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PERSONE USA E GETTA DELL’ITALIA CAPITALISTA

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Redazione- Il Dott. Romandini in questo articolo ci vuole rendere consapevoli come nel mondo globalizzato, nonostante la proclamazione di principi democratici fondati sui diritti inalienabili dell’essere umano, vi siano ancora oggi persone , costrette a vivere ai margini della società, a causa di “oscuri meccanismi”economici, tipici dell’esasperato mondo neo liberista che, nel tempo, ha smantellato quasi completamente lo stato sociale.<<

  • Rispetto al passato, la schiavitù oggi è molto cambiata. Innanzitutto essa non è più riconosciuta dal diritto, e quindi il diritto di proprietà su una persona non può più essere rivendicato; di conseguenza, le forme di schiavitù sono tutte illegali.
  • Gli schiavi di oggi, inoltre, hanno un bassissimo costo d’acquisto, sono schiavi “usa e getta”, perché questo mercato è alimentato dalla fortissima necessità di emigrare o di migliorare la propria condizione di vita; perciò gli sfruttatori “usano” queste persone finché sono giovani e forti e poi le abbandonano trovando molto facilmente “merce più fresca”. Pertanto il rapporto che si instaura oggi tra lo schiavista e lo schiavo ha una vita molto breve.
  • Così i precari del nostro paese, ai quali hanno già tolto ogni prospettiva di costruirsi il futuro, ai quali non é garantito il trattamento pensionistico, oragli si limita anche il diritto giuridico di reclamare.
  • Questa nuova forma di schiavitù, invece, abbandona le persone a se stesse in mutuo soccorso tra loro.
  • Così allo schiavista non interessa nemmeno più spendere e investire per lo schiavo, come almeno accadeva in passato. Attualmente, invece, non c’è più questa rigida differenziazione e la distinzione chiave nel mercato schiavistico è di ricchezza e potere, non di casta.
  • Questo inevitabilmente porterà ad equiparare la conclusione di un contratto temporaneo ad un licenziamento, aumentando, anziché diminuire, i contenziosi di fronte al Tribunale del Lavoro che si troverà “sovraffollato” di nuove cause per gli stretti termini di ricorso, ove prima erano diluiti in cinque anni.

Aumentano i suicidi gli omicidi e le violenze domestiche

  • L’ Associated Press riferisce che nelle ultime settimane sono aumentati negl USA i suicidi gli omicidi e le violenze tra le mura domestiche a causa dello stress accumulato per la grave crisi finanziaria che sta scuotendo il mondo.
  • I giornali riportano quotidianamente casi di molti che, perso il lavoro e oppressi dal mutuo, decidono di farla finita e con sé trascinano spesso anche la famiglia compreso cane o gatti di casa.
  • Secondo un’indagine resa nota martedi scorso sembra che l’80 percento degli americani adulti sia sotto stress, soprattutto perché teme di non essere più in grado di provvedere ai bisogni primari della famiglia. Il 56% è preoccupato per il proprio posto di lavoro e questo stato di ansia si traduce in minore produttività. Le donne sono più preoccupate degli uomini.
  • Lo stress si manifesta in tutti con frequenti mal di testa, dolori di stomaco, insonnia e tensione muscolare. Una buona percentuale ha ripreso a fumare, altri si abbuffano di cibo.
  • Le autorità si stanno preoccupando e si moltiplicano gli appelli di esperti a non farsi travolgere dalla disperazione, fornendo consigli su come superare lo stress, affrontandolo in tempo prima che degeneri e, soprattutto, imparando a gestirlo.

MOLTE SONO LE PERSONE CHE PERDENDO IL LAVORO ASSUMONO COMPORTAMENTI A RISCHIO

  • Si constata soprattutto un aumento del consumo di tabacco e di alcol e si accentua l’uso di medicinali; in alcuni studi si è riscontrata una tendenza ad ingrassare presso gli uomini disoccupati. La situazione economica sempre più precaria, la vergogna di essere in disoccupazione, i sentimenti di inutilità e di colpevolezza provocano un isolamento sociale progressivo che può condurre anch’esso alla depressione e potrebbe essere anche fonte di comportamenti a rischio.
  • I giovani disoccupati costituiscono un gruppo particolarmente a rischio. La disoccupazione giovanile è infatti associata a maggiori sintomi riguardanti lo stato di salute (sintomi psicologici, psicosomatici e fisici), ad una diminuzione delle attività sociali, ad un tasso di suicidi elevato e ad un peggioramento dei comportamenti che possono influenzare lo stato di salute – aumento del consumo di tabacco e alcol, dell’uso di canapa indiana e del tasso di criminalità.

 

  • Anche le famiglie dei senza lavoro risentono di questa difficile situazione e presentano un rischio maggiore di malattie fisiche, stress psicologico e separazione. Sono proprio lo stress, l’ansia, la mancanza cronica di sonno, la paura del domani, che provocano spesso una forte aggressività che, gestita male, può generare conflitti coniugali e familiari. 
  • Il ricorso alle cure è direttamente legato alla disponibilità finanziaria dell’individuo. Quando ad essere colpite dalla disoccupazione sono persone appartenenti alle classi più agiate, l’utilizzo dei servizi di cura, soprattutto dei servizi specializzati, aumenta. Al contrario, nelle classi meno favorite economicamente la disoccupazione ha come effetto la diminuzione del ricorso ai servizi sanitari e priva questa popolazione di un sostegno medico e psico-sociale adeguato contribuendo alla sua ulteriore marginalizzazione, e al rischio di propagazione di malattie ed epidemie.

NEI PERIODI DI CRISI ECONOMICA AUMENTANO LE DIPENDENZE PATOLOGICHE

  • In questi ultimi anni si parla sempre più spesso delle cosiddette nuove dipendenze o, per usare un termine inglese, delle “new addictions”, cioè di quei comportamenti socialmente accettati, tra i quali la dipendenza dal gioco d’azzardo, da internet, dallo shopping, dal lavoro, dal sesso e dalle relazioni affettive che, ripetuti ossessivamente, fino all’estremo o in modo continuamente vano e insensato, smettono di svolgere il loro ruolo sociale per schiavizzare l’essere umano.

 

  • Tali forme di dipendenza pur non comportando l’uso di sostanze psicoattive, hanno effetti che sono altrettanto preoccupanti ed a volte persino devastanti.

 

  • In particolare la dipendenza dal gioco è l’unica dipendenza legale senza uso di droghe riconosciuta ufficialmente dalla psichiatria americana come un’alterazione psichica originata dal disturbo del controllo degli impulsi. Gli impulsi incontrollati sono accompagnati da una forte tensione emotiva e non si lasciano influenzare dal pensiero riflessivo.

 

  • Quando il dipendente si abbandona al gioco attraversa un momento di sommo piacere, che può raggiungere il livello dell’ubriacatura o dell’estasi, causato dalla sensazione che il tempo si sia fermato e dal fatto che il soggetto esce da se stesso per entrare in uno stato di coscienza particolarmente alterato.

LE NUOVE POVERTA’

L’ideologia del liberismo selvaggio, l’incapacità delle politiche di affrontare la crisi economica, l’impreparazione di un ceto imprenditoriale incapace di guardare al futuro, stanno producendo il sorgere di nuove povertà accanto a quelle già esistenti.
Non si tratta solo dei pensionati al minimo, degli emarginati e degli immigrati; anche molti settori di lavoratori a stipendio fisso stanno vedendo erodere il loro reddito in misura tale da avvicinarsi al limite della povertà.
Sono però soprattutto le nuove forme di lavoro precario che stanno producendo (e produrranno sempre di più) guasti e disastri, non solo per i singoli individui ma per la società nel suo complesso.
Il giovane d’oggi, mediamente con un livello di scolarità e di conoscenze più elevato rispetto ai suoi coetanei di trent’anni fa, si trova di fronte, anche se laureato!, come prospettiva di vita il lavoro temporaneo nelle sue variegate forme; questo vuol dire che non potrà mai permettersi ciò che la generazione precedente ha avuto (sicurezza del futuro, mutuo per la casa, garanzia per gli acquisti a rate, serenità nel mettere al mondo dei figli).
Se non con l’aiuto dei genitori, e cioè con un pesante rastrellamento dei risparmi delle famiglie a favore degli imprenditori; è cioè più povero rispetto ai genitori.
Se è vero che il Comune non può invertire una politica economica nazionale, può però intervenire in questo campo, non solo con la solita politica dei sussidi, che giustamente viene spesso vissuta come un’umiliazione, ma con decisioni importanti

Non siamo merce

  • Siamo gente che si alza ogni mattina per studiare, per lavorare o per trovare lavoro, gente che ha famiglia e amici. Gente che lavora duramente ogni giorno per vivere e dare un futuro migliore a chi ci circonda.
  • Ma tutti siamo preoccupati e indignati per il panorama politico, economico e sociale che vediamo intorno a noi.
  • Per il senso di impotenza del cittadino comune.
  • Questa situazione fa male a tutti noi ogni giorno.
  • Ma se tutti ci uniamo, possiamo cambiarla.
  • Ci sono dirittifondamentali che dovrebbero essere al sicuro in queste società: il diritto alla casa, al lavoro, alla cultura, alla salute, all’istruzione, alla partecipazione politica, al libero sviluppo personale, e il diritto di consumare i beni necessari a una vita sana e felice.
  • È tempo di muoversi, è ora costruire insieme una società migliore. Le priorità di qualsiasi società avanzata devono essere l’uguaglianza, il progresso, la solidarietà, la libertà di accesso allacultura, la sostenibilità ecologica e lo sviluppo, il benessere e la felicità delle persone.

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