazione di discrepanza tra posizione strutturale e funzionale.

  1. AZIONE AUTOARMONIZZANTE SUL SISTEMA MASTICATORIO

La Deglutizione Spontanea attiva con continuità e ritmo una ginnastica muscolare e vascolare con effetto eutrofico sul parodonto, suddetto, ma anche sui muscoli, sulle ossa mascellari e sulle articolazioni. Pertanto questo riflesso innato, ancestrale della Deglutizione Spontanea è il Biomeccanismo fisiologico di Autoarmonizzazione con il quale la Componente Neuromuscolare verifica e controlla che il rapporto intermascellare avvenga nella giusta posizione in armonia con tutte le altre componenti. Questo dono della natura per poter agire ed essere prezioso per benessere e salute non deve essere ostacolato. La mandibola può essere ricentrata e ribilanciata ad ogni atto di deglutizione soltanto se non è sottoposta al peso della testa come nelle posizione errate durante il sonno. Il Metodo RENP da me ideato, deve molto a queste acquisizioni tecnico scientifiche del Dott. Galiffa, in quanto il trattamento dei trigger points del viso e dell’apparato masticatorio, non possono prescindere da una corretta postura durante il decubito notturno che anche a mio parere dev’essere supino e se laterale deve evitare il carico sulla mandibola. Sono molti i casi che incontro nella mia professione di soggetti con asimmetrie posturali sia a carico del viso che del corpo (per alterazioni dento-maxillo-facciali e disfunzioni della colonna vertebrale). Tra i personaggi pubblici più famosi, che a mio avviso erano affetti da sindrome posturale, con asimmetria del viso, ne cito due brevemente: il grande sportivo Mennea ed il grande attore Totò.

La ripetizione e la costanza nel tempo dello stimolo meccanico negativo sulla mandibola producono un meccanismo disregolativo ed infiammatorio cronico con sintomi che l’organismo produce nel tentativo di informarci sulla necessità di modicare le nostre abitudini posturali.

Il METODO RENP (RELAXING EMOTIONAL NEUROMUSCOLAR PSYCHOSOMATIC METHOD) (metodica complementare (MC) pur rientrando tra le discipline che si caratterizzano come «arti manuali» e di «respirazione guidata consapevole», privilegiando un approccio basato su conoscenze teoriche di ottica neurofisiatrica ed insistono altresi su una funzione di «counseling», finendo per riassumere in sé i tre aspetti, fondandosi sull’idea del minimo stimolo nelle terapie psico-corporee. I benefici riscontrati in un recente lavoro di ricerca di Antonio Lera su soggetti con Disturbi del movimento in fase iniziale, appaiono essere incoraggianti riguardo l’impiego della Metodica Complementare posta in Studio (RENP) che trattando sia le aree emozionali che i punti Trigger identifica l’elemento decisivo terapeutico nel trattamento delle resistenze, dove per l’appunto il principio del minimo stimolo riveste un ruolo essenziale.

IL RENP si giova di tre grosse componenti fisiologiche: migliorare l’eutrofismo cellulare, ridurre l’acidità tissutale ed accrescerne l’ossigenazione attraverso una corretta funzione circolatoria.

Sono anche tre le modalità che s’integrano nel trattamento dei soggetti da trattare con RENP:

  1. Massaggio Neuromuscolare e Chua ‘Ka
  2. Counseling PsicoEmozionale
  3. Respirazione Guidata Consapevole

La risposta al RENP è verosimilmente la stessa di tutte le tecniche di Rilassamento ivi comprese le forme di Meditazione ovvero una Diminuzione o down regulation dei geni che sono implicati nel processo infiammatorio, dato riscontrato dallo studio multicentrico delle Università del Wisconsin e dell’Istituto biomedico di ricerca di Barcellona sui cambiamenti molecolari corporei e riduzione dello stress, legati al rilassamento ed alla Meditazione. In più i principi d’igiene posturale, alimentare, del sonno, della sessualità e di rapporto con l’ambiente sono elementi che aumentano la portata d’intervento del RENP e ne garantiscono la scientificità.

ANTONIO LERA

Professore a Contratto UNIVAQ

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