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LA DIVERSITA’ FA OMBRA AI TANTI: OMAGGIO AL MICIDIALE MARCO MASINI-DOTT.SSA ALESSANDRA DELLA QUERCIA

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Redazione- Profondità abissale, sensibilità smisurata, rara abilità nello sviscerare le tematiche più disparate, eccezionale incisività, potenza creativa, determinazione e resilienza da vendere. Questo ed altro appartiene al grandissimo cantautore Marco Masini, da sempre uno spirito ribelle e fuori dalle righe, sarcastico e tagliente, che non s’è mai svenduto e che non ha mai avuto paura di mostrare tutte le sfumature esistenziali, in ogni luce e ombra, anche a costo di essere ingiustamente e pesantemente etichettato come figura negativa da avvoltoi senza cuore e intelletto, semplicemente perché non s’è mai nascosto dietro orpelli o finzioni, non ha mai recitato un ruolo, ma ha sempre saputo descrivere con una schiettezza amara, ma al contempo sublime, la realtà per com’è. Ma come scrive lui nella toccante canzone Frankenstein si sa che “l’ignoranza è la peggiore malattia”, e a chi si scandalizzava per una parolaccia, lui ha sempre fatto notare che lo scandalo o la sporcizia sta altrove: nella vuotezza interiore.

Tutti coloro che, però, amano nutrirsi di Sostanza e Libertà lo ritengono quasi un “amico”, perché Marco ha una dote che in pochissimi posseggono: sa leggerti dentro, scavando dentro l’anima della gente, oltre le maschere (e mascherine). Lui ha sempre fatto suoi i disagi dei più deboli, dando una voce anche a loro, con una umanità ammirevole.

Come non ricordare il suo micidiale pezzo Vaffanculo, che invito a scoprire per chi non lo conoscesse e che risuona ancora come Manifesto del disagio degli emarginati e degli incompresi e dove lui, in queste righe dense ed esplicative, esorta ad aprire gli occhi e a liberare il proprio vero io, infischiandosene di cliché e pregiudizi:

 

“Mi dimetto da falso poeta
Da profeta di questo fanclub
Io non voglio insegnarvi la vita
Perché ognuno la impara da sé

Me ne andrò nel rumore dei fischi
Sarò io a liberarvi di me
Di quel pazzo che grida nei dischi
Il bisogno d’amore che c’è.”

Nei suoi bellissimi testi tocca le corde più intime con quella sincerità che rasenta la rudezza e che si combina, nel medesimo istante, con una poeticità struggente, di uno spessore desueto di questi tempi. Accompagno l’articolo con un breve video esplicativo sulla sua pregevole essenza, purtroppo l’audio non è dei migliori ma merita, a mio avviso, l’ascolto per il Senso che veicola. Buona Visione!

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