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NELLA MENTE DI CHI LE MENTI LE MANIPOLA: CHI SONO I MANIPOLATORI E COME SI RICONOSCONO- PARTE 2°

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Redazione- Sia la mia vita personale sia quella professionale mi hanno offerto svariati esempi di “amori sbagliati”. Sbagliati per tante ragioni, ma molto spesso riconducibili alla prepotenza e all’egoismo di almeno uno dei due componenti la coppia. Diretta conseguenza di prepotenza ed egoismo è appunto la personalità manipolatrice, ovvero − come è intuibile − la volontà di una persona di modificare l’altra a proprio piacimento al fine di ottenere dei vantaggi personali. Ma che tipo di persona è un manipolatore? In questo articolo, suddiviso in due parti o puntate (una pubblicata qui, una a questo link), è mio obiettivo passare in rassegna due esempi esemplari di persone manipolatrici, nonchè, cosa molto importante, illustrare quali possono essere i mezzi a disposizione al fine di poter individuare un individuo manipolatore e dunque estrometterlo dalla propria vita. Tali esempi sono il frutto del mio utilizzo di Tinder, così come di altri siti ed app di incontri online, che al giorno d’oggi − in equilibrio instabile tra lockdown e normalità − si rivelano essere molto utili al fine di conoscere altri single, supplendo così all’odierna mancanza di contesti di socializzazione quali serate, feste, festival, tavolate nei ristoranti, consumazioni in piedi al bar…che via via stanno scomparendo in nome del distanziamento sociale. In tal modo, fortunatamente, la rete ci dà la possibilità di essere connessi − non soltanto a internet, ma anche ad altri esseri umani − ponendo così rimedio al distanziamento sociale e alla conseguente alienazione dei rapporti umani che si sta creando nella società di oggi. Chi volesse approfondire tali utilissime potenzialità della rete può anche leggere il mio libro “#Seducisocial – la guida completa a siti e app di incontri”. Dunque, come prima accennato, ho conosciuto queste due donne su Tinder, ove detengo un profilo completo, in cui specifico di essere interessato a conoscere una donna seria, intelligente, con dei valori e di cui potermi innamorare e costruire così qualcosa di serio. Ho conosciuto così molte donne, ma in particolar modo, purtoppo, anche due che si sono rivelate essere delle manipolatrici, entrambe conosciute tra giugno e luglio di quest’anno. La seguente storia si riferisce alla seconda delle due.


VERONICA

 

28 anni, carnagione chiara, capelli biondi tinti, occhi castani e qualche tatuaggio qua e là tanto per postare qualcosa su Instagram. Di mestiere cosplayer a tempo perso, nonchè beneficiaria di reddito di cittadinanza.

Inizialmente tutto si è svolto in modo molto simile a quanto avvenuto con la donna di cui vi ho scritto nello scorso articolo. Le solite cose scritte in chat, tanto per iniziare a conoscersi. Usciamo una sera, ci troviamo bene e quindi ci baciamo (mi dilungo poco su questa prima parte per poi lasciare più spazio alla seconda, di sicuro più interessante). Nei giorni seguenti continuiamo ovviamente a chattare e a sentirci anche al telefono, con lei che a un certo punto mi confessa che non ce la fa più a trattenersi dal non farlo, dato che già non ha fatto nulla per tutti i mesi del lockdown, ragion per cui avrebbe scelto proprio me come primo uomo a cui concedersi dopo la quarantena (il tutto detto però in toni epici a metà tra La Gerusalemme Liberata e un film di Martin Scorsese). A quel punto le dico che per me non ci sono problemi, ma non ce ne sarebbero nemmeno qualora dovessimo aspettare un altro poco, dunque le faccio presente che si tratta di una decisione che spetta a lei. Quest’ultima mi incalza dicendomi che tra poco saremo arrivati a fine mese e dunque avrebbe volontà di farlo a breve, pena l’infausto arrivo del ciclo con la fine di giugno. E cosa si può controbattere a una donna quando tira fuori l’argomento ciclo?! Lei inoltre mi spiega che dà molta importanza al fatto che il tutto venga fatto bene, e che è imprescindibile farlo in casa, poichè in auto è poco igienico e non è possibile farsi la doccia (altro che quella zozzona di Angela!), per cui chiede di venire a casa mia per poterlo fare. A me sembra più una scusa per curiosare, ma acconsento lo stesso. Quella sera uscimmo prima per un apericena e poi dunque andammo a casa mia. Il giorno dopo mi disse che voleva restare: a quel punto le chiesi se per caso volesse andare al mare, ma lei mi rispose che faceva troppo caldo per andarci, dunque preferiva rimanere a casa poichè “c’è l’aria condizionata”. E qui inizia la fatidica seconda parte della narrazione, con lei che − apparentemente riaddormetatasi − a un certo punto si gira verso di me e comincia un lungo monologo. Riassumendo, mi dice che per lei va bene fare una storia con me, a patto però che io cambiassi alcune cose di me stesso. Ma per “alcune cose” ne intendeva una decina circa, tra cui il fatto che fossi una persona troppo precisa, e che le persone precise sono spesso noiose, che non accetta il fatto che io pianifichi spesso le cose da fare e che organizzi la mia vita, poichè “qualsiasi cosa si organizza va male”, che fossi una persona troppo incline alle regole, che non le piacevano i miei amici (che tra l’altro non aveva nemmeno conosciuto se non limitandosi a visionarne i relativi profili social), che non le piaceva che bevessi (e l’unica volta che mi aveva visto bere è stato quando, a fine cena, ho deciso niente di meno che prendere un mojito alla fragola, noto cocktail dal tasso alcolico ovviamente superiore a centerba, latte di suocera e tintura imperiale messi insieme), nè le mie località di vacanza in quanto, ad esempio, “a Ibiza nelle discoteche ci stanno le sgualdrine da 4 soldi che vanno con tutti quelli che incontrano perchè ubriache e drogate e anche puttane!”. E infine non andava nemmeno bene la musica che ascoltavo (forse perchè suonata anche a Ibiza, dunque in locali ove le sgualdrine da 4 soldi si ubriacano, drogano e vanno con qualsiasi essere vivente capiti a portata di tiro, da dj che prendono pure 300000 € a serata?). Dopo aver lasciato parlare la pubblica accusa, cerco quantomeno di difendermi in giudizio e le faccio notare che potesse essere un tantino assur…ehm, avventato, sentenziare così su cose e persone di cui lei non avesse neanche una esperienza diretta (ad esempio ella non era mai stata ad Ibiza, ma mi disse che era più che certa di ciò che diceva a riguardo dell’isola poichè così raccontatole da un’amica di un’amica durante una festa di addio al nubilato). Aggiungo anche che lei non mi conosce ancora a sufficienza e pertanto sta facendo l’errore di rimproverarmi alcune caratteristiche − tra l’altro solitamente giudicate in modo positivo o neutro, ma che ella considerava invece negativamente − che forse nemmeno avrei ai livelli da lei esposti o che comunque sono viste da un punto di vista distorto ed esagerato. Tutto fiato sprecato: lei non vuole sentire niente. O meglio, sì, qualcosa effettivamente vuole sentire: Uomini e Donne. “Non me ne perdo una puntata! Ora misà che è già cominciato…ma dove sta il telecomando?!?”. A quel punto penso che quantomeno sarà troppo impegnata nella visione di Uomini e Donne per poter andare avanti con i suoi discorsi, ma tale illusione dura solo per pochi minuti, perchè a breve ricomincerà con un’altra tiritera: “Vedi che lui [il tronista di quella puntata] pure vuole fare l’egoista? Perchè gli uomini sono un po’ tutti egoisti verso le donne e non si rendono conto che le fanno del male”, eccetera, eccetera. Insomma, mi è sembrata così fan di Uomini e Donne al punto da volerlo replicare live con me e lei al cospetto della trasmissione. Ed effettivamente, tra Veronica, Maria De Filippi, Tina Cipollari, tronisti e corteggiatrici varie, in una cacofonia di voci, urli e versi eterogenei, al punto da far riconsiderare i più caotici mercati rionali del Mezzogiorno, mi sono sentito come non mai calato dentro Uomini e Donne. Ritengo dunque che sia il caso di farle capire che il tronista e la corteggiatrice sono quelli in TV, non noi, e dunque che sarebbe evitabile una polemica di questo genere […]. Per farla breve, lei comincia ad apparirmi quale l’esatto contrario della ragazza “tenera e sognante” come si era descritta in chat, ma per fortuna il tempo da passare insieme sta per volgere al termine: lei mi chiede se per caso volessi rimanere un altro po’ insieme a lei − passando dunque un’altra serata e un’altra notte in sua compagnia − oppure se ci dovessimo vedere un’altra volta. Le rispondo che la seconda ipotesi si configura come la migliore, poichè in tal modo potrò anche riflettere su ciò che mi ha appena detto. “Sì, è vero. Riflettici bene!” mi avverte, e infatti su ciò che mi ha detto ho riflettuto (fin troppo) bene, al punto da non riuscire nemmeno a prendere sonno all’idea che anche questa ragazza fosse una manipolatrice. L’indomani avrò quella che praticamente sarà la conferma: mi scrive in modo molto rigido facendomi presente che la prossima volta che ci saremmo visti avrei già dovuto cambiare qualcosa di me, altrimenti non se ne sarebbe fatto nulla. Per pura deformazione professionale, cerco almeno di farla un po’ ragionare: ad esempio le comunico che lei mi aveva elencato una lunga lista di aspetti della mia vita che io avrei dovuto cambiare…senza però accettare che magari anche io volessi che lei, da parte sua, iniziasse a cambiare alcuni aspetti di sè che potrebbero non piacermi. Ma Veronica non ne vuole sapere niente, e anzi rincara la dose scrivendomi che qualora io non volessi cambiare qualcosa per lei, di conseguenza troverebbe la conferma che io non ci tengo alla sua persona, e pertanto si sentirebbe in tal caso libera da qualsiasi vincolo sentimentale, potendo dunque frequentare anche altri uomini, a maggior ragione dal momento che, almeno a suo dire, ne avrebbe così tanti che la cercano al punto da doverli pure scacciare, e con tali uomini − a prescindere dalla loro bellezza interiore ed esteriore − sarebbe decisa a concedersi anche molto di più di quanto ha fatto con me. Dopo aver letto cose di questo genere, non posso che concludere il dialogo − se così si può definire − invitandola a fare ciò che più ritiene necessario e facendole altresì notare che a quel punto tra lei e le “sgualdrine da 4 soldi che [nelle discoteche di Ibiza] vanno con tutti quelli che incontrano perchè ubriache e drogate e anche puttane” non ci sarebbe alcuna differenza, se non che queste ultime, una volta concluso il rapporto, se ne tornano nei loro hotel o appartamenti senza infelicitare nessuno. Qualche secondo dopo l’invio di questo messaggio vengo bloccato alla velocità della luce sia su Whatsapp sia su Facebook e Instagram. Ma meglio così, poichè in tal modo non devo perdere altro tempo a bloccarla io. Che di tempo ne ho già perso abbastanza.

Passate oltre due settimane da tale vicenda, un pomeriggio ricevo però una chiamata: era lei, ma non l’avevo capito poichè in quel momento mi trovavo al mare e di conseguenza il sole mi impediva di visualizzare bene lo schermo. All’apparenza sembra essere tornata dolce come prima: mi dice che forse ha sbagliato a comportarsi come si è comportata, ma ciò dipende dal suo essere impulsiva, che non voleva farmi del male e che in realtà mi voleva ancora bene, che intanto aveva conosciuto un altro uomo con cui però non era andata bene la storia poichè era “il solito eterno Peter Pan che a 35 anni ancora non ha messo la testa a posto” e blablabla. La conclusione? Vuole rivedermi. Veronica, tuttavia, è ignara del fatto che qualche giorno prima mi è capitato − scherzo del destino − di incontrare una mia amica a un mercatino estivo. “Eugenio! Allora, ti sei fidanzato!?” mi chiese Francesca appena mi vide, al che caddi decisamente dalle nuvole: “Sinceramente non sapevo di essere fidanzato” le risposi. “Ma come?! E le storie??”. Le storie a cui si riferiva erano delle foto che ci eravamo fatti io e Veronica insieme, e che poi avevo dunque caricato su Facebook e Instagram, ragion per cui ella riteneva erroneamente che fossimo fidanzati. Le spiegai dunque che la ragazza in questione non è la mia compagna, ma lei mi rispose che in realtà, a prescindere dal fatto che stessimo insieme o meno, mi voleva comunque parlare di quella ragazza dal momento che lei la conosceva, almeno di nome. Ci sedemmo su una panchina all’ombra al fine di parlare e lei iniziò il discorso chiedendomi: “Tu la conosci bene?”. Proprio una bella domanda. Le risposi che ritenevo di conoscerla abbastanza bene, ma che se lei sapesse qualcosa su di lei me lo poteva tranquillamente riferire. Ella mi spiegò che Veronica era stata prima con un certo Andrea, l’ex di Elena, la sua migliore amica. Elena si dovrà sposare con Andrea l’anno prossimo − COVID permettendo − ma due anni fa avevano litigato di brutto e dunque per diversi mesi si erano lasciati: lei aveva preferito stare da sola, ma lui invece ha deciso di conoscere altre donne, tra cui proprio Veronica, con cui è stato qualche mese. “I mesi più brutti della sua vita!” esclamò Francesca: infatti questa ragazza aveva posto in essere un comportamento molto manipolatore nei confronti di Andrea − che a dire di Francesca era invece abituato a una donna molto meno problematica come appunto Elena, e dunque era stato preso alla sprovvista da una manipolatrice come Veronica − e, in poche parole, gli aveva reso la vita un inferno. Da principio, faceva finta di essere interessata a lui e a tutto ciò che componesse la sua vita, per poi però farlo parlare e carpire dunque informazioni a riguardo, da utilizzare a tempo debito contro di lui. Ad esempio, una volta che Andrea aveva litigato con il suo migliore amico e pertanto si stava sfogando con Veronica in chat descrivendole come lui si fosse comportato da stronzo nei suoi confronti, lei fece lo screenshot della chat e a tempo debito la inviò all’amico − con il quale intanto Andrea aveva fatto pace − per farli litigare di nuovo. Tutto ciò poichè si sentiva trascurata da Andrea, il quale, a suo dire, passava più tempo con gli amici che con lei. “Conoscendo la signorina in questione, posso ben capire perchè lui preferisse uscire con gli amici” commentai io. Poi mi riferì, tra le varie cose, che lei aveva anche conosciuto i genitori di lui, cercando soprattutto di farsi ben volere dalla madre. Per poi metterla contro il figlio. Infatti Veronica era convinta che Andrea, oltre a passare troppo tempo con gli amici, ne passasse troppo con la madre, la quale a suo dire lo influenzava e rischiava di farlo rimanere un ragazzino. Ovviamente Veronica non poteva mica tollerare questo fatto: è ovvio che debba avere lei l’esclusiva di influenzare le persone. Per cui, sapendo che di tanto in tanto Andrea giocava la schedina e qulche volta addirittura a poker con gli amici, descrisse alla madre tali sue abitudini quasi come se il figlio fosse un ludopatico che si giocava tutto lo stipendio, finendo perfino col farla piangere. Ma non è finita qui. Siccome Andrea, dopo queste vicende terrificanti, aveva iniziato a soppesare l’eventualità di tornare con Elena, ed avendo però detto − in uno scoppio d’ira − a Veronica di essere intenzionato a mollarla al fine di tornare con la ex, lei cercò in tutti i modi di non farli rimettere insieme. Siccome in pratica Andrea era affezionato a Veronica soprattutto da un punto di vista fisico − in quanto quest’ultima era anche disposta a fare cose che invece Elena non voleva fare − disse ad Andrea cose del tipo “Tu sei un vero stallone! Anche se ti rimetti con Elena non potrai più farle certe cose…che ne dici se le filmiamo e le tieni per ricordo?” e lui aveva accettato. In realtà poi si disse pentito di tale decisione, che giustificò con la sua volontà di mostrare agli amici le sue imprese a letto, ma resta il fatto che Veronica, dopo aver filmato il porno amatoriale, lo ha inviato a Elena scrivendole pure che Andrea in realtà non voleva rimettersi con lei, ma voleva continuare a stare con una vera donna, che lo eccita, lo fa godere, lo fa sentire un vero uomo…tant’è che appunto la prova di tutto ciò è proprio il fatto che stanno continuando ad avere rapporti. Andrea, d’altro canto, non pensava assolutamente che Elena potesse ricevere un messaggio simile da Veronica, poichè le due ignoravano la vera identità l’una dell’altra (nessuna delle due sapeva come si chiamasse l’altra su Facebook o Instagram poichè Andrea, dopo aver lasciato Elena, l’aveva bloccata su entrambi i social, pertanto Veronica non poteva risalire all’identità di Elena e viceversa, limitandosi solo a conoscere i rispettivi nomi − Veronica ed Elena − e basta), ma non aveva considerato che Veronica era riuscita a ottenere il numero di Elena, probabilmente poichè l’aveva letto dalla sua rubrica un momento che egli si era distratto e aveva lasciato incustodito il telefono. Naturalmente Elena se la prese moltissimo e in quel momento pensava proprio che non sarebbe mai tornata con Andrea, perchè l’aveva fatta troppo soffrire, ma questi intanto aveva lasciato Veronica ritenendo che quest’ultima cosa che avesse combinato fosse stata la goccia in grado di far traboccare il vaso. Tutte queste cose Francesca le sapeva poichè le sono state riferite da Elena, la quale a sua volta ne era venuta a conoscenza o direttamente o tramite Andrea, una volta tornati insieme. A ogni modo, benchè mi sembrasse un discorso molto sincero quello fatto da Francesca, volevo però avere la prova del nove: dunque, puntando su una mia curiosità professionale, da psicosessuologo, le chiesi di più in merito ai rapporti sessuali intercorsi tra Andrea e Veronica, giacchè si trattava di un argomento che ella aveva toccato. “E quindi in pratica lui stava con lei…giusto per sesso?” Le feci due o tre domandine così, e a un certo punto Francesca, inconsapevolmente, mi comunicò quella che era la prova del nove che io cercavo: tra le varie cose dette, infatti, mi fece partecipe del fatto che Veronica − essendo una bella ragazza − puntava molto sul lato fisico e, a dire di Andrea, aveva un corpo assai curato che gli piaceva molto, anche dal punto di vista artistico dal momento che anch’egli è un estimatore dei tatuaggi. E tra quelli di Veronica apprezzava molto quello rappresentante una “V” artistica in corsivo, “che forse gli piaceva tanto proprio per la posizione in cui stava!” commentò sarcastica Francesca. La “V” in questione, infatti, era posta in una zona poco visibile qualora si indossino degli indumenti, dal momento che risultava ubicata poco al di sopra della zona genitale. Dunque si trattava di un tatuaggio praticamente impossibile da visionare − almeno per intero − per una persona qualsiasi. Insomma, avevo capito che Francesca sosteneva il vero e che tutto ciò che avesse detto fosse stato frutto di una esperienza diretta. Dunque, alla luce di tutto ciò, non potevo far altro che pormi in una maniera disillusa nei confronti di Veronica. Le risposi che mi aveva fatto piacere risentirla, ma la bloccai subito dicendole che mi stavo frequentando con un’altra ragazza, pertanto: “Se vogliamo rimanere ami…”, ma non mi fece finire la frase, poichè doveva congedarmi con “Ma vai a fare in culo, coglione!”. Che dire? Forse non crede tanto nell’amicizia tra uomo e donna….

 

Cosa si può imparare da quest’altra lezione? Qual’è il morale della favola? Anche questa storia insegna moltissime cose sulle persone manipolatrici e il loro modo di fare, di seguito riassunte in 7 punti:

 

1) Cercano l’accettazione degli altri in tutti i modi e quanto prima possibile. Essere accettati dagli altri è sicuramente una bella cosa, ma si deve pur sempre considerare che il mondo è bello perchè è vario e dunque ogni persona ha diritto di essere se stessa senza dover per forza piacere agli altri, a tutti gli altri, e senza dunque avere la necessità di farsi accettare dal prossimo a tutti i costi. Una persona manipolatrice cerca proprio di farsi amico il prossimo al fine di poterlo manipolare meglio. A riguardo, è esemplare come Veronica tenesse a dare una immagine di sè quanto più possibile “idilliaca” e quanto cercasse di farmi intendere che lei fosse la donna giusta per me, tenera e affettuosa.

2) Fanno favori a prima vista disinteressati, ma che poi risultano essere interessati. Alle parole seguono i fatti: dopo i complimenti ci sono le condotte finalizzate a farsi accettare e ben volere. Tali condotte sembrano dapprima disinteressate, ma poi si scopre che sono interessate, e dunque si pagano a un prezzo molto salato. Da notare, a riguardo, come Veronica raffigurasse la sua volontà di avere un rapporto con me, ovvero dicendomi come, tra tutte le migliaia di uomini che la desiderano, avesse scelto proprio me per farlo per la prima volta dopo il lockdown. D’altra parte un manipolatore sa benissimo che qualora si faccia un favore a una persona, quest’ultima possa poi essere più incline ad accettare le sue pretese.

3) Agiscono secondo un copione. Una persona manipolatrice è tendenzialmente falsa, dunque non avrebbe problemi ad agire secondo un copione, come ad esempio può essere porsi in modo tenero e affettuoso, fare la parte della finta innamorata e della finta donna passionale. Ciò accade anche a causa del fatto che, fortunatamente, non tutte le persone si fanno manipolare, dunque un manipolatore può avere un’esperienza anche molto lunga di tentativi di plagio e manipolazione con altre persone, ragion per cui a quel punto il suo modo di fare diventa per l’appunto un vero e propio copione da ripetere qualora si presenti una nuova vittima.

4) Sono bugiarde o comunque poco oggettive. Abbiamo visto che per una persona manipolatrice è fondamentale farsi ben volere dagli altri e dare un’immagine il più possibile positiva di sè. Di conseguenza, per poter ottenere ciò, è necessario mentire. Nel caso di Veronica non ho potuto constatare cose palesemente inventate a livello diretto, ma tantissime le ho rilevate a seguito di quello che mi ha detto Francesca, ovvero tutte le cose calunniose che Veronica ha detto durante la sua storia con Andrea.

5) Non si fanno scrupoli se vogliono ottenere ciò che vogliono. Essere individui manipolatori richiede un importante sforzo cognitivo: in altre parole, non è facile riuscire ad esserlo, ed ecco perchè la maggior parte dei manipolatori sono persone con sufficiente volontà e decisione. E proprio perchè fare i manipolatori richiede impegno, allora hanno intenzione di andare fino in fondo a tal cosa. Vogliono, insomma, ottenere ciò per cui si sono dati da fare. Stando così le cose, non stupisce tanto il fatto che possano arrivare fino a minacciare la vittima o a stalkerizzarla: ne è un esempio il fatto che Veronica mi minacciò di lasciarmi per un altro qualora non l’avessi assecondata; allo stesso modo è esemplare il modo cinico in cui si è comportata quando stava con Andrea.

6) Parlano tanto e non condividono il punto di vista altrui. Manipolare una persona vuol dire agire sulla sua mente, di conseguenza la via maestra per poter influenzare l’altro è di certo quella di parlarle. Avete presente tutte le volte in cui Veronica non mi faceva parlare e, anzi, si poneva come se l’unica realtà accettabile fosse quella da lei condivisa? Questo è un ottimo esempio. D’altra parte, se l’obiettivo di un manipolatore è quello di far cambiare idee a un’altra persona, di influenzarla, perchè mai dovrebbe accettare il punto di vista dell’altro?

7) Fanno nascere tanti interrogativi nei loro confronti. Infine una buona notizia: se una persona manipolatrice non è facile da riconoscere, è però probabile che faccia nascere degli interrogativi su di sè, poichè questo tipo di individui quasi sempre esula dalla media della normalità delle altre persone di una data società. In altre parole, se è difficile capire se una persona è manipolatrice o meno, non è però allo stesso modo difficile capire che il suo comportamento, quanto meno, risulti essere particolare. Ad esempio, è certamente una particolarità che una bella ragazza single si dimostri così disponibile, tenera, affettuosa e interessata a un uomo, nonostante non lo conosca nemmeno tanto bene. Ovviamente non tutti i comportamenti “strani” sono da considerare dei campanelli d’allarme, ma non bisogna neanche peccare di eccessivo ottimismo, pensando da subito di aver trovato la propria anima gemella qualora tutto proceda come noi vogliamo.

 

In conclusione, è sempre valido l’avviso  qualora ci si dovesse imbattere in un partner o potenziale partner manipolatore  di non farsi troppi problemi a lasciarlo, e soprattutto non farsi prendere la mente da loro stessi e dal loro modo di essere. Se persone di tal genere fanno nascere nella nostra mente tanti interrogativi, non è però il caso di perdere tempo a cercare delle eventuali risposte. Se infatti si dovesse cercare di trovare una risposta a tutti i dubbi che possiamo avere nei riguardi di una data persona, non faremmo altro che assegnarle importanza e, di conseguenza, anche un certo interesse. Bisogna imparare

che l’incertezza va accettata. Perchè la vita stessa è incertezza e la verità non è sempre ciò che sembra

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DOTT. EUGENIO FLAJANI GALLI – PSICOLOGO, PSICOSESSUOLOGO, SCRITTORE E POETA.
STUDIO E RECAPITO PROFESSIONALE:
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