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UN RITRATTO DEI MILLENNIALS, IL FUTURO DELL’ECONOMIA MONDIALE

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Redazione- Giovani, irresponsabili, narcisisti ed egoisti. Sono questi alcuni degli stereotipi più comuni sui Millennials, la cosiddetta generazione del nuovo Millennio, la Net Generation. Quella generazione di “me, me, me”, bistrattata e ignorata da molti, forse troppi.

Eppure questa generazione ha delle coordinate chiare e precise: nate tra gli anni ’80 e il 2000, è una generazione self-made, di gente che si è fatta da sola per intendersi. E quindi gente che quasi sempre ha studiato, ha creato nuovi impieghi dal nulla (chi è Chiara Ferragni, se non una Millennials). Gente che è motivata ma che subisce spesso delle demotivazioni. Gente per cui non c’è lavoro, e via dicendo.

I Millennials hanno una psicologia ben inquadrata dagli studiosi che tante pagine hanno dedicato a questa vera e propria categoria sociale. Una generazione che ha imparato dopotutto a cavarsela da sola, essendo nata e cresciuta in un contesto mondiale sempre più spoglio: povero, vecchio, depauperato. Gente che ha vissuto prima la disperazione e che disperatamente ha continuo bisogno di un riconoscimento. Ma anche gente molto più che qualificata, e dunque anche iperconnessa, con una grande conoscenza di internet e figlia un po’ della Rivoluzione Digitale. Persone che sanno scrivere, leggere e far di conto con uno smartphone, un tablet, un pc. Gente sottopagata che solo in rari casi si vede riconosciuta il giusto compenso. E gente anche, come si diceva, che ha imparato a navigare nelle avversità sfruttando poi tutto ciò che potesse dare libero sfogo alla creatività. Persone sociali e social, in una sola parola. L’esempio dell’influencer, in questo contesto, calza a pennello.

Ma coi Millennials ci si riferisce anche ad una generazione che è il potenziale nuovo target dell’economia mondiale. Gente su cui aziende e grandi marchi hanno da tempo puntato l’attenzione perché finalmente rappresentano il futuro. I Millennials, che hanno a che fare con redditi molto più bassi, sono risparmiatori e selezionatori. Nel senso che sono una categoria sociale che studia e si informa, che ci pensa su due volte prima di buttare i propri soldi, che non bada affatto ai marchi ma a dettagli come la comunicazione, la responsabilità sociale, l’impegno civile. Gente che tiene conto più del profondo che della superficie. Gente su cui, a ragione, le grandi aziende del mondo stanno indagando per un futuro che è sempre più a tinte Net Gen. Un esempio è fornito dall’industria mondiale del gioco d’azzardo, che ha trovato proprio nei Millennials il punto su cui partire per futuri investimenti. L’industria del gioco è sempre molto sensibile ai cambiamenti sociali perennemente in atto in società per cui, da anni, si è avviato un sistematico studio della Net-Gen, vista appunto come futuro asse portante dell’economia. In che modo sta agendo il mondo del gioco d’azzardo? Presto detto: più investimenti green, con particolare occhio alla sostenibilità. Implementazione della comunicazione via social: niente giri di troppo, solo messaggi immediati, e

ponderando infine una offerta calibrata e su misura per le esigenze sempre più stringenti della Net-Gen.

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