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ESTRATTO DELLA TESI DI LAUREA, DAL TITOLO:” QUALE GIOCO NELLA SOCIETA’ COMPLESSA PER GARANTIRE UNA BUONA PERFORMANCE TERAPEUTICO-EDUCATIVA?”

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Del Dott. Fioravanti Lorenzo, Relatore Chiarissimo Professore Gabriele Gaudieri, discussa il giorno 14 Novembre 2020 nel corso di Laurea di Terapia della Neuroepsicomotricità dell’Età Evolutiva-Dip. Mesva.

Redazione- Il gioco è quasi universalmente riconosciuto come un diritto irrinunciabile per la crescita armonica dei bambini. Nel 1959 la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo”, promulgata dall’ONU ,viene ampliata con la dichiarazione del “Diritto al gioco del bambino” di cui all’articolo 7 si dichiara:

“… fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giuochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto”.

E, in Italia, nel 1967, viene emanata la “Carta dei diritti del fanciullo al gioco e al lavoro” e dichiara che, per poter svolgere l’attività ludica, il bambino ha bisogno di rapporti umani consolidati, mezzi materiali e strumenti, idonei alla sua età, nonché di adeguati spazi.

L’intrinseca complessità del gioco, inoltre, si è “rifranta” anche sull’interpretazione pedagogica e sul conseguente sviluppo del bambino. Avremo diversi modelli: modello idealistico, modello positivistico, modello funzionalistico, modello psicoanalitio, modello cognitivista, modello antiautoritario e lo sguardo fenomelogico/ermeneutico.

Parlando nello specifico andremo ad analizzare il gioco di Winnicott, psicoanalista, e di Piaget, cognitivista. Per quanto riguarda il primo si parla di fenomeni transizionali,  del gioco per la creatività e la ricerca di sé, e infine la teoria del gioco secondo la quale inizialmente il neonato e l’oggetto sono fusi l’uno nell’altro, poi l’oggetto viene ripudiato, ri-accettato e percepito oggettivamente; lo stadio successivo è quello di stare da soli, alla presenza di qualcuno, infine il bambino accetta la sovrapposizione tra la propria area di gioco e di quella con la madre. Per Piaget il gioco riveste un ruolo fondamentale per lo sviluppo cognitivo: esso, infatti, stimola la memoria, l’attenzione, la concentrazione, favorisce lo sviluppo di schemi percettivi. Inoltre, mette in correlazione lo sviluppo del gioco con lo sviluppo mentale attraverso due processi: di assimilazione e di accomodamento.

Partendo da quanto detto si può affermare che gioco e apprendimento sono fortemente connessi e, se il gioco si integra al processo di apprendimento, il bambino accresce le sue conoscenze, sviluppa l’autoregolazione, acquisisce il significato delle cose, incrementa la fluidità ideativa e l’elaborazione originale.

Per sviluppare tali competenze ed avere uno sviluppo armonico e una maturazione dei bambini, può risultare utile distinguere le attività ludiche in relazione a obiettivi di sviluppo motorio, di sviluppo sensoriale-percettivo, per il potenziamento cognitivo, per quello emotivo-affettivo e per quello relazionale e morale.

A tal proposito il laboratorio “Fenix” si prefigura come un percorso di apprendimento attraverso il gioco educativo, realizzato all’interno di una cornice fantastica. La proposta si avvale di un kit di giochi concreti, volti a stimolare i processi di memorizzazione, conoscenza e comprensione, ragionamento, capacità critica e creatività. Gli elementi fondamentali del metodo riguardano dunque: la dimensione dei gruppi la presenza di una cornice, che dà continuità alle attività, la negoziazione di regole e rituali, la messa in atto di strategie di mediazione e di animazione ludica dell’adulto.

Rispetto a tale cornice teorica sono stati scelti due casi clinici, un bambino di 4 anni con diagnosi di “ritardo globale dello sviluppo con quadro cognitivo borderline” e una bambina di 5,7 anni con diagnosi di “funzionamento cognitivo limite in bambina con difficoltà attentive e prassiche”.

Per quanto riguarda il primo caso clinico vengono proposti due percorsi, nel primo viene detto al bambino di seguire una linea disegnata a terra, fare due salti nei cerchi, salire su un rialzo e scendere saltando, il bambino segue la linea, non esegue i due salti, riesce a salire su un rialzo ma non è in grado di saltare per scendere, nel secondo viene detto al bambino di fare lo slalom attraverso i birilli e tornare al punto di partenza correndo ; il bambino scavalca i primi birilli ed esegue lo slalom dei restanti, durante la corsa non utilizza gli arti superiori. Per il fine motorio vengono proposti i travasi, dove viene richiesto di travasare il contenuto di una bottiglia in altre con diverso diametro dell’imbocco, il bambino, nel complesso, esegue l’attività ma non sempre comprende l’indicazione verbale; deve utilizzare entrambe le mani per sorreggere la bottiglia per operazioni più precise, e la collana, che il bambino dovrebbe realizzare inserendo le perle in un filo, notiamo che non è in grado di tenere il filo con una mano e contemporaneamente di infilare la perla con l’altra e mostra lentezza esecutiva. Per il potenziamento della memoria vengono proposti i giochi di memorizzazione di particolari, dove vengono presentati al bambino degli oggetti, che deve memorizzare in un tempo prestabilito, poi, rimosso un oggetto, il bambino dovrà essere in grado di individuarlo,  inizialmente non è in grado di comprendere la richiesta e, una volta spiegato più semplicemente il compito, si cimenta nella prova, ma non è in grado di ricordare tutti gli oggetti, e il memory, l’attività prevede l’uso di tessere, che vengono posizionate capovolte su una superficie piana. Il mazzo è composto da coppie di carte identiche che il bambino dovrà individuare. Il bambino necessita di più tentativi e non ricorda le tessere girate precedentemente. Solamente nell’ultima coppia è in grado di ricordare l’animale mancante. Mentre, per quanto riguarda il secondo caso clinico viene proposto un percorso, dove viene detto alla bambina di camminare sui mattoni, mantenendo l’equilibrio, di saltare dentro ai cerchi, di rimanere in equilibrio per 10 secondi su una gamba e di fare una capriola. La bambina non riesce a camminare sui mattoni e perde l’equilibrio; salta in modo adeguato sia a gambe chiuse che a gambe divaricate; mantiene l’equilibrio su una gamba sola per 4/5 secondi per gamba; riesce a fare una capriola senza aiuto. Sono stati proposti, inoltre, per il fine motorio il didò, dove viene detto alla bambina di riprodurre il sole. La bambina non riesce ad organizzarsi per fare il sole e aspetta sempre il modello. Schiaccia il didò e fa i fiori con il “mattarello”. Deve essere seguita in tutti i passaggi per farle terminare l’attività, e la bambina a cui è richiesto di fare una collana, inserendo le perle in un filo, non riesce ad infilarle e il passaggio tra le due mani non avviene in maniera rapida, mostrando Labilità attentiva. Per lo sviluppo della memoria è stato proposto il memory, il gioco prevede l’uso di tessere, che vengono posizionate capovolte su una superficie piana. Il mazzo è composto da coppie di carte identiche che la bambina dovrà individuare. Durante il gioco si distrae molto facilmente e deve essere sempre incoraggiata. Riesce a trovare solo 2 coppie. Non riesce a portare a termine l’attività.

Oltre ai giochi proposti ai due bambini si potrebbero proporre altre attività,per ampliare le loro competenze, ed avremo:

i giochi per lo sviluppo delle conoscenze più utili per arricchire progressivamente le esperienze e il lessico dei bambini devono partire dai concetti più familiari e interessanti per i piccoli. Si potrebbero proporre:

  • Tombola o lottino
  • Giochi con forme e colori
  • Storie per apprendere i numeri
  • Giochi per associare simboli numerici e quantità

I giochi per lo sviluppo della memoria servono principalmente per sviluppare la memoria visiva e verbale. Si potrebbero proporre:

  • Memorizzazione di canzoncine e filastrocche
  • Memorizzazione di oggetti nel sacco o nella scatola
  • Memorizzazione di sequenze
  • Memorizzazione di lettere e numeri

I giochi di eduzione delle relazioni richiedono di instaurare legami di vario tipo, come le relazioni di uguaglianza, di appartenenza o dove occorre mettere in relazione le parti singole con il tutto. Si potrebbero proporre:

  • Domino
  • Ricostruire simmetrie o ricomporre due parti complementari
  • Relazioni sopra-sotto-di fianco
  • Seriazioni

I giochi per lo sviluppo del ragionamento richiedono di effettuare inferenze e di svolgere ragionamenti semplici. Si potrebbero proporre:

  • Indovina il personaggio o indovina l’espressione
  • Sequenze «prima e dopo»
  • Disegni interrotti
  • La scatola magica

I giochi per lo sviluppo della capacità critica invitano i piccoli a trovare gli errori commessi nel riprodurre figure identiche o a individuare un elemento dissonante. Il bambino dovrà controllare i materiali iconici, fare dei ragionamenti, e sulla base di un criterio giungere alla formulazione di un giudizio semplice. Si potrebbero proporre:

  • Cosa c’è di strano?
  • Cerca l’intruso
  • Scopri le differenze
  • Realtà o fantasia

I giochi per incrementare il pensiero creativo e ,in caso di problematiche all’interno dell’attività ludica, li abituerà ad utilizzare la creatività in maniere finalizzata e produttiva. Si potrebbero proporre:

  • Racconti a partire da carte illustrate
  • Sussidi per il gioco simbolico
  • Costruzioni

In conclusione si può affermare che, tenendo conto del contesto socioculturale contemporaneo, caratterizzato da rapidi e profondi mutamenti, per rispondere alle sfide educative della società complessa e pluriculturale, occorre un sistema formativo integrato.

I materiali proposti risultano essere utili per la realizzazione di interventi di potenziamento cognitivo con soggetti in età prescolare e che presentano specifiche difficoltà e ritardi.

In futuro, inoltre, sarebbe interessante l’utilizzo di un piano d’azione classico a due gruppi, al fine di monitorare il fattore maturazione, particolarmente rilevante

nella fascia d’età considerata, e di valutare i progressi ottenuti.

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