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VALUTAZIONE DEL LEGAME DI ATTACCAMENTO NEI BAMBINI-DOTT.SSA ANTONELLA FORTUNA

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Redazione-I modelli di attaccamento infantile sono stati descritti in maniera dettagliata attraverso l’osservazione del comportamento del bambino nella procedura della “strange situation”, che ha costituito la base per una ampia mole di ricerche che negli ultimi trenta anni hanno indagato, oltre alle caratteristiche comportamentali, le determinanti affettive, la qualità della regolazione affettiva, la qualità del caregiving e la costruzione del mondo rappresentazionale nei diversi pattern di attaccamento, nonché le possibili evoluzioni psicopatologiche. La Mary Ainsworth  ideò  tale strumento nei tardi anni sessanta per classificare i tre pattern base di relazione in bambini di età prescolare ricongiuntisi ai genitori dopo un lungo periodo di degenza. In particolare rilevò che  attraverso una procedura standardizzata videoregistrata di  osservazione in cui si trovano in una stanza il bambino, la mamma ed un estraneo, si possono osservare i diversi comportamenti e le reazioni emotive del bambino in presenza della madre, al momento della separazione da questa ed in compagnia di un estraneo.
Da queste osservazioni nacque il famoso sistema di classificazione della Strange Situation che prevedeva inizialmente tre stili di attaccamento: sicuro, insicuro ansioso ambivalente e insicuro evitante (Ainsworth1978).
Lo stile di attaccamento che un bambino svilupperà dalla nascita in poi dipende in grande misura dal modo in cui i genitori, o altre figure parentali, lo trattano. In base a tale interazione si strutturerà uno dei seguenti stili attaccamento:

  • Un attaccamento sicuro in cui il bambino ha fiducia nella disponibilità e nel supporto della figura di attaccamento, in condizioni avverse o di pericolo. In tal modo si sente libero di poter esplorare il mondo. La figura genitoriale si mostra sensibile ai segnali del bambino, disponibile e pronta a dargli protezione. I tratti che caratterizzano questo stile sono: sicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di essere amabile, capacità di sopportare distacchi prolungati, fiducia nelle proprie ed altrui capacità, sé positivo ed affidabile.

  • L’attaccamento insicuro-evitante ha i suoi precursori nelle interazioni madre-bambino: le madri dei bambini evitanti mostrano spesso una avversione nei confronti del contatto fisico, una rigidità nella postura ed una mancanza di espressione emozionale. Tutte queste forme implicite o esplicite di rifiuto nei confronti dei segnali di attaccamento del bambino portano quest’ultimo ad organizzare un comportamento completamente caratterizzato da evitamento dello sguardo, mancanza di ricerca del contatto anche dopo una separazione o evitamento attivo al ricongiungimento, e una strategia di controllo che sposta l’attenzione sull’esplorazione attraverso una concentrazione fittizia (Donovan 1985). L’evitamento può essere considerato comunque una strategia organizzata che permetta al bambino di mantenere la maggiore vicinanza possibile senza andare incontro al rifiuto diretto o alla disorganizzazione del comportamento (Main 1981):sul piano interpersonale interrompe o riduce l’espressione di comportamenti di attaccamento come la rabbia e l’angoscia che potrebbero provocare un rifiuto; su quello intrapsichico consente al bambino di escludere il dolore mentale associato con la percezione della madre rifiutante.

  • L’attaccamento insicuro-ambivalente, al contrario di quello evitante, rappresenta una strategia che massimizza i segnali di attaccamento. I bambini che presentano questo pattern nell’infanzia sono molto angosciati dalle separazioni, esplorano poco a causa della preoccupazione prevalente che mostrano verso la figura di attaccamento e ricercano attivamente il contatto con il genitore, ma al tempo stesso possono mostrare espressioni di rabbia o di passività estreme e la forte angoscia sperimentata nelle separazioni non trova conforto e rassicurazione nella risposta della madre. Le madri, da parte loro, sembrano rispondere ai segnali di attaccamento in maniera inconsistente o imprevedibile (Cassidy 1995). Non mostrano comportamenti di rifiuto del bambino ma sembrano assorbite, ansiose ed insicure nella loro capacità di prendersi cura. L’attenzione esclusiva e preoccupata per le relazioni, insieme all’eccessivo livello di ansia, rappresenta spesso un ostacolo per questi bambini nel raggiungimento dell’autonomia e della fiducia in se stessi dal momento che la loro preoccupazione principale rimane legata alle figure di attaccamento, dalle quali sono anche eccessivamente dipendenti (Ammaniti 1992).

  • L’attaccamento disorganizzato va considerato come una strategia disfunzionale più frequentemente associata a diverse forme di psicopatologia nel corso dello sviluppo. La sua presenza nei campioni clinici o a rischio (es:maltrattamenti ed abusi) raggiunge percentuali molto elevate (80%). Dal punto di vista comportamentale, i bambini disorganizzati nell’infanzia presentano una serie di comportamenti contraddittori ed atipici che sembrano indicare la mancanza di una strategia coerente capace di far fronte all’attivazione del sistema di attaccamento (Main 1990). Nella riunione con il genitore durante la strange situation , possono

manifestare espressioni o movimenti incompleti, interrotti o indirizzati in modo errato, stereotipie, posture anomale, immobilità. I fattori di rischio predisponenti nell’ambito della genitorialità hanno rintracciato due diverse tipologie di caregiving:nei campioni a basso rischio si osserva la presenza nelle madri di lutti o traumi non risolti (Ainsworth 1991) , mentre nei campioni ad alto rischio sono presenti forme di maltrattamento ed abuso. Il genitore che ha subito eventi di perdita può mostrare una serie di comportamenti spaventanti, parlare in modo intimidatorio, abbracciare il bambino come se fosse un oggetto inanimato, non prestare soccorso al bambino quando cade. La paura che il bambino sperimenta attiva il suo comportamento di attaccamento verso il genitore, il quale però è anche la fonte del suo stesso terrore: questo porta ad un conflitto irrisolvibile in cui la tendenza ad avvicinarsi e quella di allontanarsi configgono e travolgono la capacità del bambino di organizzare un comportamento coerente. I bambini disorganizzati vanno incontro con maggiore frequenza a una disregolazione affettiva prolungata, disfunzionale sia sul piano

interpersonale che su quello intrapsichico.

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