Ultime Notizie

CHARLES BUKOWSKI: L’AGGRESSIVO, IL SARCASTICO, L’ALCOLIZZATO, IL RIBELLE, IL BASTARDO, IL POETA MALEDETTO-DOTT.SSA ALESSANDRA DELLA QUERCIA

5.472

Redazione- Charles Bukowski: l’aggressivo, il sarcastico, l’alcolizzato, il ribelle, il bastardo, il poeta maledetto.Così è definito da chi non è in grado di leggere oltre i suoi toni schietti da rasentare, sovente, la ferocia e le sue frasi provocatorie e trasgressive che lo hanno incoronato come il Re del cosiddetto “Realismo sporco”.

Ad uno sguardo più profondo, però, non può che saltare all’occhio, sin dalle prime battute, la sua affascinante dualità: di uomo rude e ostico da un lato, e sensibile e delicato dall’altro. Un fortissimo contrasto tra questi tratti caratteriali apparentemente inconciliabili, che in lui hanno sempre trovato massima espressione.

Nato nel 1920 in Germania, a soli tre anni si trasferisce con la sua famiglia a Los Angeles, negli Stati Uniti, dove trascorre un’infanzia solitaria e grigia, scandita dai rigidi veti imposti dai suoi genitori e dalle continue prese in giro dei suoi coetanei, per il suo marcato accento tedesco. È proprio da quei momenti che inizia a delinearsi la sua personalità indomita e refrattaria a qualsiasi forma di sopruso e di ipocrisia. Attraversa ogni esperienza e vizio, passando per gli stati d’animo più opposti: dalla disperazione più assoluta alla voglia di vita più prorompente, con il sottofondo di un irrefrenabile desiderio di non soccombere e di andare avanti sempre e comunque, nonostante tutto e tutti, assaporando ogni sensazione e brivido.

Intorno ai 30 anni viene assunto all’Ufficio Postale di Los Angeles, ma la sua vera vocazione è la scrittura, che esploderà dopo anni di lavoro poco attinente al suo spirito inquieto e appassionato e che lo accompagnerà sino alla morte, lasciando in eredità alle future generazioni uno spiccato bagaglio di insegnamenti esistenziali, densi di lacerante amarezza e lucida consapevolezza, in un tripudio di inaspettata intensità emotiva.

Un uomo scomodo ai tanti, che non l’hanno mai compreso, ma capace di capolavori di incredibile umanità e sentimento, oltre che di veridicità estrema. Lo stile è incalzante e fluido, privo di fronzoli, asciutto e dritto, in una parola: potente. A tal proposito, gli rendo omaggio elencando di seguito alcune delle sue numerose perle, che traboccano di sincerità, acume, essenzialità, coraggio e saggezza.

Sulla sua interiorità:

“Ho avuto tanti coltelli bloccati dentro di me, quando mi danno in mano un fiore, non riesco a capire di cosa si tratta. Ci vuole tempo.”

“D’accordo, sono un figlio del demonio; l’intera umanità mi annoia e no, non è paura, sebbene qualcosa in loro mi spaventi, e non è invidia perché non voglio nulla di ciò che loro vogliono, è solo che in tutte quelle ore di parole parole parole non sento niente di davvero buono, coraggioso o nobile, e che valga un briciolo del tempo in cui mi hanno impallinato le cervella.”

“Alcune persone non impazziscono mai. Che vite davvero orribili devono condurre.”

“La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?”

“Molta gente scrive poesie che non sente pienamente. Lo faccio anch’io, a volte. Vita dura genera verso duro e con verso duro intendo un verso vero privo di orpelli.”

Sull’amore inespresso:

Non ho smesso di pensarti 

Non ho smesso di pensarti,

vorrei tanto dirtelo.

Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,

che mi manchi

e che ti penso.

Ma non ti cerco.

Non ti scrivo neppure ciao.

Non so come stai.

E mi manca saperlo.

Hai progetti?

Hai sorriso oggi?

Cos’hai sognato?

Esci?

Dove vai?

Hai dei sogni?

Hai mangiato?

Mi piacerebbe riuscire a cercarti.

Ma non ne ho la forza.

E neanche tu ne hai.

Ed allora restiamo ad aspettarci invano.

E pensiamoci.

E ricordami.

E ricordati che ti penso,

che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,

che scrivo di te.

E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.

Ed io ti penso

ma non ti cerco.

Sul rimpianto:

“Non sono sempre stato buono con lei, anzi, di solito ero un figlio di puttana. La amavo tanto, e non sapevo cosa fare. Invece di darle ciò che sentivo, di colmarla di quell’amore aspro, me lo inghiottivo. È una cosa che non riesco ancora a capire: il suo amore mi arrivava senza problemi, il mio invece non fluiva verso di lei. Credo che il suo amore reprimesse il mio. Lei e il suo amore formavano una sostanza densa in cui il mio amore ed io rimanevamo impantanati, allora diventavo una furia e lei non riusciva a capirlo. L’ho trattata male molte volte perché ero disperato ma l’amavo più della mia stessa vita e quando se n’è andata la mia vita si è spenta.”

Sulle donne:

“Sono stanco di vedere facce femminili ritoccate, tette strabordanti dalle scollature in concorrenza, culi in mostra, tacchi, trucchi fetish e gesti hard da donnacce, ormai non più distinguibili da quelle del mestiere. Voglio vedere donne con la loro femminilità nei gesti morbidi e gentili, nei sorrisi aggraziati, nelle movenze seducenti, ma accennate, dalle parole dolci e decise allo stesso tempo. Dai pensieri originali e nuovi. Vorrei vedere donne indipendenti, non succubi dell’uomo a cui immolano la propria dignità, femmine dai cuori di ghiaccio fuso, compagne e amiche dell’uomo, libere e sincere. Vere.”

“Era di un’eleganza erotica, aveva il cervello con i tacchi a spillo, e sculettava nell’anima.”

Sulla società:

“C’è abbastanza perfidia, odio, violenza, assurdità nell’essere umano medio
per rifornire qualsiasi esercito in qualsiasi giorno

E i migliori assassini sono quelli che predicano la vita
E i migliori a odiare sono quelli che predicano l’amore
E i migliori in guerra – in definitiva – sono quelli che predicano la pace

Quelli che predicano Dio hanno bisogno di Dio
Quelli che predicano la pace non hanno pace
Quelli che predicano amore non hanno amore

Attenti ai predicatori
Attenti ai sapienti
Attenti a quelli che leggono sempre libri
Attenti a quelli che o detestano la povertà
o ne sono orgogliosi
Attenti a quelli che sono sempre pronti ad elogiare
poiché hanno loro bisogno di elogi in cambio
Attenti a quelli pronti a censurare
hanno paura di quello che non sanno
Attenti a quelli che cercano continuamente
la folla; da soli non sono nessuno
Attenti agli uomini comuni alle donne comuni
attenti al loro amore,
Il loro è un amore comune
che mira alla mediocrità

Ma c’è il genio nel loro odio
c’è abbastanza genio nel loro odio per ucciderti
per uccidere chiunque.
Non volendo la solitudine
non concependo la solitudine
cercheranno di distruggere tutto ciò
che si differenzia da loro stessi.
Non essendo capaci di creare arte
non capiranno l’arte.
Considereranno il loro fallimento, come creatori,
solo come un fallimento del mondo intero.
Non essendo in grado di amare pienamente
considereranno il tuo amore incompleto
e poi odieranno te
e il loro odio sarà perfetto.

Come un diamante splendente
Come un coltello
Come una montagna
Come una tigre
Come cicuta

La loro arte più raffinata.”

Sull’Arte dello Scrivere:

E così vorresti fare lo scrittore?

E così vorresti fare lo scrittore?
Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
Se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.
se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos’altro
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.
non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall’autocompiacimento
le biblioteche del mondo
hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te
non aggiungerti a loro
non farlo
a meno che non ti esca
dall’anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all’omicidio,
non farlo
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da sé e continuerà finché tu morirai o morirà in te.
non c’è altro modo
e non c’è mai stato.

Charles Bukowski

Commenti

commenti

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.