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” NOSTALGIA, NOSTALGIA CANAGLIA ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  “Nostalgia, nostalgia canaglia Che ti prende proprio quando non vuoi Ti ritrovi con un cuore di paglia E un incendio che non spegni mai Nostalgia, nostalgia canaglia Di una strada, di un amico, di un bar Di un paese che sogna e che sbaglia Ma se chiedi poi tutto ti da”

Cantavano Al Bano e Romina Power e ci si erano messi in tanti a scrivere i versi del testo Vito Pallavicini, Willy Molco, Albano Carrisi, Romina Power – Vito Mercurio . “nostos” che significa “ritorno” e “algos” vale a dire dolore: dolore del ritorno. Il brano raggiunse il terzo posto al Festival Di Sanremo del 1987, aggiudicandosi 4.415.396 voti e raggiunse il quarto posto della classifica italiana come singolo più venduto.

Un motivo che alla mia età ogni tanto mi viene in mente come quando ho iniziato a scrivere questa riflessione . Una canzone specchio perchè , devo confessare , alla mia età ho tre nostalgie di anni ormai andati nel grande fardello di “quello che è stato” ma anche di quello che poteva essere e . “non” è stato . Come probabilmente per molti della mia età..Non sono molte tre nostalgie ma segnano indubbiamente un orizzonte ancora da guadare; tre cose alle quali aggrapparsi : l’Europa come speranza, la ricostruzione postbellica con il salto economico, il cosidetto “ boom economico” ,l’occasione perduta di Tangentopoli.

Ora io racconto, come in altri scritti, con la distanza della mia età anagrafica che mi permette di tenere a bada tutte le passioni della giovinezza e della maturità E queste cose le racconto in un mondo completamente diverso , completamente trasformato ; le racconto anche con una certa leggerezza . Io che ho riempito quaderni di versi però non posso fare a meno di ripensare questi versi di Bertold Brecht di “L’eccezione e la regola “ anche se da giovane ho recitato con la “ Compagnia dei giovani “ un altro testo di Brecht “ Il consenziente e il dissenziente”:

E- vi preghiamo- quello che succede ogni giorno

Non trovatelo naturale.

Di nulla sia detto: è naturale

in questo tempo di anarchia e di sangue,

di ordinato disordine, di meditato arbitrio,

di umanità disumanata,

così che nulla valga

come cosa immutabile. (B. Brecht, L’eccezione e la regola)

Che è poi quello che suggerisce Tiziano Terzani : “ Il mondo è cambiato. Dobbiamo cambiare noi.

Innanzitutto non facendo più finta che tutto è come prima, che possiamo continuare a vivere vigliaccamente una vita normale. Con quel che sta succedendo nel mondo la nostra vita non può, non deve, essere normale. Di questa normalità dovremmo avere vergogna.”

Il mondo è cambiato con una accellerazione impressionante , con uno spostamento progressivo verso Oriente del potere politico ed economico fino ad ora esercitato dagli Stati Uniti e dall’Europa In questo scenario la Cina va progressivamente sostituendo la leadership economica e militare degli Stati Uniti anche se Donald Trump ,Presidente degli Usa, cerca di ridurre la dipendenza economica da Pechino, ad esempio creando una riserva strategica di terre rare per contrastare il dominio cinese in questo campo ,minacciando di annessione stati e territori che dispongono di queste materie .E non solo. Ma anche con una politica, condita di minacce di impoisizione di dazi , anche alla stessa Cina, che oscilla tra la pura competizione e le lusinghe di una parvenza di amicizia e composizione delle differenze e rivalità. Minacce e imposizioni di dazi per ridurre tutto ad una trattativa a due ,negando il multilateralismo e gli organismo internazionali nel campo del commercio e della globalizzazione. Con un risultato che progressivamente sta portando il cittadino americano a pagare il 96% di quei dazi sotto forma di rincari e restrizioni al suo carrello della spesa. Ma soprattutto che l’America First sta smantellando l’Anglosfera.

In uno scenario in cui viene sostituita la competizione con la Russia, tenuto conto dei rapporti tra Donald Trump eVladimir Putin, riabilitando le mire imperiali di quest’ultimo, con quella con la Cina, mentre avanza sulla scena mondiale l’India con mire e pretese. Senza capire che probabilmente la Russia , dopo le sanzioni per l’invasione dell’Ucraina è divenuto un satellite della Cina e ha fatto una scommessa con un azzardo sulla Grande Eurasia..

Con l’aggiunta di un comportamento schizofrenico della Presidenza degli Usa che non riconosce più il ruolo dell’Onu abbandonando decine di organismi internazionali e cercando di sostituirlo,per esempio , con il Board of Peace nelle questioni della ricostruzione della striscia di Gaza ; ignora il diritto internazionale con le azioni in Venezuela; tende a privilegiare rapporti a due . Con un’Europa in una posizione notevolmente indebolita incapace di quelle azioni che per esempio Mario Draghi ed Enrico Letta hanno formulato nei loro rapporti già da mesi e rimessi all’attenzione degli Stati membri nel summit al castello di Alden Bielsen giovedì 12 febbraio 2026.

Ora di fronte a questi fatti e avvenimenti la questione che pongo è : “io non riesco a cambiare “ ed ecco perchè ho queste tre nostalgie che attraverso continuamente:l ‘Europa come speranza, la ricostruzione postbellica con il salto economico, il cosidetto “ boom economico” ,l’occasione perduta di Tangentopoli. .Anche se sicuramente il mondo “come lo conoscevamo” fino a poco tempo fa non esiste più.

Ma andiamo per ordine -.

Nella Storia della guerra del Peloponneso, Tucidide affida al Dialogo dei Meli una delle più lucide e spietate radiografie del potere: di fronte agli Ateniesi, portatori di una democrazia che si scopre imperiale, I Meli invocano giustizia, neutralità e diritto, ma ricevono in risposta una verità brutale, destinata a superare i secoli: «i forti fanno ciò che possono, i deboli soffrono ciò che devono». Sembra essere questa la cifra fondamentale del cambiamento in atto nei rapporti tra i paesi del mondo con scenari di insicurezza e instabilità

Ecco perchè mi aggrappo all’Europa a cui spetta di sfidare i nuovi imperialismi e rilanciare l’ordine internazionale fondato sulle regole del multilateralismo. Perchè sembra che proprio in riferimento ai cambiamenti della politica mondiale l’Europa sia rimasta la sola a custodire valori e principi come il rispetto della dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani (inclusi i diritti delle minoranze), promuovendo una società basata su pluralismo, tolleranza, giustizia e solidarietà. Questi principi sono essenziali per l’adesione e la vita nell’Unione E’ un nuovo umanesimo a cui bisogna concedere fiducia e dare speranza. Anche se qualcuno afferma : “Cara Europa non ci sono valori senza potere “

Certo di fronte alle difficoltà in cui si dibatte in questo momento l’Europa che non riesce ad essere una unità politica ,un esercito comune ,una politica sui ligranti vicolante per gli stati membri, che esercita poteri delegati e che continua a voler prendere le decisioni all’unanimità ,che poi significa in alcuni casi non prenderle , è facile “parlare male” di Europa come spesso si sente da parte dei politici, dei tecnocrati e dei semplici cittadini . E’ facile elencare tutto quello che non va. Ma c’è molto di più in quelle idee del Manifesto di Ventotene che dettero vita appunto ad una Comunità europea .

L’articolo 2 dello stesso Trattato ribadisce i valori fondanti che rimangono un puntodi riferimento nella geopolitica mondiale.: “l’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Certo qualcuno potrà dire “ parole” che hanno bisogno di essere tradotte in realtà . E’ vero : Ma le parole sono importanti e dalle parole e dal loro significato che si comincia. E poi sono queste le parole che hanno retto ottanta anni di poace e di sviluppo .

Anche se a questo punto la necessità di regolamentare le relazioni tra Stati diversi dettata storicamente da ragioni politiche, economiche, sociali, scientifiche e tecnologiche, tutti ambiti nei quali possono realizzarsi forme di cooperazione,sembra in crisi .

Allora l’Europa è una “speranza “perchè malgrado molti di questi principi e valori restano sulla carta, tardano ad essere attuati, si confondono e si perdono nelle politiche, nelle indecisioni, nelle diffocoltà , nell’icapacità di risolvere quel vincolo dell’unanimità che oggi rallenta e vanifica molte decisioni , essi restano nitidi nell’orizzonte e capaci di ricostruire un mondo diverso da quello di oggi. Bisogna aggrapparsi a quei valori anche se la nostalgia non è “una” o “la” strategia che vorrei vedere attuata per l’affermazione di quei valori . Anche per non negare la speranza di una Europa vera in questo presente così pieno di contraddizioni . Una Europa proiettata nel futuro .

La seconda nostalgia è quella di anni molto lontani, cosidetti del boom economico in cui da adolescente ho visto gli uomini e le donne ,i cittadini di una nuova Repubblica che uscivano da una catastrofe – nonni e padri della mia generazione – ricostruire un paese a pezzi . Una capacità, una voglia, una lungimiranza come quella dei padri costituzionali che sono riusciti a costruire per quella nuova Repubblica un documento di vita oserei dire futuristico che funziona ancora oggi ,malgrado i tentativi di modifiche, delegittimazione, cose ancora da attuare. Ma soprattuttoho assitito ad una integrazione in tempi brevissimi , malgrado il dato di partenza ovvero coloro che avevano contribuito a scatenare una guerra mondiale m anche coloro che si erano riscattati con la guerra partigiana,nel nuovo blocco occidentale , con un senso di immunità, protetti dall’ombrello Usa e Nato per dedicarci alla crescita di un certo benessere Una americanizzazione che dopo l’accoglienza di mlioni di emigranti nel paese a stelle e strisce arrivava in Italia al seguito degli eserciti di liberazione . L’americanizzazione alla Carosone “ tu vu’ fa l’americano “ anche se proprio non fino in fondo . Visto la capacità negli anni successivi anche di criticare l’imperialismo americano .E di contro il colonialismo europeo.

E infine non rimane che aggrapparsi ad una nostalgia veramente forte. L’occasione perduta di Mani pulite che perdura ancora oggi a mio parere .Anche se è vivo il dibattito tra chi la vede come un’opportunità sprecata e chi come un “colpo di stato” giudiziario Probabilmente se il corso della Storia avesse preso un altro indirizzo evitando il ventennio del berlusconismo , che in realtà ha preparato l’attuale governo del paese, non saremmo al punto che si sta smontando pezzo a pezzo proprio quell’impianto di controllo che Mani pulite aveva fatto sperare di affermare dando vita ad una nuova stagione della politica. Una stagione che non è mai arrivata . Che è stata negata per molti anni e che oggi vede rispetto al contrasto della corruzione e dei reati contro la Pubblica Amministrazione modifiche delle fattispecie come concussione , induzione indebita e abuso d’ufficio fino alle riforme più recenti (come il D.L. 92/2024) con l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, sostituito da fattispecie specifiche.

Il percorso giudiziario coosiddetto di Mani pulite(1992-1994) (1) ha causato il crollo della Prima Repèubblica e ora che probabilmente siamo già alla Terza repubblica ( anche se la definizione del numero di “Repubbliche”è un tema di dibattito storiografico e giornalistico, non un dato costituzionale ufficiale ) il risultato è purtroppo un’opinione pubblica scettica e la persistenza della corruzione,nascosta, sottaciuta ,sempre in agguato, degna di attenzione .

Tre nostalgie dunque per tentare di resistere ad un sommovimento geopolitico ma anche per recuperare , a modo mio, il senso dell’orientamento per esprimere una prospettiva sulla rivoluzione mondiale , non per sopravvivere ma per creare antidoti appunto alla perdita di valori rappresentati o , come nostalgie :l’Europa l’Atlantismo ,la politica onesta per il bene comune.

(1)Il Pool di Mani pulite si servì dei mezzi di informazione ma soprattutto delle tv per pubblicizzare il processo mediatico a Cusani,con filmati quotidiani delle udienze . Veniva così comunicato il malessere di una società e delle istituzioni repubblicane . In un paese in cui i partiti perdevano il ruolo che avevano esercitato per quasi mezzo secolo. .Veniva così preparata nell’opinione pubblica e negli elettori la vittoria elettorale di Silvio Berlusconi nel 1994 dando vita ad un ventennio di cambiamento in cui scomparivano i punti di riferimento che avevano orientato la Storia di un paese.. Un cambiamento che sostituì i punti di riferimento quali i partiti, l’egemonia della dc,l’occidentalizzazione del partito comunista italiana con un modello politico personalizzato, televisivo e imprenditoriale. Forza Italia come “partito azienda” in cui punto di riferimento era la a figura de “il Cavaliere “ leader carismatico che parlava direttamente agli elettori grazie alle proprie reti televisive (Fininvest) creando così un nuovo linguaggio politico, nazional-popolare e diretto ,sostituendo i vecchi valori ideologici con quelli della modernizzazione e del liberismo. Con una logica bipolare, unendo forze diverse (Lega Nord al nord, Alleanza Nazionale al sud) in una coalizione anti-comunista.

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