” PIAZZE PIENE URNE VUOTE ” DI VALTER MARCONE
Redazione- “ Piazze piene, urne vuote” è una affermazione cara a Pietro Nenni , pronunciata all’indomani del 18 aprile 1948, che ci induce a riflettere ancora una volta, come frequentemente è stato fatto in questi anni, sui recenti avvenimenti che hanno messo all’attenzione in modo stringente ed eclatante nel nostro paese la lunga guerra tra Israele ed i palestinesi,conflitto che dura ormai fin dalla nascita dello stato di Israele. E da ultimo tra Israele ed Hamas , dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre . Questa volta anche con il coinvolgimento di molti paesi del Medio Oriente . In una terra che potrebbe benissimo ospitare due popoli, due stati come da tempo si auspica.
L’occasione immediata non è venuta dalla ricorrenza del sette ottobre, data in cui due anni fa i guerriglieri di Hamas hanno fatto un blitz sul territorio di Israele con morti , devastazioni e ostaggi ma dall’arresto in acque internazionali degli attivisti della cosidetta Flottilla , un gruppo di barche appertenenti a quarantasei nazionalità diverse che hanno navigato verso il mare antistante la striscia di Gaza per portare soccorsi a quel popolo affamato , assetato e morente sotto le incursioni dell’esercito israeliano. Un modo di sollevare a livello internazionale l’ormai inaccettabile situazione del popolo di Gaza sottoposto ad uno sterminio metodico da parte di Israele che in questo modo vuole sradicare Hamas che proprio tra quella popolazione, secondo Israele, ha il suo scudo e le sue roccaforti, i cosidetti cunicoli. Uno sterminio che qualcuno azzarda a chiamare “ genocidio” , un esito che però dovrà essere decretato in questo senso da Corti di giustizia e organismi internazionali
Una mobilitazione in più fasi e in più giorni , quella della piazza, cominciando da “blocchiamo tutto” dalle stazioni ferroviarie di Napoli e di Milano per proseguire con lo sciopero generale di venerdì 3 ottobre .Con lo slogan “ Stop al Genocidio, siamo tutti Global Sumud Flotilla” centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza , in oltre cento piazze italiane Scrive a questo proposito l’Ansa : “ Una mobilitazione che, dice la Cgil, ha chiamato a raccolta oltre due milioni di persone da Milano a Palermo nel giorno dello sciopero generale indetto in solidarietà agli attivisti della missione umanitaria fermati da Israele e per esprimere sostegno alla popolazione di Gaza. Un “successo”, l’hanno definita dal sindacato, parlando di una giornata in cui ha prevalso “un clima pacifico e democratico”.Qualche tensione c’è stata, soprattutto a Milano, Torino e Bologna, e i disagi sono stati importanti, con porti autostrade, e stazioni ferroviarie bloccate. Ma la stragrande maggioranza di chi è sceso in strada ha manifestato senza violenza.
Avvenimenti dunque che hanno visto per esempio a Roma l’invasione di trecentomila persone fino sulla tangenziale e su un tratto dell’autostrada L’Aquila Roma. .Dimostrazione pacifica a differenza di quello che è avvenuto a Bologna, Livorno, Pisa dove la violenza di alcune frange di dimostranti ha data l’occasione per mettere in discussione una manifestazione “sicuramente” di popolo. Manifestazioni che hanno , come per esemppio lo sciopero generale, arrecato dei disagi che questa volta , a ben guardare sono stati sopportati e giudicati con razionalità in quanto si è capito che avevano un senso, una ragione : dire a Israele di smettere nei suoi orrendi comportamenti volti all’annullamento di un popolo.
Avvenimenti dunque che ci inducono ad esprimere alcune considerazioni tra le quali la principale : smorzare i troppo facili entusiasmi, dinanzi ai più vistosi momenti di mobilitazione popolare.. L’affluenza sulle piazze di un numero impressionante di persone, tra le quali moltissimi giovani è un grido altissimo di umanità. Specialmente da parte dei giovani che vogliono con la loro presenza richiamare l’attenzione sulla necessità di guardare al mondo in un altro modo. Dunque un nuovo sguardo sul mondo . Nient’altro , anche se non è certamente poco. Sbaglia e si illude chi da questa partecipazione vorrebbe fare una equazione che è quella di considerarala “ voto” alle urne. Un voto chiaramente diverso . Sbaglia e si illude perchè le recenti manifestazioni di piazza in favore di uno stop all’azione militare di Israele sull’inerme popolo di Gaza non si tradurranno in voti nelle urne ..Perchè forse non esiste una forza politica e partitica capace di intercettare quelle istanze che hanno mosso le piazze. Probabilmente è un inizio di qualcosa che deve nascere e che ha bisogno di un lungo lavoro e molte attenzioni .
Da un’altra parte certamente si può affermare che questo movimento di piazza vuole dire anche che il nostro paese non è solo quello di chi delegittima per esempio le manifestazioni di piazza ; che esiste un altro paese che rimane in silenzio e diserta le urne. Che si fa sentire solo in determinate occasinini .
Quello che ogni tanto si fa sentire sarebbe poi, a ben guardare , veramente maggioranza in un paese in cui appunto proprio per il fenomeno dell’evasione dalle urne a governare è una minoranza favorita anche da una legge elettorale fatta in un certo modo. L’analisi dell’ultimo voto ci dice che l’affluenza alle urne nel 2022 è sta del 63,8%;le tornate elettorali consecutive in cui il “partito del non voto” è stato scelto da più elettori di qualsiasi altra lista che si sia presentata alle elezioni per il rinnovo del parlamento sono ormai tre consecutive; gli elettori che hanno scelto di non votare o hanno votato scheda bianca allargando le fila del partito del non voto sono diciassette milioni ,.( si tratta del 37,2% del corpo elettorale, ben di più del 15,9% raccolto dal primo partito, Fratelli d’Italia, che complessivamente ha ottenuto 7,3 milioni di voti );gli elettori che hanno scelto il “partito del non voto” rispetto a quelli che hanno votato liste di centro-destra sono + 39,5;le schede bianche alle elezioni 2022, sono state 493 nila
Dunque manifestazioni pacifiche malgrado icomportamenti vioolenti di alcune frange di dimostranti che hanno consentito di ricordare da parte di alcuni come in altri tempi della nostra storia , gli albori del fenomeno brigatista furono appunto violenze durante le manifestazioni di piazza. Qualuno sta suonando l’allarme per i comportamenti violenti di questi giorni ma non bisogna cadere in questa trappola .Guardando all’accaduto, possiamo dire che è vero che la storia qualche volta si ripete ma la speranza è che la storia ci abbia insegnato qualcosa: ai violenti il movimento popolare questa volta dice forte e chiaro “ Compagno tu ti sbagli “ e per questo non appartieni al nostro movimento .
Un alibi e una trappola dicevo da cui Civic space report 2025, pubblicato recentemente dall’European civic forum, (una rete paneuropea di circa 100 associazioni e Ong, disegna una panoramica dello spazio civico in 17 Paesi europei, tra cui l’Italia, )mette in guardia.evidenziando come in diversi Paesi membri stiano aumentando leggi restrittive che ostacolano solidarietà, libertà di espressione e diritto di manifestare, soprattutto per la Palestina e la giustizia climatica.
Proprio sulla scorta di quanto evidenziato da Civic space report in merito alla libertà di espressione e diritto di manifestare, soprattutto per la Palestina e la giustizia climatica, gli avvenimenti di questi giorni probabilmente sono un passaggio politico decisivo per chi oggi è impegnato a cambiare l’Italia e l’Europa dei prossimi anni. Un segnale. Solo un segnale però. Perchè probabilmente le piazze di questi giorni ricordano alle opposizioni che l’interesse a temi concreti ,quelli che riguardano la vita delle persone può riempire le piazze che sfuggono al voto se non si riesce a coagulare un senso .Probabilmente queste piaze non sono ancora le piazze dell’opposizione . Si ricordi la piazza per l’Europa gremitissima di qualche mese fa che è svanita nel nulla. Così sicuramente accadrà a queste piazze perchè non sono le piazze dei partiti di opposizione, che le rincorrono ma non sono ancora in grado di sollevarle in prima persona.
In questo momento il senso di queste piazze che non sono solo italiane è quello di dire basta all’orrore. Una ripulsa etica , un grido contro l’incapacità dei governi di porre fine ad una strage.Un orrore che potrà essere fermato dal cosidetto piano Trump che si presenta ai negoziatori come ricerca di pace anche se consegna , e non è poco, una tregua, ovvero non si spara più nella striscia di Gaza , il rilascio degli ostaggi in mano ad Hamas, la liberazione dei prigionieri nelle carceri israeliane ,l’ingresso degli aiuti umanitari .
Piazze , ed è un’altra considerazione importante da fare , piene di giovani. Ecco appunto i giovani che sono stati portati a manifestare da un impeto di “ umanità”. Appunto il senso di umanità che sfida il tempo ; perchè da tempo si è perso abbandonato all’incuria, all’insensibilità, all’inaffidabilità .
Un fenomeno di partecipazione popolare che non si vedeva da quasi vent’anni, che ci induce ad una ulteriore considerazione che è in definitiva l’esplicitazione di un problema : quando scatterà il “ clic” che trasformerà le piazze piene di oggi in urne piene . Con l’aggiunta di una domanda fondamentale : c’è una forza politica in grado di intercettare la grande richiesta di politica e di risposte chiare, soprattutto da parte delle giovani generazioni. C’è all’orizzonte, per chi auspica un cambiamento , un progetto politico progressista, alternativo al modello di sviluppo delle destre italiane e dell’Occidente. Rispetto a queste aspettative queste piazze potrebbero essere fumo e quasi lo saranno dissolvendosi perchè prive di immediata mediazione politica ed istituzionale –
Il rapporto tra i livelli e le forme della partecipazione politica e il loro rifrangersi nel sistema della rappresentanza politica è profondamente cambiato. Ecco perchè le considerazioni che abbiamo espresso hanno bisogno di trasformarsi in pre condizioni di una politica che sia capace di organizzare il bisogno di futuro che è poi la messa in comune di bisogni individuali;ridurre la frammentarietà delle pratiche associative; recuperare luoghi dove la politica che è azione collettiva con obiettivi di trasformazione e di giustizia sociale, possa svolgersi .
L’astensionismo nelle urne non è disinteresse, e le manifestazioni di piazza ce lo dicono chiaramente ma è una domanda altissima di politica. . Beninteso una forma diversa della politica attuale, della politica che i partiti stanno mettendo in atto.La società italiana, i corpi intermedi ancora esistenti, la rappresentatività sociale del terzo settore e delle sue organizzazioni chiedono un cambiamento della politica tradizionale che sterilizza la democrazia. Quella che le piazze vorrebbero viva, molto più viva. Per un paese diverso .
