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USO E ABUSO: DALLA PREVENZIONE ALLE LINEE GUIDA PER IL DIVEZZAMENTO-DOTT.SSA ANTONELLA FORTUNA

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Dott. Antonella Fortuna ( psicologa clinica- direttore “ casa aquilone” comunita’ per pazienti in comorbilita’ psichiatrica).

 


L’ADDICTION e’ una malattia mentale ed è un fenomeno difficile da debellare.

 Redazione-Nella sigaretta vi sono 4000 sostanze quali:

  • Ammoniaca
  • Arsenico
  • Carmio
  • Fosforo
  • Gomma lacca
  • Naftalina
  • Piombo….

Oltreché la nicotina che dà dipendenza.

Ci sono risposte diametralmente opposte: dai sequestri della finanza ( quindi controllo e punibilità) alla Madonna dei Miracoli per poter smettere (aspetti miracolosi) .

Non si puo’ neanche pensare di lasciare una persona in una ISOLA DESERTA o COSTRINGERLA CON LA DESTRUTTURAZIONE completa della sua vita.

La persona ha la responsabilità di diventare TOSSICODIPENDENTE.

Ci sono diversi modelli:

  1. MODELLO MORALE. La ricaduta è un crimine, mancanza di volontà.
  2. MODELLO COMPENSATORIO. La ricaduta è un errore
  3. MODELLO SPIRITUALE. A ricaduta è allontanarsi dalla spiritualità (modello AA)
  4. MODELLO GENETICO.la ricaduta è riattivazione della malattia

La dipendenza è la perdita della capacità di astenersi. Non bisogna distinguere le droghe in pesanti e leggeri in modo oggettivo, bensi considerare gli aspetti soggettivi.es: se la cannabis è considerata una sostanza leggera per qualcuno che la usa massicciamente, diventerà una sostanza pesante.

La TOLLERANZA è una diminuita risposta

La SENSIBILIZZAZIONE , che porta alla ricaduta, è una vulnerabilità neurologica.

Nell’addiction bisogna tener conto :

  • Della genetica
  • Dell’ambiente
  • Dello stress
  • Dei condizionamenti

E dei rinforzi quali l’uso sociale piuttosto che compulsivo ecc…

Ad esempio gli adolescenti non usano le droghe, ma le assaggiano e dopo poco le smettono.

Se rimangono dipendenti, aldila’ del periodo di passaggio, si entra nella fascia PATOLOGICA.

Ma chi continua di solito?

  1. Chi inizia prima dei 12 anni con tabacco ed alcool è a rischio
  2. L’esperienza precoce viene memorizzata dalla mente ed associata ad emozioni, fatti e ruoli
  3. Chi pensa alle sostanze con normalità
  4. Nuclei familiari in cui si usano le sostanze
  5. L’individuo con bassa autostima e vulnerabilità all’uso
  6. Quando c’è poca informazione sui rischi
  7. Quando vi è molta disponibilità di denaro
  8. Chi ha o svilupperà una diagnosi psichiatrica

Il meccanismo della DIPENDENZA si lega ai sistemi neurotrasmettitori ali sinaptici

La dopamina è deputata a fissare in memoria le impressioni e la cocaina blocca la pompa e molti diventano salienti.

Sappiamo che il desiderio nasce dal TRONCO ENCEFALICO nel MESOCORTICO LIMBICO ( centro nucleo accumbens) da cui parte il carving, poi l’impulso del sistema limbico passa alla corteccia frontale che dovrebbe bloccare l’azione.

Quindi i farmaci sostitutivi agiscono sull’impulso ad agire mentre la terapia psicologica fa il resto.

Il CRAVING si puo’ innestare:

  • Al pensiero della sostanza
  • Alla visione della sostanza
  • Associando con persone e situazioni
  • Con innesco spontaneo.

In tal caso bisogna lasciare spazio e far parlare la persona secondo livelli vari (corporeo) (immaginativo) ( cognitivo). Per aiutarlo si puo’ innescare l’effetto BUDDY (un tutor che c’è sempre da poter chiamare quando si sente il craving)

LE BENZODIAZEPINE

SONO ATOSSICHE MA DANNO TOLLERANZA QUINDI SI tende ad aumentarne le dosi

Vi sono le benzo a breve emivita ( tavor, minias, roipnol), esse necessitano di alti dosaggi e si avverte L’EFFETTO URTO  con l’effetto che poi degrada.

Le benzo a lunga emivita ( rivotril, en, valium) hanno un effetto medio, senza picchi a rilascio lungo.

L’abuso delle bdz viene evidenziato tra i tossicodipendenti o dipendenti in genere e tra coloro che mostrano disturbi di personalità.

Da tali ricerche e dalla lunga pratica clinica risulta chiaro che CHI HA ABUSATO DI SOSTANZE PSICOATTIVE attraverso l’uso delle BDZ puo’ risvegliare IL CRAVING.

Bisogna evitare , quindi, la SENSATION SEEKING (tipo effetto a picco) che da’ il minias o il roipnol per cui a soggetti che hanno usato è meglio somministrare il rivotril ( che ha un effetto lento e costante).

L’uso cronico di BDZ o di sostanze puo’ essere affrontato con una buona DETOSSIFICAZIONE in circa 10 SETTIMANE riducendo il rischio di DROP-OUT.

Quando c’è un coma da bdz viene usato il flumazenil che è un agonista parziale tipo narcan.

In regime di ricovero:

  • alzare le dosi di BDZ a lunga emivita ( es valium) altrimenti i recettori si allontanano e si dividono

introdurre il FLUMAZEPIL che riunisce i recettori, in sottocutanea

La terapia deve essere SARTORIALE in quanto  tutto dipende da differenze individuali di METABOLIZZAZIONE che vanno da una scala 1/17.

Es. mario puo’ assumere 80 mg e necessitare di 120mg. Giovanni con 80mg appare troppo sedato.

Nella pratica clinica si pone il DUBBIO . il paziente che assume antipsicotici e che necessita di terapia interferonica per la quale dovrebbe interrompere i farmaci….cosa fare?

IL PAZIENTE COMORBILE è opportuno che non interrompa il farmaco antipsicotico (altrimenti si scompenserebbe a livello psichico) e rinunciare all’interferone, facendo attenzione:

  • A non bere
  • Al controllo del peso
  • A fare il vaccino dell’epatite A

ASTINENZA

ENTRA IN GIOCO ILSISTEMA noradrenalinergico.

IL LOCUS CERULEUS ne è responsabile per il 70% in quanto controlla:

  • Vigilanza
  • Pressione
  • Attività intestinale

Quando si usano le sostanza o si beve, si abbassa la VIGILANZA ( azione sulla tiroxina) e quando si smette il sistema si riattiva e avviene il rilascio a valanga di ADRENALINA cosi la persona è ipereccitata e solo nei casi gravi è necessario il CATAPRESAN per spegnere la burrasca adrenalinica.

LA COMPLIANCE

Le evidenze cliniche e scientifiche riconoscono all’alleanza terapeutica una importanza fondamentale.

Per una buona DETOSSIFICAZIONE sono importanti:

  1. bassi livelli di ansia e depressione
  2. Stabilità familiare e sociale
  3. Buona autoefficacia
  4. Aderenza al programma

La chetamina ha una azione BIFASICA ovvero a basse dosi funge da ansiolitico, ad alte dosi da eccitante.

PAIN KILLERS

Altro problema attuale è quello dei farmaci antidolorifici che possono creare dipendenza (tipo la codeina nel co-efferalgan).

IN SINTESI:

  1. In comunita’

 È necessaria una attenta visione nella somministrazione farmacologica e delle terapie agoniste. Per le ultime bisognerebbe individuare un dosaggio soggettivo ed effettuare uno scalaggio armonico per evitare l’affezione al metadone che puo’ creare dipendenza sostituendo la sostanza di abuso.

Anche per evitare il drop-out

  1. le bdz vanno utilizzate con cautela, privilegiando quelle a lunga emivita, in quanto quelle a breve simulano l’effetto delle sostanze e riaccendono il craving o tengono vivo il meccanismo dell’addiction.

E’ consigliabile utilizzare le BDZ a lunga emivita con uno scalaggio ad hoc: il50% subito dopo l’ingresso e poi il 10% a settimana.

  1. attenzione all’uso degli antidolorifici ( contenenti codeina) in quanto possono riaccendere i meccanismi sopradescritti e gli ospiti tenderanno ad abusarne adducendo il bisogno come risposta a vari dolori.

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