Ultime Notizie

OFFICINA CUPELLO | UN MODELLO DI COSTRUZIONE SOCIALE E POLITICA

0

Redazione-  Sono solo 34 i voti che separano dal traguardo il movimento civico Officina Cupello che ora si avvia ad una lunga battaglia di opposizione. Dario Leone ne è il capogruppo in Consiglio Comunale. Qui, su Anankenews, per la prima volta, lo intervistiamo in altra veste rispetto a quella consueta di sociologo e autore.

Una distanza così ravvicinata che sembra quasi impercettibile. Come risponderebbe il Dario Leone politico e il sociologo a un risultato di questo tipo?

Essendo direttamente coinvolto, sarei poco professionale a esprimere valutazioni sociologiche. Intanto attenderei il riconteggio delle schede e la verifica della correttezza dei verbali che abbiamo richiesto per il tramite del nostro legale pochi giorni fa. Vedremo se la distanza che ci separa dalla vittoria è più ampia o ancor più limitata. Ritengo un risultato del genere una “sconfitta vittoriosa” dal lato di Officina Cupello e dall’altro (il campo avversario) una “vittoria penalizzante”. Il popolo è diviso a metà e tuttavia il progetto politico di Officina Cupello ha ricostruito un centro sinistra frammentato che ha trovato sintesi intorno a una visione comune dell’idea di territorio. Le sensibilità civiche, progressiste, cattoliche hanno dato vita ad un coinvolgimento popolare ampio riconnettendo un tessuto sociale affranto, disilluso, privo di speranza. È stato un percorso così intenso e profondo che a dieci giorni dalla chiusura delle urne, è proseguito con un’assemblea così partecipata da aver raccolto nella nostra sede oltre cento persone. Siamo la voce di tutti coloro che non hanno abbassato la testa.

La presenza della “terza lista” della stessa area, quanto ha influito sul mancato raggiungimento del risultato?

Certo, la sua funzione in tal senso l’ha svolta. Tuttavia io non la ritengo una rottura, ma un grande atto di chiarezza. Da decenni il centro sinistra è stato infestato da personalità di tradizioni politico-culturali, lontane anni luce dai valori dell’uguaglianza, della ridistribuzione della ricchezza e della giustizia sociale. A Cupello vi è un’incrostazione di potere che ha posto le sue gambe in entrambe le coalizioni spostando i consensi nel modo più funzionale alla propria causa, che non è mai stata la causa del popolo, compromettendo la sana alternanza democratica per decenni. Quello che è accaduto oggi, è che per la prima volta il Centro Sinistra ha compreso ogni segmento di questo grande inganno e ha democraticamente scelto un candidato sindaco quanto più rappresentativo di un’istanza di cambiamento lontana da logiche di potere e radicalmente dentro l’interesse collettivo. Le reti civiche hanno poi svolto una funzione preziosa, determinando dal punto di vista identitario, un profilo politico che ha fatto a meno dei partiti. Il Centro Sinistra ha ritrovato la sua unità dentro un campo più che largo, direi, enorme a tal punto da superare il concetto tradizionale di alleanza, fondendosi in una sola anima rappresentativa dell’insieme delle sensibilità. Oggi a Cupello finalmente le appartenenze sono chiare. Il gioco delle tre carte è stato smascherato in ogni singolo tentativo di manipolazione della realtà.

Il PD tuttavia ha poi deciso di appoggiare Officina Cupello.

Vi sono state forze politiche, associazioni, personalità del mondo della cultura che esternamente hanno dato il loro sostegno. Officina Cupello si è posta fuori dalle logiche dei partiti, ma dentro le loro migliori tradizioni politiche. Quel ramo del Partito Democratico con il quale abbiamo dialogato alla fine della campagna elettorale, è ben altra cosa rispetto a quella porzione del vertice del PD del Vastese il quale ha ormai stretto una sinergia ferrea con Forza Italia. Nulla li distingue sul piano della “visione” (in realtà assente) del territorio. Ovunque vi siano candidati a sindaco non disposti a reggere un certo tipo di sistema di potere, utilizzano lo strumento delle liste di disturbo o creano le condizioni per divisioni che le favoriscono. Quella parte del vertice del PD del vastese rappresenta un male incurabile per stessa ammissione di molti dei loro iscritti e di tanti dei loro dirigenti che peraltro lo affermano, in vario modo, pubblicamente, molto prima che fossi io a darne un’opinione. Esso è diventato un problema serio innanzitutto dentro il proprio partito. Hanno dato vita ad un vero e proprio “far west” fuori da regole e statuti avallando sezioni e segretari paralleli, con la deliberata intenzione di confondere l’elettorato e di stordirlo politicamente. Noi siamo stati fermi e determinati nel dire che erano, sono e saranno due facce della stessa medaglia indossata dallo stesso sistema di potere. Questa promiscuità tra la Destra e quel pezzo sempre più isolato del PD, si è mostrata plastica e palese a Cupello quando vi è stata la firma dell’accettazione di candidatura (salvo poi ritirarla all’ultimo momento), di una dirigente regionale di spicco del partito della Meloni; e ancora la rincorsa ad accreditare la candidatura del più votato del Centro Destra alle precedenti elezioni comunali. Un monumento all’imbarazzo con il volto di chi non sa distinguere la critica politica dall’attacco personale e il corpo di chi fuori da Cupello fa sempre più difficoltà ad apparire casto e pio, data la manifesta e insindacabile responsabilità politica e personale nell’aver determinato la nostra sconfitta che, per le condizioni nelle quali abbiamo operato, ha chiaramente il sapore di una “vittoria morale” ampiamente recepita da tutto il Vastese. È la diarchia PD/FI ad essere stata moralmente sconfitta innanzitutto dall’interno.

La vostra prima battaglia è stata diretta contro la nomina del Direttore Generale del Civeta. Siete l’unica realtà politica del paese ad aver assunto questa posizione. Perché?

Perché a Officina Cupello nessuna azienda può permettersi di dettare la linea politica. Siamo uomini e donne liberi, senza un prezzo e dunque non acquistabili. Da noi i conflitti d’interesse non esistono. Sono stati estirpati alla radice. Questa è la nostra principale forza. Nessuno all’infuori di noi può dire la stessa cosa. Il CIVETA è passato da Consorzio a SRL, ma tale forma societaria non è titolata a ricevere i 35 milioni di euro di fondi PNRR. Per cui gli stessi esponenti politici che hanno voluto trasformarla da Consorzio in SRL, ora dovranno trasformare l’SRL in consorzio. Sembra una barzelletta eppure questa schizofrenia amministrativa dimostra la totale inadeguatezza di questa classe dirigente politica territoriale. Ora, mentre vi erano le operazioni di spoglio elettorale, spunta fuori un bando per l’assunzione di un Direttore Generale per € 300.000. Una figura della cui utilità riteniamo vi siano più che ragionevoli dubbi. Oltretutto nell’ipotesi del ritorno alla formula del Consorzio, sarebbe addirittura controproducente. Ecco, noi pensiamo che se il CIVETA ritiene di investire € 300.000 nei prossimi tre anni, possa farlo assumendo quattro lavoratori in più o migliorando gli attuali stipendi degli operai. La differenza tra noi e il resto dell’intera compagine politica cupellese sta tutta qui: da un lato vi è una classe politica che sostiene l’assunzione di una inutile figura parassitaria, dall’altro chi lotta e propone soluzioni per migliorare le condizioni di vita dei più deboli. Ciò che divide la destra dalla sinistra, insomma. O se si preferisce, ciò che divide la visione di una parte, dalla sensibilità civica. La coerenza è il prodotto delle posizioni politiche, non di chiacchiere buttate al vento o di collage di mezze verità messe insieme da un’imbarazzante manipolazione di chi pensando di avere la verità nella tasca se la ritrova drammaticamente bucata.

Officina Cupello va verso la sua costituzione in Movimento Civico. Quale struttura organizzativa costruirete e quali iniziative?

La grande assemblea popolare del 17 giugno ci ha dato mandato di sviluppare una organizzazione capillare, in grado di rappresentare efficacemente le istanze e le sensibilità politiche, civiche e culturali di ben 1227 concittadini. Affronteremo nei prossimi giorni i modi e gli strumenti per costruire questo grande soggetto popolare che conclude la sua funzione elettorale per diventare punto di riferimento stabile e duraturo. Tra pochi giorni i nostri giovani daranno vita alla prima radio cupellese con tanto di palinsesto, rubriche e dibattiti con la funzione di amplificare la voce di tutti e di tutte. A breve partirà un “tour” nel territorio per raccontare questa straordinaria esperienza di riconnessione comunitaria per porci anche nel resto del Vastese come modello di riferimento per ripartire dal basso e arrivare al punto più alto del cambiamento della propria realtà.

Commenti

commenti