NAVIGARE NEL DIGITALE: LA RICERCA DELLE EMOZIONI ANALOGICHE TRA I GIOVANI
Intervista con la Dott.ssa Assunta Di Basilico, psicologa, pedagogista, artista e musicoterapeuta
Redazione- Nel mondo contemporaneo, dove il digitale permea ogni aspetto della nostra vita, i giovani si trovano a vivere un’esperienza paradossale.

Da un lato, sono immersi in una realtà virtuale che offre infinite possibilità di connessione e comunicazione; dall’altro, molti di loro avvertono una crescente nostalgia per le emozioni analogiche, quelle esperienze autentiche e genuine che si vivono “a cuore aperto”.
Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Assunta Di Basilico, psicologa e pedagogista, esperta anche in dinamiche giovanili.
Dottoressa Di Basilico, qual è la sua opinione sul fenomeno dei giovani che cercano emozioni analogiche?
“La ricerca delle emozioni analogiche è un segnale importante. I giovani, pur essendo immersi in un mondo digitale, avvertono un bisogno profondo di autenticità e connessione emotiva. La comunicazione attraverso schermi può risultare superficiale e, spesso, non riesce a soddisfare il desiderio di esperienze emotive reali. Questo fenomeno ci invita a riflettere su come possiamo sostenere i giovani nella loro ricerca di un equilibrio tra il digitale e l’analogico.”
Cosa consiglia ai giovani per affrontare questa dualità?
“Consiglio ai giovani di dedicare del tempo a esperienze che stimolino le emozioni autentiche. Attività come il volontariato, la pratica di uno sport, l’arte come la musica, la scrittura o la pittura, o semplicemente trascorrere tempo con amici e familiari, possono aiutarli a coltivare relazioni significative. È fondamentale che imparino a disconnettersi dal digitale, anche solo per brevi periodi, per riscoprire il valore della presenza fisica e dell’interazione faccia a faccia.”
E per le istituzioni? Quali passi possono intraprendere per supportare i giovani in questo percorso?
“Le istituzioni hanno un ruolo cruciale. È importante promuovere iniziative che incoraggino la socializzazione e l’interazione diretta. Eventi culturali, laboratori creativi e spazi dedicati all’incontro tra giovani possono rappresentare un’opportunità per riscoprire le emozioni analogiche. Inoltre, è fondamentale integrare nei percorsi educativi un’educazione all’uso consapevole delle tecnologie, affinché i ragazzi apprendano a gestire il loro rapporto con il digitale in modo sano e equilibrato.”
Ho sempre sostenuto, battendomi, al rinserimento pedagogico nelle scuole!
Il rinserimento pedagogico nelle scuole è un tema di grande importanza, soprattutto in un periodo in cui l’educazione deve affrontare molte sfide. Ecco alcune considerazioni e proposte per promuovere questo rinserimento:
1. Formazione degli insegnanti: È fondamentale che gli educatori ricevano una formazione continua sulle metodologie didattiche e sulle tecniche di gestione della classe, in modo da poter affrontare le diverse esigenze degli studenti.
2. Supporto psicopedagogico: Integrare figure professionali come pedagogisti, psicologi e medici, nelle scuole può aiutare a gestire situazioni di disagio e favorire un ambiente di apprendimento sereno.
3. Inclusione e diversità: Promuovere una cultura dell’inclusione che valorizzi la diversità e favorisca il rispetto reciproco tra gli studenti. Programmi di sensibilizzazione e attività di gruppo possono essere utili
4. Attività extracurricolari: Offrire opportunità di apprendimento al di fuori delle aule, come laboratori, sport e attività artistiche, può aiutare a rinforzare il legame tra studenti e scuola.
5. Coinvolgimento delle famiglie: Creare un dialogo costante con le famiglie per supportare il percorso educativo dei ragazzi e affrontare insieme eventuali problematiche.
6. Metodologie attive: Utilizzare metodologie didattiche attive e partecipative che coinvolgano gli studenti nel loro percorso di apprendimento, rendendoli protagonisti e motivandoli.
7. Attenzione al benessere: Promuovere il benessere degli studenti attraverso programmi che incoraggino uno stile di vita sano, la gestione dello stress e la consapevolezza emotiva.
Il rinserimento pedagogico è essenziale per garantire un’educazione di qualità e per preparare gli studenti a diventare cittadini responsabili e consapevoli. È un obiettivo che richiede l’impegno di tutti: scuole, famiglie e comunità.
Qual è la sua visione futura riguardo a questo fenomeno?
“Spero che si possa arrivare a un equilibrio in cui il digitale e l’analogico non siano in conflitto, ma si integrino in modo armonioso. I giovani di oggi hanno un potenziale straordinario; se riusciranno a trovare il giusto bilanciamento, potranno vivere esperienze ricche e significative, sia nel mondo virtuale che in quello reale.”
In un’epoca in cui le emozioni sembrano sempre più invisibili, la ricerca della connessione autentica diventa un imperativo per le nuove generazioni. La Dott.ssa Di Basilico ci invita a riflettere su come possiamo tutti contribuire a rendere visibili quelle emozioni che nutrono il nostro cuore e la nostra anima.
Per contatti: Associazione Essere Oltre – Email: info@essereoltre.it cel: 3387310128
