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VARIABILI DI MAGGIOR PESO NEL PROCESSO DI CRESCITA-DI SILVANA DI FILIPPO

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Redazione-Le variabili di maggior peso nel processo di crescita, sono rappresentate almeno da quattro punti cruciali:

  • Relazione genitori – figli
  • Esperienza passata di separazione dai genitori
  • Comunicazione in famiglia
  • Referenti culturali

I referenti culturali rappresentano dei momenti di passaggio da una fase di crescita ad un’altra (ad es. la prima comunione).

Per quanto riguarda la comunicazione in famiglia, se essa è disfunzionale porta a conseguenze che si vedranno anche in età adulta.

Una disfunzione può essere la comunicazione inibita: si parla poco, non si affrontano i problemi, ci sono segreti che l’altro non conosce.

Un’altra disfunzione è l’eccesso di comunicazione: tutti parlano con estrema invadenza. Si parla ma senza affrontare un problema particolare.

La comunicazione incongrua si ha quando non c’è coerenza tra il messaggio e la mimica (comunicare una notizia triste sorridendo), in questo caso arriva un tipo di messaggio confuso che può creare dei problemi al bambino.

La comunicazione dislocata si ha quando pensieri e sentimenti si esprimono con segnali fisici senza la comunicazione verbale (ad es. il bambino che non vuole andare a scuola che ha mal di pancia).

Tra i vari processi di comunicazione, s’innesta l’adolescenza. Se non abbiamo stabilito una buona comunicazione durante l’infanzia, diventa molto più difficile farla diventare funzionale nel periodo dell’adolescenza.

L’adolescenza come forma distinta dall’età adulta è una conquista recente, dell’età moderna. Precedentemente si passava direttamente dall’età infantile a quella adulta anche perché non esisteva la scolarizzazione obbligatoria, si entrava nel mondo del lavoro molto presto, ci si sposava giovanissimi.

In alcuni paesi sottosviluppati permane ancora una situazione del genere, nei paesi occidentali no.

Verso la fine dell’800 si comincia a parlare dell’adolescenza e, col passare del tempo, questa fascia di età si prolunga sempre di più. Con le migliorate condizioni economiche e col fatto che si fanno meno bambini, si dedicano maggiori attenzioni ai figli ed agli adolescenti. Attualmente si parla di una fase post – adolescenziale perché i ragazzi continuano rimanere a casa molto a lungo. L’adolescenza è il periodo della maturità sessuale. Il ragazzo cresce fisicamente in modo rapido sviluppando peso ed altezza. Cambiano le caratteristiche somatiche. I ragazzi che non sono preparati a questi cambiamenti e a queste novità possono sviluppare dei problemi, dei complessi. E’ compito degli adulti far capire ai ragazzi che si tratta di una fase naturale e transitoria. A volte, in seguito alla non accettazione di stessi, possono svilupparsi delle forme patologiche come l’anoressia e la bulimia.

Ovviamente si sviluppano notevolmente, dal punto di vista intellettivo, le capacità logiche  ed astrattive. Aumentano le capacità deduttive e prerevisionali.

Lo sviluppo generale è condizionato molto anche dall’ambiente circostante. Si sviluppano le capacità dialettiche ed argomentative. I ragazzi in questa fase contestano e dissentono con gli adulti e coetanei. Cambia anche il modo di porsi nei confronti dell’altro sesso. L’adolescenza è quindi una fase critica e turbolenta. L’adolescente deve essere aiutato ad accettare questi cambiamenti con serenità. Altre problematiche che si possono sviluppare sono quelle legate all’uso di droghe e sostanze sintetiche soprattutto in questa fase che aumenta notevolmente il rischio di questi comportamenti.

L’adolescente deve trovare una nuova identità rispetto alla precedente. Si parla di identità diffusa proprio perché l’adolescente non riesce a trovare una propria identità. Tale processo è facilitato se, nell’adolescente, è avvenuto quel necessario distacco dai genitori, utile alla maturazione. L’adolescente deve rendersi emotivamente distaccato dai genitori, fare delle personali esperienze emotive. Alto fattore importante è la creazione di una scala di valori e

di giudizio.

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