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“SPARE, OVVERO ‘IL MINORE’ | PRINCE HARRY “- PROF.SSA GABRIELLA TORITTO

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Redazione- Spare in lingua italiana può significare minore, riserva, di scorta, ricambio, libero. Il libro, un tomo di tantissime pagine, si apre con la dedica alla moglie Meg, ai piccoli Archie e Lili e “ovviamente, per mia madre” … e con l’esergo di William Faulkner: “il passato non muore mai. Non è nemmeno passato. L’ho acquistato martedì 10 gennaio per leggerlo. E l’ho letto, anzi ‘divorato’. Mi ha appassionato. Mi è sembrata una narrazione onesta e distaccata. Non ho intravisto livore. A volte sarcasmo, sì. Certamente moltissimi ricordi amari. Grande sofferenza. Tanta sensibilità. In “Spare” ho letto il racconto di destini che si incrociano malgrado la volontà delle stesse persone che vivono, soffrono e subiscono quei destini. C’è l’amore straziante e strozzato di un figlio, ancora fanciullo, che perde la madre, strappatagli dalla superficialità dalla crudeltà di pseudo-giornalisti, “tutti assolti”, di veri sciacalli. Lucio Anneo Seneca, il filosofo stoico romano, scrisse: “Levis est dolor qui loquitur, magnus muta“ ossia “Lieve è il dolore che parla, il grande dolore è muto”. E il dolore di Harry è stato così grande e devastante da rimanere muto per tanti anni, pur manifestandosi assordante nell’autolesionismo che ha contaddistinto certi suoi comportamenti adolescenziali nel tentativo di fuga dalla realtà che lo circondava. Quella realtà ‘odorava’ di morte. Attraverso la documentazione fotografica e filmica di ciò che è accaduto sotto il ponte de l’Alma Harry ha rivissuto quanto è successo a sua madre. Addirittura è salito personalmente su un’automobile e ha ripercorso quel tunnel, divenuto poi fatale per la principessa Diana, al fine di rendersi personalmente conto della dinamica del tragico incidente e del cinismo e della crudeltà di quei paparazzi che inseguivano la madre. Gli “sciacalli” hanno continuato a scattare foto anche quando il corpo della principessa era esanime, quando, esalando l’ultimo respiro, con lo sguardo rivolto verso il cielo, Diana è stata accecata dall’ultimo freddo ed implacabile flash … Sciacalli! In “Spare”, Il Minore, del principe Harry c’è la narrazione di un amore mai corrisposto in una famiglia, quella reale, ingessata in cliché, protocolli e pregiudizi di secolare memoria, dove fra congiunti non vi sono abbracci, baci, dove l’erede deve tutelare fin dall’adolescenza il proprio primato, escludendo autentici rapporti umani anche con i familiari più stretti. Non può permetterseli. C’è il racconto di un “palazzo” equivalente ad un palcoscenico, The Truman Show, dove si consumano realtà alienanti da cui voler fuggire,menzogne, intrighi, ipocrisie poiché vige una regola: ‘si salvi chi può’. Harry, dopo un’adolescenza tormentata, scopre se stesso, la propria autenticità, la propria essenza, cercata attraverso molteplici esperienze a contatto con la natura, con la solidarietà e con la guerra. Harry porta a compimento ciò che avrebbe voluto la madre: fuggire dalla Gran Bretagna (parole di Diana nell’intervista di Morton), dove i tabloid “uccidono”, stigmatizzano per sempre vittime sacrificali date loro in pasto. La modella inglese Caroline Flack, amica di Harry, non ha resistito agli anni vissuti sotto l’assedio dei flash. Ha preferito morire. Il principe è stato un fanciullo, un adolescente, un giovane che ha sofferto molto. Desiderava amore; voleva sua madre; anelava normalità e una famiglia normale … ma la sua non era, non è una famiglia normale. La sua famiglia è quella dei Reali di Gran Bretagna, del Commonwealth delle Nazioni, dell’ex Impero britannico. Il padre ha cercato di stargli vicino ma … anch’egli serba nel segreto del suo cuore delle ‘ferite’ … e ha dato ciò che è stato capace di dare … Il libro consta di ben cinquecentotrentacinque pagine, ricche di avvenimenti. E la realtà più aspra emerge nelle ultime pagine. Il ‘palazzo’ ha reso la vita di Harry e Meg un inferno poiché i due giovani sposi hanno avuto la dignità di non sottomettersi a meschini personaggi che hanno mentito anche alla regina Elisabetta II e hanno fornito ai giornali, con “la probabile approvazione della mia famiglia” notizie infamanti e fuorvianti. Tutti impuniti. Tranne Harry e Meg i quali hanno avuto l’ardire di essere liberi e di ‘volare’. Leggendo, sono stata colta però da un dubbio. Dato che stimo il principe Harry essere persona adulta e molto capace, di certo non uno sprovveduto, perchè ha raccontato così tanti particolari sulla guerra in Afganistan e sui talebani? E’ stato sincero, certamente, ma ha così esposto la propria incolumità. O forse quello è stato il modo indiretto per rivendicare ancora una volta quella scorta che gli è stata negata, tolta proprio a lui che si è distinto in guerra, che risulta essere veterano di guerra, un eroe in patria? Harry ha voluto ristabilire la verità. Non la sua verità ma la verità, onorando la memoria della madre, oggi ingiustamente dimenticata. La narrazione è il pianto soffocato di un bambino; è il continuo richiamo a quella tragica notte di fine agosto del 1997 sotto il ponte de l’Alma … Se per anni il magma di dolore è ribollito silente nell’animo del giovane Harry tanto da sconquassargli l’adolescenza, ora quel magma fuoriesce fragorosamente dal camino del vulcano e lava tutto.

F.to Gabriella Toritto

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