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SUL PROGETTO DEL PROFESSOR EZIO SCIARRA: “DALLA DEMOCRAZIA DELEGATIVA ALLA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA”

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Redazione- E’ stato di recente pubblicato nell’agosto 2020 un volume delle Edizioni Universitarie Romane  dal titolo “Intersezioni sociologiche sullo sviluppo” con interventi di prestigiosi autori che spaziano fra Sociologia, Politica, Diritto, Economia.

All’interno del volume occupa una posizione rilevante il saggio del Professor Ezio Sciarra dal titolo “Dalla democrazia delegativa alla democrazia partecipativa” in cui si delinea un progetto di riforma costituzionale ed economica.

Intervistiamo il Professor Sciarra, già Preside della Facoltà di Scienze Sociali dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, per avere dall’Autore una sintetica esposizione del suo progetto:<<

  1. D. Professore, nel Suo saggio Lei distingue fra democrazia delegativa e democrazia partecipativa, indicando l’opportunità di migliorare la democrazia delegativa espandendo la democrazia partecipativa. In che senso il Suo progetto intende integrare la delega con la partecipazione, ai fini di una democrazia più compiuta?
  2.  Con il voto il cittadino sovrano delega un suo rappresentante alle Camere con il potere di fare leggi. Spesso il delegato, nel programmare leggi, pensa di avere una discrezionalità quasi assoluta rispetto al cittadino sovrano che lo ha delegato. In effetti il cittadino sovrano non ha mai ceduto con la delega del voto i suoi diritti costituzionali, che dunque il delegato ha l’obbligo di rispettare nella sua attività legislativa. Pertanto un cittadino privo di diritti costituzionali può pretenderli dal suo delegato.  Il cittadino però non ha potere di partecipazione diretta tale da obbligare il suo delegato ad approvare leggi dietro sua richiesta per soddisfare i suoi diritti costituzionali. Ne consegue quindi che una democrazia soltanto  delegativa può e deve essere migliorata attraverso una riforma costituzionale che consenta al cittadino organi di democrazia partecipativa. 

 3.D. Professore, quali organi di democrazia partecipativa propone nel Suo progetto di riforma costituzionale, con cui il cittadino sovrano può vincolare il suo delegato a fare leggi per l’attuazione dei diritti costituzionali di cui è privo?

4.Nel mio progetto propongo organi costituzionali di democrazia partecipativa per consentire al cittadino sovrano di partecipare al processo legislativo del suo delegato, vincolandolo a soddisfare i diritti costituzionali di cui non gode. Tali organi sono sostanzialmente tre, il Difensore Civico, il Procuratore civico, il Foro Costituzionale, cui il cittadino può rivolgersi gratuitamente al fine di rivendicare i suoi diritti costituzionali disattesi. Sono tre organi a cui il cittadino può rivolgersi per vincolare il suo delegato a fare leggi che soddisfino i diritti costituzionali di cui è privato. Il primo organo riguarda la disponibilità gratuita di un Difensore Civico che prepari la difesa del cittadino sovrano al fine di ottenere attraverso la legge elaborata dal suo delegato i suoi inviolabili diritti costituzionali. Il secondo organo, cui il cittadino può rivolgersi gratuitamente, è un Procuratore Civico che indaghi sulle circostanze e sulle eventuali responsabilità che hanno privato il cittadino dei suoi diritti costituzionali inalienabili. Il terzo organo, gratuito per il cittadino, è un Foro Costituzionale, formato da giudici anziani, sorteggiati  da liste di grandi esperti del Diritto in pensione, provenienti dalla Magistratura, dall’Avvocatura, dall’Università, affiancati da una Giuria Popolare di sorteggiati tra le diverse categorie del Popolo sovrano. Il Difensore Civico, come difesa, e il Procuratore Civico, come accusa, presentano al Foro Costituzionale, come tribunale, il ricorso del cittadino per ottenere una sentenza motivata che può essere favorevole o avversa. Se la sentenza è favorevole il cittadino può vincolare il suo delegato politico a soddisfare con opportuni provvedimenti legislativi i suoi diritti costituzionali non rispettati. In tal modo il cittadino, che all’inizio ha delegato con il voto un suo rappresentante ad approvare leggi, può anche partecipare successivamente, attraverso organi dello stato di diritto, alla elaborazione delle leggi che il suo delegato deve promuovere a favore dei suoi diritti costituzionali lesi. In tal modo nell’azione legislativa viene integrata la democrazia delegativa con la democrazia partecipativa.

5. Professore, dunque per Lei democrazia partecipativa significa riconoscere un potere di controllo fra il potere di base del cittadino sovrano e i poteri di vertice da lui delegati?

6.Certamente. La democrazia partecipativa prevista nel progetto di riforma costituzionale intende rimettere il cittadino sovrano al centro del rapporto con i suoi delegati. Nei passati regimi autoritari, dove il cittadino era suddito, il potere si sviluppava dall’alto al basso. Invece, da quando nel sistema costituzionale della Repubblica democratica il cittadino non è più suddito ma sovrano, il potere deve scorrere dal basso verso l’alto, consentendo al cittadino stesso di partecipare al controllo del potere di vertice dei suoi delegati al fine di tutelare i propri inviolabili diritti costituzionali. In democrazia non esiste un potere assoluto ma esistono sempre pluralismi di centri di potere che si controllano reciprocamente. La formula di Montesquieu della separazione e distinzione dei poteri, legislativo, esecutivo, giudiziario, e del loro equilibrio nel controllo reciproco ha trovato attuazione anche nella Costituzione Italiana. Occorre tuttavia ampliare tale prospettiva che dimentica di includere fra i poteri distinti e in equilibrio tra loro il potere di base centrale, ossia il potere del Cittadino sovrano, che deve poter esercitare il controllo reciproco con i suoi delegati al vertice dello Stato per tutelare i propri diritti costituzionali inviolabili. Il nucleo centrale del mio progetto di riforma, per integrare la democrazia delegativa con la democrazia partecipativa, consiste nel non dimenticare di includere il potere del Cittadino sovrano nel quadro del sistema di poteri dello stato di diritto.

         La democrazia partecipativa si realizza quando il cittadino ha la disponibilità di organi costituzionali di controllo reciproco tra la base della sovranità che rappresenta e il vertice dei suoi delegati negli organi dello stato>>.

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