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” ALLA RICERCA DELLA PACE : RAGIONE E UMANITA’ PER LIBERARCI DALLA GUERRA ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  Scriveva il Cardinale Petrocchi arcivescovo di L’Aquila in sintesi nella sua lettera per gli auguri natalizi lo scorso anno “La liturgia della Parola, nella Messa della notte di Natale, proclama che per noi è nato un bambino: il suo nome è «Principe della Pace» (Is 9, 5). Anche il coro degli Angeli, che annuncia ai pastori la venuta del Salvatore, canta con gioia: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama» (Lc 2, 13-14) (…)L’incontro con il Signore, che bussa alla nostra porta (cfr. Ap 3,20-21), ci consente di capire “chi” siamo e cosa siamo chiamati a diventare: se ci muoviamo in sintonia con Dio, diventiamo veri “amici” di noi stessi. Il frutto di questo “accordo” tra la nostra vocazione e gli atti che poniamo, genera la pace, radicata sul terreno evangelico del “bene”, pienamente vissuto e donato” (…)

«La storia umana è una storia di guerre, intercalata da brevi periodi di pace, che più esattamente dovrebbero chiamarsi di tregua. È stato calcolato che dal 1496 a.C. fino al 1861 d.C., ossia in 3357 anni, ci furono 227 anni di pace e 3130 anni di guerra, tredici anni di guerra per ogni anno di pace. Durante gli ultimi tre secoli, in Europa si sono avute 286 guerre. Dal 15 a.C. fino al 1860 d.C., sono stati firmati più di 8000 trattati di pace. La loro validità media è stata di circa due anni”

( J. Comblin, Teologia della pace, Ed. Paoline, Roma 1966, II, p. 111 )(…)Lo scorso secolo, nel cuore dell’Europa, sono scoppiati numerosi conflitti e due guerre mondiali, che hanno provocato devastazioni immense e oltre 100.000.000 di morti: cifra che supera di molto la somma di tutti coloro che hanno perso la vita nelle guerre precedenti, dal primo secolo a.C. fino al 1899. Solo negli anni ’90 si sono registrate 56 guerre combattute in 44 Nazioni. Il 90% delle guerre dopo il 1945 ha avuto luogo nei Paesi poveri. A pagarne il prezzo maggiore sono stati gli innocenti: 2 milioni di bambini uccisi dal ’90 al 2000; circa 30 milioni di morti tra i civili. “

Sono parole attualissime che richiamano ancora una volta l’attenzione sugli elementi della pace giusta, quella che si regge sulla giustizia sociale fatta di lotta alla povertà, alle diseguaglianze. Ma soprattutto una pace che guarda con insistenza alla riduzione degli arsenali militari, alla riduzione e controllo delle testate atomiche, insomma al modo di ridimensionare un mondo di violenza, morte, sofferenza.

Non va dimenticato che in questo Natale 2025 si continua a combattere nella guerra tra Russia e Ucraina,non c’è tregua tra Israele e Hamas, ci sono prigionieri che restano nelle retrovie e nelle carceri di Israele ma anche ostaggi nelle mani di Hamas . E poi ci sono tutti i conflitti nel mondo .Sono infatti attivi 56 conflitti, il numero più alto mai registrato dalla fine della seconda guerra mondiale. È il dato che emerge dall’edizione 2024 del Global peace index, pubblicato a giugno dall’Institute for Economics & Peace. Conflitti che hanno determinato l’anno scorso162mila decessi con i conflitti in Ucraina e Gaza responsabili di quasi tre quarti delle morti. L’Ucraina ne rappresenta più della metà, registrando 83.000 morti, mentre le stime per il conflitto in Palestina parlano di almeno 33.000 (fino ad aprile 2024).

Già l’Ispi metteva in guardia sulla potenza di fuoco della Russia con l’uso di droni iraniani e della risposta dell’Ucraina che negli ultimi mesi del 2024 ha , per così dire, fatto delle incursioni in vario modo nel territorio russo compreso quelli che vengono definiti atti terroristici ovvero eliminazione di personaggi come il generale Kirillov ,il cosiddetto chimico perchè esperto nella guerra chimica e batteriologica . Attività alle quali la Russia sta rispondendo con azioni che tendono a danneggiare anche le infrastrutture civili e quindi arrecare disagio alla popolazione compresa quella della capitale Kiev le cui metropolitane si riempiono proprio in questi giorni delle festività natalizie ogni notte e durante gli allarmi della contraerea.

Come dicevo scriveva già l’Ispi qualche tempo fa : “ Di più recente notizia è l’attacco con alcuni droni di fabbricazione iraniana contro due centrali di Odessa: i danni riportati hanno causato diverse interruzioni alla fornitura di energia elettrica e disagi per più di 1,5 milioni di persone. Non si fermano inoltre i bombardamenti russi sulla regione ucraina di Kherson, comprese le zone residenziali del capoluogo dell’oblast. Il governatore Yaroslav Yanushevich ha comunicato che fra gli obiettivi degli attacchi russi ci sono stati anche il reparto maternità dell’ospedale, un bar e diversi appartamenti.(1)

Una situazione insostenibile dunque quella che vede Russia e Ucraina in guerra dal 2022 in cui l’Ucraina è stata sostenuta e continua ad essere sostenuta secondo quanto affermano i rappresentanti di 47 paesi e una ventina di organizzazioni internazionali che hanno partecipato alla conferenza internazionale di Parigi per le azioni belliche e la ricostruzione del paese in guerra. “La Russia agisce in modo vile e cerca di seminare il terrore fra la popolazione” attaccando le infrastrutture civili, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron . Secondo Volodymyr Zelensky serviranno circa 800 milioni di euro.

Un conflitto che dura da trenta mesi e che il neo eletto presidente degli Usa Donald Trump promette di avviare a conclusiuone nelle immediatezze del suo insediamento . Ha avuto inizio il 24 febbraio 2022 quando il presidente russo Vladimir Putin ha dato l’ordine di invadere la vicina Ucraina a ridosso del riconoscimento delle repubbliche separatiste del Donbass in territorio ucraino Donetsk e Lugansk,. L’invio di truppe non è mai stato definito dalla Russia come un atto di guerra bensì una operazione speciale con la motivazione ufficiale di un’iniziativa di peacekeeping. In un contesto in cui molti non credevano che Putin potesse spingersi fino all’invasione del suo vicino.

Come dura ormai da mesi il conflitto tra Israele e Hamas, iniziato dopo il raid di Hamas sui territori di frontiera di Israele con Gaza nell’aootobre 2023, che lentamente sta contribuendo, per tutta una serie di eventi, come per esempio l’invasione del Libano da parte di Israele e la tregua con Hezbollah, la rivalità con l’Iran e gli attacchi e contrattacchi degli ultimi mesi, la caduta degli Assad in Siria, alla modifica di una serie di equilibri in medio oriente complici le politiche degli Stati Uniti e della Russia.

Guerra Russia – Ucraina, guerra Israele -Palestinesi sono avvenimenti che ci fanno riconsiderare la necessità di ricercare la pace. Quella pace che da decenni l’Europa aveva goduto e che all’improvviso si è incrinata e minaccia pesantemente la vita di ognuno di noi in modo diretto e indiretto .

In una situazione complessa quale appare sempre più la geopolitica dei continenti che vede da una parte gli Stati Uniti d’America e le incognite del nuovo mandato presidenziale di Donald Trump e

il conferimento da parte del XX Congresso del partito comunista cinese del terzo mandato a Xi Jimping che si candida quindi a guidare l’Asia dove permane un’altra incognita quella di Taiwan contesa dalla stessa Cina che non ha esitato a dichiarare, con qualche metafora anche sorprendente , che quel territorio potrebbe essere annesso anche con opzioni militari.

Eventi dunque che chiedono a gran voce la ricerca di una pace . A cominciare da quella personale e tra gli uomini come veniva invocata dal Card. Petrocchi che abbiamo riferita iniziando questa riflessione ma anche e soprattutto tra i popoli e le nazioni. Una pace che significa giustizia sociale attraverso la lotta alla povertà e alle disuguaglianze , abolizione degli arsenali militari ,riconsiderazione della storia geopolitica del nostro pianeta dalla guerra fredda ad oggi.

Enrico Peyretti del Centro Studi Sereno Regis, Torino su .peacelink.it/ esamina una frase di Kant : “«Gli eserciti ed armamenti permanenti devono essere soppressi, perché sono già, con la loro sola esistenza, minaccia agli altri popoli, perciò violazione della pace, causa di insicurezza e quindi di corsa agli armamenti» che rivela l’idea di Kant a lungo discussa nella sua opera Per la pace perpetua (progetto filosofico), del 1795 nella quale Kant si ispira all’ idea che i sovrani debbono comportarsi secondo la suprema massima morale per cui «la persona umana non deve essere mai considerata come un mezzo». La pace è rinuncia degli Stati al diritto di guerra, alla sovranità intesa come insubordinazione alla legge universale umana.Intendere lo stato come potenza e la sicurezza come superiorità produce un sistema di guerra e di assenza strutturale di pace.

La pace è rinuncia allo stato di guerra ma si prepara anche in contraddizione con il motto degli antichi latini “se vuoi la pace prepara la guerra” . Ossia si prepara riducendo per esempio gli arsenali nucleari .

Il 22 gennaio 2021, quasi tre anni fa, entrava in vigore, nel diritto internazionale, il divieto (votato dall’Assemblea dell’Onu il 7 luglio 2017) di costruire, usare e anche solo detenere armi nucleari. L’Italia non ha ancora ratificato il patto, e detiene sul nostro territorio molte atomiche .Nelle basi di Aviano (Pordenone) e di Ghedi (Brescia), sono presenti una quarantina di ordigni nucleari (B61). E nella base di Ghedi si stanno ampliando le strutture per poter ospitare i nuovi cacciabombardieri F35, ognuno dal costo di almeno 155 milioni di euro, in grado di trasportare nuovi ordigni atomici ancora più potenti (B61-12). Il nostro Paese si è impegnato ad acquistare 90 cacciabombardieri F35 per una spesa complessiva di oltre 14 miliardi di euro, cui vanno aggiunti i costi di manutenzione e quelli relativi alla loro operatività. (2)

Ed è sempre Kant che nella sua riflessione sulla guerra e sulla pace propone principi di ragione e di umanità per liberarci dalla guerra. «Una guerra di sterminio, in cui ha luogo la distruzione delle due parti ad un tempo e con esse di ogni diritto, non farebbe posto alla pace perpetua, se non nel grande cimitero dell’umanità. Una simile guerra pertanto, e con essa l’uso dei mezzi che vi conducono, dev’essere assolutamente vietata».

Ecco dunque la vera necessità per preparare e ricercare la pace. A giugno 2024 il Centro Nuovo Modello di Sviluppo ODV ha pubblicato il dossier “ Fermare le guerre , costruire la pace “. Al progetto coordinato da Francesco Gesualdi hanno aderito anche Altreconomia, Attac Italia, Eco Istituto del Veneto, Peacelink e Pax Christi. L’obiettivo del dossier è quello di dare in 32 pagine dei consigli pratici e delle linee guida per costruire la pace.

Le indicazioni all’interno del dossier sono rivolte sia all’Italia in quanto Stato sia alle sue cittadine e ai suoi cittadini. Non si tratta infatti solo di grandi rivendicazioni dal punto di vista politico ed economico. Al contrario, il dossier introduce anche a piccoli spunti quotidiani, per portare la volontà di costruire della pace nella vita di tutti i giorni.

Ci vuole più coraggio «a cercare la pace che a fare la guerra, a favorire l’incontro che lo scontro, a sedersi ai tavoli dei negoziati che a continuare le ostilità». Lo ha detto Papa Francesco nel discorso indirizzato ai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, riunito il 14 giugno 2023 . E ha continuato Papa Francesco : “Per costruire la pace dobbiamo uscire dalla logica della legittimità della guerra: se essa poteva valere nei tempi passati, nei quali i conflitti armati avevano una portata più limitata, oggi, con le armi nucleari e di distruzione di massa, il campo di battaglia è diventato praticamente illimitato e gli effetti potenzialmente catastrofici. È venuto il tempo di dire seriamente “no” alla guerra, di affermare che non le guerre sono giuste, ma che solo la pace è giusta: una pace stabile e duratura, non costruita sull’equilibrio pericolante della deterrenza, ma sulla fraternità che ci accomuna. Siamo infatti in cammino sulla stessa terra, tutti fratelli e sorelle, abitanti dell’unica casa comune, e non possiamo oscurare il cielo sotto il quale viviamo con le nubi dei nazionalismi. Dove andremo a finire se ciascuno pensa solo per sé? Perciò quanti si adoperano per la costruzione della pace devono promuovere la fraternità. È un lavoro artigianale che richiede passione e pazienza, esperienza e lungimiranza, tenacia e dedizione, dialogo e diplomazia. E ascolto: ascolto del grido di chi soffre a causa dei conflitti, in particolare dei bambini. I loro occhi solcati dalle lacrime ci giudicano; il futuro che prepariamo loro sarà il tribunale delle nostre scelte presenti. “

Ecco appunto per “ costruire la pace dobbiamo uscire dalla logica della legittimità della guerra” perchè la guerra secondo Luciana Castellina :”La guerra uccide, accumula morti, da qualche secolo anche tanti civili, fra aggressori e aggrediti, sempre esseri umani incolpevoli. Mi meraviglia quando vedo denunciare queste uccisioni e contemporaneamente progettare altra guerra. Giusta o non giusta non importa, tanto non vince chi ha più ragioni, ma chi è il più forte militarmente. Solo qualche volta è accaduto che la forza vincente in un conflitto, pur essendo militarmente più debole del suo avversario, lo abbia alla fine battuto: quando il modello sociale e culturale che rappresentava ha conquistato l’egemonia morale. È accaduto con la Seconda guerra mondiale, e non perché chi ha vinto, noi fronte antifascista, fossimo più armati. E tuttavia, anche il nostro schieramento “buono” non aveva esitato ad ammazzare centinaia di migliaia di civili a Hiroshima, e a produrre un’ecatombe bombardando Dresda. Perché questa è la logica della guerra, il suo meccanismo perverso. “(3)

”La guerra uccide, accumula morti, da qualche secolo anche tanti civili, fra aggressori e aggrediti, sempre esseri umani incolpevoli. “ Contro la guerra dunque per la pace c’è solo la riscoperta del dovere della pace . E la storia ce lo insegna. Una storia che deve insegnare soprattutto all’Europa perchè in questo continente viviamo e a questa comunità apparteniamo che invece di coltivare il disegno impraticabile dell’isolamento della Russia si può proporre di riporre le armi per costruire assieme in Europa un sistema di sicurezza comune dall’Atlantico agli Urali basato sul disarmo, i diritti umani, il diritto all’autodeterminazione dei popoli e i diritti delle minoranze.

Ecco dunque lo sforzo e il proposito che in questo Natale 2024 di guerra possiamo chiedere all’Europa perchè è l’istanza istituzionale più vicina a noi , nella quale viviamo e che ci appartiene, come possiamo chiederlo ai nostri governanti che in questa Europa interagiscono e fanno politica .La richiesta di una vera politica di pace ogni giorno e per tutti i giorni fino a quando la pace non diventerà una realtà concreta per tutti in Europa e nel mondo .

(1)https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-russia-ucraina-10-mappe-capire-il-conflitto-33483

(2)https://www.acli.it/litalia-ratifichi-il-trattato-onu-di-proibizione-delle-armi-nucleari/

(3)Brano del contributo pubblicato in anteprima su Questione giustizia online il 21 aprile 2022 (www.questionegiustizia.it/articolo/la-guerra-e-brutta).

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