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LA TECNOLOGIA IBRIDA PER LE AUTO DI OGGI E DI DOMANI- DOTT. ALESSSANDRO SILVERI

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Redazione- Davvero il 2020 potrebbe rappresentare secondo alcuni osservatori l’anno della svolta per l’elettrificazione dei veicoli?

Se il punto di arrivo finale sarà comunque la sostituzione dei veicoli a combustione interna con auto totalmente elettriche o a idrogeno, siamo consapevoli del fatto che le tecnologie e i mercati non sono ancora pronti per un passaggio immediato.

Le autovetture ibride potrebbero rappresentare una soluzione intermedia, che consentirebbe a tutti i soggetti presenti sul mercato di adattarsi gradualmente all’ obiettivo finale raggiungendo comunque una serie di risultati non più rinviabili nel tempo. Tra questi c’è in prima battuta la necessità di difendere il pianeta e chi lo popola dall’inquinamento atmosferico e da tutte le sue conseguenze dirette o indirette. Non meno importante è la possibilità per i costruttori di autoveicoli di adattarsi in modo più soft alla progettazione, sperimentazione e produzione di tecnologie nuove.

Le auto ibride, infatti, per loro natura abbinano un motore termico di derivazione tradizionale a uno elettrico, che ne permette una migliore efficienza con conseguente riduzione dei consumi e delle emissioni. Le batterie e i motori elettrici sono più piccoli di quelli di un’auto totalmente elettrica. Questo consente di progettare e costruire soluzioni più semplici iniziando parallelamente a collaudare nuove competenze e conoscenze per l’auto elettrica di domani.

In tutto questo, il ruolo del legislatore continentale ha giocato e giocherà nel prossimo futuro una parte decisiva. La costante riduzione dei limiti alle emissioni di CO2 per km e le conseguenti sanzioni imposte ai costruttori in caso di sforamento hanno obbligato tutti i produttori a rivedere in fretta i loro piani commerciali e conseguentemente a ripensare radicalmente alla loro gamma di prodotti. Restando sul piano delle normative, dobbiamo considerare anche l’impatto sulle scelte di acquisto degli automobilisti che hanno i blocchi alla circolazione, imposti da sindaci e amministratori per i veicoli più inquinanti.

Ma come funziona la tecnologia ibrida?

Per prima cosa è bene spiegare che esistono tre tipi fondamentali di tecnologia ibrida: la Mild, la Full e la Plug –IN.

La tecnologia Mild rappresenta il primo passo verso l’elettrificazione del veicolo. E’ la soluzione meno costosa ed efficiente delle tre. Prevede la sostituzione dell’alternatore con un generatore che ricarica una piccola batteria in fase di decelerazione del veicolo. Quest’energia può servire ad avviare il veicolo e ad aiutarlo in accelerazione. I veicoli ibridi Mild non possono viaggiare con la sola modalità elettrica. In questa categoria di auto alcune hanno un impianto a 12V e altre più performanti a 48V.

La tecnologia Full è quella che per prima ha fatto la sua comparsa sul mercato alla fine degli anni ’90 grazie al costruttore Toyota. In realtà anche altri avevano sperimentato questa soluzione fermandosi però allo stadio prototipale. Uno di questi è stata l’Alfa Romeo che nella seconda metà degli anni ’80 trasformò un’Alfa 33 Giardinetta a benzina in auto ibrida.

Il principio di funzionamento prevede il recupero di energia che viene accumulata nelle batterie durante le decelerazioni. Tale energia è poi utilizzata nelle accelerazioni o nelle andature a bassa velocità con conseguente risparmio sui consumi e miglioramento dell’efficienza e nelle emissioni del motore termico.

Queste auto, al contrario delle ibride Mild, possono viaggiare in modalità totalmente elettrica ma per poche centinaia di metri. Al motore elettrico è solitamente abbinato un propulsore termico a benzina o più raramente diesel. Al guidatore non sono richieste maggiori attenzioni nell’uso e nella manutenzione rispetto a quelle che dovrebbe usare per un’auto tradizionale.

Arriviamo quindi allo step più sofisticato della tecnologia ibrida: la Plug-In. In questo caso i propulsori a combustione interna sono affiancati da batterie più capienti che accumulano energia in fase di decelerazione o possono essere ricaricate direttamente dalla presa di corrente. Queste auto hanno la possibilità di viaggiare con la sola modalità elettrica per qualche decina di km con evidenti vantaggi sulle emissioni. La logica di funzionamento è duplice: se le batterie sono cariche la vettura funziona in modalità elettrica con il propulsore termico che entra in funzione solo quando sono richieste le massime prestazioni. Nel caso in cui le batterie siano scariche è il motore termico a funzionare con il supporto di quello elettrico solo nelle accelerazioni. In entrambi i casi non c’è il rischio di rimanere fermi quando le batterie sono scariche. Gli svantaggi di questo tipo di tecnologia sono legati ai più alti costi di produzione sia per la presenza di batterie più grandi al litio sia per i più sofisticati sistemi di ricarica.

A questo punto non resta che chiedersi come evolverà il mercato delle auto ibride nei prossimi anni tra normative sempre più stringenti e offerte commerciali sempre più interessanti. Ancora una volta saranno gli automobilisti a determinare la soluzione vincente premiando quei costruttori che avranno saputo

rispondere meglio alle sfide tecnologiche con un occhio di riguardo ai costi.

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