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IN RICORDO DELLE VITTIME DELLA SHOA: “DI CHE RAZZA SEI? UMANA” (ALBERT EINSTEIN)

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Redazione-Oggi ricorre il giorno della memoria, in cui ricordiamo l’eccidio non solo dei sei milioni di ebrei, ma anche dei gitani, degli omosessuali di tutti coloro ritenuti dal regime hitleriano come esseri inferiori. Dobbiamo tenere perennemente accesa la fiaccola della democrazia, della libertà e della tolleranza, affinché  i crimini avvenuti nel XX secolo non abbiano più a ripetersi e questo è possibile solo “esercitandosi” nella democrazia, tenendo sempre fermi alcuni principi chiave, quali la libertà di associazione, la sovranità popolare, la pari dignità sociale e l’uguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, come recita l’articolo 3 della nostra Carta Costituzionale. Come affermava Fichte “…essere liberi non è nulla, diventarlo  è cosa divina…”ciò sta a significare che la libertà non è acquisita una volta per sempre, ma solo con l’esercizio civico, con un “patriottismo costituzionale”, possiamo diventare fiaccole perennemente accese in difesa di quei principi sopra citati, solo così eviteremo una massificazione, fondata sull’intolleranza, sulla persecuzione dei “diversi”, sulla erronea pretesa di una superiorità razziale. A nome della redazione esprimo alla Comunità ebraica, alla comunità Rom e a tutti coloro che hanno avuto parenti trucidati dai nazisti la mia vicinanza ed il mio abbraccio sincero, nella speranza che il genere umano non si macchi più di tali efferati crimini. Spero altresì che la società del XXI secolo non abbia una “massa damnata atque culpabilis ” (San’Agostino) ma cittadini consapevoli dei loro diritti e doveri, ossia

“Optimi cives Rei Publicae”.

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