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LA LEGGE ZAN E L’OMOTRANSFOBIA

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TITOLO DODICESIMO. Dei delitti contro la persona. Il rispetto della PERSONA.

Redazione- Questa volta l’argomento da trattare è complesso e delicatissimo. Gli aspetti coinvolti vanno dalla natura, alla scienza, alla medicina, al sociale, compresa l’educazione. Mi cimento nell’argomentazione, consapevole dei miei limiti. Non sono una giurista, non sono un’esperta, non sono un medico. Ci provo nonostante tutto, per conoscere, per approfondire.Ci provo soprattutto perché consapevole dei risvolti che il nuovo DDL, di prossime approvazione e pubblicazione, potrebbe avere.

Dopo l’approvazione alla Camera nel novembre 2020, il DDL contro l’omotransfobia, ribattezzato anche “legge Zan” dal cognome del relatore Alessandro Zan, deputato del Pd, è tornato al centro del dibattito politico. Il disegno di legge, infatti, è stato bloccato al Senato dopo che la Lega, ma anche le altre forze del centrodestra, hanno ritenuto il provvedimento non prioritario, tanto da non consentire l’avvio della discussione in Commissione Giustizia.

Da alcuni giorni Elisabetta Casellati, Presidente del Senato, ha dato mandato agli uffici di riassegnare alla Commissione Giustizia i DDL sull’omotransfobia in sede referente. Per affrontare l’argomento parto da un presupposto che illumina il mio pensiero: il rispetto della PERSONA. Tale presupposto il lettore lo avrà sempre presente mentre i suoi occhi, la sua mente scorreranno attraverso le parole. Se perdiamo di vista il presupposto, cioè il RISPETTO della PERSONA, i nostri pensieri e le nostre lingue si confonderanno. Non ci capiremo più. E andremo incontro a una Babele.Il rispetto della PERSONA è quanto ci chiedono i primi fondativi articoli della nostra Costituzione, due dei quali recitano così:

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Fra le news e i comunicati emanati e datati 02/07/2020 si legge “La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito che il ddl contro l’omotransfobia e la misoginia arriverà in aula per la discussione generale e l’approvazione il prossimo 27 luglio. … Significa che il Parlamento ha pienamente recepito le parole del Presidente della Repubblica, … che ha condannato le discriminazioni basate su orientamento sessuale in quanto costituiscono una violazione del principio di eguaglianza e ledono i diritti umani necessari a un pieno sviluppo della personalità umana ….”

Sintetizzando molto, il DDL in parola riporta delle modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del Codice penale, approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 (in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere). Negli articoli citati, all’espressione «… chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi ..» vengono aggiunte le seguenti parole: «… oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere».

Va bene.

Con l’art. 5 viene istituita la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia. Al 1° comma dell’art. 5 si legge:

  1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 17 maggio quale «Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia», al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, in attuazione dei princìpi di uguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione.

Sempre l’articolo 5, al comma 3, recita così:

3. In occasione della «Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia» sono organizzate cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile, anche da parte delle amministrazioni pubbliche, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, per la realizzazione delle finalità di cui al comma 1.   

Le modifiche apportate ai predetti articoli di Legge e l’istituzione della «Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia» al 17 maggio di ogni anno rientrano nella volontà politica di educare i cittadini al rispetto, al pieno sviluppo della persona umana, all’inclusione. E fin qui, tornando al presupposto da cui siamo partiti, ossia il RISPETTO della PERSONA, nulla da eccepire … Poi si evoca la SCUOLA, quindi l’educazione, la formazione delle GIOVANI GENERAZIONI, delle coscienze future. Allora rifletto un po’ …

L’anno scolastico contempla varie celebrazioni in Onore e Memoria di Coloro i Quali si sono immolati per la propria terra natale, per la difesa della propria dignità, dei propri diritti e di quelli altrui, etc. Tutto ciò è buono e giusto. E’ Storia. Concorre alla formazione delle coscienze. Così come è buono e giusto rispettare la “condizione” in cui versa ciascun uomo. Caino e Abele sono di antica narrazione biblica ma pur sempre attualissimi. Attenzione, tuttavia, alle strumentalizzazioni (anche a quelle di chi leggerà le mie riflessioni), a Chi tratterà e a Come verrà trattata e svolta la Giornata di cui sopra.

Si è già scritto molto sulla teoria o sull’ideologia a capo di movimenti che hanno rivendicato le proprie libertà e non è mia intenzione entrare in tale “ginepraio”. Non ne ho le competenze e rispetto le scelte altrui (se si tratta di adulti e se le scelte non arrecano danno ad altri). Di una cosa però sono certa: un neonato, un bambino, un fanciullo, un adolescente alla ricerca della propria identità, definizione e sviluppo, quale libertà hanno, se crescono in un contesto condizionato e condizionante? I genitori, la Famiglia avranno la facoltà del proprio primato sull’educazione e sulla formazione dei figli?D’altro canto credo fermamente che l’IDENTITA’ conferisca DIGNITA’ e CONSAPEVOLEZZA.

Di un’altra cosa poi sono certa, anzi certissima: i bambini e i giovani sono “spugne” che assorbono moltissimo, anzi tutto, dal contesto in cui vivono. Assorbono tutti i linguaggi, anche quelli impliciti, anche quelli più subliminali. Allora riflettiamo bene.

I pronunciamenti degli Ordini Regionali a settembre 2015 e del Consiglio Nazionale dell’Ordine Nazionale degli Psicologi, asseriscono che «favorire l’educazione sessuale nelle scuole e inserire nei progetti didattici e formativi contenuti riguardanti il genere e l’orientamento sessuale non significa promuovere un’inesistente “ideologia del gender”, ma fare chiarezza sulle dimensioni costitutive della sessualità e dell’affettività, favorendo una cultura delle differenze e del rispetto della persona umana in tutte le sue dimensioni e mettendo in atto strategie preventive adeguate ed efficaci capaci di contrastare fenomeni come il bullismo omofobico, la discriminazione di genere, il cyberbullismo.» Perfettamente d’accordo.

Dunque, se è sacrosanto affermare che non si possa e che non si debba restare inermi dinanzi a certi barbarici fenomeni di aggressione e violenza, è anche innegabile che qualche rischio potrebbe profilarsi. Si potrebbero generare strumentalizzazioni, sconfinamenti, apriori imprevedibili, e un’innegabile confusione. Essi andrebbero ad alimentare quella Torre di Babele che è sotto gli occhi di tutti e che obnubilerebbe e disorienterebbe ulteriormente.

Anche il navigante più esperto e di maggiore lungo corso ha bisogno di riferimenti nel procelloso ondeggiare dei mari: le stelle o la bussola.

Fonti:

Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251 – Codice penale – Approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398

http://www.deputatipd.it/news/omofobia-zan-27-luglio-ddl-aula-approvazione-entro-prima-settimana-agosto

http://www.repubblica.it/politica/2020/07/01/news/legge_omotrasfobia_critiche_femministe_francesca_izzo-260673112/amp/

http://www.camera.it/leg18/824?tipo=A&anno=2020&mese=07&giorno=14&view=&commissione=02&data20200701.com02.allegati.all00010

Sara Garbagnoli, «Teoria del gender»: come è nata e a cosa serve, in La 27esima ora, Rizzoli – Corriere della Sera, 6 novembre 2017

Associazione Italiana di Psicologia (AIP) nel marzo 2015

Direttivo della Società Italiana delle Storiche, Lettera all’on. Stefania Giannini e all’on. Teresa Bellanova, su www.casadelladonnapisa.it, 9 aprile 2014

http://www.governo.it/it/costituzione-italiana/principi-fondamentali/2839

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