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EGOSINTONIA ED EGODISTONIA: QUANDO LA SOFFERENZA E’ UN PESO O UNA ABITUDINE ( DOTT.ANTONELLA FORTUNA)

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Redazione-Si definiscono EGODISTONICI coloro che hanno un conflitto interno rispetto ad un  problema e quindi una sorta di consapevolezza; consapevoli dei limiti e degli esiti negativi della sofferenza derivante dalla malattia, vivono la limitazione ed il confine che nascono dalla gestione costante di una realta’ problematica.

 Gli EGOSINTONICI sono coloro che vivono le problematiche in una osmosi esistenziale per cui non si comprende la differenza tra normalita’ e patologia.

Questi ultimi non vogliono scrutarsi, interrogarsi o riflettere sulle proprie vicissitudini e vivono tutto con un LOCUS OF CONTROL ESTERNO ovvero attribuendo le responsabilita’ a persone esterne.

Sembrera’ anormale visto che e’ nella natura dell’uomo e dell’esistenza basata sul “principio del piacere” evitare le situazioni pericolose, dolorose o non favorevoli, ma spesso il cosidetto “ vantaggio secondario del sintomo” prevale; quando cioe’ i vantaggi derivanti dall’investire su un copione da “malato” superano le rinunce subite dal non esperire un copione “sano”.

Ci sono disturbi che aderiscono perfettamente ad un copione di vita cosicche’ non si riconoscono neanche piu’:

Ad esempio un individuo con disturbo di personalita’ istrionica o narcisistica ( cluster B) che ha sempre bisogno di plausi e riconoscimenti, se svolge la professione di “ attore di teatro” o avvocato penalista, la peculiarita’ del disturbo diventa egosintonica con le caratteristiche richieste nel mansionario di tali professioni.

Mentre, al contrario, un soggetto con disturbo FOBICO e tratti DOC non potrebbe mai concedersi la visibilita’ sociale o l’esposizione alle critiche perche’ cio’ risulterebbe altamente DISTONICO.Sono caratteristiche fondamentali da tener presente quando un individuo ponga una eventuale richiesta di aiuto.Sapere perche’, per chi e con quali motivazioni sono i primi quesiti che gia’ faranno presagire una

eventuale ipotesi prognostica.

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