” TUTTO IL BELLO DEL CANOTTAGGIO, ATTIVITÀ DAL FORTE IMPATTO SOCIALE “
Tutto il bello del canottaggio, attività dal forte impatto sociale
Redazione- Il Circolo Canottieri 3 Ponti di Roma e la Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale imbarcano di nuovo nella Discesa a remi del Danubio 2024 equipaggi misti formati da atleti Master e atleti diversamente abili. Nel segno dell’inclusività.

Il Circolo Canottieri 3 Ponti – affiliato alla Federazione Italiana Canottaggio e ospitato davanti allo stadio Olimpico nel galleggiante rosso dell’Università degli Studi di Roma –, le sue atleti e i suoi atleti Master di età media superiore ai 55 anni, le atlete e gli atleti diversamente abili italiani, tedeschi e austriaci, con i loro accompagnatori, i tecnici di canottaggio di comprovata esperienza dello staff e l’appoggio fondamentale della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale sono gli elementi di una formula la cui alchimia si replica anche quest’anno, con la “Discesa a remi del Danubio da Schlögen a Vienna”.

Il Danubio diventa così di nuovo teatro di una vera e propria impresa, per la lunghezza del tratto – 254 chilometri in 6 tappe –, la grandezza e le correnti del fiume blu, percorso anche da grandi navi e intervallato da chiuse, le imprevedibili condizioni atmosferiche, e soprattutto l’eterogeneità degli equipaggi internazionali per le loro caratteristiche fisiche. Che diventa, invece, proprio il punto di forza di questa regata. Una manifestazione il cui valore è stato riconosciuto anche dal Governo austriaco con apposito decreto, che in qualche tratto particolarmente difficile assicura anche una scorta agli equipaggi.
L’inclusività perno del Circolo e delle sue attività
6a edizione per la manifestazione con il sostegno della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, grazie all’interesse manifestato fin dall’inizio dall’allora presidente Prof. Avv. Emmanuele F.M Emanuele. Un interesse reiterato dalla presidente attuale, la Prof.ssa Alessandra Taccone, perché i valori che la animano sono valori condivisi dall’Ente: promuovere il diritto allo sport, e con esso alla salute e al benessere psico-fisico, di tutti. Questo la pratica del canottaggio al CC3Ponti lo persegue sia nel lavoro quotidiano in acqua sia in quello al remergometro – Il Presidente e allenatore Riccardo Dezi ha grande esperienza nell’allenamento di atlete e atleti del pararowing –, e ogni anno promuovendo questa regata inclusiva in cui agli equipaggi si richiede un surplus di assieme per arrivare in fondo, al traguardo.

Le sei tappe della Discesa e i suoi protagonisti
A Giulia Benigni, tecnico federale e vicepresidente del CC3Ponti, la complessa organizzazione della regata, che mette in acqua 4 equipaggi da 8 con timoniere, seguiti per tutto il tragitto in motoscafo dagli organizzatori medesimi e dallo staff, con Antonio Schettino e Catalin Blaj. Internazionalità crescente nella partecipazione di atlete e atleti con disabilità che andranno ad affiancare la compagine Master del circolo: Nathalie Podda e Michael Supper con i loro accompagnatori provengono dal Donauhort Ruderverein di Vienna, Ramona Gelber dalla Germania, Marco Carapacchio e Daniela De Blasis, timoniera, dal Pararowing del CC3Ponti romano. Quanto alle 6 tappe della regata, si parte da Schlögen il 25 luglio per toccare poi uno via l’altro i traguardi di Linz, Grein, Melk, Dürnstein, Tullin, con arrivo a Vienna il 31 luglio.

Una cosa normale
Si parla tanto oggi di canottaggio sociale. Ma per Riccardo Dezi, tecnico federale con esperienza olimpica, l’impatto ‘sociale’ della pratica del canottaggio è ed è sempre stato una cosa “normale”. Normale accogliere sportive e sportivi diversamente abili, normale modificare barche e attrezzi per consentire i loro allenamenti, normale facilitare la loro interazione con il resto delle atlete e degli atleti del circolo, che peraltro a loro volta beneficiano di questa interazione. Confrontarsi con le difficoltà altrui all’interno, letteralmente, di una stessa barca, mettere a nudo le proprie, oltre la competizione e l’agonismo, che pure resta, cercare l’armonia in barca e fuori superandole assieme è qualcosa che fa bene a tutti, nessuno escluso. Sembra stia peraltro finalmente aumentando il numero di chi pratica regolarmente uno sport mentre parallelamente diminuisce il numero degli inattivi totalmente sedentari. A questi numeri in salita contribuisce anche il canottaggio, ad esempio a Roma praticato in misura crescente anno dopo anno, soprattutto da donne. Si moltiplicano i circoli dedicati alle appassionate e agli appassionati di questo antico sport che vanno ad affiancare i circoli storici, anche per atlete e atleti Master, e si registra un’importante partecipazione di questi equipaggi alle competizioni ufficiali – regionali, nazionali ed internazionali –, così come quelle a carattere sociale e solidale. Come la Discesa a remi del Danubio, alla sua sesta volta insieme alla Fondazione.
