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SINDROME DI TOURETTE E ARTE

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Redazione- “Io vivo la mia vita controllato dalla sindrome di Tourette, ma mi servo della musica per controllare la sindrome. Ho imbrogliato la sua energia: ci gioco, la manipolo, la inganno, la imito, la derido, la esploro, la sfrutto in tutti i modi possibili”

Cos’è la sindrome di Tourette?

Scoperta nel 1885, venne citata la prima volta nella rivista “Archives de neurologie”, su un articolo di Brutus Gilles de la Tourette, neurologo francese; questo articolo parlava di una strana malattia che aveva, nell’arco della sua carriera visto solo su nove individui.

Individui che presentavano tic, movimenti involontari, in particolare al volto e arti della parte superiore del corpo, come braccia o collo. Questa sindrome studiata da Tourette ha infatti, un quadro clinico del tutto peculiare: poche patologie umane hanno così complicati intrecci anatomici, neurobiologici e funzionali.

Oggi, come quando è stata scoperta, questa sindrome viene diagnosticata (più o meno) in base al quadro clinico generale, tipi di tic o movimenti particolari del corpo; non esistono né esami specifici né indagini strumentali apposta.

Secondo gli studi svolti, esistono diversi step dell’andamento dei tic, basati principalmente sull’invecchiare dell’individuo: nella prima fase della vita è totalmente variabile, anche se si è più o meno concordato che i primi movimenti possono apparire intorno ai sei o sette anni, se si presentano, di solito sono movimenti poco intensi, a volte impercettibili alla vista di qualcuno distratto. I tic aumentano come quantità e si accentuano nella fascia dieci, quindici anni; di solito quelli che si accentuano maggiormente sono di tipo vocale. In età adulta, dai venti ai ventisei anni circa, si nota una remissione dei tic, non in tutti i casi, ma in molti di quelli sotto osservazione, anche fino al 40-50%.

Tourette e arte: un legame ancora sconosciuto

Un caso abbastanza noto, da chi studia questa sindrome, e che molte volte viene citato in diversi libri, è Nick van Bloss (1967), musicista inglese affetto dalla sindrome di Tourette. Nick è nato e cresciuto a Londra, all’età di sette anni ha improvvisamente sviluppato diversi tic di tipo motorio e di tipo vocale. Negli anni successivi non ricevette mai una vera diagnosi del suo problema, molti giustificarono i movimenti con diagnosi come: “il bambino è solo alla ricerca di attenzioni”.

All’età di undici anni cominciò a studiare pianoforte e divenne bravo velocemente, così facendo, nello stesso anno riuscì ad essere ammesso nella categoria Junior della Royal College of Music di Londra.

“Quando suonavo i tic sembravano quasi sparire. Era come un miracolo. Tutto il giorno, a scuola,ero pieno di tic, vortici motori ed esplosioni verbali; tornavo a casa sfinito e correvo al pianoforte e suonavo finché potevo, […] soprattutto perché quando suonavo non avevo più tic.”

Gli venne diagnostica ufficialmente la Tourette all’età di ventuno anni, quando ormai presentava una quarantina di movimenti involontari, tra tic, toccamenti compulsivi di parti del corpo e compulsioni a contare. Ha suonato in diversi concerti nel Regno Unito, fino a quando durante una competizione, per la prima volta i tic si presentarono mentre suonava, a causa di ciò, ha scelto per diversi anni di stare lontano dal palco.

David Aldridge, di professione batterista jazz, affetto da Tourette, dichiara come la sindrome in un lavoro come il suo, lo aiuti tantissimo ad esprimersi in creative improvvisazioni musicali, il desiderio di suonare è per lui, strettamente collegato al desiderio di sfogare la tensione della sindrome.

La sindrome può essere collegata a questa creatività?

Diversi studi hanno confermato la presenza di disturbi della personalità o tipici “sintomi” della sindrome di Tourette, in individui molto famosi, in particolare nell’ambito musicale, come Beethoven o Tchaikovsky, anche Mozart a giudizio di molti era affetto da sindrome di Tourette, che pare lo abbia aiutato nelle sue -già- formidabili capacità creative.

Pare che creatività e sindrome di Tourette, siano collegate entrambe al sistema dopaminergico, serotoninergico e noradrenergico, e anche se alcuni farmaci possono intensificare tratti artistici, questi però devono essere già presenti nell’individuo. Ciò che però non passa inosservato è il fatto che alcuni tratti della malattia favoriscano comunque una maggiore capacità inventiva, soprattutto pare, a livello musicale.

Senza dubbio è anche il fatto che, nei tourettiani sono presenti capacità particolari, quali la velocità mentale e l’ipercinesia motoria; queste possono trasformarsi da eccessi a forme artistiche.

Alcune ricerche di centri specializzati, hanno trovato un “rapporto” tra creatività e neuroni specchio negli individui con la sindrome, esemplificativo è stato comprovare come molti di questi parlino più lingue, o abbiano specifici tic comportamentali che li “obbligano” a scrivere poesie o testi in metrica.

Il tourettismo usa l’immatura libertà anarchica dei suoi circuiti cerebrali e mentali per comunicare e per dialogare, la loro inquietudine esistenziale -molte volte- viene percepita come la spinta creativa, l’idea di dover fare qualcosa di nuovo, bello e importante.

Tutto ciò – considerando le teorie di connessione tra sindrome di Tourette e arte, vere o comunque che possano esserlo – è la conferma di come l’arte possa diventare una vera e propria terapia, una “compensazione” o a detta di alcuni, la più indolore guarigione a molte malattie.

FONTI

Eric R. Kandel, Arte e neuroscienze, le due culture a confronto, Raffaello Cortina Editore 2016

Mauro Porta, Vittorio A. Sironi, il cervello irriverente, La sindrome di Tourette, la malattia dei mille tic, Editori Laterza, 2017

 

 

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