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IL TATUAGGIO E’ UNA PREGHIERA- DOTT.SSA ANTONELLA FORTUNA-PSICOLOGA CLINICA

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Redazione-Il verbo TO-TATOO ( di origine polinesiana), vuol dire disegnare-marcare ed in senso onomatopeico, allude al rumore prodotto dai chiodetti di legno appuntiti che entrano sotto la pelle.

La pelle, luogo degli scambi umani, sede dell’intimità, parla di noi ed il tatuaggio diviene “l’interesse regressivo del neonato” per il corpo, il “terzo elemento” tra il dentro ed il fuori, che esprime una “posizione di vita” segnalata e rinforzata nelle incisioni, perche’ sia chiara all’esterno.

E’ un atto arcaico: il corpo ornato,dipinto, modificato, ed arricchito. Un bisogno di appartenere ed appartenersi. Perché…” quando gli Dei mancano, quando i sistemi di valore crollano, l’uomo non ritrova che una cosa: il suo corpo” ( Malraux).

Un rito, un mantra, una operazione sacrale.

Il tatuaggio si fa magico nella possibilità di rinsaldare la forza virile dell’uomo, la fecondità della donna e l’iniziazione degli adolescenti; tutto con la credenza di ottenere protezione dal soprannaturale.

Cosi si tatuano le donne Birmane come filtro d’amore,gli indigeni del Borneo per assicurarsi un passaggio nell’oltretomba e poi gli Indu’ del Bengala per spaventare i nemici o riconoscere i propri figli.

Incidersi per comunicare che si e’ in lutto, si cerca marito, si è compiuto un omicidio.

 Iniziatico e distintivo nelle società segrete della camorra (denomina i gradi degli affiliati) , fa sentire meno soli nel bisogno di appartenenza dei marinai di lungo corso ( che si fregiano il simbolo di aderenza al gruppo di mare).

E ancora, esibisce rifiuto e rabbia quale atteggiamento di chi vuole urlare la propria esperienza. Vite recluse, istituzionalizzate,rappresentate nei simboli quale linguaggio aggressivo-trasgressivo che esprime disprezzo per la giustizia.

Allora un punto sulla falange, piu’ punti sul palmo, una farfalla in volo, un serpente attorcigliato ad un pugnale, vogliono avvisare, tenere lontano, promettere vendetta, esprimere l’odio.

Una indelebilità che consacra,cercando di fermare il tempo, incidendo cio’ che siamo per non dimenticare..

Non voler e non poter dimenticare, ma ricordare, lo smarrimento,la fede, l’aspetto vocazionale o  la paura. Rappresentarsi in un nome, un simbolo, un origine, un colore, una cicatrice.

L’animo sente la necessità di parlare attraverso il corpo( differenziato, marcato, inserito in un codice), perche’ a volte debba sfidare, altre sentire attraverso toni tragici ed oracolari.

E dai nascondimenti del XV secolo Europeo confinato sulle navi e nelle prigioni o esibito sui lobi dei gentiluomini seicenteschi sino al trasferirsi nei sotterranei dell’età Vittoriana, continua ad ornare gli ex punk ( giovani degli anni settanta), gli ex grunge degli anni ottanta sino ai teen agers ed i no global.

Libera, trasgredisce, rompe abitudini cristallizzate.

Il tatuaggio incarna un “naturismo totale” alla ricerca di un tribalismo che denudi le convenzioni; rappresenta la rabbia nichilista che protesta e si oppone.

Il tatuaggio accompagna anche il tempo, il tempo che passa sul corpo che non è piu’ una unita’ intoccabile, che si dimentica di sentire, che non percepisce piu’ i contatti.

Un corpo che desidera la sopportazione del dolore e l’amore per il rischio:” Perché anche il dolore puo’ essere una promessa di piacere” (Pascal).

Questo corpo cosi defraudato dal sentire, dalla ricerca e dal contatto, privato del diritto al dolore, imbalsamato per non vivere la modificazione del tempo.

Cosi presentificato nell’oggi che non va invecchiato, interrogato, bensi abusato, nascosto, usato.

Non è assurdo allora pensare di forgiarlo, segnarlo, scarnificarlo perche’ nell’indistinguibilità “ tra realta’ e finzione” solo il dolore sancisce l’esperienza divenendo un nesso alla ricerca del proprio essere nel mondo.

Un arcaismo post-moderno che si oppone alle “cancellazioni del virtuale” ed alle “metamorfosi estetiche”, nel riassorbimento dell’esperienza attraverso

il contatto della realtà integrale con il proprio corpo.

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  1. Maria Smith

    Thank you for the article.

    Great blog that I enjoyed reading.