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LA MEDIAZIONE FAMILIARE: MEDIAZIONE TRA “CORPO”- “ANIMA” E “CUORE

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Redazione-La Mediazione familiare negli ultimi anni ha assunto un ruolo d’aiuto fondamentale per le coppie in crisi e in procinto di separazione o divorzio.

Nel periodo di una società “liquida”, Zyamunt Bauman, affermava il pensiero che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza.

Con l’individualismo sfrenato per lui la realtà moderna è fragile e senza punti di riferimento, da dissolvere tutto ciò che ci circonda. L’individuo senza punti di riferimento ha come valore l’apparire a tutti i costi e il consumismo.

Nell’era dell’economia globale, inoltre, con le difficoltà sul mondo del lavoro si sono accentuati i conflitti interpersonali.

Soprattutto i rapporti familiari e di coppia ne risentono maggiormente.

La mediazione familiare, innanzitutto, non è una terapia ma un percorso che ha come scopo la riorganizzazione delle relazioni familiari, per l’appunto, in seguito ad un momento di difficoltà momentaneo o dovuto alla separazione o al divorzio.

Il percorso di mediazione, avviene in uno spazio neutro chiamato “setting”, dove un operatore formato discute con le parti in questione, di tutti gli argomenti tipo: sostegno alla genitorialità, gestione scolastica, economica, ecc.., nel periodo di crisi, che tengano conto dei bisogni dei bambini e adulti coinvolti.

Come accennato precedentemente la mediazione familiare non è una terapia, non sostituisce la consulenza legale o l’iter giudiziario, non impone accordi non condivisi tra le parti e non serve a ricongiungere la coppia.

La mediazione, si svolge prima o dopo una separazione; i colloqui sono composti di 10 – 12 incontri condotti dal mediatore professionista, ogni settimana o ogni quindici giorni, rivolti ai soli genitori e non in presenza della prole.

Il percorso non avviene in presenza di condizioni di violenze di genere o altro.

A volte può capitare che spuntino dopo un paio di colloqui condizioni che non permettono il proseguimento del percorso, in quel caso, è bene sospendere gli incontri e rimandare la coppia a professionisti competenti in materia (Psicologi, Assistenti sociali, Psichiatri) che faranno un lavoro di rete.Qui, faccio riferimento, alla mediatrice Jacqueline Morineau, che afferma di dirimere il conflitto, che produce caos e separazione; per imparare a vivere in armonia, con noi stessi e con gli altri, dobbiamo ricercare la felicità in noi stessi.

La mediazione, secondo la Morineau, raccoglie il grido della nostra società autodistruttiva e violenta, nel bisogno di incontrare la guerra che è dentro il nostro cuore.

Se accettiamo di incontrare la sofferenza, possiamo aprire la porta della nostra anima e trovare la pace con noi stessi e gli altri.

Infine, per apprezzare la bellezza collaterale delle cose che ci circondano, aggiungerei che bisogna mediare con corpo, anima e cuore, per attraversare le difficoltà quotidiane e coltivare il rispetto per la vita e l’essere umano.

 

                                                                                                         Dr.ssa  Anna Italiani

                                                                                                     (Mediatrice Familiare)

 

 

 

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