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“MEMORIA E FUTURO” DI VALTER MARCONE

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Redazione-   “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”  scriveva Luis Sepúlveda. E allora non è solo una  faccenda di memoria storica la richiesta  e il relativo diniego di apporre una targa  sull’edificio della Chiesa – Teatro   San Filippo Neri al civico 24 dell’omonima piazza,un gioiello di architettura  barocca del Seicento ,  nel cuore del centro storico dell’Aquila riaperto di recente dopo i restauri post-sisma per ricordare l’attività del Teatro d’innovazione L’Uovo. Fondato da Antonio Massena e Maria Cristina Giambruno  che ottenuto l’uso della  Chies dal 1984   ,sconsacrata e abbandonata , la dotarono di un avveniristico apparato scenico  tanto da “ fare “ scuola”: un  rivoluzionario palco mobile a scomparsa, L’idea era quella di installare una targa dotata di QR Code collegato a una pagina web in grado di ricostruire la storia dell’edificio: da luogo di culto a magazzino, da teatro a cantiere della ricostruzione, fino alla sua recente rinascita. Uno strumento che avrebbe ricordato il ruolo svolto da L’Uovo senza dimenticare il contributo delle istituzioni e degli enti che hanno sostenuto il recupero dell’immobile.

Il 10 settembre 2012 una convenzione sottoscritta dal Comune dell’Aquila e dall’allora Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo ha affidato a quest’ultima (poi Segretariato regionale) l’intervento di restauro e rifunzionalizzazione del San Filippo, avviato nel 2013. Lo ricorda un comunicato stampa della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le  province di L’Aquila e Teramo che  proprio in riferimento ai lavori di ristrutturazione, che hanno  trovato  una sintesi tra la conservazione del monumento e la sua destinazione d’uso, quale spazio da oltre trent’anni dedicato alle arti sceniche,  riporta anche l’affermazione dello stesso Sorpintendente: “ «È sempre emozionante partecipare alla restituzione di un bene monumentale alla comunità, dopo un lungo percorso di restauro – dichiara il Soprintendente Massimo Sericola –. Ma nel caso del Teatro San Filippo, viene restituito alla città un luogo cardine per la sua identità culturale, in cui la stratificazione storico-artistica dialoga con le esigenze contemporanee. Il San Filippo rappresenta un modello virtuoso di intervento sul patrimonio, capace di coniugare sicurezza, conservazione e innovazione, nel pieno rispetto della sua straordinaria qualità architettonica e della sua singolare funzione. Ed è grazie alla sinergia delle istituzioni – la Prefettura dell’Aquila, l’Amministrazione comunale, la Soprintendenza – che si è raggiunto questo importante obiettivo».

“Tra questi muri ho trascorso 25 anni della mia vita, non posso oggi nel provare gioia nel rivedere questo luogo splendidamente restaurato, ma provo anche amarezza per una piccola targa negata, di sole 10 righe, per motivi che ignoro, per ricordare che l’ ex chiesa San Filippo è diventata un luogo di cultura e innovazione grazie al teatro L’Uovo. “ Lo afferma Antonio Massena, 72enne scenografo, giornalista, critico cinematografico, che con  Maria Cristina Giambruno e ad Antonio Centofanti, è stato nel 1987 il fondatore del Teatro Stabile d’Innovazione L’Uovo, in quella che era un ex oratorio in disuso , con 259 posti a sedere e 6 camerini. Fino al 2009. Quando il sisma  ha interrottto in quella sede attività culturali  ed artistiche  fondate anche sulla formazione di decine di  giovani attori  e con  riconoscimenti di prestigio  quali il Premio Antifavola nel 1986, il Prix du Jeune public nel 1986, il Biglietto d’oro Agis-Minerva nel 1994, per poi fondersi nel 2015 con il Teatro Stabile d’Abruzzo. “Da mesi avevamo fatto una richiesta in tal senso – spiega ad Abruzzo web  Massena -, e la Soprintendenza ci ha risposto immediatamente in maniera positiva. Parliamo di una piccola targa all’ingresso che ricordasse in dieci righe esatte, senza, sia chiaro, fare altri nomi, a cominciare dal mio, chi aveva dato vita a questo teatro, ovvero la compagnia dell’Uovo, in segno di memoria e di auspicio a che questo luogo mantenga il suo spirito di innovazione e sperimentazione, dove sempre nuovi artisti, attori, musicisti possano trovare spazio di espressione e crescita”.

Il Comune che gestirà ora lo spazio culturale  ha chiarito che la targa da apporre dovrà  ricordare tutti i protagonisti  che nella seconda metà del Novecento   hanno contribuito alla trasformazione dell’ex chiesa in un luogo culturale. Una affermazione che ha  prodotto  interventi di  sostegno   a favore  dell’idea di Massena che chiaramente “restringeva”  il ricordo alla sola attività del Teatro di innovazione L’Uovo fino ad una petizione e a una raccolta di firme.

Per dire in sostanza che  la particolarità di quella memoria  storica  di cui è stata protagonista la Compagnia dell’Uovo e quindi il Teatro di innovazione che prende dalla compagnia il nome non va confuso con  altre iniziative seppure meritevoli . A ribadirlo è Stefania Pezzopane, che  mette l’accento  sulla  centralità della memoria nella vicenda del San Filippo. Con questa dichiarazione :

Riaprire il Teatro San Filippo – afferma – significa restituire alla città molto più di un edificio: significa restituire un pezzo vivo della sua storia, della sua identità e della sua memoria collettiva”. Per Pezzopane, quella del teatro è “una storia vera, vissuta, alla quale L’Aquila ha partecipato davvero”, costruita nel tempo grazie al lavoro di Antonio Massena, Maria Cristina Fianbruno e Antonio Centofanti e all’esperienza de “L’Uovo”.“La chiusura nel 2009 per il sisma ha interrotto tutto questo, ma non ha cancellato il legame con la comunità” prosegue. Quel legame è rimasto ed oggi torna a farsi sentire con forza”. Da qui la presa di posizione: “Questa storia non si può ignorare, non si può cancellare, non si può riscrivere. Le storie vere si riconoscono e si rispettano”.“Ignorare questa voce significa ignorare la città stessa. Confondere questa storia e diluirla in un’altra storia è un gesto ideologico che lascia il tempo che trova”.

Una dichiarazione che viene in qualche modo  più estesamente documentata e giustificata dalla lettera che contiene la petizione per la targa promossa da Claudia Pizzigalli, aquilana oggi residente nelle Marche, che  ha lanciato la proposta con in calce i nomi di tutti i firmatari  con questo testo:

Sig. Sindaco, Sig. Prefetto, Sig. Soprintendente,

il mio nome è Claudia Pizzigalli e sono la promotrice della raccolta firme online per l’installazione della targa a memoria della storia del Teatro San Filippo nato dall’intuizione e successiva realizzazione de L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione. Al momento vivo nelle Marche per lavoro, ma sono nata e cresciuta a L’Aquila e come tanti ho frequentato il Teatro San Filippo come corsista, come attrice, come maschera e come assistente alla regia. Conosco molto bene la storia del Teatro San Filippo che comincia nel 1986, come spiegato nel testo della petizione. Non comprendo, io come tutti i firmatari della petizione di cui allego la lista, il motivo per cui Antonio Centofanti, Maria Cristina Giambruno e Antonio Massena si siano visti negata la possibilità di installare una targa a memoria de L’Uovo. Posso però spiegarvi la motivazione, anzi le motivazioni, che mi hanno spinto a lanciare la petizione su Change.org.La prima è squisitamente personale. Ci tengo in prima persona. Ci tengo perché sento ancora mio quel luogo e vorrei che tutti conoscessero la magia che ha vissuto per quasi trent’anni. Perché negare l’installazione di una targa? La seconda è legata al fatto che lo ritengo giusto. E lo ritengo giusto perché l’Italia, come viene per altro ricordato in uno dei commenti, ha ratificato la Convenzione di Faro (Portogallo), convenzione proposta dal Consiglio d’Europa e ratificata da 40 Paesi nel 2020. La Convenzione intende stabilire il valore della conoscenza e del patrimonio culturale come diritti dell’essere umano per il quale è richiesto alle comunità di prenderne cura per sostenerlo e trasmetterlo alle generazioni future.Perché ignorare una Convenzione ratificata? L’ultima motivazione è ben espressa da Luis Sepulveda: “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”. Perché volere un popolo senza futuro? Vi chiedo quindi, presa anche visione della lista degli oltre mille firmatari, di consentire l’installazione della targa così come proposta. In caso di rifiuto, vi chiedo di fornire a Maria Cristina Giambruno, Antonio Centofanti, a Antonio Massena, a me e a tutti coloro che si sono espressi nella loro volontà di veder installata la targa una spiegazione sincera e plausibile.Oggi si legge sui giornali locali una lettera del sindaco in cui si dice che la storia del San Filippo è fatta da molteplici, è quindi questo il motivo per cui si nega la targa? Bene, non è un buon motivo. Prima che l’ex Chiesa diventasse un Teatro, ci sono stati solo episodi limitati nel tempo e con poche persone coinvolte che ne hanno espresso il potenziale culturale. Ma sono stati Maria Cristina Giambruno, Antonio Centofanti e Antonio Massena, unitamente a tutti i loro collaboratori, a rendere teatro una ex Chiesa, un teatro innovativo volto alla multidisciplinarietà dello spettacolo dal vivo accogliendo artisti di fama nazionale e internazionale e un pubblico talmente numeroso da fargli vincere il Biglietto d’oro Agis.”

Il ricordo dunque di un’attività culturale , la memoria di un tempo  perchè  l’attività  del Teatro  dagli anni Ottanta dello scorso secolo nasce da un particolare clima culturale .

Era infatti il tempo in cui  i lupi arrivavano alla Fontana luminosa, gli attori del Teatro Living passeggiavano per Coso Federico  II e i cosiddetti “ matti” uscivano  dall’Ospedale  psichiatrico di S. Maria di Collemaggio per fare colazione al Grand Hotel du Parc . Era il tempodi una cittàinclusiva  in cui Il Teatro Stabile di L’Aquila faceva conoiscere  all’intero paese  un mondo  che si stava trasformando  anche attraverso  le immagini  non solo del Teatro,  che usciva  dal suo  santuario  appunto il teatro per  occupare sceneggiature che le cittàoffrivano con le loro architettura, ma anche del cinema . Nasceva infatti a L’Aquila la Lanterna magica , e critici come Nicola Ciarletta  e artisti come Marcello Mariani per citarne uno solo facevano conoscere L’Aquila  e i suoi artisti . Nel 2008 la casa editriceMazzotta  pubblica il volume del fotografo Gianni Berengo Gardin  Marcello Mariani, Percorsi di Luce, dedicato alla pittura di Mariani; nello stesso anno si tiene un’antologica nelle sale del  Palazzo Venezia  di Roma, con opere che vanno dal 1957 al 2007, curata da Gabriele Simongini. Il catalogo, edito dall’editore Silvana, è curato dallo stesso Simongini, con contributi di Enrico Crispolti .

Un clima ricordato da Antonio Massena e Maria Cristina Giambruno . Tra il 1987 e il 2009 il San Filippo ha ospitato quasi 2.400 eventi di spettacolo dal vivo: 2.000 recite di prosa realizzate da 350 compagnie professionali italiane e internazionali per oltre 370 mila spettatori; 300 concerti di musica classica seguiti da 65 mila persone; 55 concerti di musica contemporanea con 14 mila spettatori e 40 spettacoli di danza che hanno coinvolto circa 6 mila persone. Complessivamente oltre 455 mila presenze hanno attraversato quel teatro. Dal 1986 al 2009 L’Uovo ha investito 1.678.667 euro per la trasformazione della chiesa in sala teatrale, per gli adeguamenti normativi e per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture e delle attrezzature tecnologiche. Un impegno economico e gestionale che, come sottolineano gli stessi promotori della petizione, non ha precedenti nella storia dello spettacolo dal vivo in città e in Abruzzo.

Questa la nota  di Antonio Massena

«Sfumata l’euforia per la riapertura del Teatro San Filippo al seguito del completamento dei lavori post sisma, condivido alcune considerazioni, accompagnate da dati, mai veramente emerse nelle molteplici comunicazioni del che si sono succedute in quei giorni.

Riflessioni dettate dalla necessità di ristabilire la verità al fine di conservare la reale memoria storica del “Teatro San Filippo”, che nessuno dovrebbe poter cancellare.

La Chiesa di San Filippo è stata trasformata in Teatro solo ed esclusivamente grazie all’idea concepita e alla conseguente progettazione tecnica e realizzazione operata dal Teatro L’Uovo. Se così non fosse stato, lo scorso 17 aprile sarebbe stata riaperta, forse, una Chiesa e non un Teatro.

Il 23 luglio 1986 il Teatro L’Uovo sottoscrisse la prima convenzione con il Comune dell’Aquila che all’art. 3 recitava “L’Uovo si impegna alla redazione dei progetti e alla realizzazione, previo assenso del Comune, delle opere necessarie per la ristrutturazione, l’attrezzatura e l’adeguamento alle vigenti norme di sicurezza per le sale di pubblico spettacolo accollandosi l’onere delle spese relative. Tale onere di spesa sarà ammortizzato attraverso la gestione del San Filippo”.

Il 7 novembre 1987 fu inaugurato il Teatro San Filippo nella forma che tutti ricordano.

Alla prima convenzione seguirono quella del 1998, del 2008 e lo schema definitivo del gennaio 2009 per il rinnovo fino al dicembre 2028. Procedimento amministrativo interrottosi a causa del sisma.

Nel periodo 1986 – 2009, L’Uovo ha investito in tale opera un totale di € 1.678.667,03, cifra che è accuratamente documentata e che è stata convertita in euro tenendo conto della rivalutazione del costo del denaro. Tale somma è la risultante della iniziale ristrutturazione in sala teatrale e degli interventi di adeguamento e di manutenzione ordinaria delle strutture teatrali e straordinaria delle apparecchiature tecnologiche effettuati da L’Uovo.

Nessun ente o organismo di spettacolo in questa città e regione ha mai compiuto una tale impresa creativa ed economica.

Fino al 6 aprile 2009 il Teatro San Filippo è stato gestito e programmato da L’Uovo, accogliendo sul palcoscenico produzioni proprie e delle più prestigiose compagnie teatrali nonché artisti nazionali e internazionali.

Dopo lo sgombero dei materiali recuperabili, tecnici e d’archivio, avvenuto il 10 maggio 2009, L’Uovo e Antonio Massena in prima persona hanno seguito le fasi di progettazione teatrale e recupero dell’immobile fino al 30 settembre 2019, in stretta collaborazione con la Direzione regionale per i Beni culturali e le imprese impegnate nei lavori.

I lavori effettuati da L’Uovo nel periodo 1987-2009 sono stati essenziali per trasformare il San Filippo in un teatro con tutte le dotazioni del caso, lo conferma anche l’intervento di ricostruzione post sisma: l’impianto attuale di riscaldamento a pavimento della sala e il sistema di ricircolo dell’aria sono gli stessi predisposti da L’Uovo (fatto salvo il cambio delle caldaie); le uscite di sicurezza, compresa quella appositamente creata su Via degli Scardassieri, sono le stesse progettate e realizzate da L’Uovo; i servizi igienici e la loro collocazione sono i medesimi (ovviamente riammodernati); così come gli uffici, la predisposizione dei camerini, le porte di accesso e di uscita.

Ritengo sia doveroso ricordare quanto riportato finora nel rispetto di un’autentica memoria storica del Teatro San Filippo e di chi lo ha concepito e realizzato – leggi L’Uovo (vedi le fotografie allegate) – e anche per esprimere sincera gratitudine ai 1.200 firmatari della petizione per l’installazione di una targa commemorativa.

Una targa fino a oggi negata che, attraverso un QR code collegato a una pagina web, potrebbe raccontare la storia del San Filippo e la sua evoluzione da luogo di culto, a magazzino, a teatro, fino alla sua ricostruzione. Una targa che, oltre a ricordare l’operato de L’Uovo, recherebbe un doveroso ringraziamento agli enti, organizzazioni e iniziative che hanno reso possibile il recupero e restauro dell’edificio e includerebbe, naturalmente, tutti i loghi delle istituzioni coinvolte».

I numeri del Teatro San Filippo 1987/2009 «Alcuni numeri per dare almeno in parte la misura del contributo alla vita culturale cittadina del Teatro San Filippo gestito da L’Uovo. In 22 anni di attività il San Filippo ha ospitato 2.000 recite di spettacoli di prosa rappresentati da 350 compagnie professionali nazionali e internazionali per oltre 370.000 spettatori; 300 concerti di musica classica con 65.000 spettatori; 55 concerti di musica contemporanea con 14.000 spettatori e 40 spettacoli di danza alla presenza di 6.000 spettatori. In totale 2.395 eventi di spettacolo dal vivo per oltre 455.000 spettatori».

“Una  storia vera, vissuta, alla quale L’Aquila ha partecipato”, dunque,  come afferma  Pezzopane ,è quella del Teatro di innovazione l’Uovo e del suo Teatro S. Filippo.  Una testimonianza di un clima culturale , di un pezzo di storia della città  la cui memoria andrebbe salvaguardata  con pochissimo: appena una targa .

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