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ESOTERISMO PITAGORICO E PLATONICO

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Redazione-Con il termine ‘esoterismo’ dal greco ‘esoterikos’ (interno) siamo soliti indicare una o più dottrine e/o insegnamenti riservati ad una cerchia ristretta di discepoli, pertanto segreti. Si intende anche un mondo di sapere parallelo alle scienze, naturali, filosofiche o teologiche; queste infatti sono parziali o errate rappresentazioni della fondamentale ed universale dottrina esoterica. Essa appare all’interno di fenomeni culturali come la magia, l’alchimia, le religioni mistiche e gnostiche e la Kabbalah (insieme degli insegnamenti esoterici dell’ebraismo) , possono essere segrete persino per gli iniziati, ad esempio nel caso in cui vengono coinvolti i meccanismi dell’universo. L’esoterismo è presente fin dagli esordi della civiltà egizia, ma inizialmente non veniva spiegato; indicava a grandi linee ciò che non poteva essere illustrato ma doveva essere vissuto direttamente. Si sviluppò, poi, anche nella Grecia antica, grazie a tre grandi Maestri: Orfeo, Pitagora e Platone, dei quali si conoscono maggiori informazioni rispetto al primo. Pitagora ”annunciatore del Pizio” nacque nel 570 a.C. circa nell’ isola di Samo, situata nei pressi di Mileto: ”la patria della filosofia”. Sin da bambino venne profetizzato ”che (Pitagora) sarebbe stato utile a tutti gli uomini in tutti i tempi”. Fu in tenera età, che, cominciarono i suoi interessi per il sapere e, così, partì alla volta della Magna Grecia (attuale sud Italia) stabilendosi a Crotone, già ricca e fiorente per la scuola medica di Alcmeone. Morì tra il 500 ed il 495 a.C. Suo intento era di applicare in una città così liberale la dottrina esoterica all’ educazione dei giovani e alla vita dello stato. Considerato il più grande sapiente di tutta la Grecia, aveva toccato con mano la storia celata di tutte le religioni al fine di creare una sintesi di tutte le dottrine, possedendo la scienza esoterica. Questi, dimostrando i poteri di un mago, più che quelli di un filosofo, riuscì a dissuadere giovani uomini e donne dalla vanità e dal lusso, indirizzandoli verso la virtù della modestia e della semplicità. L’organizzazione all’interno della scuola pitagorica ricalcava quella dei grandi Templi egizi. Questi, infatti, reclutavano giovani dotati di intelletto e di un fisico sano e robusto, al fine di istruirli nelle arti, nella medicina e nella divinazione. All’interno i novizi si svegliavano alle prime luci dell’alba ed eseguivano dapprima un inno ad Apollo con una danza di tradizione dorica, per proseguire con una passeggiata verso il tempio, contemplando il silenzio assoluto. Il resto della giornata era trascorso pregando e svolgendo esercizi di ginnastica. Superato il ”primo” grado, il novizio, accolto da Pitagora nella sua dimora, diveniva a tutti gli effetti un discepolo iniziato. Ai novizi di ”secondo” grado spettava l’insegnamento dei numeri, che secondo Pitagora rappresentavano l’archè, erano simbolo della quantità ma erano anche la quantità stessa. I numeri vengono rappresentati con dei sassolini che stratificati nell’ordine 1,2,3,4 riproducevano un triangolo equilatero (tetraktrys) composto da 10 sassolini pertanto la figura perfetta. Al tetraktys faceva capo anche l’osservazione sui rapporti numerici in riferimento alle note musicali infatti, ad esempio, l’ottava è contraddistinta dal rapporto 2:1, la quinta dal 3:2 e la quarta dal 4:3, tutti numeri che costituiscono il triangolo. Inoltre notarono che quelli che costituiscono l’ottava, la quinta e la quarta danno come somma 9, triplo di 3, primo delle cifre dispari ”i numeri per eccellenza” in quanto finiti. Tre, ancora, sono le dimensioni di un piano: larghezza, lunghezza e altezza. 9 è anche la somma delle cifre che costituiscono l’angolo giro (360°). Dalla grande speculazione che ne fecero, furono definiti ”numeristi” in quanto estesero una ricerca sui numeri convinti che in essi vi fosse la chiave della realtà. Alla fine di questo percorso, gli iniziati avevano ricevuto i principi della scienza. Ci si avvia così al ”terzo” grado in cui i discepoli discendevano dall’ Assoluto per giungere nelle profondità della Natura cogliendo il pensiero Divino. Tra gli insegnamenti appartenenti a questo grado, ricordiamo che il Maestro privilegiava la ”storia celeste della Psiche”, insegnava infatti, che l’anima umana è solamente una particella della Grande Anima del mondo. Secondo la filosofia pitagorica l’anima, prima di incarnarsi sulla terra, vive su altri pianeti. L’iniziazione dell’intelligenza, doveva concludersi con quella della volontà che si raggiungeva con la purificazione del corpo da ottenere eliminando gli eccessi del corpo fisico. Pervenuti al ”quarto” grado i discepoli diventavano ”adepti” ed entravano in possesso, se predisposti nell’anima, di facoltà e poteri non

comuni: attivazione dei sensi interni dell’anima, straordinaria potenzialità del magnetismo corporeo e irradiazione della volontà sugli altri. L’iniziazione spettava anche alle donne. Dopo la morte del fondatore, l’Ordine Pitagorico di Crotone andò via via scemando e i discepoli intorno al 450 a.C. furono perseguitati ed attaccati. L’insegnamento pitagorico era ormai, però, radicato nella Magna Grecia, tanto che si è perpetuato in cerchi chiusi. E’ bene ricordare che, Pitagora, non è stato portatore di una nuova rivelazione, bensì ripropose riti e simboli che celavano gli insegnamenti dei grandi Templi. Gran parte della produzione pitagorica è andata perduta, esclusi i pochi frammenti restanti scritti però con simboli e caratteri difficilmente decifrabili. In questo senso può essere utile conoscere il pensiero di Platone che, anni dopo, nel “Timeo” racconta parte della dottrina dell’”Illuminato di Samo”. Gli anni di stesura di tale scritto corrispondono anche a quelli del tramonto della tradizione esoterica nella penisola ellenica; un tramonto che vede però protagonista un grande filosofo: Platone. Considerato “Maestro Iniziato” nacque nel 428 a.C. e morì nel 347 a.C. Fu allievo di Socrate e pose le basi del pensiero filosofico occidentale grazie al suo insegnamento. Durante la sua giovinezza, visse uno dei periodi più tristi della storia di Atene che venne conquistata da Sparta, non si lasciò però cogliere da una visione pessimistica, giacché, la sua anima aperta orientò la sua attenzione nella ricerca della bellezza assoluta e dell’armonia che abbraccia e governa l’Universo. La prima grande iniziazione fu per Platone la morte di Socrate, dal quale rimase molto colpito e comprese l’inferiorità della bellezza e della gloria rispetto alla gloria e alla bellezza dell’anima in azione. Da quest’ultimo ricevette il principio attivo della vita, la fede nei confronti della giustizia e della verità. Anche per Platone solo il discorso parlato è il mezzo attraverso cui compiere la ”ricerca” che consiste in un esame interiore di se stessi e degli altri. Le teorie platoniche sono spiegate da quest’ultimo nei dialoghi scritti tra i quali ricordiamo: il “Protagora”, il “Gorgia”, la “Repubblica”, il “Fedone”, il “Teeteto”, il “Crizia” e così via. L’iniziazione, così come nella tradizione egizia e greca, è la penetrazione delle eredità divine attraverso le esperienze dell’anima, della resurrezione interiore e della speculazione diretta dello spirito. Pertanto, permette all’anima di comunicare con il divino. L’iniziato Platone ha aperto la via della salvezza a tutti coloro che non possono giungere all’iniziazione diretta ma aspirano a raggiungere quelle verità che sono in grado di rispondere ai dubbi dell’esistenza. L’Amore (Eros) platonico è un esempio di questo tipo di processo di iniziazione: a partire dalla considerazione più “infima” di bellezza, ovvero quella del corpo, si passa a quella delle opere dell’umanità e delle leggi e istituzioni, a quella per le scienze fino a completare l’ascesa con la scoperta e la conoscenza della bellezza in sé, che non è altro che l’idea e valore assoluto. Tra i vari conoscitori del greco che tradussero le opere platoniche ricordiamo l’umanista e traduttore Marsilio Ficino. Nel XV secolo era uno dei maggiori conoscitori del pensiero platonico e addirittura trovò una correlazione tra le varie dottrine filosofiche, ininterrotta, che si tramandava sicuramente dagli insegnamenti di Mosè, e molto probabilmente da tempi molto più antichi. L’esoterismo, in tutte le sue sfaccettature, resta un’intrigante ed enigmatica materia,

la quale abbraccia tutti gli altri tipi di scienze.

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