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“INVISIBILI: IL BOSCHETTO DI ROGOREDO. FANTASMI IN CERCA DI UNA DOSE ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  Il boschetto della droga di Rogoredo a Milano probabilmente era sconosciuto per molti ,anzi per la maggior parte degli italiani tranne che per i milanesi o forse i lombardi. Arriva in prima pagina nei quotidiani e nei notiziari per una vicenda di cronaca che la politica contribuisce ad amplificare. Si tratta di un poliziotto che spara ad uno spacciatore durante un’operazione di controllo e lo uccide . Lo spacciatore muore e le circostanze dell’accaduto diventano argomento di prima pagina. Perchè immediatamente si creano due fronti quello garantista che comunque mira ad accertare la verità dei fatti, compreso la magistratura che accerterà una versione diversa da quella immediatamente riferita . E quello pro poliziotto che deve essere comunque assolto da ogni colpa perchè veste una divisa e comunque si è difeso . Una versoione quest’ultima che parte della politica avanza senza se e senza ma.

Di seguito ai primi accertamenti, alle testimonianze dei presenti, le video registrazioni delle telecamere di sorveglianza e infine le stesse ammissioni del protagonista i fatti sono andati in modo diverso da come sono stati raccontati immediatamente dopo l’accaduto. Il boschetto di Rogoredo diventa così lo scanario di un omicidio complesso la cui verità giudiziaria deve essere ancora scritta in una sentenza defintiva e probailmente ci vorrà molto tempo.

Intanto il problema, strada facendo è diventato un altro. Della vicenda arrivata alle cronache si sa tutto anche con una dovizia di particolari spesso ridondandi. La cronaca è entrata nella vita delle persone protagoniste dei fatti, come molte volte accade , senza tener conto degli aspetti più intimi e comunque scavando e mostrando di tutto tranne quello che appartiene all’umanità delle persone compreso sofferenza, dolore , compreso il coinvolgimento delle istituzioni alle quali quelle persone appartengono, in nome e per conto delle quali operano.

Il problema è diventato un altro perchè oltre questa mole di informazioni, opinioni, commenti non una parola, da parte anche della stampa ,è stata spesa per raccontare ai lettori, quindi al paese, qual’è la realtà di Rogoredo, ovvero .Via Impastato a Milano, una delle più grandi piazze di spaccio del nord Italia..Un arcipelago di storie e di storie di vita caratterizzate dalla “ricerca di una dose” di sostanze diverse , da parte di un’umanità ferita in molti modi diventata invisibile perchè questa nostra società non vuole vedere il fenomeno delle condizioni croniche, fisiche e psichiche, caratterizzate dal bisogno compulsivo di assumere sostanze (droghe, alcol, tabacco) o mettere in atto comportamenti (gioco d’azzardo, internet, shopping) nonostante le gravi conseguenze che implicano perdita di controllo, craving (desiderio irrefrenabile), tolleranza e astinenza.

Simone Feder lo psicolgo che ha costituito una rete di volontariato per interventi di aiuto e assistenza lo definisce così : “ Rogoredo è un emblema sfacciato dell’umanità, dove la droga riduce l’uomo a bestia: c’è del disumano in quello a cui assistiamo ogni settimana. Rogoredo è un posto in cui ho visto tanta umanità e paura, anche nelle forze dell’ordine “

Una dignosi, uno spaccato di vita, un grido d’allarme che la Relazione al Parlamento 2025 sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia mette nel mirino della ricerca che esprime una tmida speranza: quella di una minima flessione del fenomeno rispetto ai dati riferiti al 2024 con lemergere di un consumo di sostanze tra i giovani leggermente diminuito rispetto al 2023.pur emergendo nuove sfide per la salute pubblica e la sicurezza.

Sfide che sono state affrontate negli anni Settanta e Ottanta dello scorso secolo quando l’uso della eroina nella diffusione del consumo di massa di sostanze ha rappresentato una vera e propria emergenza sanitaria con la conseguenza di morti per overdose e di migliaia di tossicodipendenti in molte città del nostro paese.Tanto che a causa dell’uso di siringhe condivisecome veicolo per l’AIDS divenuta una vera e propria epidemia. Con una risposta sanitaria che fu quella della creazione dei Sert presso le ASL, la nascita di numerose comunità terapeutiche e lemanazione della legge 685/75 che distingueva tra consumatoire e spacciatore evitando il flagello della carcerazione per moltissimi tossicodipendenti.

Il panorama delle dipendenze è cambiato negli anni Novanta quando le morti sono diminuite e insieme all’eroina si è diffuso l’uso della cocaina.fino ai primi anni del Duemila quando hanno iniziato a diffondersi le prime droghe sintetiche. Tanto che nel 2023, oltre 260.000 ragazzi tra i 15 e i 19 anni hanno provato nuove droghe sintetiche. Queste sostanze sono facilmente reperibili online, spesso vendute come orsetti o caramelle, e in gran parte sconosciute. Le nuove droghe sintetiche sono definite un'”emergenza silenziosa” con 8.378 accessi al pronto soccorso nel 2023 per motivi correlati. Il crack ha superato l’eroina nel numero di nuovi consumatori dipendenti (26,2% crack vs 16,6% eroina, con la cocaina in testa al 39,4%).

La cocaina che sembra ormai aver sostituito insieme alle droghe sintetiche l’eroina , si conferma una delle sostanze con il maggiore impatto sanitario e sociale in Italia. Rappresenta il 35% dei decessi droga-correlati (in linea con il 2023), il 30% dei ricoveri ospedalieri legati a droghe (costante rispetto all’anno precedente). Il 23% degli utenti SerD risulta in carico

per cocaina come sostanza primaria di trattamento a cui si aggiungono il 3,3% degli utenti per crack. La cocaina viene frequentemente associata al policonsumo. La sua presenza è rilevata nel 48% delle intossicazioni acute letali secondo i dati riportati dalle tossicologie forensi.( 1 )

La Relazione europea sulla droga 2025: tendenze e sviluppi presenta l’analisi più recente dell’EUDA sulla situazione della droga in Europa. Da questo rapporto leggiamo : “ Esiste una diffusa disponibilità di una gamma di droghe più ampia, spesso di elevata potenza o purezza, per i quali le conoscenze sui rischi per la salute sono limitate. Per alcune droghe, ad esempio la cannabis, vi è una crescente diversificazione dei prodotti di consumo disponibili sul mercato (quali oli, estratti, forme edibili e prodotti per la vaporizzazione). Per quanto riguarda la cocaina, i livelli dei sequestri segnalati in Europa hanno continuato ad aumentare di anno in anno. Relativamente alle droghe sintetiche, come le amfetamine, l’MDMA e i catinoni, vi sono prove di un aumento della produzione in Europa e si teme che questa produzione locale, più vicina ai mercati dei consumatori, possa innescare cambiamenti più rapidi nelle tendenze di consumo.”(…) Nel 2024 la Spagna ha segnalato il più grande sequestro di cocaina mai effettuato in un’unica spedizione: 13 tonnellate, nascoste in banane provenienti dall’Ecuador. Nel 2023 la Germania ha sequestrato 43 tonnellate di cocaina, con un aumento significativo rispetto all’anno precedente, grazie al sequestro di grandi spedizioni di 25 tonnellate nel porto di Amburgo Le reti criminali utilizzano molteplici metodi per evitare di essere scoperte. (…)Oltre a rendere le sostanze illecite ampiamente disponibili in Europa, la produzione, il traffico e la distribuzione illegali di stupefacenti generano intimidazioni e violenze, compromettendo la sicurezza dell’Europa. I potenziali profitti derivanti dalla vendita di droghe illecite attraggono le reti criminali, dando luogo a un’intensa competizione per il controllo delle fonti, delle rotte e dei mercati, e possono portare alla violenza (…)Si stima che circa l’1,5 % degli adulti nell’Unione europea (4,3 milioni di persone) faccia uso quotidiano, o quasi quotidiano, di cannabis, una categoria che ha le maggiori probabilità di andare incontro a problemi associati a questa sostanza. (2 )

Negli Stati Uniti invece il problema pricipale è quello dei morti per over dose tra tossicodipnendenti compresi tra le fasce di età 18 -44 anni.Anche se si registra un calo di quasi il 24% delle morti secondo i dati i del National Vital Statistics System del Center for Diseases Control and Prevention (Cdc) americani relativamente ai 12 mesi che settembre 2023- settembre 2024,, l’overdose rimane la principale causa di morte per gli americani di età , come detto, compresa tra 18 e 44 anni, evidenziando l’importanza degli sforzi sostenuti per garantire che questo progresso continui. Il presidente Trump ha dichiarato per la prima volta l’overdose di oppioidi un’emergenza di sanità pubblica nel 2017, una allarmec che rimane in vigore .Un allarme che si riferisce anche all’uso di fentanyl , un potente oppioide sintetico, 50 volte più potente dell’eroina, il cui abuso può avere conseguenze letali. Le overdose mortaliinfatti da oppioidi sintetici tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni negli Stati Uniti sono aumentate del 168% tra il 2018 e il 2022. A rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics e condotto dalla NYU Grossman School of Medicine, che ha analizzato l’andamento dei decessi causati da fentanyl e da altre combinazioni di sostanze stupefacenti. Lo chiamano “la droga degli zombie” perché può trasformare chi lo assume in “un morto che cammina”. Ma anche “Dragon’s Breath”, “White Girl”, “Dance Fever”, “Tango & Cash,” “Persiano bianco” o “trip di carta”. Il Fentanyl, nato come farmaco usato nella terapia del dolore ma dilagato come sostanza utilizzata in modo improprio o illegale, negli Stati Uniti sta causando una strage silenziosa: tra la fine degli anni Novanta e il 2022 ha provocato quasi un milione di overdose letali. (3 )

Ovviamente i dati presi dal web che sono stati appena riferiti indicano un quadro di emergenze preoccupanti in Europa, negli Statiu Uniti d’America e nel nsotro paese.Counque preoccuoanti anche se l’evoluzione di questo fenomeno tende a diminuire pur restando la gravitàe le conseguenze delle assunzioni .

In questo quadro la sensazione è però quella che non si parli più di questo fenomeno e che appunto esso scompaia , specialmente nel nostro paese in una narrazione che tiene conto di molte cose ma non essenzialmente delle persone. Del tossicodipnednte e della sua famiglia. Una sensazione che diventa sconcerto in chi come me , ovvero con la mia età, si sente ripetere di tutto tranne la descrizione dell’impatto sulle persone. Noi che per anni abbiamo parlato per esempio di San Patrignano , che abbiamo diffuso informazioni sul lavoro dei Sert , che abbiamo visto favorevolmente la nascita di comunità terapeutiche che affiancassero l’intervento pubblico dando peso alle persone , ai loro problemi, alle dinamiche familiari , alla formazione degli operatori .

Noi che abbiamo sentito gli operatori dei Sert , i servizi tossicodidipendenze delle ASL parlare in estrema ratio, di riduzione del danno , noi che abbiamo considerato e riconsiderato la presenza di tossicodipnendeti nell problema dell’affollamento dei carceri quando questo fenomeno è stato criminalizzato. Noi che abbiamo tentato di far comparire questa categoria di invisibili sulla scena non tanto dei fenomeni quando quella della cura delle persone. Ebbene ci sentiamo, io per primo ,spaesato quando per esempio ascoltiamo o leggiamo quanto è accaduto nel bosco di Rogoredo a Milano .o Meglio quando non leggiamo nulla di quello che veramente accade nel bosco di Rogoredo rispetto ad un fenenoneo che per decenni ha martririzzato la vita delle persone ma anche delle nostre comunità .

Dicevo che sappiamo tutto di quello che è avvenuto in quel boschetto della droga rispetto ad un singolo epidosio ma ignoriamo qual’è la realtà vera di quel posto. E di che cosa accade veramente lì, oltre le cronache specifiche di quella vicenda. Secondo l’Ansa :”Il poliziotto Carmelo Cinturrino è stato fermato con l’accusa di aver ucciso il 28enne Abderrahim Mansouri il 26 gennaio nel boschetto dello spaccio di Rogoredo .Le indigini hasnno smentito la versione iniziale del poliziotto che aveva detto di aver sparato perché minacciato con una pistola. Ad incastrarlo il suo dna trovato sulla replica dell’arma, messa successivamente accanto a Mansouri dallo stesso Cinturrino, e il racconto di un testimone oculare: il 28enne, disarmato, sarebbe stato colpito ‘mentre scappava’.”I commenti su questa vicenda hanno detto tutto e di più ma colpevolmente , compresa la stampa , non hanno mai parlato di quello che avviene in quel boschetto e quale fenomeno che implica la vita di persone, famiglie c’è dietro quel boschetto.

“Alberi ad alto fusto sono cresciuti nell’area che agli inizi del ‘900 era stata designata per ospitare il porto che doveva collegare Milano al Po e quindi al mare. Oggi quel bosco è diventato un grande ritrovo di spaccio di ogni tipo di sostanza stupefacente, è diventato il “boschetto della droga”.Una storia che dura da anni: quella di un luogo diventato emblema di un’umanità ferita che la società e le istituzioni preferiscono non vedere”. Su Vita il giornale on line che più degli altri ha raccontato la realtà di Rogoredo si legge : “ il bosco di Rogoredo è conosciuto come “il bosco della droga”, un mercato dello spaccio a cielo aperto, lontano sì dagli occhi di chi frequenta i grandi eventi, ma mai troppo distante per essere davvero invisibile. Un’importante opera di riqualificazione ha restituito il parco ai cittadini e il popolo dei “dimenticati” si è spostato al di là della strada, a ridosso dei binari, nella terra di nessuno che da Rogoredo va verso San Donato: «L’acqua in discesa non la fermi. Puoi costruire una barriera, ma troverà sempre una fessura da cui passare. E l’abbattimento dei costi dell’eroina non aiuta». (4 )

La rete del team Rogoredo è composta da sei realtà: la Casa del Giovane di Pavia, l’associazione La Centralina di Morbegno, il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta, Volontari italiani solidarietà Paesi emergenti, Milano sospesa e Fondazione Eris (con il supporto importante di Progetto Arca). L’ha messa in piedi nove anni fa Simone Feder, psicologo e coordinatore dell’area giovani e dipendenze della Casa del Giovane di Pavia

Ora la domanda ce la siamo fatta ,ovvero perchè la realtà di Rogoredo non sia degna di un racconto sui quotidiani e i notiziari e probabilmente abbiamo già dato una risposta. Quello che rimane al fondo è l’amarezza , dopo decenni di crescita di un fenomeno che ha contato migliaia di vittime , conseguenze disastrose per le famiglie, prezzo altissimo per le comunità , di ignorare un fenomeno che coinvolge ancora un numero di persone che ne ha fatto uso nel corso della vita stimato in oltre 14 milioni e 300 mila tra i 18 e gli 84 su una popolazione di 58.947.569 di cui minori di 14 anni (fascia 0-14) rappresenta circa l’11,9% – 13% del totale, con stime recenti che indicano circa 7-8 milioni di individui .

Un’amarezza per una società che produce il bisogno compulsivo di assumere sostanze (droghe, alcol, tabacco) o mettere in atto comportamenti (gioco d’azzardo, internet, shopping) nonostante le gravi conseguenze che implicano perdita di controllo, craving (desiderio irrefrenabile), tolleranza e astinenza e per il prezzo sociale che questi comportamenti comportano e soprattutto per la determinata volontà di ignorare . Una società che ignora, che vuole ignorare quello che essa stessa produce, il malessere, fino a diventare una società della stanchezza ,votata ad una anestesia permanente .Quella che consente di sopravvivere al dolore che nasce da problemi strutturali (lavoro precario, pressioni sociali) visti come fallimenti o debolezze del singolo individuo (burnout, ansia), ignorando la responsabilità di chi governa questa società, della politica e della cultura. In un consteso in cui viene ostantato il consumismo (ma per pochi ), ignorando le povertà crescenti ( materiali, educative ),senza capacità di empatia e di vedere l’altro come un essere umano vulnerabile. Provocando così isolamento ,dinamiche di odio e di avversità ( che esplodono spesso sui social )tali da indurre appunto a comportamenti distruttivi del proprio sé attraverso l’assunzione di sostanze ( droghe, alcol , fumo ) o la promozione di patologie come il gioco , tutto con una coazione a ripetere che non è vivere ma sopravvivere e a volte mortire .

(1 )https://www.politicheantidroga.gov.it/media/v5dlr0fu/relazione-al-parlamento-2025.pdf

(2) https://www.euda.europa.eu/publications/european-drug-report/2025/drug-situation-in-europe-up-to-2025_i

(3) https://www.marionegri.it/magazine/fentanyl-cos-e-la-droga-degli-zombie-e-quali-sono-gli-effetti

(4)https://www.vita.it/bosco-di-rogoredo-dieci-anni-di-consapevole-abbandono/

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