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L’OCCASIONE PERSA- DOTT. ALESSANDRO SILVERI

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Redazione- Nel 1988 allo stand “Pininfarina” del Salone Internazionale dell’Automobile di Torino fu presentato l’unico esemplare della “Hit” (acronimo di High Italian Technology), vettura compatta destinata a rappresentare quanto di meglio la tecnologia potesse offrire nei rally. Sotto una carrozzeria dal design innovativo e dalle tecniche costruttive all’avanguardia infatti si trovava la meccanica della “Lancia Delta HF 4WD”. Prerogativa dell’intero progetto era la riduzione del peso complessivo a 980 kg, raggiunto riducendo il numero degli allestimenti e utilizzando materiali specifici per la costruzione del telaio e della scocca, come un leggero sandwich di Nomex a nido d’ape, kevlar e fibra di carbonio per il telaio e parti di fibra di carbonio non verniciate, pannelli di resina rinforzati con fibra di vetro, stampati e incollati oppure avvitati per la carrozzeria.

Ma cosa aveva spinto la “Pininfarina” a realizzare questo prototipo nel 1988? Forse immaginava che era giunto il momento per iniziare a definire linee, tecnologia e posizionamento commerciale dell’auto che avrebbe sostituito la fortunata ma ormai non più giovanissima “Lancia Delta” del 1979?

Si sa che la “Lancia”, diventata di proprietà del Gruppo Fiat nel 1969, produceva vetture raffinate ed eleganti. I successi nelle competizioni davano inoltre al marchio torinese una certa immagine sportiva. Ci si rendeva conto tuttavia che i buoni risultati commerciali degli anni ’80, dovuti a una gamma di successo, non avrebbero garantito risultati positivi in eterno. La concorrenza tedesca e giapponese sempre in agguato iniziava a proporre novità a ritmo sempre più serrato imponendo un tasso di obsolescenza sempre maggiore.

La dirigenza “Lancia” si trovò davanti a un dilemma: rinnovare la gamma limitandosi a utilizzare in modo esteso le tecnologie del Gruppo Fiat, con il vantaggio di ridurre i costi, oppure tentare la strada coraggiosa dell’innovazione meccanica e telaistica?

La storia ci racconta che preferì la prima strada e così, dopo i brillanti modelli degli anni ’80, come la “Delta” e la “Thema”, si produssero prodotti di buon livello ma non all’altezza della tradizione storica della “Lancia”, tanto che   la “Pininfarina Hit”, che avrebbe rappresentato l’occasione tecnologica per un salto di livello e la conservazione del prestigio del marchio torinese sia sul piano commerciale che delle competizioni sportive, non entrò in produzione, neanche in piccola serie.

 Per contro, dopo i successi che incoronarono la “Delta” prima serie tra le vetture più importanti degli ultimi 50 anni, il Gruppo Fiat decise di sostituirla nel 1993 con una vettura due volumi strettamente derivata dalla “Dedra”. La “Delta” seconda serie (Progetto 836) faticò sin da subito a trovare spazio in un mercato nel quale non solo non era confrontabile con l’immagine dell’antenata, ma addirittura faticava a tenere il passo di una concorrenza che nel frattempo era diventata più agguerrita.

Rimane il rammarico per non aver visto la produzione della “Hit”, un’auto che avrebbe potuto cambiare i destini della “Lancia” e che ancora oggi a distanza di oltre 30 anni dalla sua presentazione appare all’avanguardia per design e tecnologia.

L’unico esemplare marciante prodotto, venduto dalla “Pininfarina” e acquistato da un collezionista italiano, è stato esposto alla fiera “Auto Moto Retrò” di

Torino tra la fine di gennaio e l’inizio del febbraio del 2020.

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