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” TIPOLOGIE DI COPPIA ” – DOTT.RE MARCO CALZOLI

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Redazione-  Nella cultura moderna, il sentimento nella coppia può essere influenzato dalla società più o meno profondamente. È evidente la necessità di saper riconoscere l’atteggiamento tipico dei modelli di coppia più comuni per poterli psicoanalizzare nel dettaglio e per supportarle nelle eventuali terapie successive. Quindi, vediamoli nello specifico.

        Coppie conflittuali: sono composte da persone che litigano continuamente su chi deve portare il cane a spasso e magari cinque minuti dopo, sui perché della vita, per finire la schermaglia con un tenera risata e coinvolgimenti appassionati. Impetuosi e di temperamento tellurico, ilari e un po’ aggressivi, di solito formano una coppia alla pari. Sono disposti a dirsi qualsiasi cosa, anche a confessare i tradimenti reciproci, consumati o desiderati. Ma le manifestazioni di affetto sono sempre più frequenti e plateali, ed è proprio questo che aiuta la coppia a stare insieme.

         Coppie rispettose: in queste coppie vi sono due persone che sanno esporre le proprie opinioni ascoltando pazientemente l’uno quelle dell’altro. Nei dialoghi essi sono addirittura prolissi ed usano frequentemente espressioni come “capisco”, “certo”, e insieme arrivano ad un compromesso soddisfacente per entrambi, il tutto il modo educato e controllato. In questo caso vi è il rischio di trasformare la vita di coppia in un accordo, in cui l’amore è sacrificato sull’altare dell’amicizia e della comprensione.

           Coppie pacate: queste arrivano soltanto alle fasi iniziali della discussione, cioè quelle dell’esposizione delle idee di uno dei due, e poi questi si tira subito indietro. Non vi è nessun tentativo di persuasione, nessun compromesso e nessuna discussione, al contrario, nella coppia, sorge la tendenza ad eludere il confronto, lasciando che sia il tempo a decidere. I componenti di questa coppia temono ogni forma di aggressività. L’introspezione, la comprensione, il dialogo non vengono presi in considerazione, ma ciò può portare alla sensazione di trovarsi di fronte ad uno sconosciuto.

           Coppie in cui predomina la figura femminile: questa situazione si presenta facilmente in coppie in cui, dal punto di vista anagrafico, la donna risulta più grande dell’uomo. Molte volte questo senso di potere lasciato nelle mani della donna è concesso dall’uomo in quanto ricerca continuamente una figura femminile materna, come la madre, per ricreare la paradisiaca situazione infantile che ha vissuto più o meno costantemente da giovane. Una donna forte, di carattere, riesce a reggere il peso della situazione senza troppi problemi e un uomo dal carattere spiccatamente intelligente, ma in fondo puerile, le lascerà il ruolo dominante con gioia. Solitamente questa tipologia di uomo, corrisponde ad un soggetto che ricerca solo immaginariamente la madre, infatti la compagna nella realtà ben poco ci assomiglia, sia fisicamente che caratterialmente. L’uomo immaturo chiede senza dare e la donna che non capisce l’atteggiamento può, prima o poi, cedere sotto il peso di tutta la responsabilità. Solitamente questa tipologia di donna si comporta come da madre e da padre verso il proprio figlio. L’uomo è più restio ad avere dei figli, poiché gli porterebbero via l’attenzione dell’unica donna di casa.

         Coppie in cui predomina la figura maschile: tutte le bambine si innamorano per la prima volta dell’uomo di casa, e quindi del proprio papà. Tutte quelle donne in cui questa figura importantissima è sfuggita per qualche motivo lavorativo, di tempo, ecc. risultano più attaccate all’unica figura di casa, la madre. Vedono nella madre un senso di beatitudine interiore, responsabilità e autorità. Questi tre elementi caratterizzeranno per sempre la figura della piccola donna che sta crescendo e saranno questi gli unici tre elementi che la faranno sentire a proprio agio in una coppia. Per questo, tale tipologia di donna va a ricercare ininterrottamente una figura che sia un marito e nello stesso tempo quella figura paterna che tanto gli è mancata. Riversano su di loro il potere della famiglia e raccolgono l’occasione come una sfida da superare. Incitano il proprio compagno a ricercare la perfezione. Anche in questo caso, un uomo forte si accolla tutte le responsabilità senza problemi, mentre un uomo più debole e fragile può ricadere nello stesso vortice della responsabilità, non sapendo reggere il peso.

           Coppie di fratellanza: alcune persone hanno preoccupazioni superficiali e a volte inutili sul creare un solido rapporto di coppia. Per questo, soprattutto negli ultimi anni, si è sviluppata la tendenza di creare un rapporto di coppia poco impegnativo e che permetta ad entrambi di avere molto spazio per sé e di dedicare completamente solo pochi giorni, o addirittura ore, al rapporto amorevole. Hanno bisogno di non convivere e se proprio dovessero farlo, di dormire in letti e stanze separate, e sentirsi come amici o fratelli. Non vogliono condividere gli spazi comuni e la sessualità risulta essere di tipo infantile, non l’elemento centrale della coppia. Solitamente si comportano in questa modalità due persone che hanno un forte senso di narcisismo ed eventuali conflitti possono nascere proprio a partire da questo loro lato del carattere.

        Coppie complementari: questa coppia può essere più facilmente riconosciuta come uno dei componenti che interpreta il poliziotto buono e l’altro che interpreta quello cattivo. Raramente le due persone si scambiano i ruoli, ma spesso può accadere, soprattutto in quelle in cui c’è molta affinità. È una classe di coppie assai diversa da quelle in cui predomina la figura maschile o femminile poiché cambia la componente di base. In questo caso, nessuno dei due ha subito traumi o mancanze da parte dei genitori da piccoli, bensì preferiscono lasciare l’assegnazione di poliziotto cattivo e quindi autoritario, a volte leggermente aggressivo e spiccatamente intelligente, alla persona che presenta una notevole differenza di curriculum vitae e che tra i due si crede che sia superiore all’altro. Può anche succedere che la persona predominante sia la persona che più si sappia esprimere, semplicemente. Uno dei conflitti che si possono creare in questo sottogruppo, sono gli atteggiamenti di debolezza che può avere il poliziotto buono il quale spesse volte deve evitare di esprimere il proprio pensiero per non ricadere nella furia del poliziotto cattivo.

       Coppie combattenti: le due persone riescono ad approcciare tra di loro, si amano e si attraggono proprio per il loro carattere competitivo. Solitamente la coppia pratica sport regolarmente, fattore che accentua la loro competizione. Questo però a volte può sfociare in grandi litigate che sembrano non avere fine, poiché nessuno dei due si arrende con facilità. Solitamente si tende a discutere e litigare anche per via della loro lontananza sentimentale, poiché non accettano e, anzi, respingono ogni gesto affettuoso. Solitamente il loro carattere è appreso dalla famiglia natale. Ci deve essere rigidità già dalla nascita, crescita ed educazione militare. L’unico tipo di rapporto che vi è nella coppia è un rapporto di scambio reciproco.

         Coppie ambivalenti: questa tipologia di coppia è molto simile alla precedente, con la differenza che non si può rapportare come coppia sportiva e competitiva, ma si accumunano per la loro difficoltà nel dimostrare i propri sentimenti. La loro arma principale che li contraddistingue è la loro capacità realistica e razionale, infatti sono gli unici in grado di saper sviluppare un innalzato senso di disagio emotivo verso le litigate in generale. Tendono a rimanere

imbronciate il più a lungo possibile ed hanno il bisogno di mantenere il rancore a lungo. A volte possono provare un grande senso di vendetta e di rimonta.

          Coppie simbiotiche: è la coppia per antonomasia. Se ne conoscono poche e di rado durante la vita, ma questo tipo di coppia è quella che sicuramente viene notata più di frequente, poiché i due corpi e le due menti tendono a fondersi in una singola cosa con difficoltà a denotare i confini dell’uno e dell’altra. Solitamente sono d’accordo su tutto e litigano molto di rado. Si comportano come una singola persona in tutte le scelte della vita, di coppia e anche per problemi che riguardano una sola delle due entità. Vi è un meccanismo di reciproca protezione e la coppia, proprio per questo, tende ad estraniarsi al mondo circostante. L’intimità per loro è sacra, hanno bisogno di non perdersi mai di vista, anche se alla fine necessitano di un’eccessiva dose di rassicurazione. Hanno comportamenti metodici e spesso ripetitivi che li portano a non amare le sorprese e i cambiamenti dell’ultimo minuto. Solitamente riescono ad approcciarsi così con l’altra persona per via dello scarso rapporto con la famiglia d’origine. Unioni del genere riescono ad uscire a qualsiasi crisi matrimoniale.

Marco Calzoli è nato a Todi, in Umbria, nel 1983. Prolifico poeta e saggista, ha dato alle stampe con varie Case Editrici 58 volumi. I suoi studi trattano di filosofia, psicologia, scienze umane, antropologia. Da anni è collaboratore culturale di riviste cartacee, riviste digitali, importanti siti web. Ha conseguito la laurea in Lettere, indirizzo classico, all’Università degli Studi di Perugia nel 2006. Conosce molte lingue antiche e moderne, tra le quali lingue classiche, sanscrito, ittita, lingue semitiche, egiziano antico, cinese. Cultore della psicologia e delle neuroscienze, è esperto in criminologia con formazione accreditata. Ideatore di un interessante approccio psicologico denominato Dimensione Depressiva (sperimentato per opera di un Istituto di psicologia applicata dell’Umbria nel 2011). Ha conseguito il Master in Scienze Integrative Applicate (Edizione 2020) presso Real Way of Life – Association for Integrative Sciences. Ha conseguito il Diploma Superiore biennale di Filosofia Orientale e Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa – Istituto di Scienze dell’Uomo nel 2022.

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