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SOLE E CUTE- DOTT.RE LUCIANO LEONIO

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Redazione-Il sole rappresenta la principale fonte di energia per tutte le specie viventi, ma è responsabile  anche di una serie di effetti negativi a carico della pelle come tumori cutanei e invecchiamento della pelle.
I raggi ultravioletti  sono responsabili della gran parte degli effetti cutanei del sole. Si distinguono tre tipi di raggi UV:

UVA : rappresentano il 90% dei raggi che raggiungono la superficie del pianeta, sono molto penetranti e accelerano i processi d’invecchiamento cutaneo. Non provocano ustioni, se non ad alte dosi, ma non abbronzano realmente, poiché sono responsabili di una pigmentazione momentanea provocata dall’ossidazione della melanina già presente nella cute.

UVB : rappresentano il rimanente 10%. Penetrano fino allo strato basale dell’epidermide e per la loro elevata carica energetica stimolano la produzione della melanina. Sono piuttosto aggressivi sulla cute causando eritemi e scottature. Considerati nocivi per la cute sono correlati ad un incrementato rischio d’insorgenza di tumori cutanei.

UVC : assorbiti per il 99% dall’atmosfera hanno un altissimo potenziale energetico e sono altamente nocivi; per questo la rarefazione dell’ozono rappresenta un problema di salute pubblica. I livelli di UV sono più alti al crescere dell’altitudine (ogni 1000 m di altezza i livelli di UV crescono del 10-12%) e dell’altezza del sole (specialmente verso mezzogiorno e nei mesi estivi) e al diminuire della latitudine (maggiori all’equatore).
La cute foto-esposta si adatta all’insulto dei raggi UV attraverso delle reazioni acute e delle reazioni tardive. Nell’ambito delle reazioni acute, dovute essenzialmente ai raggi UVB, troviamo l’eritema solare (tipico arrossamento cutaneo, spesso associato a sensazione dolorosa, che esordisce dopo 12-24 ore dall’esposizione), l’edema (gonfiore), la disidratazione della pelle, le vescicole/flittene (per esposizioni solari intense, sono segno di vera e propria ustione solare), l’ ipercheratosi (aumento dello spessore dello strato corneo cutaneo) e l’ipertricosi (anche la crescita dei peli avverrebbe a scopo protettivo).
Le  reazioni tardive richiedono molti anni per svilupparsi, sono rappresentate soprattutto dal photo-aging (foto invecchiamento), che si manifesta a livello delle zone maggiormente esposte al sole (volto, collo, mani) con rilassamento cutaneo, melanosi croniche (macchie scure), raggrinzimento della cute con comparsa di rughe, progressivo assottigliamento della pelle e comparsa di teleangectasie (dilatazioni dei vasi di colore rosso vivo o rosso-bluastro). Si verifica anche un aumento dei nei e modifiche di varia natura di quelli congeniti (displasia). La conseguenza più grave dell’esposizione prolungata e mal gestita alla luce solare è rappresentata soprattutto dall’aumento del rischio di insorgenza di tumori cutanei.

Le neoplasie cutanee possono essere di origine epiteliale, come le cheratosi solari, il carcinoma basocellulare e il carcinoma spinocellulare, oppure di origine melanocitica, come il melanoma.

E’  stato dimostrato che l’esposizione cumulativa ai raggi UV favorisce l’instaurarsi del carcinoma spinocellulare. Questa neoplasia è più frequente in quei soggetti cronicamente esposti alle radiazioni solari (muratori, pescatori, contadini, marinai, etc.). Le sedi più frequentemente colpite sono quelle che subiscono la massima foto esposizione (volto, padiglioni auricolari, cuoio capelluto, dorso delle mani). Tale  carcinoma, pur essendo in molti casi asportabile chirurgicamente senza conseguenze, in diversi pazienti può presentarsi in forma più aggressiva e/o con lesioni recidivanti e multiple. Il  carcinoma basocellulare e il melanoma sono neoplasie legate ad una esposizione intensa e di tipo intermittente ai raggi solari, soprattutto in soggetti dalla pelle chiara, che tendono più a scottarsi che ad abbronzarsi.
Il  carcinoma basocellulare, tipico dell’età avanzata, si manifesta a livello delle aree cutanee fotoesposte, ed è da considerarsi a basso grado di malignità, poiché tende a rimanere circoscritto alla sede di insorgenza e a non dare metastasi, a meno che non venga trascurato nel corso degli anni. Il melanoma, invece, deriva da un’alterazione del melanocita cutaneo, ed è una forma tumorale altamente maligna per l’estrema facilità con cui sviluppa metastasi. Può derivare dalla trasformazione di un neo benigno, per questo tali lesioni cutanee vanno tenute sotto stretto controllo con una periodica mappatura dei nei. Il rischio di insorgenza di melanoma è maggiore a livello delle aree corporee normalmente coperte e quindi non abituate al sole ed è maggiore in quei soggetti solitamente non professionalmente fotoesposti.
Vanno  quindi assolutamente evitate le esposizioni intermittenti “mordi e fuggi” e le scottature.
Le radiazioni UV producono, inoltre, uno stato di immunosoppressione aumentando la suscettibilità ad alcune infezioni topiche e/o sistemiche  (herpes labiale, verruche piane, impetigine….).
L’esposizione alle radiazioni UV non ha però solamente degli effetti negativi.
I  raggi UVB hanno un ruolo importante nella sintesi della vitamina D, sostanza fondamentale per il corretto trofismo dello scheletro ed in grado di proteggere le ossa da malattie come l’osteoporosi.
Le radiazioni UV influenzano positivamente anche l’umore attraverso un’aumentata sintesi di endorfine e serotonina e sono terapeutiche per alcune patologie cutanee di frequente riscontro (acne, psoriasi, vitiligine, dermatite atopica,…). Conosciuti i rischi come pure i benefici, l’obiettivo da raggiungere è quel punto di equilibrio che permetta da una parte di minimizzare gli effetti negativi della esposizione ai raggi solari, e dall’altra di enfatizzarne i reali benefici.
Esporsi al sole è dunque consigliabile, ma va fatto con moderazione in maniera progressiva e con le adeguate protezioni.

 Gli schermi solari per uso topico, in creme, lozioni o spray , rappresentano la migliore protezione dai danni da esposizione ai raggi solari, contenendo agenti chimici organici od inorganici che assorbono o riflettono la radiazione ultravioletta. Possono essere classificati in:

-schermi solari chimici (sostanze chimiche organiche che assorbono la radiazione).
-schermi solari fisici (sostanze chimiche inorganiche con funzione riflettente).
-schermi solari combinati.

La protezione  solare ideale, deve avere  fattori di protezione sia verso gli UVA che gli UVB e va adeguato al fototipo, cioè alla tipo di pelle: quanto più chiara è la cute tanto più alto deve essere il fattore di protezione     ( 50+)

Inoltre lo schermo solare va applicato almeno 30 minuti prima dell’esposizione al sole e va riapplicato ogni 2-3 ore, per evitare i normali processi di degradazione e di rimozione con la sudorazione o con l’acqua.

Erroneamente si ritiene  che usare una protezione solare non faccia abbronzare, in realtà si acquista una pigmentazione cutanea in maniera più graduale e non di grado inferiore, minimizzando gli effetti dannosi del sole.

 

   Dott.re Luciano Leonio

                                                                                              

   Malattie della Pelle – Medicina Estetica

                                                                                                     

luciano.leonio@aslteramo.it

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