LA MAGIA DEL NATALE NEI BORGHI: A BRUGNATO NASCE UN PREMIO PER RACCONTARE L’INCANTO DELLE FESTE
Redazione- C’è un Natale fatto di luci, di piazze illuminate, di campanili, di vicoli che profumano di tradizione e di storie che meritano di essere raccontate. È proprio da questa idea che nasce il Premio Letterario “La Magia del Natale nei Borghi”, prima edizione di un’iniziativa culturale dedicata alla narrativa breve e alla poesia inedita, promossa dall’Associazione Culturale Res et Verba, con il patrocinio del Comune di Brugnato.
A ideare il Premio è la scrittrice Beatrice Daneri Arienti, che ne cura anche l’organizzazione in toto, dando vita a un progetto che vuole unire letteratura, territorio, tradizione e soprattutto il desiderio di riportare al centro quella dimensione autentica e incantata del Natale che appartiene ai piccoli borghi italiani.
Il concorso nasce infatti con un obiettivo preciso: riscoprire la magia del Natale attraverso la parola scritta e avvicinare le persone alla lettura, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni e ai bambini. Perché leggere significa anche imparare a immaginare, conoscere mondi nuovi e riscoprire il valore delle emozioni.
Il tema scelto è, non a caso, “La Magia del Natale”. I racconti dovranno essere ambientati in uno dei Comuni appartenenti all’associazione “I Borghi più belli d’Italia”, offrendo agli autori la possibilità di raccontare il Natale attraverso luoghi, paesaggi, tradizioni e atmosfere capaci di trasformare il territorio in protagonista della narrazione.
Il Premio si articola in due sezioni. La Sezione A – Narrativa Inedita è riservata a racconti originali in lingua italiana, con una lunghezza massima di 10.000 battute, spazi inclusi. La Sezione B – Poesia Inedita consente invece la partecipazione con un massimo di tre liriche inedite.
Gli elaborati dovranno essere inviati esclusivamente in formato digitale all’indirizzo premioletterariocittadibrugnat@gmail.com, rispettando le modalità indicate dal regolamento. Particolare attenzione è riservata all’anonimato delle opere, che dovranno essere trasmesse prive di firma o di qualsiasi elemento identificativo.
La quota di partecipazione è di 10 euro per ciascuna sezione e dovrà essere versata a favore di RES ET VERBA ODV secondo le modalità indicate nel bando. La scadenza per la presentazione degli elaborati è fissata al 30 novembre 2026.
La cerimonia di premiazione si terrà il 6 gennaio 2027, nel contesto della manifestazione “La Befana vien dal campanile”, trasformando così la conclusione delle festività natalizie in un ulteriore momento di incontro tra letteratura, cultura e comunità.
Importante anche la presenza di una Giuria tecnica qualificata, composta da esperti del settore letterario, editoriale e culturale. Le opere saranno valutate sulla base della qualità stilistica e linguistica, dell’originalità, della coerenza interna e dell’efficacia espressiva. La Giuria potrà inoltre assegnare menzioni e riconoscimenti speciali e, qualora non venisse raggiunto un adeguato livello qualitativo, potrà decidere di non assegnare uno o più premi.
Il primo classificato riceverà un trofeo, mentre al secondo e al terzo classificato sarà consegnato un diploma di merito personalizzato. Le opere ritenute particolarmente meritevoli potranno inoltre essere inserite in un’antologia dedicata.
Dietro l’organizzazione del Premio opera una squadra che affianca Beatrice Daneri Arienti nella realizzazione del progetto: Gabriella Raschi, Maristella Toselli, Nadia Prezzi, Angela Marciò, Teresa Malpezzi e Giuseppe Di Liddo. Un gruppo chiamato a contribuire alla costruzione di un appuntamento che ambisce a diventare un momento significativo nel panorama culturale del territorio.
Ma il vero cuore dell’iniziativa va oltre la competizione letteraria. “La Magia del Natale nei Borghi” vuole recuperare un sentimento, quello della meraviglia. La meraviglia davanti a un paese illuminato, a una storia raccontata davanti al camino, a una poesia letta insieme, a un bambino che scopre per la prima volta il piacere di aprire un libro e lasciarsi trasportare dalla fantasia.
In un’epoca dominata dalla velocità e dagli strumenti digitali, il Premio lancia dunque un messaggio semplice ma prezioso: tornare a leggere, tornare ad ascoltare le storie, tornare a vivere il Natale attraverso le emozioni.
E i borghi italiani, con le loro piazze, i campanili, le architetture e le tradizioni, diventano lo scenario ideale per questo viaggio. Luoghi che durante il periodo natalizio possono trasformarsi in autentiche pagine di un libro, custodendo memorie e racconti capaci di parlare a tutte le generazioni.
Al termine della cerimonia di premiazione è previsto anche un rinfresco conviviale, a suggellare lo spirito di condivisione che accompagna l’intera iniziativa.
“La Magia del Natale nei Borghi” si presenta così non soltanto come un concorso, ma come un invito a riscoprire il valore della cultura attraverso la lente più luminosa dell’anno: quella del Natale. Un progetto che parte da Brugnato per guardare idealmente a tutti quei piccoli centri italiani dove, ancora oggi, una luce accesa in una finestra, il suono di un campanile o una storia raccontata ai bambini possono restituire alla festa il suo significato più autentico.
Perché la magia del Natale, in fondo, non è soltanto qualcosa da celebrare: è una storia che aspetta ancora di essere raccontata.
INTERVISTA A BEATRICE DANERI ARIENTI: «LA MAGIA DEL NATALE PUÒ TORNARE A VIVERE ATTRAVERSO I LIBRI»
Beatrice, come nasce l’idea del Premio Letterario “La Magia del Natale nei Borghi”?
Nasce dal desiderio di recuperare un Natale autentico, fatto di emozioni, tradizioni, comunità e soprattutto di storie. Ho pensato che la letteratura potesse essere lo strumento ideale per raccontare quella magia che spesso, nella frenesia della vita quotidiana, rischiamo di perdere. I borghi italiani sono poi scenari straordinari: hanno una storia, un’anima e un’atmosfera che durante il periodo natalizio diventano ancora più suggestive. Da qui è nata l’idea di creare un Premio che permettesse agli autori di trasformare questi luoghi in pagine da leggere e da vivere.
Il concorso è dedicato alla narrativa breve e alla poesia inedita. Perché scegliere proprio la scrittura?
Perché la scrittura ha una forza straordinaria: riesce a fermare il tempo e a trasformare un’emozione in qualcosa che può essere condiviso. Un racconto o una poesia possono custodire un ricordo, una tradizione, un incontro, persino un profumo o un’immagine. Attraverso le parole possiamo far rivivere il Natale in tutte le sue sfumature e permettere al lettore di riconoscersi nelle storie degli altri.
Uno degli obiettivi che lei si è posta è avvicinare le persone alla lettura, soprattutto i bambini. Quanto è importante questo aspetto?
È fondamentale. Credo che avvicinare un bambino alla lettura significhi regalargli una porta verso l’immaginazione. In un mondo nel quale siamo continuamente circondati da immagini e contenuti veloci, dobbiamo restituire ai più piccoli il piacere di fermarsi, ascoltare e immaginare. Il Natale può essere un momento straordinario per farlo, perché porta con sé il valore delle favole, delle tradizioni e della fantasia. Vorrei che questo Premio contribuisse anche a far nascere nei bambini la curiosità verso i libri.
Perché ha scelto di legare il Premio ai “Borghi più belli d’Italia”?
Perché i borghi rappresentano una parte preziosa della nostra identità. Sono luoghi nei quali la storia non è soltanto conservata nei musei, ma continua a vivere nelle strade, nelle piazze, nelle persone e nelle tradizioni. Ambientare i racconti in questi luoghi significa valorizzarli e farli conoscere attraverso uno sguardo letterario. Un borgo a Natale può diventare una vera fiaba e ogni autore potrà raccontarlo secondo la propria sensibilità.
Il Premio è un progetto che Lei cura personalmente anche dal punto di vista organizzativo. Chi l’affianca in questa avventura?
Un progetto di questa portata non può essere realizzato da una sola persona. Ho al mio fianco uno staff prezioso composto da: Susanna Musetti, Gabriella Raschi, Maristella Toselli, Nadia Prezzi, Angela Marciò, Teresa Malpezzi e Giuseppe Di Liddo. Ognuno porta il proprio contributo, la propria professionalità e soprattutto entusiasmo. Io ne curo l’ideazione e l’organizzazione complessiva, ma il lavoro di squadra è indispensabile per trasformare un’idea in una realtà concreta.
La premiazione si svolgerà il 6 gennaio 2027, nel contesto della festa “La Befana vien dal campanile”. Che significato ha questa scelta?
È una scelta fortemente simbolica. Il 6 gennaio rappresenta la conclusione del periodo natalizio e abbiamo voluto trasformare quella giornata in un momento di cultura, festa e condivisione. La letteratura entrerà così nel cuore di una manifestazione dedicata alla tradizione, creando un ponte tra passato e presente. Mi piace pensare che il Premio possa accompagnare il pubblico fino all’ultimo giorno di festa, lasciando però una traccia che continui anche dopo il Natale.
Qual è il messaggio che vorrebbe arrivasse a chi deciderà di partecipare e, più in generale, a chi incontrerà questo Premio?
Vorrei che arrivasse un messaggio molto semplice: non perdiamo la capacità di meravigliarci. Scrivete, leggete, raccontate e lasciate spazio alle emozioni. Vorrei che questo Premio diventasse un’occasione per ritrovare il piacere di stare insieme intorno a una storia e, soprattutto, per far scoprire ai più giovani quanto può essere straordinario un libro. La magia del Natale non appartiene soltanto alle luci, agli addobbi o ai regali: vive nelle persone, nei ricordi, nella fantasia e nelle parole. E se riusciremo a far nascere anche solo in un bambino il desiderio di aprire un libro e iniziare a leggere, allora avremo già raggiunto una grande vittoria.
Forse la vera magia del Natale non sta nelle luci che illuminano i borghi, ma nelle emozioni che quelle luci riescono ad accendere dentro di noi. È la magia di una pagina che prende vita, di una storia che diventa ricordo, di una parola capace di raggiungere un cuore e di un bambino che, aprendo un libro, scopre che l’immaginazione non ha confini.
Il Premio “La Magia del Natale nei Borghi” nasce proprio da questa consapevolezza: la cultura non è soltanto memoria, ma è un ponte verso il futuro. E la lettura è forse uno dei ponti più belli che possiamo costruire, perché insegna a conoscere il mondo senza smettere di sognarlo.
Tra campanili, piazze e antichi borghi, le parole torneranno così a raccontare la meraviglia. Perché il Natale passa, le luci si spengono, gli addobbi vengono riposti, ma una storia letta e un’emozione vissuta possono restare per sempre.
E forse è proprio questa la magia più autentica: quella che non si trova sotto l’albero, ma dentro di noi.





