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NOTE PSICOANALITICHE SUL COMPORTAMENTO ANTISOCIALE IN ADOLESCENZA-DOTT.SSA MARIA RITA FERRI

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Redazione- Il comportamento antisociale, così diffuso oggi in adolescenza, indica un avvenuto incontro inconscio dell’Io con il processo di destrutturazione psichica. In effetti il disimpasto pulsionale tra Eros (Istinto di vita) e Thanatos (Istinto di Morte), forze che nell’infanzia si integrano e nell’adolescenza si disgiungono parzialmente, urta ferocemente la stabilità dell’Io.

Laddove poi traumi infantili abbiano ostacolato una forte strutturazione dell’identità il disimpasto pulsionale troverà agio e darà luogo al delirio dell’atto.Il delirio agito e non vissuto, attraverso gli agiti maltrattanti, è un delirio di difesa, una follia lucida per non impazzire davvero, che trattiene l’Io al di qua del vuoto psichico. Vuoto che si riempie di Thanatos, di rabbia scarnificata dalla sua origine aggressiva (da ad-gredior = andare verso) e lanciata fuori di sé in cerca di un senso. Ogni attacco è un tentativo di legame negato ed affermato allo stesso tempo. Negato sul piano fattivo e affermato sul piano della rêverie. Ogni aggressione, in tal modo, è un’inconscia ricerca di madre, insita nel considerare la realtà come propria                  fino a poterla distruggere. La realtà, l’oggetto esterno aggredito, rappresenta inconsciamente la madre perdutamente amata, inseguita ed odiata per il suo abbandono. In adolescenza, infatti, questo è un vissuto di base, poiché il distacco dall’infanzia (scarto esistenziale) implica la rinuncia alla madre, al buon oggetto evocativo dell’infanzia odorosa. Tale strappo che l’Io adolescente avvia viene vissuto non come un atto proprio, ma altrui. Il capovolgimento inconscio dei ruoli fa sì che il giovane Io percepisca non sé in crescita, ma il genitore in fuga. La disperazione della perdita dei buoni oggetti dell’infanzia si unisce alla consapevolezza della caducità delle cose del mondo. Da ciò consegue la caduta della fusione originaria con l’oggetto materno e la scoperta dell’Alterità.

La ferocia dell’atto maltrattante esprime il desiderio dell’abbattimento di ogni soglia, ogni parete che faccia consistere l’Alterità. Ogni ferocia è rivolta all’Alterità stessa, compresa quella interiore che accenna ad essere nel processo identitario, in questa sua fase specifica. Il giovane Io maltrattante vive dunque il tempo dello smarrimento identitario.

Noi sappiamo, con M. Balsamo, che “l’universo del linguaggio è…l’universo del non-proprio”. E il linguaggio nasce sempre da una fusione che svanisce, perduta. L’abolizione del linguaggio e il suo sostituirlo attraverso l’agito sembra profilarsi come l’abolizione del “non” e come la ricerca disperata di un oggetto“proprio” che è rinvenibile solo negando l’esistenza dell’Alterità. Il delirio agito (esistere attraverso il non essere dell’Altro) sarà dunque un modo per espellere ciò che resta, internamente, privo di senso perché privo dell’oggetto amato, il “non-proprio” interiore, il resto, lo scarto di un’iperbole non riuscita.L’agito maltrattante è anche, noi sappiamo con W. Bion e D.D.Winnicott, il tentativo dunque di espellere all’esterno una sceneggiatura interna attraverso una mise-en-forme proiettiva. In essa l’Altro aggredito rappresenta una parte fragile di sé e l’Io si identifica con la ferocia di un Super Io che cerca all’esterno un Rappresentante Morale che lo blocchi, lo fermi, lo contenga.

L’aggressione è sempre un suicidio non avvenuto, ma tentato, e al contempo una richiesta di incontrare una mente adulta che si unisca alla propria per pensare i “pensieri impensati” (W. Bion), perché troppo dolorosi, elementi grezzi, non elaborati, “elementi beta”, scissi e negati, che vivono nell’Io, perché non siano più espulsi attraverso l’atto antisociale, ma trovino elaborazione nelle due menti unite e quindi un senso. Il senso ritrovato darà quiete e nuovo inizio alla crescita psichica, traccerà il tempo in cui il giovane Io potrà ritrovare una possibilità

di comporre una propria biografia ed il “diritto di sognare” (G. Bachelard).

Dott.ssa Maria Rita Ferri

Psicoterapeuta Psicoanalitico,

Formazione Psicoanalitica Post Lauream,

Spec. Psicoterapia Familiare.

 

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