Ultime Notizie

UNA PROPOSTA DI VIDEO POESIA | BOLOGNA IN LETTERE 2021

0 5.496

Redazione- Nelle scorse settimane , mentre era in corso il Festival Bologna in Lettere 2021  abbiamo presentato su queste pagine il programma del festival. All’interno c’era anche il programma di una kermesse  con  una proposta di video poesia curata da  Dimitri Ruggeri  che  torna,come gli scorsi anni,  anche nella edizione di quest’ anno. Una  proposta  che intende consolidare nel festival Bologna in Lettere, una forma mediale che parla, scrive e ascolta con le immagini.

Lo scorso anno la sezione della video poesia  esordiva a “Bologna in Lettere – Il festival on line – VIII edizione Deposizioni”, con  la visione di un estratto dei migliori video che parteciparono  alla serata conclusiva del  Premio Hombres Itinerente 2019 di video poesia, iniziativa nata in collaborazione con il Poetry Blog SlamContemPoetry. . Quest’anno, considerato il crescente interesse, l’organizzazione ha pensato di proporre con il curatore  Dimitri Ruggeri (Direttore artistico del Premio Hombres di videopoesia), una propria rassegna denominata Bologna in Lettere Videopoetry per esordire nel panorama internazionale.

La scelta di Ruggeri ha coinvolto artisti con esperienza o che hanno dato un fattivo contributo al genere. L’evento che si terrà on-line ospiterà cinque video firmati da: Tom Konyves (Pioniere mondiale della video poesia), Helen Dewbery (coeditore di Poetry Film Live) Ghayath Almadhoun, (Miglior Poetry Film 2020 al Zebra Poetry film festival di Berlino), Sheldon Chau (Premio Hombres Itinerante di video poesia 2020 )), e Soar Marongiu (fondatrice del progetto Soul and the City). Le opere saranno in lingua originale.

Video in programma

Sabato 8 maggio ore 20.30

Dimitri Ruggeri, presentazione del progetto

Domenica 9 maggio ore 21.30

Tom Konyves, All This Day Is Good For (Ungheria – Canada)

Domenica 16 maggio ore 19.00

Sheldon Chau, Eko Ile (USA)

Giovedì 20 maggio ore 19.00

Helen Dewbery, Metaphysician (UK)

Domenica 23 maggio ore 20.00

Ghayath Almadhoun, Evian (Palestina – Siria)

Mercoledì 26 maggio ore 21.30

Soar, Violet and life (Romania)

Va  sottolineato come gli ideatori e organizzatori per questa edizione di  Bologna in Lettere 2021 hanno voluto dare vita ad una rassegna  internazionale di video poesia direttamente legata  al Festival  e completamente autonoma rispetto ad altre iniziative , compreso il  Premio Hombres itinerante .

Il premio HOMBRES prende il nome da un personaggio autentico di un piccolo borgo abruzzese, Fulvio Palombo (Hombres era il suo nomignolo). Il borgo è Pereto. Dice infatti  la presentazione del festival nell’apposita pagina web dell’associazione che lo organizza  : “ Un premio può essere nominato ricordando un personaggio famoso della storia o della cultura, di un luogo preciso o di un avvenimento eclatante. Noi dell’associazione Hombres, a suo tempo, abbiamo pensato di ricordare e promuovere un piccolo territorio attraverso il nome di una persona della comunità locale che, seppur avendo una visione culturale dello stare in comunità, non era riuscito ad intercettare il potere politico, economico o culturale. L’essere itinerante nei borghi autentici d’Italia vuole significare proprio il desiderio di incontrare tanti Hombres che vivono nelle realtà locali e che hanno dato è danno a quella comunità elementi di vera e condivisione cittadinanza popolare.”

Sabato 26 settembre 2020 presso la Chiesa di San Giovanni Battista, nell’ambito della XVI Edizione del  Premio Hombres Itinerante in onore di Pier Paolo Pasolini, si è  svolta  la giornata dedicata alla sezione video poesia del premio . Che ricordiamo  è  un premio internazionale di video poesia, come abbiamo detto ,interamente  dedicato alla valorizzazione dei  borghi: il tema stabilito per  il 2020  è stato  “La forma della città”. Il longevo premio ideato da Enzo D’Urbano, anche in questo difficile periodo,  ha confermato la buona riuscita di tutte le altre sezioni.

A vincere, tra opere provenienti da tutto il mondo, è stato il progetto filmico  City Odes – Lagos, Nigeria con la videopoesia Eko ile di Sheldon Chau (U.S.A.), che si aggiudica anche le menzione come miglior testo poetico. Nel corso della presentazione il curatore e direttore artistico della sezione di videopoesia   Dimitri Ruggeri   ha evidenziato come l’opera abbia centrato il tema del concorso con la seguente motivazione: “La forma della città è il caos di Lagos, che trova ordine nella volontà di resistere al senso di fuga e di abbandono. Lagos è la nuova Itaca”

Nel corso della serata  di premiazione della XVI edizione 2020 ,la giuria di qualità ha assegnato le altre menzioni a  Sensing Body and City di Johanna Reichhart (Germania) per la  miglior performance e la miglior fotografia/visual e a  Scary Place/Shapes& Sizes di Pamela Falkenberg e Jack Cochran (U.S.A.) per la migliore musica.

Nel 2019  il premio  per la videopoesia  fu vinto da   Il sogno del Funambolo di Ines Von Bonhorst e Yuri Pirondi (Italia) realizzata nell’incantevole scenario del borgo di Civita di Bagnoregio.

Ci sono  in Europa  altri festival di video poesia . Ne ricordiamo alcuni. Il festival di video poesia  più conosciuto in Europa è  certamente lo Zebra Poetry Film Fesival  la cui dodicesima edizione  si terrà quest’anno  a Berlino  nel  prossimo novembre.. ( 1)

Un festival quello  di Zebra Poetry  Film che si svolge dal 2002  a Berlino  . Rappresenta da sempre quindi un punto di incontro tra   poeti , videomarker e direttori di festival . Un incontro reciproco  anche con un vasto pubblico . Nella rassegna berlinese sono rappresentate tutte le forme di video poesia  e soprattutto  viene presentata una varietà di attività, nel mondo non solo visivo, che vanno dalla  proiezioni di film  a reading di poesia, retrospettive, mostre, performance, workshop, convegni, lezioni. Fino ad un programma  dedicato ai bambini.

Storicamente poi  va ricordato che In Italia una delle prime iniziative    in tema di  video poesia è stato il  festival  “Doctor clip”.

Ci sono poi  concorsi interamente dedicati alla video poesia o alla video poesia inserita nei festival, come  il Premio Hombres  che abbiamo già ricordato. E ci sono poi rassegne di video poesia  .Tra queste  c’è in preparazione la terza edizione di  Videoversi – Concorso di video poesia!

Il tema scelto per questa edizione è  “ Il pensiero poetico di Dante Alighieri” un tema importante  in occasione del 700  anniversario della morte del poesta . La scadenza pe presentare le opere è fissata al 30 giugno 2021.Le Opere finaliste saranno presentate nell’evento ad esse dedicato dall’ITFF.

Alcuni lavori verranno selezionati per essere inclusi in una speciale Antologia, edita a cura di “Prospettiva Editrice”.I vincitori saranno premiati nella Serata di gala conclusiva dell’ITFF 2021.(2)

Alla videopoesia, soprattutto nella sua forma di performance, negli anni scorsi  ha prestato attenzione anche il collettivo Zoopalco di Bologna, che con il concorso Poverarte Web Slam ha chiamato a raccolta alcuni dei protagonisti del poetry slam in Italia, invitandoli a creare videopoesie.

Zoopalco è un collettivo artistico con base a Bologna che ricerca e produce nell’ambito della poesia multimediale, in una fluida compenetrazione di generi e strumenti: dall’oralità alla video-poesia, dalla spoken word music alla performance, dalla e-lit al teatro.

Gestisce la promozione di diversi artisti e poeti attraverso l’organizzazione di eventi, tour nazionali e concorsi e si occupa della produzione di materiali editoriali multimediali legati agli spettacoli che promuove.

Grazie a numerose collaborazioni cittadine, ha portato avanti diversi percorsi laboratoriali e workshop in scuole superiori e teatri per ragazzi e adulti. Ha fondato e dirige la sezione Poesia Orale del Poverarte Festival di Tutte le Arti di Bologna e fa parte della Lega Italiana Poetry Slam (LIPS).

Da Gennaio 2018 è coinvolto nella co-gestione, assieme ad altre 11 realtà artistiche e culturali bolognesi, dello spazio  DAS – Dispositivo  Arti Sperimentali, situato in via del Porto 11/2 a Bologna. Lo spazio è stato assegnato in seguito alla vittoria di un bando del Comune di Bologna – Area educazione, istruzione e nuove generazioni nell’ottica della rigenerazione urbana e sociale di edifici in disuso.
DAS è un dispositivo-esperimento: un luogo di produzione artistica prima che una vetrina di eventi cross-artistici, in cui le pratiche dell’arte e del lavoro artistico trovano spazi, possibilità e professionalità.

Una selezione di opere in concorso a Doctor Clip fu presentata nel 2007, da Andrea Cortellessa, al poesia festival “ La punta della Lingua “di Ancona, che da allora dedica, grazie alle ricerche di Luigi Socci, un’attenzione costante alla «poesia che si vede», così come ha fatto nei suoi dieci anni di esistenza il festival Treviglio Poesia.

Ma a proposito della “ poesia che si vede” , nel riferire  quanto  avviene sotto l’egida del Festival Bologna in Lettere  2021, dobbiamo parlare di quanto scrive  Alessandro Moscè   (3)   sul suo blog :”  Si discute spesso sul modo con cui diffondere la poesia contemporanea (di qualità) del secondo Novecento e del Duemila. Ne parlano poeti, critici, appassionati, docenti. I social non aiutano perché manca ogni tipo di critica, di selezione e discernimento. La promozione orizzontale è spesso autocelebrativa e non si riesce a capire granché sulla portata di un valore di senso. Senza una mappa orientativa di tipo storico e/o geografico il rischio è che il principio “uno vale uno” inquini anche la letteratura. Chiunque, oggi, può aprire un sito, un blog, ideare una rivista e strutturare un canone individuale a proprio piacimento. Se le nuove generazioni hanno diritto ad essere conosciute, attenzione però al metodo e alla forma. Leggo sul “Corriere della Sera” di Giuliano Logos, che non conosco. E’ un artista performativo, poeta e rapper, che ha vinto il titolo mondiale di Poetry Slam. Declama le rime attraverso il linguaggio verbale e la gestualità. Parla specie di degradazione della plastica. Sono abituato a giudicare un poeta sulla testualità e non sulla sua capacità di esibirsi, pertanto non riuscirei neppure ad immaginare un poeta dal vivo, sul palcoscenico di un palazzetto dello sport, affiancato a Milo De Angelis o a Valerio Magrelli, che anticipano la lettura dei testi con ampie premesse, con ragionamenti emotivi e sentimenti della ragione. Ma il cosiddetto format, è una tendenza che va contemplata nella nostra contemporaneità come ciò che è contenuto in un libro pubblicato nella collana Lo Specchio Mondadori? Giro le pagine del “Corriere della Sera” e mi imbatto in un’altra stranezza: la traduzione rock della Divina Commedia ad opera di Pierò Pelù, un cantante di successo della mia generazione. Da più di vent’anni questo virare dritto per dritto verso lo spettacolo fa della poesia un genere ibrido e contaminato da molti linguaggi paralleli. Ai collettivi che inneggiano agli “incendi spontanei”, come riferito nell’articolo, preferisco chi legge ancora, meticolosamente, Umberto Saba ed Eugenio Montale, chi scrive seguendo una tradizione che fa della carta e della parola scritta l’elemento distintivo, rispetto alle tante gare di poetica popolare anche dentro una birreria o in uno scantinato. La parola perde significato quando viene esposta come sfoggio. Non basta ascoltare, bisogna leggere e rileggere. L’occasionalità toglie ai versi quella dimensione esistenziale di lungo corso e sedimentazione, perché l’oralità è solo uno dei aspetti che ruotano intorno alla scrittura (e non il più importante). Il rapper Giuliano Logos, addirittura, si propone si insegnare ad un’intelligenza artificiale (quale?). Dice che ama l’hip hop e non è interessato ad una pubblicazione, ma alla disciplina da scontro: la ferrea competizione, pertanto, è il sovvertimento di ogni regola. Sono lontani i tempi in cui il francese Joë Bousquet affermava che “la poesia è la salvezza delle cose perdute nel mondo”. Nobilitiamo il Poetry Slam senza intermediazioni e con una recitazione il più possibile dialogata con il pubblico? No, grazie. I versi vivono altrove, in un’anima mondo, tra reale e ideale, tra sguardo e memoria, non in questo eterno, turbolento presente.”

Queste idee di Moscè sulla poesia visiva mi  hanno permesso , in altra sede ( Poesia femminile singolare.it  )di argomentare alcune idee  su  un tema molto importante : quello “della poesia e non poesia “ nel contesto attuale e moderno in cui  probabilmente  non si legge molta poesia scritta e pubblicata  e  i poetry slam , insieme agli strumenti della comunicazione virtuale rappresentano un momento intenso ed importante per proporre  poesia.  Con l’idea definitiva, ma ancora da discutere in modo approfondito e argomentato , che molto probabilmente un momento  di  buon poetry slam  in cui viene  “detta” poesia di qualità, sta alla pari con la poesia  scritta ,  stampata e fatta circolare attraverso il più antico e classico degli strumenti , il libro . Perché la poesia  o è poesia in qualsiasi forma  la si fa o non lo è.  Affermazione radicale certamente ma con molte sfumature  che appunto hanno bisogno di approfondimento come per esempio le iniziative di ricerca.

Ricordiamo per inciso  che è  ormai lontana la ricerca poetica  degli anni  Sessanta/ Settanta dello scorso secolo  che dette vita a più  correnti: dalle Neoavanguardie  con la rivista “il verri” e  una antologia  pubblicata nel 1961 “ I novissimi”, alle sperimentazioni  dei poeti della rivista “ Officina”,  fino al Gruppo 63. Proprio in quel momento si sviluppò però,  nel fervore teorico e pratico di quelle sperimentazioni,  la poesia tecnologica o visiva che è arrivata fino ai nostri giorni.

“L’albero della poesia tecnologica – scrive il padre della poesia visiva italiana Lamberto Pignotti nel 1965 – si situa più nel contesto delle attuali comunicazioni di massa, degli odierni linguaggi tecnologici, che in quello della tradizione specificamente poetica”. Ciononostante dalla poetica della poesia tecnologica deriva la pratica della «poesia visiva». Video poesia dunque è un termine   inventato dal fiorentino Eugenio  Miccini, negli anni  del boom economico quando con Ori, Sarenco, Pignotti e altri,  tenendo conto della proliferazione  dei “ mezzi di comunicazione di massa”  e del loro ormai comune uso , dette vita a quella che Umberto Eco successivamente avrebbe esaltata come  : l’irruzione dei mass media  nelle arti figurative   ( la pop  art americana e in Italia le opere di  Schifano e Rotella )  e in poesia  la cosiddetta  “Lotta poetica “ che è appunto anche il titolo di una rivista  che sapeva molto di strutturalismo. Un risultato che  come diceva Pignotti realizzava una nuova condizione espressiva : “siamo imbevuti simultaneamente di parole che si fanno vedere e immagini che si fanno leggere», per cui «non c’è da stupirsi se la poesia invade l’immagine e si proclama visiva» (Pignotti 1972).

L’augurio dunque per questa edizione  della rassegna di video poesia all’interno del Festival Bologna in Lettere  è  lo stesso  dello scorso anno: avviare un dibattito sul tema  che possa coinvolgere sempre più performer, poeti, registi, sceneggiatori, filmaker e musicisti perché in fin dai conti la poesia non ha proprio confini.

Le informazioni sono tratte dal sito : http://www.bolognainlettere.it/

Brani da You tube  su https://www.facebook.com/BolognaInLettere/

Bibliografia  essenziale

Lamberto Pignotti, L’operazione tecnologica, ovvero: il vocabolario secondo, in «Nuova Presenza», n. 19/20, 1965-66, pp. 4-39

Lamberto Pignotti, Istruzioni per l’uso degli ultimi modelli di poesia, Lerici Editore, Roma 1968

Lamberto Pignotti, Fra parola e immagine, Marsilio, Venezia 1972

Lamberto Pignotti, Il Supernulla. Ideologia e linguaggio della pubblicità, Guaraldi, Rimini 1974

( 1)  The 12th ZEBRA Poetry Film Festival runs from 25th to 28th of November 2021 in the Urania Berlin. It is the largest international platform for poetry film worldwide. Since 2002 it offers poets, film and festival makers from all over the world a platform for creative exchange, brainstorming and meeting with a broad audience. With a competition, film programmes, poetry readings, retrospectives, exhibitions, performances, workshops, colloquia, lectures and a children’s programme, it presents in various sections the diversity of the genre of poetry film. In 2020, 2,000 submissions from more than 100 countries were submitted for the international competition.

https://www.haus-fuer-poesie.org/en/zebra-poetry-film-festival/call-entries

(2)   Regolamento completo: http://www.internationaltourfilmfest.it/index.php…

Modulo per l’iscrizione: https://bit.ly/36t0mbF

( 3)    Alessandro Moscè   è nato ad Ancona nel 1969 e vive a Fabriano. Si occupa di letteratura italiana. Ha pubblicato    )raccolte poetiche e romanzi  ,oltre a curare antologie di poeti .Ho trovato l’articolo di Alessandro Moscè   sul diario  della pagina Facebook di Alessandra Prospero   e l’ho riportato  integralmente perché  Nietzsche in “ Al di là del bene e del male” a pag. , 161 dice : “ I poeti sono privi di pudore verso le loro esperienze interiori: le sfruttano.” Perché quindi voglio parlare di poeti e di poesia . In realtà è un viaggio tra le diverse opinioni che il dibattito sulle idee di Alessandro Moscè  che sono state

espresse proprio su facebook  di seguito alla condivisione dell’articolo .

Commenti

commenti