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LA RELAZIONE TERAPEUTICA : TRA ATTACCAMENTO E PROTESTA. DOTT.SSA ANTONELLA FORTUNA

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Redazione-(La mente saggia è un pozzo con molte risorse e prevede una mente emotiva ed una mente razionale. Il segreto è sapere integrare i modi di conoscere la realtà e la capacità di trovare le risposte. )Nello sviluppo infantile la figura paterna è necessaria per un processo di individuazione, mentre la figura materna legittima l’appartenenza. Oggi sembrano mancare tali presupposti e l’individuo si ritrova smarrito mentre la sostanza silenzia i traumi e sopperisce alle carenze identitarie.E’  perché si vive in una società liquida ( Bauman), e c’è collusione tra genitori e figli con i limiti azzerati (Ammaniti), perche’ il padre è eclissato ed evaporato (Zoya e Recalcati).

La relazione terapeutica, ad esempio,rappresenterebbe il legame di attaccamento in quanto vi si trovano le stesse caratteristiche quali la vicinanza e la protesta.

Lo stile di attaccamento del clinico agisce sulla relazione potendo aiutare o colludere.

Un terapeuta che ha avuto uno stile di attaccamento sicuro si mostrerà empatico, razionale, riflessivo.

Al contrario, se  terapeuta e paziente hanno un attaccamento insicuro la relazione colluderà e sarà disfunzionale.

All’interno della relazione terapeutica importanti diventano l’aggressività e la fiducia:

  • l’aggressività è espressione dell’idea di essere perseguitati;
  • dell’angoscia di perdere il controllo;
  • della presenza di un alto livello di stress.

Non sempre la rabbia è immaturità ed inappropriatezza, piuttosto il bisogno di fiducia per stabilire una relazione.

E’ fondamentale stabilire una relazione accogliendo il mondo valoriale dell’altro in un’alleanza terapeutica.

Dall’incontro nasce una “identità nuova” che senza quell’incontro non si sarebbe creata un incontro nuovo con capacità nuova per entrambi. La relazione vive di concetti multidimensionali:

  • autostima
  • accettazione
  • empowerment
  • riappropriazione dell’identità
  • capacità di autogestione

in definitiva un processo sia culturale che esperienziale.Un sistema che ha un’esperienza immediata (ovvero la vivenza- vivere momento per momento) e la spiegazione delle’esperienza. La conoscenza è l’elaborazione di una trama narrativa che comprende l’immagine di sé e l’immagine dell’altro. Nell’organizzazione del significato personale, l’IO è esperienza ed emozioni mentre il me è l’immagine di se con le cognizioni. Il soggetto è in costante relazione e può andare incontro a perturbazioni assimilabili (con la coerenza) o non assimilabili per cui nasce la crisi che può presupporre un cambiamento o una psicopatologia. Ogni volta che ci troviamo di fronte ad un paziente dovremmo chiederci che effetto fa esserlo e soprattutto che si prova

ad essere quella persona.

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