Ultime Notizie

LE AGGREGAZIONI CRIMINALI (I MERCOLEDI’ DELLA CULTURA)

0 5.667

La redazione, nel ringraziare il Dottor Romandini per i suoi “stimolanti ” articoli, invita,altresi’, i signori lettori ad esprimere le loro considerazioni,al fine di far nascere un dibattito vivace, come conviene a ogni quotidiano che si prefigge non solo di informare, ma di contribuire alla formazione del “bonus civis Rei Publicae”, consapevole dei propri diritti e doveri , in grado di avere un’opinione sugli eventi reali.

Redazione- Il gruppo di coetanei, nell’ambito della fase adolescenziale rappresenta un sistema di transizione che conduce il minore o il giovane verso la maturazione di un “io”, all’interno di un determinato ambito culturale. Il gruppo è dunque il collegamento che determina il passaggio dall’infanzia all’età adulta e quindi  dalla famiglia alla società. Il contatto con il gruppo assume dunque grande rilevanza proprio in concomitanza con i primi tentativi di emancipazione del ragazzo dalla famiglia: infatti il tentativo di superamento della dipendenza dagli adulti è legato all’instaurarsi di nuovi legami nell’ambito del gruppo dei pari e di nuove regole condivise con i coetanei. Il gruppo crea l’aggregazione attraverso  un proprio linguaggio e propri valori orientando atteggiamenti e comportamenti del singolo. Il giovane (minore oppure meno) attraverso il gruppo sviluppa il senso di accettazione all’interno della società specie per soggetti socialmente deboli provenienti da contesti culturali limitanti e psicologicamente fragili. L’appartenenza al gruppo comporta per ogni membro la dimostrazione costante della propria fedeltà determinando quei fenomeni di conformismo e di contagio che caratterizzano i gruppi adolescenziali.

 “La delinquenza” giovanile “ affonda le proprie radici in una complessa eziologia: il legame con gli adulti prende forma dalle prime considerazioni familiari, economiche e   sociali assai precarie di certe zone. Il contesto sociale ed amministrativo di particolari zone geografiche sembra essere determinante per la genesi del fenomeno”. Per tali soggetti all’interno di questi ambiti “la sacralità del diritto penale non esiste; le norme dettate a protezione delle proprietà individuale e collettiva non sono riconosciute come norme di vita, perlomeno quando i beni appartengono a famiglie in cui ora uno ora l’altro dei componenti vengono a contatto con il carcere”.

Il gruppo può dunque spesso sfociare in un comportamento antisociale e costituisce, in genere, un episodio transitorio anche se , in alcuni casi, esso può rappresentare la prima fase di un processo, il cui esito è la stabilizzazione della devianza.

Il gruppo ha dunque determinato l’attenzione degli studiosi “su quella particolare variante della vita di gruppo giovanile che si presta particolarmente al passaggio degli impulsi violenti dallo stato di fantasia a quello di comportamenti agiti…”. “L’immagine che emerge è sostanzialmente quella di un gruppo di giovani (minori oppure meno) che, attraverso azioni commesse insieme, tenta di costruirsi, e parallelamente farsi attribuire dagli altri, un’identità sia pure deviante”.

. Attraverso l’interposizione del gruppo le autorità e in generale il controllo della società, non riescono ad individuare le responsabilità individuali.

Questo non esclude però le responsabilità penali . In particolare tutti gli atti di violenza che trovino un limite all’interno della norma penale, nel rispetto del principio di legalità, sono sanzionati penalmente e determinano la responsabilità dei membri del gruppo attraverso l’istituto giuridico del concorso di persone nel reato o in più reati.

L’uso della locuzione «concorso» per il reato commesso da più persone è piuttosto recente, rivelando una sintesi di varie attività che anteriormente si stimavano del tutto autonome (mandato, consiglio, aiuto, ecc.). Essa ha indicato in origine il contributo che un soggetto arreca al fatto di un altro, il prendervi parte.

E’ precisamente questo il concetto tecnico del concorso ancora accolto ad esempio nella dottrina tedesca. Vi appartengono l’istigazione e l’aiuto (concorso in senso stretto). Taluni configurano anche un concorso in senso ampio per includervi la figura del coautore.

Nel sistema francese,  il termine «concorso» non è sempre adottato nel menzionato significato tecnico, ma esprime la generale partecipazione di più persone ad un fatto (coautori, esecutori, ecc.). All’interno di essa si distinguono, poi, i gradi della correità (partecipazione principale) e della complicità (partecipazione secondaria). Già da questa diversità terminologica — secondo Pecoraro Albani — può avvertirsi una duplicità di indirizzi[7].

Il primo indirizzo è quello del sistema francese nel quale prevale lo schema della societas criminis, un blocco unitario, fondato sull’accordo dei partecipi, entro il quale si tiene conto, ai fini della pena, della qualità della condotta (correità e complicità), ma non si conferisce autonomia alla istigazione ed all’aiuto, che sono soltanto forme di partecipazione ; mentre il secondo indirizzo è quello tedesco dove il fenomeno della societas criminis  è tradotto nella particolare figura dei coautori (§ 47), i quali sono puniti tutti allo stesso modo, indipendentemente dalla entità del contributo arrecato e dell’azione apportata.

 Il fenomeno criminale delle bande giovanili è un sistema che rivela una mancata  protezione psicologica dei minori di fronte agli adulti: il gruppo favorisce la non visibilità sociale, pur non garantendo la non punibilità penale. I singoli membri agiscono e reiterano i comportamenti aggressivi. D’altro canto però all’interno di tale ambito, è possibile che , pur essendo perseguibili i singoli membri del gruppo per lo stesso reato in funzione del concorso di persone, comunque questi comportamenti non sempre vengano a conoscenza dell’autorità giudiziaria. In particolare da un non recente studio si è evidenziato “come gruppi di giovani della classe media compiano un numero di reati paritario rispetto a ragazzi di cultura e ceto inferiore, con la differenza di una minore individuazione pubblica”.

Il contatto tra adolescente e gruppo si realizza nel momento in cui il primo inizia a dissociarsi dalla famiglia  per iniziare un percorso di emancipazione del ragazzo dalla famiglia. Questo porta al  superamento “della dipendenza dagli adulti”e ciò “ risulta agevolato dall’instaurarsi di altri rapporti e dall’adesione a nuove regole condivise con i coetanei”.

Il gruppo  elabora e fornisce ai suoi membri un proprio linguaggio, e propone anche altri valori, capaci di orientare gli atteggiamenti e i comportamenti del singolo, al fine di colmare carenze affettive dei membri.

L’appartenenza al gruppo implica, come si è sopra visto, il rispetto di regole prestabilite e dimostrazioni di fedeltà.

La sussistenza di questi valori e il rispetto degli stessi consente ai componenti del gruppo di provare la soddisfazione di sentirsi autonomi.

Gli studiosi hanno individuato quali  elementi  espongono al rischio, per un adolescente, di entrare all’interno delle bande giovanili. Questi vengono identificati nei rapporti familiari , scolastici , nel gruppo dei pari, ma anche nella storia personale dei singoli individui .  Fattore determinante risulta comunque essere un basso livello di integrazione del soggetto interessato.

Una forte carenza scolastica determina l’impossibilità di colmare gli svantaggi familiari e in tal senso gli studiosi affermano che “la relazione con l’ambito scolastico risulta generalmente conflittuale sia dal punto di vista dell’apprendimento si per quanto riguarda l’integrazione sociale. Sono ricorrenti casi di mortalità scolastica, di abbandono del mondo della scuola percepito come lontano, estraneo, nemico e le carriere scolastiche sono segnate da un rilevante tasso di bocciature”.

Il problema dell’inserimento del minore nell’ambito scolastico presenta due tipologie di problemi: il bambino che presenta un vero handicap e il bambino che pur non avendo alcuna patologia comunque ha difficoltà di inserimento, di apprendimento e tendenzialmente è potenzialmente protratto verso l’abbandono scolastico senza un adeguato intervento.

Mentre il primo è stato nell’ultimo decennio oggetto di vari interventi del legislatore, il secondo è rimasto all’interno della sfera di studio della pedagogia, psicologia ed altre scienze.

Per quanto riguarda  l’individuazione di disagi sociali, difficoltà     di inserimento e  di apprendimento non legate a vere e proprie patologie che rientrino nella definizione di portatore di handicap, la legislazione scolastica risulta carente. Inoltre, come sottolinea anche l’orientamento giudiziario, la scuola è spesso l’ultimo posto nel quale viene osservato il minore nelle sue vere problematiche che possono condurre nel migliore delle ipotesi all’abbandono scolastico ed ad un eventuale inserimento lavorativo, mentre nella peggiore delle condizioni, all’avvio verso l’inserimento all’interno della microcriminalità .Il gruppo consente dunque all’adolescente di vivere una nuova situazione, “caratterizzata dalla sensazione gratificante                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                Il gruppo consente dunque all’adolescente di vivere una nuova situazione, “di essere ormai fuori da uno stato di soggezione vissuto con crescente insofferenza o, comunque, di essersi affrancati dal potere di controllo degli adulti. Questo senso di ritrovata libertà espone gli adolescenti al rischio della devianza e determina le condizioni in cui il gruppo può facilmente trasformarsi in banda”.

Accanto al problema scolastico vi è il problema familiare. Nella famiglia, la povertà, l’assenza dei genitori biologici, un rapporto parentale non adeguato, uno scarso controllo da parte degli adulti sono i fattori che, in genere possono far aumentare le probabilità di entrare a far parte di una gang.

Tra i fattori di rischio individuali, invece, sono stati individuati l’insufficiente autostima, la presenza di sintomi depressivi, la frequenza di numerosi eventi negativi esistenziali ed il facile accesso agli stupefacenti.

Il proliferare del fenomeno ha indotto gli studiosi ad approfondire il problema dei gruppi di adolescenti, inseriti nell’ambito delle bande minorili e, in particolare, sui gruppi dediti a commettere reati di vario genere o, comunque, caratterizzati da comportamenti antisociali.

Questi gruppi vengono comunemente indicati con il termine di “baby gangs”.

Le “gangs” sono apparse per prime in Europa, ma gli studi sul tale fenomeno sono nati, in modo preliminare, negli Stati Uniti, dove le “gangs” hanno cominciato a diffondersi dopo la rivoluzione americana e si sono sviluppate a partire da gruppi di adolescenti dediti a qualche attività di gioco o sportiva o come risposta collettiva alle condizioni urbane del Paese dopo il conflitto. Tali “gans” o “bande giovanili” sono costituite da una fascia di età compresa tra i 12 e i  24 anni, ed hanno una notevole  presenza femminile. “Gli studi statunitensi più recenti sulle bande giovanili tentano di spiegare l’atto di adesione dei consociati come una scelta razionale e pienamente consapevole[17]”.

L’adolescente, vittima dei disagi sopra descritti si rifugia all’interno della banda giovanile per acquisire quell’indipendenza economica necessaria al fine di distaccarsi o affrancarsi da tali problemi sociali. Di conseguenza l’entrata in un gruppo di giovani delinquenti sarebbe, quindi, in molti casi, assimilabile ad una vera e propria scelta lavorativa.

La realtà italiana si differenza da quella degli Stati Uniti in quanto secondo i criminologi nordamericani esistono delle differenze tra il “group delinquency” e la “gang delinquency”.

La prima può essere infatti definita come criminalità praticata

da gruppi di durata temporanea, costituiti sulla base di alleanze di

breve periodo. La seconda è invece una forma di delinquenza praticata da persone associate in organismi complessi, ben strutturati, con leader ben identificabili e con una organizzazione che prevede una divisione del lavoro, regole chiare e riti condivisi da tutti i membri”.

Il fenomeno italiano rispetto alla realtà americana appena descritta, presenta delle caratteristiche esistenziali diverse e in particolare si tratta di gruppi di giovani annoiati che cercano di impegnare il tempo per potersi divertire. I gruppi sono costituiti in genere da compagni di scuola, ragazzi che hanno come denominatore comune il luogo di ritrovo. La realtà italiana evidenzia però che se negli Stati Uniti esiste un problema di condizione socio economica determinante  che spesso è l’elemento aggregante delle stesse bande giovanili, il fenomeno in Italia non necessariamente investe fasce socio-culturali disagiate. Tali “gruppi non hanno comunque le caratteristiche della banda organizzata sul modello militare, con una gerarchia e un modello di leadership esplicito e condiviso o un funzionamento caratterizzato dal conflitto per il predominio sul territorio, come accade nei gruppi giovanili devianti di altri Paesi. In Italia le bande giovanili di tipo delinquenziale presenti negli aggregati urbani metropolitani è un fenomeno quasi isolato. Solitamente,  per i casi più gravi legati a contesti geografici, queste sono legate ad organizzazioni di stampo mafioso ed il loro operato deve essere rapportato all’ipotesi delittuosa contemplata dall’Associazione mafiosa ex art. 416 bis del c.p.. Diverse sono invece le ipotesi di bande giovanili diventate tali attraverso una semplice frequentazione durante il tempo libero , in luoghi di ritrovo abituali. In questi

casi l’attività criminale  risulta essere frutto della ricerca di un divertimento che degenera in ipotesi di reato.

Commenti

commenti

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.