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“FAR RIDERE E FAR RIFLETTERE: L’IMMENSITA’ DI GIORGIO FALETTI”-DOTT.SSA ALESSANDRA DELLA QUERCIA

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Redazione- Scrittore, attore, comico, paroliere e cantante: qui si celava la straordinaria poliedricità di Giorgio Faletti, che ho piacere di celebrare nell’anniversario della sua scomparsa, avvenuta nel luglio del 2014. Uomo di estrema sensibilità e di vivace intelligenza, capacissimo di usare i registri più diversi, passando con nonchalance dal serio al faceto, grazie alla sua sagace ironia. Dietro i suoi occhi puri e color del cielo, si celavano un animo in perenne subbuglio e uno spirito indomito, pervaso al contempo di rara umiltà dato che, nonostante i suoi indiscutibili talenti e il suo rinomato acume, nutriva anche dei dubbi su di sé e la paura di non essere realmente compreso e apprezzato. Peculiarità che, tuttavia, sono spesso comuni ai più grandi, che s’interrogano continuamente su loro stessi e sull’esistenza, non sentendosi mai arrivati o superiori rispetto agli altri.

Giorgio ha subito, purtroppo, il pressappochismo dilagante per cui se sei un uomo spiritoso e sorridente, sei leggero ed esente dai tormenti. In pochi c’hanno visto lungo con lui, attaccati al ricordo dell’esilarante Vito Catozzo, famosissimo personaggio che interpretava in Drive In, celebre programma degli anni 80. In pochi sono riusciti ad andare oltre ed a scavare nel suo intimo, così pregevole e sopraffino.

Temeva che i suoi scritti andassero perduti e che potesse essere dimenticato, ma tante sue perle rimarranno per sempre con la sua intensa e struggente canzone “Signor Tenente”, intonata a Sanremo nel 1994 e che condivido nell’articolo, e svariate sue riflessioni che abbracciano i settori più disparati e che elenco di seguito, tra quelle per me più incisive e significative:

“L’uomo è uno è nessuno. Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l’impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili. A volte la fatica cancella tutto e non concede la possibilità di capire che l’unico modo valido di seguire la ragione è abbandonarsi a una corsa sfrenata sul cammino della follia. Tutto intorno è un continuo inseguirsi di facce e ombre e voci, persone che non si pongono nemmeno la domanda e accettano passivamente una vita senza risposte per la noia o il dolore del viaggio, accontentandosi di spedire qualche stupida cartolina ogni tanto…”

“Per il mondo siamo tutti e due una voce senza volto, da ascoltare con gli occhi chiusi, immaginando. Là fuori è pieno di gente occupata solo a procurarsi una faccia da mostrare con orgoglio, a costruirsene una che sia diversa da tutte le altre, senza nessuna preoccupazione all’infuori di quella. È il momento di uscire e andare a vedere cosa c’è dietro.”

“Non ho mai sopportato la sufficienza dei fiori finti, che restano belli per sempre e proprio per questo non sono belli mai.”

“Tutti siamo chiusi in una prigione. La mia me la sono costruita da solo, ma non per questo è più facile uscirne.”

“La cosa più difficile al mondo è trovare una persona che ti accetti per quello che sei. Di solito la gente è così superficiale che si accontenta di quello che crede tu sia, anche se a volte si tratta di due persone differenti.”

“Forse l’errore stava tutto lì. Era l’errore che tutti gli uomini fanno da sempre. Cercare di mostrarsi forti e sprezzanti e vincitori quando forse basta avere il coraggio di chinare la testa e dire: ho paura.”

“I ricordi hanno bisogno di molto tempo per sparire. Ma gli basta un nulla per riaffiorare. Una voce, un suono, un’immagine, un profumo, un odore.”

“Cerca di essere te stesso e non la tua ombra o te ne andrai senza sapere che cos’è la vita.”

 

“È incredibile come certa gente si arrenda subito. Non sono perdenti, sono quelli che non ci provano nemmeno. E questo li rende protagonisti di qualcosa che è molto peggio di qualunque sconfitta.”

“Geni incompresi nel mondo non ce ne sono, se uno ha qualcosa da dire prima o poi viene fuori. Il 10% dipende dal talento, ma l’altro 90 dal lavoro duro.”

“È tipico delle persone piccole a cui viene dato un piccolo potere. Forti con i deboli, deboli con i forti.”

“L’uomo che possiede una cosa poi ne vorrà due e poi tre e poi tutte le cose che ci sono sulla terra. E avrà in cambio solo la sua condanna, perché nessuno può possedere tutto il mondo.”

“La morte è fredda e calda insieme. La morte è sudore e sangue. La morte è purtroppo l’unico vero modo che il destino ha scelto per ricordarci continuamente che esiste la vita.”

“Sono sempre stato un uomo solitario. Adesso sono un uomo solo. Non pensavo che col tempo sarei arrivato a sentire la differenza.”

“L’enigmistica mi eccita e mi distende. È la difficoltà di una sfida cercata, un ostacolo da superare gettando l’immaginazione e la fantasia oltre le parole.”

“Il limite dei furbi è che non riescono ad esimersi dall’esibire i frutti della loro furbizia, prima o poi.”

“Il mondo non accetta volentieri le persone che soffrono senza pudore. Ognuno vuole solo illudersi che il male non esiste e così nessuno accetta di dividere troppo a lungo con qualcuno la testimonianza del contrario.”

“Ho visto e sofferto la menzogna a sufficienza, per non saper riconoscere la verità.”

“Il coraggio era anche quello. Era la consapevolezza che l’insuccesso fosse comunque il frutto di un tentativo. Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai.”

Nel mondo dei ciechi, un solo occhio può essere una valida qualifica per diventare re.”

 

 

 

 

 

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