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STANCHEZZA “CRONICA”-DOTT.SSA ANTONELLA FORTUNA

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Redazione-Sempre più spesso, assistiamo un numero crescente di casi di individui che accusano una “stanchezza cronica”.

È un sintomo invalidante, non solo perché ne derivano difficoltà nell’affrontare impegni e compiti, ma anche perché si viene pervasi da una sorta di “svuotamento”, che crea uno sfinimento delle forze.

Questa sindrome da stanchezza cronica, va indagata cercando attraverso le analisi dei segni e sintomi di conoscere le origini e le cause.

Ovviamente all’inizio si procederà ad una serie di accertamenti clinici per verificare l’esito.

DISTURBI FISICI E MENTALI CHE POSSONO ORIGINARE LA STANCHEZZA:

  • Mononucleosi;
  • Epatite acuta;
  • Toxoplasmosi;
  • Diabete mellito;
  • Ipotiroidismo;
  • Ipovitaminosi;
  • Anemia;
  • Carenze alimentari;
  • Astenia neurocircolatoria;
  • Encefalite letargica;
  • Morbo di Parkinson;
  • Cancro;
  • Malattie immunitarie;
  • Depressione;
  • Ansia;
  • Stress;
  • Disturbi di conversione isterica;
  • Disturbi psichici.

 

 

I SINTOMI:

  1. Affaticamento prolungato e sproporzionato anche dopo uno sforzo minimo (fisico o mentale);
  2. Dolenze muscolari;
  3. Stanchezza intensa che perdura per mesi;
  4. Sbalzi di temperatura corporea (decimi di febbre);
  5. Mal di testa;
  6. Scarsa concentrazione;
  7. Insonnia;
  8. Ansia o depressione;
  9. Dimenticanze;
  10. Demoralizzazione;
  11. Disturbi gastrointestinali;

Inizialmente lo STRESS è una variabile interveniente di notevole entità ed in questi casi è difficile stabilire se la stanchezza sia qualcosa di reale o abbia cause psicologiche.

Si potrebbe, in breve sostanza, di individui con “temperamento depressivo” che lasciandosi andare all’apatia e alla demoralizzazione sentono fatica per qualsivoglia attività.

Un’altra ipotesi può riguardare la PSICOSOMATICA, che esprime un “attrito” tra quel che si sente e ciò che si vive.

L’anassertività, in tal senso, incastrerebbe in un falso sé in cui la STANCHEZZA PSICOSOMATICA, potrebbe essere l’espressione di un inconscio desiderato di fuggire da una vita “stressante e indesiderato”.

Alla base c’è sempre un basso livello di autostima ed un senso di inferiorità e debolezza nei confronti dell’altro da sé .

La “stanchezza cronica” renderebbe “speciali”, perché fragili e da accudire.

PSICOSOMATICA

Lassità, affaticamento, spossatezza e debolezza sono sintomi di una “stanchezza cronica” che non devono essere mai sottovalutati.

Su temi energetici si tratta di uno SCOMPENSO tra ciò che si “carica” e quel  che si “consuma”.

Prolungare il “disagio” nel tempo compromette il sistema immunitario cosicchè “resistere”, “tirar avanti” vuol dire non “concedersi il tempo necessario” per comprendere cosa si sta vivendo, quali sono gli obiettivi mancati, quali i fallimenti.

In realtà certi atteggiamenti mentali minacciano in profondità il sé autentico e fanno ammalare.

I segnali della stanchezza sottendono una “depressione non riconosciuta”, in quanto l’individuo ha perso la voglia di vivere.

TRATTAMENTI

  1. FARMACOLOGICO:

numerose terapie in questo campo si concentrano su tre sintomi in particolare: il dolore, la depressione e l’insonnia.

  1. ATTIVITÁ FISICA GRADUALE:

la terapia si base sull’esercizio graduale, che consiste nel praticare l’attività fisica con durata ed intensità che aumentano gradualmente. Attività come: nuoto, camminata e jogging, avrebbero la capacità di ridurre la stanchezza e migliorare le prestazioni fisiche.

  1. TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE:

la terapia cognitivo comportamentale, ha come finalità di riordinare i pensieri DISFUNZIONALI e recuperare un atteggiamento positivo, riuscendo a modificare proprio i pensieri e comportamenti che creano disagio.

La terapia cognitivo comportamentale è una pratica psicoterapeutica:

  • Mira ad obiettivi da raggiungere.
  • Attiva il paziente in compiti responsabilizzanti.
  • È centrata sul QUI ED ORA.
  • È di breve durata ( 3 – 12 mesi).

Le tecniche si dimostrano efficaci nell’aiutare le persone a risolvere difficoltà di ADATTAMENTO O CRISI EVOLUTIVE, aiutando l’individuo a capire la malattia, riconoscere

i sintomi e saper reagire senza lasciarsi condizionare.

 

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