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“LUCIO DDT ART: I IO BAMBINO CONTESO TRA LA FINE DEL MONDO E L’ISTINTO DELLA CONSERVAZIONE DELLA SPECIE” (PARTE SECONDA)

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Redazione- Nell’opera di DDT Art risulta ricorrente l’immagine del bambino. Poco importa se si tratti di disegni, quadri, sculture: l’ infante si affaccia con prepotenza nell’opera dell’artista, provocando sempre in chi guarda grandi domande e spunti di riflessione: “di chi si tratta?…dove è diretto?…cosa sarà di lui?”

Non facile rispondere a quesiti che appartengono non solo all’uomo moderno, ma anche a quello del passato e del futuro, a testimonianza del fatto che, a prescindere dall’epoca, i dubbi e l’incertezza legati al perché della vita sono quelli universali di sempre.

Per provare ad ordinare ed organizzare le idee è interessante osservare che il contesto in cui si trovano è sempre costituito da scenari drammatici ed apocalittici, in cui si è costretti a vivere e ad adattarsi. A differenza degli adulti, le immagini dei più giovani suscitano una certa soavità: penso alla piccola scultura del feto, alla bambina con la bambola in mano oppure al neonato contraddistinto dal triangolo rosso sul petto, forse un simbolo di prigionia per il fatto di essere venuto al mondo…un po’ come faceva Giacomo Leopardi quando, nei suoi scritti, giustificava il pianto del bambino appena nato con l’annunciazione dell’infelicità della vita. Di grande effetto è l’ immagine stilizzata del bambino in utero in posizione podalica, ben funzionante anche capovolta, a dimostrazione del fatto che spesso il punto di vista può trasformare senza stravolgere…anzi rispondere a ciò che ha stabilito Madre Natura. Ciò che colpisce sono in particolar modo i segni sul corpo presenti già prima di venire al mondo, come se la pelle conoscesse e mostrasse a priori, attraverso dei marchi, i pregiudizi di coloro che si incontreranno, magari per essere nato dal seme sbagliato. Interessante è un’altra immagine che mi viene in mente: si tratta sempre di un utero, questa volta di un animale, contenente un feto umano, collegato alla sua mamma attraverso un cordone boccale, forse per lasciare intendere che la salvezza dell’uomo sarà possibile solo se ad occuparsene saranno gli animali utilizzando la bocca, non solo organo della nutrizione e del linguaggio, ma anche sede del soffio vitale secondo la simbologia di alcuni miti! Le divergenze tra i personaggi bambini e quelli adulti sono più che evidenti: sicuramente i solchi e le linee della matita di DDT Art sono gli stessi, ma il movimento eseguito con la mano è diverso. I segni, infatti, si fanno più circolari, dando un’ idea di “freschezza” trattandosi di tessuti giovani. Pur essendo trasfigurati, i bambini dell’Artista appaiono maggiormente composti, morbidi ed armoniosi. Anche i volti, in qualche caso, mostrano naso e bocca ben definiti e sempre e solo un occhio, come quello che riempie tutto il volto della Madonna e che protegge ancora con più efficacia il suo Gesù bambino. Paradossalmente il particolare dei volti con gli occhi dimezzati, rende proprio quello sguardo ancora più penetrante ed incisivo. Le figure, infatti, sembrano quasi leggere e carpire i sentimenti di chi le guarda, senza possibilità alcuna di nascondere qualsiasi segreto. L’innocenza di quelle raffigurazioni trapela in modo disarmante, provocando nell’osservatore un sentimento di pietà compassionevole. Non è possibile non riflettere anche dinnanzi alle sculture dei più piccoli: si tratta di feti, bambini più o meno grandi oppure in braccio ad adulti, ma sempre ben mascherati e protetti da un ambiente o mondo malato. Di alcune colpiscono i piedi, volutamente sproporzionati, forse richiamanti la similitudine del faticoso viaggio della vita, e la posizione seduta, forse a ben raffigurare l’attesa di un cambiamento. Ma quale? La realtà di DDT Art appare sicuramente dinamica ed anticipatrice come l’installazione in movimento del bambino robot, che sembra già vedere un mondo in cui la macchina sostituirà irrimediabilmente l’uomo. Ma non tutto è perduto per questo artista sorprendente che, nonostante il suo nome d’arte, continua a lasciare insetti in ogni dove! Chiaro risulta essere il messaggio: il Bene alla fine sconfiggerà il Male e la salvezza verrà solo dai bambini…o meglio, dal rimanere bambino! Mettere al mondo un figlio è un’esigenza primordiale dell’uomo, su cui agisce la spinta primitiva, istintiva e naturale della conservazione della specie. Diventa poi un modo per sentirsi completi e realizzati. Riprodursi ha come valore fondamentale quello di tramandare un po’ di sé, un pezzettino della propria anima, affinché possa rimanere in vita l’IO bambino di chi li ha creati, affinché proprio i più piccoli possano continuare a raccontare la storia di chi li ha generati. Ecco, per l’Artista, il trionfo del Bene potrà esserci solo per quei cuori che non dimenticano mai di essere stati bambini, che non hanno pregiudizi, ma che continuano per tutta la vita a ridere senza un motivo e ad

emozionarsi davanti a quelle cose che gli adulti non riescono ormai più neanche a sentire.

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