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OMAGGIO ALL’INDIMENTICABILE GIANFRANCO FUNARI-DOTT.SSA ALESSANDRA DELLA QUERCIA

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Redazione-Irriverente, spudorato, ribelle, accattivante, ironico, esilarante, provocatore, incisivo, straordinariamente carismatico: lui era il grandissimo Gianfranco Funari.

Croupier, cabarettista, conduttore, giornalista e infine opinionista, è stato per oltre vent’anni il re indiscusso della televisione italiana e, come usava definirsi lui, il “giornalaio” più famoso d’Italia.

Dotato di fine arguzia e, al contempo, di profonda sensibilità e disarmante genuinità, ha impresso una traccia indelebile, con quel suo stile inconfondibile e mai banale, seppur talvolta sarcastico e aggressivo. Astuto e sagace, conosceva a menadito le giuste maniere per conquistare i telespettatori e confidò: “Per essere eccezionali bisogna mascherarsi da normali, abbassarsi al gradino più basso, corteggiare senza pudore le casalinghe”.

Spiccio nei modi e leale fino alla crudezza, ma dal cuore immenso, ha sempre espresso idee scomode e ardite, che miravano a sbugiardare gli ipocriti e gli infimi e a difendere le categorie sociali più deboli ed emarginate. Ha fatto della Libertà la sua prerogativa essenziale, pagandone spesso lo scotto sulla propria pelle, ma a lui questo non è mai pesato, difatti ripeteva saggiamente: “Voglio rimanere sempre libero. Voglio sempre stare dalla parte della gente.”

Intelligentissimo e affascinante nei suoi ragionamenti, ha sempre esaltato chi è capace di osare e di farsi strada con le proprie mani, senza ricorrere a sotterfugi o a corsie preferenziali, soleva dire a tal proposito: “Il nostro paese è un paese pieno di talenti senza carriere e di carriere senza talenti.”

Un uomo di pancia e di sostanza, che detestava il pressappochismo e chi si celava dietro affettazioni e ambiguità. Non amava i giri di parole, andava dritto al sodo, in molti ricordano una sua espressione colorita, ma calzante riferita a uno dei tanti personaggi verso cui lui non nutriva alcuna stima: “E’ tutta carta argentata, dentro nun c’è manco ‘a cioccolata!”

Duro e sfrontato, non ha mai conosciuto mezze misure, anche nei sentimenti, in cui ha mostrato il lato più bello e inaspettato di sé, la sua anima nobile e viscerale, da “principe”, come ammette lui stesso in una bellissima frase tratta dall’interessante intervista che ho postato e che invito ad ascoltare:

“L’amore vero è dei principi, non mi riferisco ai nobili, ma ai principi dei sentimenti, delle sensibilità, della fantasia, della creatività, dell’espressione, del calore… si nun sei principe di queste cose te poi accoppià, nun te poi innamorà!.”

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