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MINORI E ABUSO SESSUALE

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Redazione- Sono spesso storie di violenze, abusi, sfruttamenti sull’infanzia quelle che raccontano le cronache sui giornali e negli altri mezzi di informazione ( tivù e social ) istituendo un binomio perverso appunto tra “ violenza” in senso lato e infanzia. Nascondendo e dimenticando quello che l’infanzia e l’adolescenza significano per la storia di un paese , di una società.

Prima di affrontare articolatamente il tema della violenza sull’infanzia ,declinata in questa riflessione in quello che è l’aspetto più disumano e feroce della stessa violenza che è appunto l’abuso sessuale, occorre recuperare e riflettere su alcuni momenti essenziali della condizione infantile e su alcuni fenomeni che ne istituiscono e costituiscono per così dire l’essenza ,ovvero la condizione essenziale perché nel suo svolgersi assicuri una corretta formazione dell’individuo. Quindi essenzialmente una condizione che assicuri l’esercizio di facoltà e diritti ricompresi in quel “ diritto all’infanzia” in cui la preposizione “al” determina la differenza tra l’esercizio e lo stato d’essere. “Essere” significa in questo caso vivere in una condizione in cui sono rimossi tutti gli ostacoli per una crescita armonica.

Diritto dunque a difesa dell’infanzia promosso a livello internazionale con la convenzione delle Nazioni Unite : “ Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia” (1) che ha prodotto anche all’interno delle stesse Nazioni Unite la creazione di un’agenzia specifica per i problemi relativi all’infanzia : il Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia ( Unicef ). (2)

Ma soprattutto rispetto dei diritti fondamentali e valorizzazione di questa età significa, in estrema sintesi , non accelerare la crescita. Rispettare la naturale evoluzione ,garantendo così un ruolo ben definito . Mantenere e rispettare i tempi ,costruire armonicamente, fornire strumenti e opportunità sono i momenti più intensi per scongiurare e battere tutte le forme di violenza sull’infanzia.

La letteratura (3) di ogni tempo ha restituito la condizione dell’infanzia in vari modi e con opere a volte immortali . E’ riuscita, in molti casi, entrando nella quotidianità ad astrarre un mondo a volte sotterraneo e asfittico per renderlo luminoso, non solo per gli insegnamenti che ne scaturiscono ma anche per la forza di persuasione che mette in campo nel determinare l’idea che intere generazioni si sono fatta di questa età della vita . Spesso ha anche indicato i pericoli a cui va incontro l’infanzia quando la crescita è ostacolata o bloccata . Perché ostacolando la formazione si uccide la capacità dell’individuo di conservare dentro di sé il bambino che è stato come punto di riferimento del proprio sé anche nei momenti più difficili dell’esistenza. Per trarre sempre da quella radice forza e convinzione per risolvere i problemi dello stato di adulto .

Dunque la violenza che ostacola la crescita e che nega i diritti ad una formazione armonica. Definiamo allora la violenza sull’infanzia .

Henrietta Fore, Direttore generale dell’UNICEF,ha detto e scritto : “ “La violenza è una lezione indimenticabile che nessun bambino ha bisogno di imparare” perché 300 milioni di bambini tra i 2 e i 4 anni nel mondo subiscono regolarmente violenze dai propri familiari/tutori (circa 3 su 4), 250 milioni di questi sono puniti in modo fisico (circa 6 su 10). Le punizioni corporali violente (vietate solo in 60 Paesi), nonostante siano ritenute da 1,1 miliardi di genitori/tutori come necessarie per crescere ed educare i figli, sono invece in contrasto con le norme di sviluppo, producendo danni morali e fisici.

Secondo l’Unicef :” Tutti i bambini e gli adolescenti hanno il diritto ad essere protetti da qualsiasi forma di violenza subita nel corso della loro vita, in ogni ambiente. Oltre al dolore e alle sofferenze che provoca nell’immediato, la violenza compromette il loro sviluppo psico-fisico e ne mina gravemente l’autostima. Per questo il contrasto al fenomeno deve essere prioritario, come stipulato dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, i suoi tre Protocolli opzionali, e richiamato nell’Agenda 2030 e nei relativi Obiettivi di sviluppo sostenibile [5 e 16]. ( 4)

Eppure, la violenza contro i bambini e gli adolescenti viene spesso minimizzata o, peggio ancora, considerata come un aspetto necessario ed inevitabile della loro vita, e così come l’impunità dei perpetratori, può indurre le vittime a credere che ciò che stanno subendo sia normale.

La violenza dunque sui minori è violenza difficile da rilevare perché :” È difficile studiare il fenomeno della violenza sui minori per tutta una serie di ragioni. Comunque, ci sono cinque numeri che forniscono un quadro significativo della situazione: 1) Un quarto di tutti gli adulti, a livello globale, dichiara di aver subito abusi fisici quando erano bambino. 2)Una donna su 5 e un uomo su 13 dichiara di aver subito abusi sessuali da bambino. Da questo dato, si evince che donne, ragazze e bambine sono maggiormente esposte al rischio. 3) Ogni anno, circa 41mila bambini e ragazzi fino a 15 anni di età sono vittime di omicidio. Si tratta, però, di una cifra sottostimata: una cospicua percentuale di maltrattamenti è erroneamente attribuita a cadute, ustioni, annegamento e altre cause “accidentali”. 4)Nel mondo, ci sono circa 76 milioni di bambini che lavorano. La metà di loro è impiegata in lavoro pericolosi, come in miniera e nel trasporto di carichi pesanti (secondo i dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro).5) Nel 2014, secondo le stime dell’Unicef, circa 120 milioni di ragazze, di età inferiore a 20 anni, sono stati vittime di sfruttamento sessuale. Thailandia, Nepal e Tanzania sono alcuni dei Paesi dove questo problema si manifesta nella sua forma più grave. ( 5)

Nell’esaminare i temi relativi alla violenza sull’infanzia e sui minori un accenno va fatto a quella che possiamo definire “ violenza istituzionale “. Che è un modo di approfondire alcuni aspetti della vita delle istituzioni nel momento in cui si occupano di persone . Mi riferisco agli ospedali ,ai manicomi,agli istituti assistenziali , ai collegi e orfanotrofi, ad asili e scuole dell’obbligo ma anche a case di riposo per anziani . Tutte istituzioni legate a doppio filo alla cura e all’assistenza delle persone con un potere coercitivo che alle volte deborda e diventa opprimente. Ricordiamo in questo senso.tra i tanti, le idee e gli studi di Michel Focault . ( 6 )

Per quanto riguarda i minori è il caso di tener conto in questa classifica per esempio della violenza da loro subita negli asili , nelle scuole , nelle carceri . Ma è un argomento che merita una trattazione a parte specie il carcere come strumento di contenimento delle devianza e delinquenza minorile . Ci limitiamo a dire qui a questo proposito che il carcere non intercetta più la stragrande maggioranza dei comportamenti dei giovani sanzionabili con una pena. La stessa Unione Europea ne richiede da tempo la chiusura in favore di interventi più commisurati alle esigenze e alle richieste che stanno sotto quei comportamenti che violano la norma penale ( commissione di reati ) perché in definitiva vanno intesi come campanelli di allarme . Per non parlare di un fenomeno veramente terribile che è quello dei bambini soldato.

Ma la violenza a volte è un semplice riverbero di problemi che la coppia, la famiglia, i singoli individui si trovano a vivere . Una specie di valvola di sfogo. Ecco perché dobbiamo parlare almeno per un momento dei problemi sociali ed economici che ostacolano la normalità nella vita delle persone ,delle famiglie e che inducono molte forme di violenza tra cui appunto quella sui minori. Una normalità che quando viene incrinata si ripercuote sui comportamenti dei membri della famiglia stessa e a farne le spese sono spesso i minori. Sia perché subiscono sia perché mettono in atto comportamenti di difesa che a volte sfiorano trasgressione e devianza.

Per quello che riguarda il panorama italiano, nel quale vanno sottolineati fenomeni che destano perplessità e preoccupazioni, va sottolineato il fenomeno della flessione dell’indice di natalità a causa per esempio della carenza di servizi per l’infanzia che determinano anche una condizione di vita delle donne , legate appunto alla cura e all’accudimento, che non riescono ad affrancarsi da certe incombenze durante la giornata per dedicarsi principalmente al lavoro ma anche ad altre attività.

Ci sono poi altri fenomeni che riguardano proprio la condizione dell’infanzia e dell’adolescenza come le nuove povertà, i gap formativi , il mancato rispetto del diritto alla formazione .

Tanto che Save the Children (7 afferma per quanto riguarda la condizione dell’infanzia in Italia “Negli ultimi dieci anni il numero dei minori che vivono in povertà assoluta, senza i beni indispensabili per condurre una vita accettabile, è più che triplicato, passando dal 3,7% del 2008 al 12.5% del 2018. Oggi sono oltre 1,2 milioni. Un record negativo che ha visto un netto peggioramento negli anni più duri della crisi economica, tra il 2011 e il 2014, in cui il tasso di minori in condizioni di povertà è passato dal 5 al 10%, trasformando un fenomeno circoscritto in una vera e propria emergenza. Solo nel 2018, ben 453.000 bambini di età inferiore ai 15 anni hanno dovuto beneficiare di pacchi alimentari. La povertà dei minori si riflette anche sulle difficili condizioni abitative in cui molti di loro sono costretti: in un paese in cui circa 2 milioni di appartamenti rimangono sfitti e inutilizzati, negli anni della crisi il 14% dei minori ha patito condizioni di grave disagio abitativo.

L’Italia continua a non avere un Piano strategico per l’infanzia e l’adolescenza, investe risorse insufficienti in spesa sociale, alimentando gli squilibri esistenti nell’accesso ai servizi e alle prestazioni, condannando proprio i bambini e le famiglie più in difficoltà ad affrontare da sole, o quasi, gli effetti della crisi. (8 )

Save the children continua così il suo esame : “In un paese impoverito, in cui si fanno sempre meno figli e in cui il tema dell’integrazione dei “nuovi italiani” diventa sempre più urgente, l’Italia continua a non avere un Piano strategico per l’infanzia dotato di adeguati investimenti. L’Italia resta uno dei paesi europei che investe meno nell’infanzia, con divari tra le diverse regioni nel reale accesso ai servizi per i bambini e le loro famiglie. Basti pensare che a fronte di una spesa sociale media annua per l’area famiglia e minori di 172 euro pro capite per interventi da parte dei comuni, la Calabria si attesta sui 26 euro e l’Emilia Romagna a 316. Un divario che penalizza il Sud e in particolare tutte quelle aree che sono state colpite dalla mancata definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEP) previsti dalla riforma del Titolo V della Costituzione. In mancanza di un intervento di riequilibrio da parte dello Stato centrale, i divari territoriali e regionali sono cresciuti, piuttosto che diminuire, nel corso degli anni.

Esiste naturalmente da qualche tempo una maggiore consapevolezza dell’importanza degli anni infantili nella formazione della persona umana , soprattutto dell’uomo di domani e una maggiore attenzione ai diritti di questa età e condizione del ciclo della vita ma questa maggiore consapevolezza non ha ancora portato nel nostro paese ad una riduzione delle devastanti violenze su chi si affida fiducioso e indifeso all’adulto. Con il pericolo che il clamore di alcuni episodi raccontati dai mezzi di informazione faccia dimenticare una quotidianità che è fatta spesso di forme di violenza nascoste , subdole, difficili da portare allo scoperto. Insomma faccia dimenticare che è proprio la famiglia ad infliggere spesso, troppo spesso , delle sofferenze . Ferite che è difficile rimarginare, inferte a quell’età, perché coinvolgono processi di crescita che interrotti possono determinare squilibri permanenti.

È online, sul sito del Parlamento, il documento conclusivo sull’indagine conoscitiva sulle forme di violenza fra i minori e ai danni di bambini e adolescenti approvato dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza….(9)

Ma veniamo al tema dell’abuso sessuale senza aver prima detto che in riferimento a questo fenomeno c’è una risoluzione del Parlamento europeo che impegna le istituzioni e gli Stati membri dell’Unione europea ad adottare misure appropriate per prevenire tutte le forme di violenza fisica e psicologica, incluso l’abuso fisico e sessuale e lo sfruttamento sessuale, e per proteggere i minori e devono intraprendere un’azione unita ed efficace per eliminare l’abuso e lo sfruttamento sessuale e, più in generale, tutti i reati sessuali contro i minori.(10 )

Riteniamo che abuso in senso lato è anche “rifiuto”. Il rifiuto a doppio senso che intende il bambino , il ragazzo, come un “ oggetto “ da “buttare”, “ abbandonare”,proprio in senso fisico come accade quando i neonati vengono abbandonati nei cassonetti della spazzatura che non è la moderna versione della “ruota degli esposti” ma proprio il luogo dello scarto . La ruota degli esposti era il luogo in cui si abbandonavano i neonati soprattutto illegittimi per dare loro un’altra vita che la madre naturale non poteva assicurare . Era una specie di affidamento alla società, attraverso la cosiddetta ruota a fianco alla porta dei conventi in cui appunto le suore si facevano intermediarie accudendo e allevando uomini e donne che come ci raccontano le storie a volte hanno svolto un ruolo determinante in quelle società. Nel caso dell’abbandono in un cassonetto è proprio la negazione del rapporto con la vita che viene sottolineato perché oggi, e soprattutto oggi, si può tranquillamente partorire in anonimato in una struttura pubblica ( in un reparto di maternità di un qualsiasi ospedale con retta a carico della Asl ) e dichiarare l’abbandono del nascituro determinando così il suo stato di adottabilità . Poi c’ è il rifiuto specifico di quello che rappresenta un bambino nella psicologia per esempio di una gravidanza indesiderata , o all’interno di un problematico rapporto di coppia in cui il bambino viene usato e quindi abusato nelle contese degli adulti.

Scendendo dal generale al particolare,per meglio comprendere dunque questo fenomeno dobbiamo domandarci che cos’è un abuso e un abuso sessuale

Scrive l’Unicef : “ La violenza sessuale si verifica contro i bambini di tutte le età: 15 milioni di ragazze tra i 15 e 19 anni hanno subito episodi di violenza sessuale nella loro vita, e 2,5 milioni di giovani donne di 28 paesi europei riportano di aver subito episodi di violenza sessuale prima dei 15 anni. Anche se la mancanza di dati non deve far pensare che i ragazzi siano esclusi da questo tipo di violenza, i dati suggeriscono che le ragazze sono generalmente a rischio più elevato. Indipendentemente dal tipo di violenza sessuale subita o dalle circostanze, la maggior parte delle vittime mantiene il loro abuso segreto e non cerca mai aiuto. L’UNICEF supporta iniziative nazionali di criminalizzazione di tutte le forme di abuso e sfruttamento sessuale dei minori, incentivando la creazione di canali sicuri per la loro segnalazione, garantendone la protezione e rendendola obbligatoria per tutti, anche per il personale della Chiesa Cattolica. ( 11 )

Il bambino sessualmente abusato nel nostro paese. Nella memoria scritta dell’Istat al Parlamento italiano nel giugno del 2018 si fa riferimento ai dati del Ministero dell’Interno, tratti dal Sistema di Indagine (SDI), la banca dati operativa alimentata dalle 5 forze di polizia, rileva 7 reati a sfondo sessuale contro i minorenni, la violenza sessuale in danno di minori di anni 14 ( articolo 609ter del codice penale ) , la violenza sessuale di gruppo sempre a danno di minori di anni 14 ( articolo 609octies), gli atti sessuali con minorenne (articolo 609quater), la corruzione di minorenne (articolo 609quinquies), lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile (articolo 600bis), la pornografia minorile (articolo 600ter), la detenzione di materiale pedopornografico (articolo 600quater). Il bambino abusato negli altri paesi ,panorama internazionale.

Nel 2018 tra i reati a sfondo sessuale contro i minorenni ,il numero delle vittime che ha denunciato l’accaduto è pari a 1.418 individui ; tra questi l’incidenza delle ragazze è tre volte superiore a quella dei ragazzi (319 maschi contro circa 1099ragazze). Guardando al quadriennio2014-2018 il fenomeno non subisce flessioni o crescite significative facendo registrare sempre un numero di denunce totali che va da 1.440 nel 2014 a 1.418 nel 2018, con un lieve decremento nel 2015 (1.303) e nel 2016 (1.331). (12 )

Abbiamo brevemente riferito sulla dimensione di questo fenomeno che però ha tutta una serie di implicazioni. A questo proposito c’è uno studio di Franca Farre dal titolo “A proposito di minori vittime di abusi sessuali pubblicato su La Critica sociologica n. 161 ora leggibile in Pdf su : http://www.lacriticasociologica.it/CRIT%20SOC.%20161%20pdf/CS161%20pp%2086-100.pdfche esamina molti aspetti di questo fenomeno partendo dalla considerazione che :”L’ abuso sessuale non può essere, dunque, definito come un male moderno, anche se solo negli ultimi anni si è cercato di imprimere una sorta di forza dal punto di vista giuridico-legislativo. Già nel 1962 uno dei primi studiosi ad occuparsi degli abusi sui bambini è stato il pediatra nordamericano H. Kempe, che si è soffermato non solo su abusi sessuali o sfruttamento lavorativo, ma «anche sul maltratta mento psicologico, l’incuria, l’abbandono, la trascuratezza alimentare, scolastica e sanitaria e l’abuso sessuale nei casi di pedofilia, pornografia, atti di libidine, prostituzione, rapporti sessuali devianti» Lo studio quindi illustra , fornendo anche la bibliografia di riferimento aspetti impliciti ed espliciti dell’abuso sessuale .

Ma qui dobbiamo anche parlare della prostituzione minorile che è un altro tema importante quando si parla di abuso sessuale . Un fenomeno ancora sommerso e difficile da portare a galla, ma in costante e rapida crescita. E non sono solo i giovani stranieri a esserne, loro malgrado, protagonisti.

Maria Vittoria Prati, avvocato, scrive su Altalex il 15 settembre 2016 : “La prostituzione di minori presenta profili complessi risultanti dalla molteplicità delle tipologie con cui si manifesta il fenomeno. Se da un lato si ha a che fare infatti, con migranti vittime della tratta; dall’altro vi sono anche adolescenti italiani spinti a prostituirsi dalle famiglie alle prese con situazioni di assoluta povertà. Questi «piccoli schiavi» sessuali agiscono vincolati da condizioni di estrema fragilità e difficoltà, dove la prostituzione vive di disperazione, di mancanza di alternative e di assenza di beni di prima necessità. “ (13)

La “Dichiarazione finale della Conferenza mondiale di Stoccolma” del 1996 ha sapientemente classificato lo sfruttamento sessuale di bambini a fini commerciali come ipotesi di coercizione equiparabile al lavoro forzato o alla schiavitù contemporanea

Altrettanto significative in merito sono stati l’art. 34 della “Convenzione internazionale sui Diritti dell’Infanzia” del 1989 e il “Protocollo Opzionale sulla vendita di bambini, la prostituzione minorile e la pornografia rappresentante minori” del 2002, che a sua volta richiama esplicitamente la Dichiarazione e il Programma d’azione della Conferenza di Stoccolma del 1996, nonché la decisione quadro 2002/629/GAI del Consiglio dell’Unione Europea del 2002 sulla lotta alla tratta di esseri umani, sostituita oggi con il d.lgs 4 marzo 2014, n. 24, intitolato Attuazione della direttiva 2011/36/UE, relativa alla prevenzione e alla repressione della tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime.

Il divieto di schiavitù è, infine, stato sancito anche dalla “Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” del 1950, fondamento che non è suscettibile di deroga da parte della comunità internazionale e ha natura imperativa in quanto “la schiavitù in tutte le sue diverse forme è un crimine contro l’umanità ed è contraria alle norme di ius cogens di diritto internazionale consuetudinario

Angelica Ratti su Italia Oggi scrive : “È un flagello. Un fenomeno molto complesso in continua crescita. Sono sempre di più i minorenni, in maggioranza ragazze, che si prostituiscono: tra 5 mila e 8 mila nel 2013, secondo le stime dell’associazione Agir contro la prostituzione minorile. Nel 2019, sono state identificate 188 prostitute minorenni, il 28% in più rispetto all’anno precedente, secondo quanto ha indicato a Le Monde l’ufficio centrale per la repressione della tratta degli esseri umani (Ocrteh). Tra queste, qualcuna aveva solo 13 anni. E tra i magnaccia, il 12% erano essi stessi minorenni. Oggi la prostituzione minorile tocca tutti i contesti sociali e tutte le zone geografiche, ha detto a Le Monde, Katia Baudry, sociologa. Anche nei bagni delle scuole c’è chi pratica pompini per 5-10 euro. (…) Spesso le famiglie sono le ultime a scoprirlo come ha raccontato Nina, 17 anni, nel suo libro Papà vieni a cercarmi (Papa, viens me chercher, edizione Observatoire, 208 pagine, 18 euro) scritto con l’aiuto della giornalista Jacqueline Remy. Un libro che è un grido, il racconto del suo ritorno dall’inferno. Nina dice che le ci è voluto del tempo per accettare che quello che stava facendo era prostituzione, preferiva parlare di accompagnamento o di escort; prostituta era troppo degradante ai miei occhi, ha scritto nel libro. Nina è una ragazza di buona famiglia, unita, che non la trascurava. Il padre, dirigente d’azienda, ha riferito di non aver capito: all’inizio Nina rubava dei soldi, poi fuggiva, fino a che, un giorno, la scoperta, sulla Rete, che si prostituiva. «Ci siamo sentiti completamente sopraffatti», ha detto il padre a Le Monde. Il libro descrive le ragioni e i meccanismi che conducono in qualche mese un’adolescente di 15 anni, appartenente ad un contesto sociale agiato, a intrattenere clienti in una camera di hotel sorvegliata da un pappone. Una testimonianza preziosa sulla prostituzione dei minori, che preoccupa in maniera crescente le autorità e sulla quale si sa poco e nulla. (14 )

Sul sito : https://gruppocrc.net/area-tematica/minori-in-situazione-di-sfruttamento-la-prostituzione-minorile/ al titolo “ Il fenomeno della prostituzione minorile e della tratta in Italia” si può leggere un’ampia documentazione su questo tema. Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC) è un network attualmente composto da 100 soggetti del Terzo Settore che da tempo si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ed è coordinato da Save the Children Italia. Il Gruppo CRC si è costituito nel dicembre 2000 con l’obiettivo prioritario di preparare il Rapporto sull’attuazione della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Convention on the Rights of the Child – CRC) in Italia, supplementare a quello presentato dal Governo italiano, da sottoporre al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza presso l’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Da allora il network redige regolarmente Rapporti di aggiornamento annuali e periodici..

E poi si deve anche parlare di turismo sessuale .Scrive Il fatto quotidiano : “Sono così piccole da non raggiungere in altezza l’anca dei predatori che se le vanno a comprare nei bordelli, e poi le stuprano, e prima trattano il prezzo parlando quasi sempre lingue occidentali, e 80.000 volte all’anno in media la lingua è l’italiano.
Sono così leggere che a prenderle in braccio pesano poco più di un bebè. Sono così truccate che sembrano bimbe a Carnevale. Sono così sottili che, se non fossero coperte di stracci succinti e colorati, indosserebbero le taglie più piccole degli abitini per bimbi occidentali. Le stuprano, tra gli altri, certi italiani che a casa sembrano gente qualunque, gente a posto. Che mai e poi mai potreste riconoscerli dal modo di fare, dalla morfologia.”

Secondo l’Ecpat – End Child Prostitution in Asian Tourism, ogni anno tre milioni di persone viaggiano per turismo sessuale. Circa 250mila sono in cerca di vittime minorenni il cui sfruttamento genera un mercato da 20 miliardi di dollari – e il fenomeno è sottostimato. Il triste primato, con 80mila partenze l’anno, va agli italiani. Si tratta di una piaga così diffusa che le schede di molti Paesi sul sito della Farnesina Viaggiare Sicuri si preoccupano di mettere bene in evidenza le pene previste per chi sfrutta la prostituzione minorile. “In alcune strade dell’Africa non è difficile trovare sulla strada cartelli che intimano di non toccare i bambini, scritti in italiano”, denuncia Giorgia Butera, presidente di Mete Onlus. L’associazione, in collaborazione con l’Ecpat, lo scorso anno aveva presentato in Senato il progetto Stop Sexual Tourism, campagna che nel 2016 aveva fatto affiggere in 57 aeroporti italiani un manifesto informativo per scoraggiare le partenze. Tra le mete principali c’è l’Asia con Paesi come la Cina, il Giappone, la Corea e la Thailandia, che hanno visto crescere significativamente anche il turismo per lavoro, spesso strettamente e tristemente collegato allo sfruttamento della prostituzione minorile: il dossier parla dell’usanza sempre più diffusa di intrattenere clienti e manager in visita dall’estero con escort, alcool e droghe per saldare relazioni di lavoro. Zone di confine come il Myanmar, il Vietnam e la Cambogia (dove il mercato delle vergini è particolarmente sviluppato), vengono invece scelte perché più economiche. Poi ci sono i Paesi latino-americani, che soffrono anche situazioni di grande povertà infantile, associata a droga e corruzione. L’Africa sub-sahariana è la meta emergente, con Ghana, Kenya, Sudfrica e Zambia ai primi posti. (15)

Continua Il fatto quotidiano : “Figli, mariti, padri, lavoratori. E poi un aereo. E poi in vacanza al Sud del mondo. E poi diventano il demonio. Italiani, tra quelli che ”consumano” di più a Santo Domingo, in Colombia, in Brasile. Italiani, i primi pedofili del Kenya. Attivissimi, nell’olocausto che travolge 15.000 creature, il 30 per cento di tutte le bambine che vivono tra Malindi, Bombasa, Kalifi e Diani. Piccole schiave del sesso per turisti. In vendita a orario continuato, per mano, talvolta, dai loro genitori. In genere hanno tra i 10 e i 12 anni. Ma possono averne anche 9, anche 7, anche 5, a volte, per gli esigenti, anche 2 o 3 anni. Minuscoli bottini per turisti. Burattini di carne da manipolare a piacimento. Foto e filmati da portare a casa come souvenir. Costa quanto una buona cena o un’escursione. Puoi fare anche un pacchetto all inclusive: alloggio, vitto, viaggio, drink, preservativi e ragazze per un tot. Puoi cercare nei forum in Rete le occasioni, ci sono i siti apposta. Puoi scegliere tra ”20 mixt age prostitutes”, dalla prima infanzia in su. Puoi avere anche le vergini, mille euro in più. E poi torni da mamma, dai figli, dalla moglie, in ufficio. E poi bentornato, e quello che è successo chi lo sa?
L’allarme è dell’Ecpat, l’organizzazione che in 70 Paesi del mondo lotta da sempre contro lo sfruttamento sessuale dei bambini: sono sempre di più, i vacanzieri che vanno a caccia di cuccioli umani nei Paesi dove, per non morire di fame, si accetta ogni tortura. Sono un terzo dei tre milioni di turisti sessuali in tutto il mondo. Sempre più giovani, tra i 20 e i 40 anni. Sempre più depravati per scelta, e non per malattia. Solo il 5 per cento di loro, infatti, è un caso patologico. Gli altri, informa l’Ecpat, lo fanno per provare un’emozione nuova, in modo occasionale (60%), oppure abituale (35%).”) (16 )

Il problema si è imposto all’opinione pubblica mondiale grazie alla firma, nel 1989, della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che all’art. 34 prevede che “Gli Stati parti si impegnino a proteggere il fanciullo contro ogni forma di sfruttamento sessuale e di violenza sessuale”. Il nostro ordinamento prevede la reclusione da uno a sei anni e multe fino a 6mila euro per chiunque recluta, induce, sfrutta o favorisce la prostituzione minorile, senza contare che il turista sessuale deve rispondere anche alle leggi del Paese in cui ha commesso il reato.

Dunque si parla di turismo sessuale a danno di minori quando un reato sessuale è commesso all’estero nei confronti di un minore.
Gli autori di tali reati approfittano delle differenze esistenti tra il sistema di perseguimento penale del Paese in questione e quello del proprio Paese d’origine. Inoltre essi approfittano dell’ingenuità, della povertà e della fragilità che contraddistinguono una parte della popolazione nei Paesi, dove il fenomeno del turismo sessuale è particolarmente diffuso.
Questa categoria di turisti in genere, viaggia principalmente con l’intenzione di entrare in contatto con i minori per abusarne sessualmente.Da non trascurare anche il numero in crescita delle donne che viaggiano in paesi in via di sviluppo, in cerca sesso a pagamento con i minori. In totale sono il 10% dei turisti sessuali.  Mentre gli uomini prediligono prede più giovani (fra i 12 e i 14 anni d’età) e tendono a cambiare partner ogni sera, le donne vanno in cerca di adolescenti, ragazzi che possano diventare i loro accompagnatori per tutta la vacanza. Questo avviene soprattutto in Kenya e nei Caraibi.

“End Child Sexual ExploitationECPAT Italia è un’associazione che opera per contrastare il dramma dello sfruttamento sessuale dei minori per fini commerciali. Mette in campo progetti, idee, proposte per diffondere una cultura della tutela e del rispetto dei minori. Impegna volontari in Italia e nel mondo per soccorrere bambini e adolescenti in difficoltà e per recuperare quanti fra loro sono stati vittime di violenze, sfruttamento sessuale, tratta. Le iniziative puntano a creare una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza, perché a queste prime età della vita non vengano mai a mancare il sostegno e la cura di cui hanno bisogno.

Dopo questo esame non certo esaustivo che ha cercato di presentare alcuni momenti di un fenomeno come la violenza sull’infanzia declinato in modo particolare per l’aspetto dell’abuso sessuale nasce una domanda che può essere formulata in sintesi come segue : non siamo forse come adulti ,ognuno a modo suo ( genitori, educatori, insegnanti ) tutti in qualche modo “violenti “ per le nostre inadeguatezze, le nostre disattenzione , le nostre superficialità che pesano come macigni nella vita di creature indifese che si affidano a noi senza riserve .

L’Istituto degli Innocenti di Firenze (17) già nel 2016 affermava che “Novanta progetti, tra azioni di sensibilizzazione e prevenzione rivolti a ragazzi e pre-adolescenti, formazione per insegnanti e operatori del settore, sostegno alla genitorialità: è la mappatura degli interventi mirati a combattere la violenza sull’infanzia, che emerge dallo Studio Multi-Paese sui drivers della violenza, effettuato da un team interno all’Istituto degli Innocenti, in collaborazione con Unicef Office of Research. Un’analisi complessa e strutturata che permette oggi di avere un quadro complessivo del sistema di welfare per minori e famiglie in Italia e mira, domani, ad individuare gli strumenti più efficaci. Il sistema degli interventi nel nostro Paese si basa sul ruolo delle municipalità e delle Aziende sanitarie locali. In aggiunta a questi servizi pubblici di base che normalmente sono su base permanente, una serie di progetti “a tempo determinato” sono realizzati dal terzo settore, in autonomia o in collaborazione con la pubblica amministrazione. Questi interventi possono usufruire di finanziamenti pubblici o possono essere basati su finanziamenti privati di cui si avvalgono le associazioni. (18)

Riconoscere le forme di violenza all’infanzia è il primo passo per combatterle . Informazione e consapevolezza, quindi ricerca e divulgazione sono gli elementi più importanti di questa lotta .

Aiutare a superare le forme di violenza sull’infanzia è una conquista di civiltà ma anche una ipoteca sul futuro perché ragazzi e adolescenti sono in ogni tempo il futuro di una società.

Bibliografia essenziale sull’abuso sessuale tratta da : “ Maria Vittoria Prati Prostituzione minorile in Italia: un fenomeno in continua crescita “

Indagine conoscitiva sulla prostituzione minorile – Esame e approvazione del documento conclusivo, – Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza – 21 giugno 2016.

A. CADOPPI, commento pre – art. 600-bis c.p., in aa. Vv., Commentario delle norme contro la violenza sessuale e contro la pedofilia, Cadoppi A. (a cura di), Cedam, Padova, 2006, p. 39 ss.

] M. R. SAULLE, Le dichiarazioni internazionali a tutela dei minori e il progetto di Convenzione sui diritti del bambino, in Il bambino incompiuto, I, 1989, p. 7 – 9.

M. HELFER., Sulla repressione della prostituzione e pornografia minorile, una ricerca comparatistica, Cedam, Padova, 2007, p 38.

B. CONFORTI, Diritto Internazionale, Editoriale Scientifica, IV Edizione, Napoli, 1999, p. 141.

Per un’analisi dei contenuti della cd. Convenzione di Lanzarote e per una panoramica sugli ultimi documenti internazionali a tutela del soggetto minorenne v. M. BERTOLINO, Convenzioni, Direttive e Legislazione nazionale: un fronte comune di lotta contro i delitti a sfondo sessuale a danno di minori nella Legge di ratifica n. 172/2012, II ed., Torino, 2014.

Corte d’Ass., Milano, sent. 18 maggio 1988, 1989, II, 121; Cass. Pen., Sez. V, sent. 24 ottobre 1995, n. 2390.

Tribunale Nuoro, sent. 6 novembre 1992.

Cass. Pen., Sez. III, sent. 19 maggio 1998, n. 7929.

G. PIOLETTI, voce Prostituzione, in Dig. Disc.pen., X, Torino, 1995, p. 276.

Bontempi P., il Codice penale commentato, cit., p. 3123.

R. BORGOGNO, I reati sessuali, i reati di sfruttamento dei minori e di riduzione in schiavitù per fini sessuali e di riduzione in schiavitù per fini sessuali (a cura di) Franco Coppi -, Giappichelli Editore, Torino, 2007, p. 347; APRILE, I delitti contro la personalità individuale. Schiavitù e sfruttamento sessuale dei minori; in Trattato di diritto penale. Parte Speciale (a cura di) Marinucci – Dolcini, vol. VI, Cedam, Padova, 2006, p. 143.

Art. 600-bis: “È punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.000 a euro150.000 chiunque:1) recluta o induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto; 2) favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di età inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000”.

V. MUSACCHIO, Brevi considerazioni sulla nuova normativa penale “anti-pedofilia”, in GP, II, 1998, p. 666.

F. MANTOVANI, Diritto penale, Parte speciale, I, Delitti contro la persona, Cedam, Padova, 2005, p. 397.

. BONTEMPI, Commento all’art. 600-bis, in Codice penale commentato (a cura di) Dolcini – Marinucci, II, Giuffrè, Milano, 2006, p. 4144.

R. BORGOGNO, I reati sessuali, i reati di sfruttamento dei minori e di riduzione in schiavitù per fini sessuali e di riduzione in schiavitù per fini sessuali (a cura di) Franco Coppi -, Giappichelli Editore, Torino, 2007, p. 347; APRILE, I delitti contro la personalità individuale. Schiavitù e sfruttamento sessuale dei minori; in Trattato di diritto penale. Parte Speciale (a cura di) Marinucci-Dolcini, vol. VI, CEDAM, Padova, 2006, p. 143.

Cass. Pen., Sez. III, 12 marzo 1984; “si deve trattare di un’attività diretta a far cessare le resistenze di ordine morale che trattengono il soggetto dal prostituirsi e questa attività deve svolgersi con una continuità, sia pur minima, ma che comunque sia tale da consentirne l’apprezzamento sul piano giuridico”; Cass. Pen., Sez. III, 9 dicembre 1997.

CORTELLESSA, Considerazioni sulla nuova legge sullo sfruttamento sessuale dei minori, in Riv. Pol., 1999, 777; MUSACCHIO, Brevi considerazioni sulla nuova normativa penale “antipedofilia”, in Giust. Pen., II, 1998, 666; PADOVANI, Commento all’art. 2, I comma – L. 3/8/1998 n. 269, in Legisl. Pen., 1999, 56; PITTARO, Le norme contro la pedofilia. A) Le norme di diritto penale sostanziale, in Dir. Pen e proc., 1998, 1225; RIVIEZZO, Commento alla L. 3/8/1998 n. 269, in Gazz. Giur., 33/1998, 7; B. ROMANO, Repressione della pedofilia e tutela del minore sessualmente sfruttato, cit., 1554; SANTORO, Nasce il delitto di “prostituzione minorile”, in Guida dir., 33/1998, 43; SEMINARA, Riflessioni penalistiche sulla L. 3/8/1998 n. 269, in tema di prostituzione e pornografia minorile, intervento al Convegno “Pedofilia e internet: vecchie ossessioni e nuove crociate”, Roma, 27 ottobre 1998.

Cass. Pen., Sez. III, 1 aprile 1963; Cass. Pen., Sez III, 9 marzo 1965.

C. RUSSO, L’abuso sui minori dopo “Lanzarote”, Giuffrè, Milano, 2012, p 28.

K. CAPORALE, I delitti sessuali all’indomani della ratifica della Convenzione di Lanzarote, Cacucci, Bari, 2013, p.123.

C. RUSSO, L’abuso sui minori dopo “Lanzarote”, Giuffrè, Milano, 2012, p 30.

K. CAPORALE, I delitti sessuali all’indomani della ratifica della Convenzione di Lanzarote, Cacucci, Bari, 2013, p.123.

Indagine conoscitiva sulla prostituzione minorile – Esame e approvazione del documento conclusivo – Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza – 21 giugno 2016.

Indagine conoscitiva sulla prostituzione minorile – Esame e approvazione del documento conclusivo –

NOTE

( 1 ) Il 20 novembre 1989, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, la quale sanciva per la prima volta che tutti i bambini hanno diritti – alla sopravvivenza, allo sviluppo, alla protezione e alla partecipazione. L’accordo formula principi validi in tutto il mondo nell’approccio all’infanzia, indipendentemente dall’estrazione sociale, culturale, etnica o religiosa. Da allora, i bambini vengono considerati individui a pieno titolo, con opinioni proprie che hanno il diritto di esprimere. Tutti gli Stati, con l’eccezione degli USA, hanno ratificato la Convenzione.
La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia comprende 54 articoli che poggiano su quattro principi fondamentali.1. Il diritto alla parità di trattamentoNessun bambino deve essere discriminato a causa del sesso, dell’origine, della cittadinanza, della lingua, della religione, del colore della pelle, di una disabilità o delle sue opinioni politiche.2. Il diritto alla salvaguardia del benessere
Quando occorre prendere decisioni che possono avere ripercussioni sull’infanzia, il benessere dei bambini è prioritario. Ciò vale in seno a una famiglia tanto quanto a livello statale.3. Il diritto alla vita e allo sviluppo. Ogni bambino deve avere accesso all’assistenza medica, poter andare a scuola, ed essere protetto da abusi e sfruttamento.4. Il diritto all’ascolto e alla partecipazione
Tutti i bambini, in quanto persone a pieno titolo, devono essere presi sul serio e rispettati. Ciò significa anche informarli in modo conforme alla loro età e coinvolgerli nelle decisioni.

(2 ) L’UNICEF, con sede centrale a New York, è presente in 190 paesi e si occupa di assistenza umanitaria per i bambini e le loro madri in tutto il mondo, principalmente nei paesi in via di sviluppo. I bambini e i ragazzi sotto i 15 anni sono più di 2 miliardi nel mondo. L’UNICEF è finanziato con contributi volontari di paesi, governi e privati e ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1965

( 3 ) Ci riferiamo ai numerosi romanzi di formazione che in ogni tempo hanno descritto la condizione dell’infanzia e la vita di adolescenti .Come il Marcel Proust autobiografico di “ Alla ricerca del tempo perduto “ , J.D Salinger “Il giovane Olden”,C. Brontè “Iane Eyre” R. Musil “ I turbamenti del giovane Torless”,Charles Dickens “David Copperfield “,H. Hesse “Demian”,J.London “ Martin Eden” tanto per citarne alcuni.

( 4 ) L’UNICEF ha reso la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro i bambini una priorità dell’intera organizzazione, che rientra in tutte le aree programmatiche di intervento. Tramite la Campagna “End Violence Against children”, l’UNICEF ha messo in luce come i bambini subiscano violenze nel corso di tutte le fasi dell’infanzia e dell’adolescenza, in contesti diversi, e spesso per mano di persone di cui si fidano e con le quali interagiscono quotidianamente

( 5) https://adozioneadistanza.actionaid.it/diritti-bambini/abusi-violenza-minori.html

( 6) Il tema del potere diviene centrale nella filosofia dell’ultimo Foucault, a partire dalla lezione inaugurale al Collège de France, L’ordine del discorso , e poi nello studio sull’origine del sistema carcerario, intitolato Sorvegliare e punire (1975). Foucault fa ancora una volta riferimento a Nietzsche, che viene ora definito ‘il filosofo del potere’. Nietzsche, infatti, ha il merito di aver mostrato che ogni discorso, implicando una volontà di verità, ha insita in sè la volontà di potenza e che una delle procedure di selezione e di interdizione con cui il potere opera sui discorsi è data dall’opposizione tra vero e falso. Non solo, ma Nietzsche ha indicato nella genealogia il metodo che permette di individuare i modi in cui i discorsi si generano e scompaiono, senza postulare un ordine necessario o un senso unitario della storia. Foucault dice che ‘ ogni società ha il suo proprio ordine della verità, la sua politica generale della verità: essa accetta cioè determinati discorsi, che fa funzionare come veri ‘. Questo vuol dire che sapere e potere sono indisgiungibili , in quanto l’esercizio del potere genera nuove forme di sapere e il sapere porta sempre con sè effetti di potere. Per potere però, spiega Foucault, non si deve intendere quello che emana da un soggetto cosciente, un sovrano, e si traduce in leggi positive; si tratta invece del potere impersonale, onnipresente, che non ha dimora fissa, ma opera tramite meccanismi anonimi in ogni anfratto della società. Sotto questa luce, il potere è un insieme di rapporti di forza , diffusi localmente, non riconducibili ad una sola sede e così Foucault contrappone la propria microfisica del potere , mirante all’analisi delle molteplici e diffuse strategie di soggiogamento, alla macrofisica, propria della teoria di Marx, ad esempio, che dà più spazio all’opposizione tra dominatori e dominati. Di fatto, spiega Foucault, si è sempre allo stesso tempo ambo le cose, dominatori e dominati: si potrà essere dominati in fabbrica ma, magari, dominatori in famiglia. Rispetto a questi poteri così decentrati e variamente connessi la resistenza può essere condotta non da un’unica forza organizzata in partito, ma solo in lotte parziali, in una miriade di luoghi da parte di forze mobili e continuamente cangianti. I dispositivi di potere, attuando selezioni e interdizioni, impediscono il libero proliferare dei discorsi e originano una società disciplinare, che trova espressione nelle istituzioni del carcere, dell’ospedale, dell’esercito, della scuola, della fabbrica, dove sono attuate strategie di controllo, anche del corpo, esami, sanzioni. Il potere, però, non ha solo questa funzione spregevole, ma ne ha anche una positiva e apprezzabile: produrre nuovi ambiti di verità e nuovi saperi. Questa tesi affiora esplicitamente nelle ultime opere di Foucault, a partire da La volontà di sapere (1976), miranti a ricostruire una storia della sessualità . La sessualità, stando a Foucault, è un’invenzione moderna: essa ha a che fare, da un lato, con il problema di tenere soggiogati i corpi, ma, dall’altro lato, dà pure luogo ad un discorso sul sesso, in cui l’interdizione si intreccia con l’attenzione nei suoi riguardi e, dunque, con la costituzione di nuove forme di sapere. Sotto questo profilo, Foucault rifiuta la teoria di Marcuse secondo la quale la repressione è l’unico aspetto in cui la sessualità è vissuta nella società contemporanea. Muovendo da queste tematiche, Foucault arriva, nei suoi due ultimi scritti, pubblicati postumi nel 1984, L’uso dei piaceri e La causa di sè , a ritrovare una posizione alternativa alla modernità nell’antichità classica: qui, infatti, egli ravvisa all’opera, in opposizione alle morali prescrittive, imperanti a partire dal cristianesimo, la costruzione di una ‘ estetica dell’esistenza individuale ‘, basata su quelle che lui definisce le ‘tecnologie del sè’, volte all’autocostituzione di un soggetto padrone di sè. Così facendo, egli sembra riportare in auge proprio quella dimensione umanistica da lui sempre osteggiata. https://www.filosofico.net/foucault.htm

( 7 ) Dati messi in luce dal X Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, La pubblicazione a cura di Giulio Cederna e dal titolo evocativo “Il tempo dei bambini”, fa il bilancio della condizione dei bambini e adolescenti in Italia negli ultimi dieci anni e viene presentata quest’anno contemporaneamente in dieci città italiane (Roma, Milano, Torino, Udine, Ancona, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Catania e Sassari) in occasione della nuova edizione della campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa. “Nell’ultimo decennio insieme alle diseguaglianze intergenerazionali, si sono acuite le diseguaglianze geografiche, sociali, economiche, tra bambini del Sud, del Centro e del Nord, tra bambini delle aree centrali e delle periferie, tra italiani e stranieri, tra figli delle scuole bene e delle classi ghetto. Si sono divaricate le possibilità di accesso al futuro”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “Un paese “vietato ai minori”, che negli ultimi dieci anni ha perso di vista il suo patrimonio più importante: i bambini. Impoveriti, fuori dall’interesse delle politiche pubbliche, costretti a studiare in scuole non sicure e lontani dalle possibilità degli altri coetanei europei. Ma che non si arrendono, che hanno trovato il coraggio di chiedere a gran voce che vengano rispettati i loro diritti, che gli adulti lascino loro un pianeta pulito e un ambiente di vita dove poter crescere ed esprimersi”.   “Chiediamo un forte segnale di inversione di rotta, per affrontare quella che è una vera e propria emergenza. Ci auguriamo – prosegue Valerio Neri – che il Presidente del Consiglio che nel suo discorso di insediamento ha voluto raccogliere l’appello lanciato da Save the Children per garantire ai bambini e alle bambine l’accesso all’asilo nido, nella prossima legge di bilancio sappia dare seguito concreto a quanto annunciato, a partire dalle aree del paese dove maggiormente si concentra la povertà minorile.”

( 8) La povertà economica è spesso correlata alla povertà educativa, due fenomeni che si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione. Nel nostro paese 1 giovane su 7 ha abbandonato precocemente gli studi, quasi la metà dei bambini e adolescenti non ha letto un libro extrascolastico in un anno, circa 1 su 5 non fa sport .

.https://www.savethechildren.it/press/infanzia-italia-vietata-ai-minori-negli-ultimi-dieci-anni-%C3%A8-triplicato-il-numero-dei-minori

(9) Nel corso dell’indagine la Commissione ha esaminato, senza pretese di esaustività vista la complessità della tematica, i principali aspetti legati alla violenza sia ai danni dei minorenni che fra bambini e adolescenti. Nel testo si analizzano solo alcune forme di violenza subite dagli under 18, rinviando ad altro momento la trattazione di argomenti come il maltrattamento e gli abusi ai danni dei minori non accompagnati o dei minori in affido (familiare o eterofamiliare), la vittimizzazione dei bambini e degli adolescenti nelle cause di separazione particolarmente conflittuali, le cosiddette baby star (forme di sfruttamento che si celano dietro lo showbiz). «Su questi temi – si legge nella premessa – la Commissione si riserva di effettuare degli approfondimenti ulteriori». Il documento si sofferma sui seguenti fenomeni che riguardano la violenza sui minori: il fenomeno delle babygang e il rapporto tra minorenni e criminalità organizzata, che non è più presente solo in alcune regioni ma è diffuso su tutto il territorio nazionale, anche se con differente intensità; il maltrattamento e l’abuso; la violenza di carattere sessuale e la pedopornografia; la prostituzione minorile e il turismo sessuale; la violenza sui minori con disabilità. Nel capitolo finale la Commissione avanza alcune proposte di intervento per contrastare il fenomeno. Nel testo si sottolinea la necessità di intervenire sulla prevenzione con programmi di intervento precoci, possibilmente nei primi mille giorni di vita del bambino, e rivolti in particolar modo alle famiglie fragili. La Commissione chiede inoltre che: vengano sviluppati programmi specifici di formazione per educatori, insegnanti, medici, pediatri; nei pronto soccorso vengano adottati protocolli sanitari specifici per individuare i segni clinici caratteristici dell’abuso e del maltrattamento; vengano sviluppati programmi di educazione per un corretto uso del web e venga garantita la sicurezza in rete; si istituisca la figura dello psicologo scolastico; si contrasti con programmi specifici il fenomeno dell’abbandono scolastico; si prevedano nel nostro ordinamento specifiche misure per contrastare la violenza sui minori con disabilità e si intervenga sulla disciplina dei reati sessuali ai danni dei minori.

https://www.minori.gov.it/it/ricerca-guidata?f%5B0%5D=taxonomy_vocabulary_20%3A429

(10) Sono queste alcune delle principali raccomandazioni contenute nella Risoluzione del Parlamento europeo del 14 dicembre 2017 sull’attuazione della direttiva 2011/93/UE del 13 dicembre 2011 relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile.
Nella Risoluzione il Parlamento europeo esprime preoccupazione per le minacce e i rischi che la dimensione online comporta per i minori, «segnatamente per quanto riguarda il loro reclutamento, nonché l’adescamento e altre forme di incitamento»; a questo proposito ritiene necessario «individuare soluzioni per identificare, segnalare e indagare tali pratiche pericolose» e «sottolinea la necessità di rafforzare il livello di protezione dei minori online e contemporaneamente avviare programmi di sensibilizzazione e di istruzione relativi ai pericoli esistenti online»

(11) https://www.unicef.it/diritti-bambini-italia/violenza-abusi/

(12) https://www.istat.it/it/files//2020/06/Istat_Memoria-scritta_Violenza-tra-minori_1-giugno-2020.pdf

(13) https://www.altalex.com/documents/news/2016/09/13/prostituzione-minorile-in-italia-fenomeno-in-continua-crescita

( 14) https://www.italiaoggi.it/news/prostituzione-minorile-purtroppo-in-aumento-2429802

(15) https://thevision.com/attualita/turismo-sessuale-minorile/Jennifer Guerra Gli italiani sono i primi al mondo per turismo sessuale minorile. Parliamo di questo 30 agosto 2019

(16)Fonte: il Fatto Quotidiano 20 agosto 2018

(17) L’Istituto degli Innocenti di Firenze è una delle più antiche istituzioni italiane dedicate alla tutela dell’infanzia. Dal 5 febbraio 1445, giorno in cui venne accolta la piccola Agata Smeralda qui abbandonata, l’Istituto opera ininterrottamente in favore dei bambini, delle madri e delle famiglie. Dopo essersi occupato per secoli di bambini abbandonati, oggi l’Istituto degli Innocenti è un’Azienda pubblica di Servizi alla Persona (ASP) ai sensi dell’art. 32 della legge regionale 3 agosto 2004 n. 43 ed è disciplinato da uno Statuto la cui ultima versione è stata approvata con DPG Toscana n.152 del 18 ottobre 2016. L’Istituto promuove i diritti attivi dell’infanzia e dell’adolescenza così come sanciti dalla Convenzione sui diritti del fanciullo, adottata a New York il 20 novembre 1989 e resa esecutiva in Italia con la legge 27 maggio 1991, n. 176. Collabora con UNICEF- Innocenti Research Centre che ha sede in Istituto così come previsto dall’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia firmato a New York il 23 settembre 1986. Accoglienza, responsabilità e cultura sono i valori che hanno caratterizzato la sua storia, che sono ancora alla base dei fini statutari, che sono riconducibili a tre ambiti:

• studio, promozione della cultura dell’infanzia e formazione attraverso ricerche, monitoraggio delle politiche, documentazione, informazione su temi riguardanti l’infanzia, l’adolescenza, le famiglie, la maternità e la condizione della donna. L’Istituto cura la formazione e l’aggiornamento professionale di chi lavora con bambini, ragazzi e famiglie in ambito educativo, formativo, psicosociale, sanitario, giuridico. In particolare gestisce le attività di documentazione e monitoraggio del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza e del Centro regionale di documentazione per l’Infanzia e l’adolescenza, oltre a collaborare con molte Istituzioni pubbliche e private;

• realizzazione e gestione di servizi socioassistenziali, educativi, di accoglienza rivolti a bambini, adolescenti, famiglie e genitori

• attività di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio storico artistico, attraverso il Museo degli Innocenti e le attività e iniziative di promozione della cultura della e per l’infanzia.

L’Istituto è governato da un Consiglio di Amministrazione che resta in carica 5 anni ed è composto da cinque membri. Il Presidente della Repubblica ha concesso l’Alto Patronato alle iniziative dell’Istituto degli Innocenti promosse per l’anno 2019.

Le pubblicazioni dell’Istituto rappresentano un panorama ampio di tutti i fenomeni legati all’infanzia e

all’adolescenza nel nostro paese .

(18) https://www.istitutodeglinnocenti.it/content/prevenzione-della-violenza-sullinfanzia-che-punto-siamo-italia

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