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” NON E’ SOLO UNA FACCENDA DI CUORE ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  C’è un piccolo prodigio tecnologico chiamato “BiVACOR Total Artificial Heart “(TAH) , che sta ad indicare un cuore artificiale in titanio, completo . Il primo al mondo in grado di sostituire totalmente quello umano grazie a una pompa rotativa a levitazione magnetica. In parole semplici: un piccolo motore hi-tech, levitato con magneti che evita frizioni meccaniche e riproduce il flusso sanguigno naturale .Niente più battito ,niente ritmo naturale.

Un meccanismo che certamente non è come il cuore di carne donato ma che nell’ultimo esperimento australiano ha permesso al paziente di vivere cento giorni ,unapiccola frazione di tempo rispetto al tempo che garantisce un cuore umano trapiantato.Comunque una possibilità , anzi quasi una certezza ,con qualche aggiustamento per così dire , che questo cuore artificiale , sostituisca quello malato, definitivamente . Facendo fare un balzo intergalattico a questa tecnica di sostituzione che , di fronte alle difficoltà attuali dei trapianti: scarsità di donatori, condizioni individuali dei pazienti , diventerebbe una realtà concreta , generalizzata e quindi risolutiva.

Una soluzione dunque che porrebbe fine alla difficoltà che si incontrano nel campo dei trapianti di cuuore da donatore che sono appena seimila nei confronti dei 23 milioni di pazienti al mondo che soffrono di una patologia cardiaca. Tra cui l’insufficienza cardiaca . Che negli ultimi anni è aumentata e sfiora cifre come 64 milioni di persone al mondo con una mortalità a 5 anni tra 50 e 75% .

La medicina definisce lo scompenso grave, o insufficienza cardiaca, come l’incapacità del cuore di contrarsi e dilatarsi in maniera sufficiente per svolgere le sue funzioni vitali. Per rimediare a questo problema che mette in pericolo la vita delle persone affette da questo scompenso fin dagli anni Sessanta dello scorso secolo si pensò di sotituire il cuore con un altro appunto “donato”. Una idea che sembrava difficilmente realizzabille fino a quando divenne realtà grazie ai pioneristici interventi tra i quali il primo effettuato da Christiaan Barnard il 3 dicembre 1967,, presso l’ospedale Groote Schuur di Città del Capo, in Sudafrica in cui il cuore di Denise Darvall fu trapiantato nel petto di Louis Washkansky,

Il trapianto di cuore però in questi decenni è andato incontro ad alcune difficoltà tra le quali, la maggiore, l’(in)disponibilità dell’organo o la selezione del paziente. La necessità ha consigliato dunque di ricercare e costruire un organo artificiale i VAD , come per esempio Heartmate 3, che funzionano con tecnologie di propulsione del sangue nuove, che sfruttano i campi magnetici, garantendo maggiore durata e sicurezza rispetto al passato e soprattutto minor rischio di complicanze trombo-emboliche. L’impianto di un VAD può essere effettuato come ponte in attesa di un cuore donato o definitivo.

Un altro prodigio tecnologico, anche qui come esempio , è Carmat E’ stato dimesso il 10 giugno 2025 dal reparto di Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, un paziente di 52 anni al quale è stato trapiantato un cuore Carmat. Il cuore artificiale completo Carmat (unico autorizzato e commercializzato in Ue) è stato impiantato in 84 pazienti in Europa e 3 in Usa, dove è autorizzato dalla Fda anche un altro dispositivo. Il cuore Carmat si avvia ri voluzionare i trapianti perchè potra essere permante in quanto disporrà a breve di una nuova e super sofisticata scheda elettronica, parte centrale del cuore artificiale, progettata per non andare incontro a deterioramento, prodotta da un’azienda italiana di satelliti. Arriva dalla tecnologia applicata ai missili e sarà miniaturizzate per essere inserita nell’organo hi-tech, rendendolo così duraturo e mirato ad un impianto permanente”. (1) Il cuore Carmat viene prodotto nello stabilimento produttivo di Bois D’Arcy, a pochi chilometri da Parigi. Nei laboratori – definiti ‘Chambre blanche’ (Camera bianca) perchè completamente sterili e dove lavorano circa 20 tecnici e 60 ingegneri, con una capacità produttiva di 500 cuori l’anno dal 2024 – i cuori artificiali vengono prodotti e assemblati. Una catena di montaggio ‘per la vita’ dove il ruolo dell’uomo, accanto a quelle delle macchine e dei robot, resta fondamentale in varie fasi della costruzione dell’organo tech, che richiede circa 2 mesi per ogni singolo dispositivo ed il cui costo, attualmente, si aggira intorno ai 200mila euro. Il cuore artificiale totale è oggi utilizzato, con il primo impianto effettuato da Alain Carpentier nel 2013, con l’indicazione di ‘ponte verso il trapianto’ per i pazienti affetti da insufficienza cardiaca biventricolare terminale e incapaci di trarre beneficio da una terapia medica o da dispositivi di assistenza ventricolare (Vad). In questo modo, si stabilizza il paziente e si migliora la sua qualità di vita mettendolo in grado di attendere il trapianto a casa invece che ricoverato in ospedale, con evidenti benefici clinici ed un miglioramento delle condizioni di salute, che permette di affrontare al meglio il successivo trapianto, oltre che risparmi per il Ssn. Il cuore tech è collegato ad un sistema esterno portatile (tramite un tubicino dall’addome) per l’alimentazione attraverso pile e per monitorarne il funzionamento.

Quindi il cuore non è più solo una faccenda di sangue come scrive nei suoi versi Patrizia Valduga

IL cuore sanguina, si perde il cuore

goccia a goccia, si piange interiormente,

goccia a goccia, così, senza rumore,

e lentamente, tanto lentamente,

si perde goccia a goccia tutto il cuore

e il pianto resta qui, dentro la mente,

non si piange dagli occhi, il pianto vero

è invisibile, qui, dentro il pensiero.

E non è più solo una faccenda di pensiero come per esempio in quello cinese dove , il cuore ( Xin ) è il “sovrano” del corpo, non solo un organo fisico ma la sede dello Shen (lo Spirito), che ospita e nutre la coscienza, l’intelligenza, la lucidità e il discernimento .Nel quaderno 4197 del mese di settembre di Civiltà Cattolica viene arricchito in un lungo articolo il termine cuore che già è presentato nelle varie lingue come premessa, contenuta in una bella meditazione, all’Enciclica di Papa Francesco “Dilexit nos “ che parla della devozione al Cuore di Gesù, il Sacrocuore di cui vediamo immagini e rappresentazioni in ogni epoca.

L’articolo della Civiltà Cattolica illustra gli scritti cinesi anteriori alla fine della dinastia degli Han occidentali che coincide più o meno con l’inizio dell’era cristiana.

Non è più dunque una faccenda di cui ne hanno parlato non solo atomisti ,filosofi ma anche letterati e poeti perchè al cuore sono state “ affibbiate” per così dire funzioni essenziali non solo sotto l’aspetto anatomico ma anche sotto molti altri versanti. Per rimanere all’esempio dell’Enciclica di Papa Francesco , parlare di cuore oggi significa attirare l’attenzione su una profondità nascosta.E proprio per rimanere alla medicina cinese va sottolineato

E’ sicuramente prima di tutto una faccenda di prevenzione in quanto le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte. Il loro primato dura ormai da un secolo. In Italia, secondo i dati dell’Istat , il sistema circolatorio è responsabile di 223mila vittime l’anno, quasi seicento al giorno . I tumori, al secondo posto, ne provocano 175mila . La loro somma copre il 55% dei decessi del nostro paese. Un quadro allarmante per i numeri anche se ad una diminuzione degli infarti corrisponde un aumento di malattie come lo scompenso, l’ipertenzione di lunga durata e le aritmie che sono i nuovi problemi da affrontare in questo campo . Un quadro che è andato trasformandosi grazie ai progressi della medicina e al cambiamento degli stili di vita. Una trasformazione che sta spostando l’ago della bilancia : dalla necessità di interventi improvvisi e tempestivi a quella di una cura metofdica per la cronicità.

“Ogni anno in Italia si registrano fino a 150mila nuovi casi di infarto miocardico acuto e oltre 25mila pazienti muoiono prima di arrivare al ricovero. Negli ospedali, secondo Agenas – Agenzia per i servizi sanitari regionali, nel 2022 sono state ricoverate circa 110mila persone con questa diagnosi. Grazie alle tecniche di rivascolarizzazione siamo riusciti a migliorare il dato della mortalità entro i 30 giorni, che in passato superava il 15%. La mortalità fuori ospedale, invece, non è migliorata, perché i pazienti non vengono seguiti in modo adeguato sul territorio e questo porta a una interruzione delle terapie e della riabilitazione cardiologica”. Così Furio Colivicchi, past president Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri e direttore Cardiologia clinica e Riabilitazione Ospedale San Filippo Neri di Roma, in occasione del 55esimo Congresso nazionale Anmco in corso a Rimini. (2)

Dunque le cause delle malattie vascolari e quindi la prevenzione e le cure . E’ ormai vecchia di cinque anni fa la scoperta che dietro l’infarto c’è un batterio ,l’Escherichia Coli, il ben noto batterio intestinale che favorisce la formazione di coaguli nel sangue,. secondo uno studio cui hanno partecipato l’Università La Sapienza di Roma e l’Emodinamica di Terni diretta dal prof. Marcello Dominici, con la collaborazione di un team di cardiologi, cardiologi interventisti, anatomopatologi, patologi clinici e biologi coordinati da Francesco Violi, direttore della I Clinica medica del Policlinico universitario Umberto I di Roma.

L’Escherichia coli (E. coli) è un tipo di batterio Gram-negativo che fa parte della normale flora batterica intestinale di esseri umani e animali. Mentre la maggior parte dei ceppi di E. coli è innocua e persino benefica, alcuni ceppi patogeni possono causare malattie gravi, come infezioni gastrointestinali (dalla diarrea alla colite emorragica), infezioni delle vie urinarie e, nei casi più gravi, sindrome emolitico-uremica. L’infezione da Escherichia coli può passare da sé in alcuni giorni, ma la durata varia a seconda del ceppo batterico e della gravità dell’infezione

La prevenzione ,l’importanza della prevenzione. Tra le azioni più importanti della prevenzione in questo ambito va segnalato il semplice controllo della colesterolemia genetica considerato che circa l’1% della popolazione registra valori più alti del normale .Con questo semplice controllo potrebbero essere evitati almeno cinquantamila decessi all’anno .C’è poi tutto il comparto delle malattie legate allo stile di vita evitando così l’80% dei decessi legati a queste malattie ,le più frequenti delle quali sono l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale. Controllare lo stile di vita diventa così essenziale . Il che significa per ciascuno di noi , prendersi cura della propria salute in concreto praticando dunque la prevenzione

Tenendo conto che molti sono i fattori che contribuiscono alla insorgenza delle malettie cardiovascolari :età, sesso, pressione arteriosa, abitudine al fumo di sigaretta, diabete, colesterolemia, bisogna agire sui fattori di rischio modificabili come ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete, fumo di tabacco, sovrappeso/obesità, sedentarietà e dieta (che comprende abitudini come lo scarso consumo di frutta, verdura e pesce) e l’eccessivo contenuto nei cibi di grassi saturi e di sale.

Per l’Oms si dovrebbe soprattutto consumare una quantità di sale inferiore a 5 grammi al giorno (pari a un cucchiaino da thè), che corrispondono a circa 2 grammi di sodio. A livello mondiale, si stima che siano 1.89 milioni i decessi associati ad un consumo eccessivo di sale. In Italia i livelli di consumo di sale sono ancora ben al di sopra dei valori raccomandati, sebbene siano diminuiti nel tempo.

E sempre in tema di prevenzione la pubblicazione delle linee guida che rappresenta uno dei momenti più attesi del congresso annuale organizzato dalla European Society of Cardiology. nell’’edizione 2023, che si è svolta ad Amsterdam tra il 25 e il 28 agosto, ha visto la presentazione di cinque nuove linee guida:

  • Sindromi coronariche acute;
  • Scompenso cardiaco;
  • Cardiomiopatie;
  • Patologie cardiovascolari e diabete;
  • Endocardite.

Certo come abbiamo sottolineato fin qui la prevenzione , attraverso il monitoiraggio costante delle sindromi, gli stili di vita, l’alimentazione , l’eliminazione dei fattori di rischio come l’uso del sale, il fumo , il colesterelo può essere ed è un fattore determinante.

Ma in questa battaglia è spuntato all’orizzonte un ausilio altrettanto determinanete quando le condizioni di rischio si fanno quasi immediate : l’uso di tecnologie e organi come appunto il cuore artifciale completo . Un passo avanti e decisivo per la sostituzione anche di altri organi in una prospettiva di protesi bioniche che proiettano il nostro corpo nell’immortalità come Rex, l’uomo bionico esposto già dal 20213 a Londra, al Museo della Scienza, in una sezione dall’eloquente titolo «Quanto del tuo corpo può essere sostituito?» . Una domanda che progressivamente sta avendo risposte come quella del cuore artificiale completo .

(1)https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2024/12/04/ansa-cuore-artificiale-permanente-i-primi-impianti-nel-2025_e54ff9da-d672-4a6b-af32-8b7f944787c5.html

(2)https://www.costruiresalute.it/?q=news/anmco-150mila-casi-di-infarto-lanno-italia-ma-migliora-trend-mortalit%C3%A0

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