Ultime Notizie

UN PREMIO NOBEL PER LA COMPRENSIONE DEL DESTINO DEI RIFUGIATI

0

Redazione- Ad Abdulrazak Gurnah uno scrittore di lingua madre  swahili , la lingua di Zanzibar dove è nato, ma di espressione inglese  è stato assegnato il premio Nobel per la letteratura di questo anno 2021  dall’Accademia  di Stoccolma  con una  motivazione nella quale si  sottolinea  “la sua intransigente e compassionevole capacità di comprensione degli effetti del colonialismo e del destino dei rifugiati nel divario tra culture e continenti”. (1)

I premi per la fisica e per la chimica vengono  assegnati dalla Accademia Reale Svedese delle Scienze; quello per la fisiologia o medicina dal Karolinska Institutet di Stoccolma; quello per la letteratura dall’Accademia di Stoccolma, e quello per i campioni della pace da una commissione di cinque persone. Il premio consiste in una somma di denaro (otto milioni di corone svedesi nel 2013), un diploma personalizzato per ogni vincitore e una medaglia d’oro recante l’effigie di Alfred Nobel.

Chi è Abdulrazak Gurnah? Nato a Zanzibar il 20 dicembre 1948, Abdulrazak Gurnah è uno scrittore originario della Tanzania e di espressione inglese (anche se la sua lingua madre è lo swahili). A oggi, è il quinto autore africano a vincere il Premio Nobel per la Letteratura, dopo Wole Soyinka (Nigeria, 1986), Naguib Mahfouz (Egitto, 1988), Nadine Gordimer (Sudafrica, 1991) e John Maxwell Coetzee (Sudafrica, 2003).

Le scarne notizie biografiche dicono  che “recatosi in Gran Bretagna per la prima volta come studente nel 1968, è stato costretto ad allontanarsi dal suo Paese a causa delle persecuzioni perpetrate ai danni dei cittadini di origine araba. Dal 1980 al 1982 Abdulrazak Gurnah ha poi insegnato alla Bayero University Kano, in Nigeria. In seguito si è trasferito all’Università del Kent, a Canterbury, dove ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1982, e attualmente è professore e Direttore degli studi universitari presso il Dipartimento di inglese.

Il suo principale interesse accademico riguarda la scrittura postcoloniale e i discorsi associati al colonialismo, in particolare concernenti l’Africa, i Caraibi e l’India. Ha curato due volumi di saggistica sulla scrittura africana e pubblicato articoli su numerosi scrittori postcoloniali contemporanei, tra cui V. S. Naipaul, Salman Rushdie e Zoë Wicomb.Ha inoltre collaborato come redattore con la rivista Wasafiri dal 1987 e ha supervisionato progetti di ricerca sulla scrittura di autori quali gli stessi Rushdie e Naipaul, G.V. Desani, Anthony Burgess, Joseph Conrad, George Lamming e Jamaica Kincaid.”

“Felice Florio su   Open .online  scrive  che “ la  sua produzione sembra essere attraversata integralmente dalla tensione, spesso dolorosa, che accompagna la vita dei rifugiati. Gli viene riconosciuto il merito di aver stravolto il paradigma della letteratura coloniale, scritta dalla prospettiva del cittadino europeo che torna a casa dopo le sue avventure in terre lontane. Gli eroi tragici di Gurnah continuano a vivere, sovente senza lieto fine apparente, in Africa. La memoria è elemento essenziale della scrittura di Gurnah, scevra di sentimentalismi, poiché ogni sua opera pesca nella cultura multiforme in cui lui stesso si è formato, vivendo i suoi primi 20 anni sull’isola dell’Oceano Indiano.I romanzi di Gurnah, poi, cercano di rifuggire la nostalgia per un’Africa precoloniale, selvaggia, attingendo piuttosto dalle contraddizioni che le invasioni di portoghesi, indiani, arabi, tedeschi e britannici hanno introdotto nell’area geografica dove è nato e cresciuto. Il romanzo che ha segnato la svolta della sua carriera è Paradise, pubblicato nel 1994, un libro pieno di riferimenti all’opera di Joseph Conrad nella rappresentazione del viaggio di un giovane eroe. Che, con una profonda indagine psicologica dello scrittore, finirà per dover abbandonare la persona che ama e abbracciare ciò che ha sempre odiato, in un panorama di usurpazione dell’Africa orientale da parte dei colonizzatori tedeschi.”

Ha scritto romanzi selezionati per alcuni premi internazionali e in particolare la trilogia pubblicata in Italia da Garzanti   , rispettivamente con i titoli Paradiso, Il disertore e Sulla riva del mare.

Altre sue opere, pubblicate sempre in lingua inglese, sono Memory of Departure (1987), Pilgrims Way (1988), Dottie (1990), Admiring Silence (1996), The Last Gift (2011), Gravel Heart (2017) e Afterlives (2020).

Scrive  Elisabetta Sgarbi de La nave di Teseo : “Con grande orgoglio posso annunciare – a seguito di una lunga trattativa con l’agenzia inglese Roger Coleridge & White, alla Fiera di Francoforte Frankfurter Buchmesse – che sarà La nave di Teseo a pubblicare le opere del Nobel Prize per la Letteratura 2021, Abdulrazak Gurnah, scrittore nato in Zanzibar e che vive nel Regno Unito.

Inizieremo con “By the Sea”, nella traduzione rivista di Alberto Cristofori, e “Paradise”, nella traduzione di Laura Noulian, a dicembre di quest’anno. Continueremo nel 2022, pubblicando il suo romanzo più recente, “Afterlife”, in maggio.

Il catalogo de La nave di Teseo si arricchisce non solo di una straordinaria voce della letteratura mondiale, ma di un’altra autorevole voce delle letterature del continente africano, cui La nave di Teseo ha rivolto sin dall’inizio la massima attenzione.

A partire dal 2016 – infatti – abbiamo pubblicato in una nuova traduzione la trilogia di Chinua Achebe e il memoir di Wole Soyinka “Sul far del giorno” (di Soyinka – altro Premio Nobel della Nave – in ottobre uscirà per la Nave il suo nuovo romanzo dopo oltre cinquanta anni, “Chronicles From the Land of the Happiest People on Earth”). Abbiamo dato ai lettori la possibilità di leggere il capolavoro dello scrittore keniano Ngugi Wa Thiong’o, il monumentale “Il mago dei corvi”. E non posso non citare lo scrittore nato a Fes, in Marocco, Tahar Ben Jelloun di cui stiamo ripubblicando tutta l’opera, fondatore della casa editrice.

Il mio auspicio è che il Premio Nobel conferito a Abdulrazak Gurnah accenda una riflettore ancora più potente su queste voci della letteratura mondiale e sono felice e orgogliosa che La nave di Teseo, pur così giovane, possa contribuire in modo così determinante a farne lievitare la conoscenza.”

Quindi per leggere questo premio nobel   si dovrà aspettare qualche settimana perché appunto Garzanti non ha più i diritti delle sue opere e i tre romanzi  tradotti  e pubblicati  sono ormai introvabili perché  in edizioni esaurire.

A Fanpage.it, il traduttore del Premio Nobel Alberto Cristofori aveva però così sottolineato la visionarietà dell’allora direttore editoriale di Garzanti Oliviero Ponte di Pino che gli aveva proposto questo autore : “È stato lui a propormi di tradurlo, io mi sono limitato ad accettare con immenso piacere. Da un certo punto di vista, è stato un visionario: ha compreso il suo valore troppo in anticipo rispetto ai gusti e alle possibilità dei lettori italiani”. In un’intervista a Rivista Studio Nicoletta Brazzelli, insegnante di letteratura inglese contemporanea all’Università degli Studi di Milano e specializzata in letteratura postcoloniale, ha ammesso di aver proposto l’opera dello scrittore ad alcune case editrici “senza avere riscontri positivi”. “Spero che l’assegnazione del Nobel apra la strada a maggiori riconoscimenti dello scrittore”   (2)

È  per il secondo anno consecutivo e quindi per il  secondo  autore tra quelli insigniti del premio Nobel per la letteratura  che  nel nostro paese ci sono problemi per leggerne le opere per la  irreperibilità delle loro opere . Come è capitato lo scorso anno in occasione del conferimento del nobel a alla poetessa americana Louise Gluck della quale, a parte qualche poesia in alcune riviste specializzate, era stata tradotta un’unica opera “Averno” dall’ editore napoletano Dante & Descartes, che  non potè, per le dimensioni della casa editrice far fronte alle richiesta  enorme di copie dell’opera di Gluck.

Dei tre romanzi  di Abdulrazak Gurnah possiamo leggere la trama su Il libraio.it . Paradiso (traduzione di Laura Noulian) si svolge in Kenia e si apre alla vigilia della prima guerra mondiale. Yusuf ha solo dodici anni quando suo padre lo affida allo Zio Aziz, un ricco mercante. Vicino a Mombasa, nella bottega di Aziz, il ragazzo scopre che non si tratta di suo zio, ma del suo padrone. Venduto per pagare i debiti del padre, è costretto a lavorare duramente. Poi, un giorno, Aziz decide di portarlo con sé per un lungo viaggio all’interno del continente africano. Yusuf conosce così la morte e la violenza, e impara le difficili regole di convivenza di un mondo sull’orlo del conflitto, dove musulmani, missionari cristiani e indiani coesistono in un fragile equilibrio.Al suo ritorno, Yusuf è un altro: un giovane robusto e avvenente. È ancora uno schiavo, ma a dargli la libertà del cuore c’è l’amore, quello per la giovane ancella della padrona, Amina. La ragazza però cela un terribile segreto e, mentre il colonialismo europeo stringerà le sue maglie sul continente africano, Yusuf capirà il cammino che dovrà intraprendere… Nel caso de Il disertore (traduzione di Laura Noulian), invece, il protagonista del romanzo, Hassanali, è diretto verso la moschea quando dal deserto vede emergere la sagoma di un inglese, che crolla esausto ai suoi piedi. Martin Pearce, viaggiatore, scrittore e studioso dell’Oriente, ha attraversato il deserto ed è allo stremo. Hassanali lo salva e lo porta nella casa dell’unico bianco della cittadina, un ufficiale. Quando Pearce torna a ringraziare Hassanali per averlo salvato, incontra anche sua sorella Rehana: resta immediatamente affascinato dal suo sguardo e in questa città ai margini dell’impero, affacciata sulla costa africana dell’Oceano Indiano, nasce una storia d’amore destinata a riverberarsi per tre generazioni. nfine, Sulla riva del mare (traduzione di Alberto Cristofori), finora l’ultimo dei romanzi di Abdulrazak Gurnah portato in Italia, si apre il pomeriggio del 23 novembre. All’aeroporto di Gatwick atterra Saleh Omar; con sé porta solo una borsa, dentro la quale c’è una scatola con dell’incenso e poco altro. Aveva un negozio, una casa, una moglie, una figlia, mentre ora è solo un profugo in cerca d’asilo, e la sua unica difesa è il silenzio. Lo stesso giorno Latif Mahmud, poeta e docente universitario che ha scelto l’esilio, medita nel suo appartamento londinese sulla sua famiglia e sul paese, che non rivede da tempo. Per i due uomini il paradiso che hanno dovuto abbandonare è lo stesso: Zanzibar, l’isola dell’Oceano Indiano spezzata da venti che portano con sé gli aromi di mille spezie, ma anche uno straordinario intreccio di culture e di storie.

Per la sezione di Letteratura i candidati al Nobel vengono proposti da ex vincitori del premio, membri dell’Accademia reale svedese, docenti di letteratura e linguistica e da presidenti di società di autori rappresentative del proprio Paese. Ma alle molte proposte possibili fa riscontro  la esclusiva facoltà dell’Accademia Svedese che è l’unica a poter veramente decidere  sul vincitore. Nelle previsioni della vigilia  si potevano leggere  tra i più quotati  Haruki Murakami, Javier Marías, Michel Houellebecq che da anni vengono indicati come possibili vincitori. Insieme a loro troviamo una lista abbastanza nutrita . SoloLibri. Net riportava  una classifica  composta in base  ad un sito di scommettitori che dava quotazioni differenti in base alle quali  SoloLibri ha stilato  quindi  la classifica che segue :

La lista degli autori più papabili degli ultimi anni secondo gli scommettitori ha visto comparire i nomi di:

–    Maryse Condè: ha vinto il Nobel alternativo assegnato dai librai svedesi nel 2018, anno in cui il Premio era stato cancellato a causa dello scandalo di molestie che aveva coinvolto l’Accademia. Ha 83 anni ed è originaria della Guadalupa. Il più famoso dei suoi romanzi storici è Segù, ambientato in Mali nel Seicento.

–    Ludmila Ulitskaya: scrittrice russa di origine ebraica, ha 77 anni e buona parte delle sue opere parlano delle persecuzioni durante lo stalinismo (la storia della Russia nel Novecento è centrale anche nel suo ultimo romanzo Il sogno di Jakov).

–    Haruki Murakami: da anni compare nelle liste dei possibili vincitori del Nobel, è lo scrittore giapponese contemporaneo più letto al mondo (forse troppo per l’Accademia Svedese) e ha 71 anni. Tra i suoi romanzi più noti, citiamo 1Q84, Norwegian Wood e Kafka sulla spiaggia.

–    Margaret Atwood: 80 anni, canadese, è l’autrice de Il racconto dell’ancella, pari merito con Murakami dal punto di vista delle quotazioni. Se vincesse, sarebbe la seconda canadese dopo Alice Munro, nel 2013.

–    Ngugi wa Thiong’o: noto anche come James Ngugi, ha 84 anni ed è considerato uno dei più importanti scrittori africani viventi. Tra i suoi romanzi pubblicati in Italia, ricordiamo Se ne andranno le nuvole devastatrici, Un chicco di grano, Il mago dei corvi.

–    Anne Carson: è una poetessa canadese, ha 70 anni ed è professoressa di letteratura greca antica. Non tutti i suoi libri sono arrivati in Italia; di uscita imminente, per i tipi di Utopia, sarà Economia dell’imperduto.

–    Javier Marías: scrittore spagnolo di 69 anni, è amato in tutto il mondo per i suoi romanzi in grado di scomporre e analizzare l’amore. Il suo libro più famoso è Domani nella battaglia pensa a me.

–    Ko Un: poeta, scrittore, regista e pittore sudcoreano, ex monaco buddista. Ha 87 anni ed è considerato uno dei punti di riferimento più importanti della cultura sudcoreana contemporanea, ma è anche un personaggio controverso: due anni fa è stato accusato di molestie sessuali.

–    Yan Lianke: 62enne cinese, è il più giovane dei papabili vincitori qui elencati. Alcune sue opere (prevalentemente di satira politica) sono state censurate in Cina; in italiano il suo romanzo più recentemente pubblicato è Gli anni, i mesi, i giorni.

Ma la lista dei papabili vincitori non si esaurisce qui. Tra gli altri nomi compaiono quelli di Annie Ernaux, Can Xue, Cormac McCarthy, Don DeLillo, Joyce Carol Oates, Michel Houellebecq, Milan Kundera…

Dal 1901 a oggi, sono stati in tutto sei gli scrittori italiani che hanno vinto il Premio Nobel per la Letteratura: Giosuè Carducci (1906), Grazia Deledda (1926), Luigi Pirandello  (1934), Salvatore Quasimodo (1959), Eugenio Montale (1975) e Dario Fo (1997). Cinque uomini e una sola donna. Grazia Deledda, l’unica scrittrice italiana che si è aggiudicata il premio, ha vinto il Nobel nel 1926, “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano”. Il premio per la verità le fu consegnato l’anno dopo, nel 1927, perché proprio nel 1926 l’Accademia Svedese decise di non attribuire alcun Nobel per la Letteratura. La scrittrice sarda fu candidata per molti anni al Nobel, la prima volta nel 1913.

Dall’istituzione del premio Nobel, sono 21 gli italiani che hanno vinto nelle sei diverse categorie. I primi sono stati Giosuè Carducci e Camillo Golgi, rispettivamente Nobel per la letteratura e per la Medicina, nel 1906. L’anno successivo al giornalista Ernesto Teodoro Moneta è assegnato l’unico premio Nobel per la Pace italiano. Nel 1909 Guglielmo Marconi lo riceve per la Fisica per lo sviluppo del telegrafo senza fili. Grazia Deledda è la seconda donna nel mondo (e la prima italiana) a vincere il Nobel per la letteratura nel 1926. Otto anni dopo, nel 1934, è Luigi Pirandello a vincere lo stesso premio per “il suo rinnovamento dell’arte drammatica e teatrale”. A Enrico Fermi viene conferito il Nobel per la Fisica nel 1938, grazie al suo lavoro nell’ambito del nucleare e della radioattività. Nel 1957 Daniel Bovet vince il premio per la Medicina grazie ai suoi studi sulla chemioterapia. Doppio premio italiano nel 1959: Salvatore Quasimodo per la Letteratura ed Emiliano Segrè per la Fisica. A Giulio Natta, insieme a Karl Ziegel, viene conferito il Nobel per la Chimica nel 1963 per le scoperte nel campo dei polimeri. Nel 1969 le ricerche sulla moltiplicazione e la mutabilità del virus valgono a Salvatore Luria il Nobel per la Medicina. Altra doppia vittoria italiana nel 1975: Eugenio Montale nella Letteratura e Dulbecco nella Medicina. All’attuale senatore a vita Carlo Rubbia viene assegnato il Nobel per la Fisica nel 1984. L’anno successivo il Nobel per l’Economia viene assegnato a Franco Modigliani: è l’unico italiano ad aver ricevuto il premio. La scoperta del fattore di crescita nervoso consente a Rita Levi-Montalcini di vincere il premio per la Medicina nel 1986. “Seguendo la tradizione dei giullari, dileggia il potere restituendo dignità agli oppressi”: così Dario Fo ottiene il Nobel per la Letteratura nel 1997. Nel 2002 Riccardo Giacconi vince nella Fisica grazie al contributo per la scoperta di sorgenti cosmiche di raggi X. Il penultimo vincitore italiano è Mario Capecchi, che riceve il premio nel 2007 per la Medicina. A Roberto Parisi, il 5 ottobre 2021, viene assegnato il Nobel per la Fisica: è il ventunesimo italiano ad aggiudicarsi il premio. ( 3)

 (1) Il premio, gestito dalla Fondazione Nobel, fu istituito in seguito alle ultime volontà di Alfred Bernhard Nobel. La prima assegnazione dei premi risale al 1901, quando furono consegnati il premio per la pace, per la letteratura, per la chimica, per la fisiologia o la medicina e per la fisica. Non esiste invece il premio per la matematica. Dal 1969 esiste inoltre il premio per l’economia in memoria di Alfred Nobel, istituito in seguito a una donazione della banca nazionale di Svezia e da allora gestito insieme ai premi originari. I premi sono generalmente assegnati in ottobre e la cerimonia di consegna si tiene a Stoccolma presso il Konserthuset (“Sala dei concerti”) il 10 dicembre, anniversario della morte del fondatore, con esclusione del premio per la pace che si assegna anch’esso il 10 dicembre, ma ad Oslo. I premi nelle specifiche discipline (fisica, chimica, fisiologia o medicina, letteratura ed economia) sono comunemente ritenuti i più prestigiosi assegnabili in tali campi. Anche il premio Nobel per la pace conferisce grande prestigio, tuttavia per l’opinabilità delle valutazioni politiche la sua assegnazione è stata qualche volta accompagnata da polemiche. Il Nobel prevede l’assegnazione di una somma di denaro. Fino al 2011 consisteva in 10 milioni di corone; dal 2012 la somma è stata ridotta del 20% ma poi nel 2017 è stata aumentata sino a 9 milioni di corone (869 000 euro. I premi vengono ancora finanziati grazie agli interessi ottenuti

sul capitale donato da Alfred Nobel, all’inizio del secolo scorso.

(2): https://www.fanpage.it/cultura/quando-potremo-leggere-i-libri-del-premio-nobel-abdulrazak-gurnah-in-italia/

(3) Ansa/CorriereTv   5 ottobre 2021

Commenti

commenti